{"id":51469,"date":"2024-02-24T22:10:02","date_gmt":"2024-02-24T22:10:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=51469"},"modified":"2024-02-24T22:10:02","modified_gmt":"2024-02-24T22:10:02","slug":"tutela-delle-minoranze-storiche-in-italia-un-riferimento-per-il-ministero-della-cultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=51469","title":{"rendered":"Tutela delle minoranze storiche in Italia. Un riferimento per il Ministero della Cultura"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240224-WA00021.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240224-WA00021-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-51470\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240224-WA00021-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240224-WA00021-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240224-WA00021-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240224-WA00021-113x150.jpg 113w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/IMG-20240224-WA00021.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Tutela delle minoranze storiche in Italia. Un riferimento per il Ministero della Cultura<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Micol Bruni<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che bisognerebbe ridiscutere la questione relativa alle presenze minoritarie storiche in Italia all&#8217;interno di un processo culturale di cui il Ministero della cultura deve essere riferimento.<br>\u00c8 necessario ricontestualizzare la normativa relativa alla tutela delle minoranze storiche e linguistiche. Sarebbe anche auspicabile inserirla nella possibile nuova riforma della legge riguardante il ministero della cultura.<br>Lo studio delle minoranze linguistiche passa inevitabilmente attraverso dei parametri che hanno come elemento di base la conoscenza storica non solo delle lingue, ma anche delle culture e delle civilt\u00e0 identitarie. Il ministero della cultura dev&#8217;essere, con la sua importanza valorizzante, un forte riferimento sul piano della tutela anche della lingua e sul versante storico &#8211;&nbsp; antropologico.<br>La loro presenza sul territorio nazionale comporta una analisi attenta di quei processi pedagogici che si vivono anche all\u2019interno del mondo scolastico che possono essere definiti come modelli della \u201cdifferenziazione\u201d.<br>Tra lingua e modello etnico ci sono passaggi che possono essere maggiormente compresi se alla base c\u2019\u00e8 una volont\u00e0 di metodologia pedagogico che viene ad essere supportata da precise realt\u00e0 intersogettive tra la cultura italiana e le matrici ereditarie che si portano dietro i cosiddetti \u201cpopoli altri\u201d presenti sul territorio nazionale. Proprio in virt\u00f9 di ci\u00f2 la scuola ha un ruolo predominante non solo in quei contesti dove il tessuto linguistico vive di contaminazioni articolate e le lingue assumono il contorno di un vero e proprio bilinguismo ma anche in quelle realt\u00e0 comunitarie dove si assiste ad una presenza non storica ma contemporanea di presenze minoritarie.<br>Credo che qui la didattica della integrazione gioca un ruolo significativo.<br>\u00c8 naturale che le comunit\u00e0 che si mostrano con una storia di bilinguismo rientrano in quei parametri sanciti dalla legge di tutela ora vigente ma \u00e8 anche vero, comunque, che diventa necessario stabilire un dialogo tra territori perch\u00e9, in molte occasioni, un Istituto superiore accoglie studenti che provengono da comunit\u00e0 in cui \u00e8 forte l\u2019insistenza (in positivo) del bilinguismo.<br>La Legge di tutela (ovvero la 482 del 99) non prende in considerazione questi casi perch\u00e9 si sofferma su un aspetto giuridico riguardante le comunit\u00e0 o le scuole ricadenti nelle comunit\u00e0 di minoranza linguistica ma sarebbe opportuno aprire un vero dibattito, a tutto tondo, su delle fattispecie che insistono in alcuni Istituti scolastici che non risiedono in dette comunit\u00e0 ma accolgono alunni provenienti da situazioni di bilinguismo storico.<br>Il dato relativo ad una metodologia didattica e quindi pedagogica mi sembra che debba essere presa in considerazione con molta delicatezza e attenzione. Come altre situazioni riguardanti comunit\u00e0 che hanno mantenuto intatti tradizioni e lingue sino a un determinato perizio e poi hanno perso il rito e la lingua ma sono presenti e visibili i segni di una tangibilit\u00e0 culturale con matrici provenienti da altre civilt\u00e0.<br>Infatti richiamandosi alla questione Arbereshe si riscontrano situazioni in cui molte comunit\u00e0 sono stati Arbereshe sino al 1700 e successivamente \u00e8 andata perdendosi la lingua e prima della lingua il rito pur consapevoli che ci sono segni significativi di una identit\u00e0 storica albanese che \u00e8 visibile nelle strutture, nei modelli architettonici, nei rimandi religiosi, nella tradizione di alcuni festeggiamenti.<br>Ebbene, questo fatto non pu\u00f2 essere trascurato e nonostante non ci sia pi\u00f9 la lingua Arbereshe c\u2019\u00e8 da sottolineare che i simboli comunitari della stessa comunit\u00e0 hanno dei richiami precisi senza i quali \u00e8 impossibile leggere il suo territorio e la sua essenza vera dal punto di vista sia culturale che umano.<br>C\u2019\u00e8 da precisare che il concetto di tutela \u00e8 molto ampio ma si tutela la storia e dentro la storia ed \u00e8 per questo effetto, non solo giuridico, che il rapporto tra tutela \u2013 salvaguardia e valorizzazione \u2013 promozione deve poter avere una articolazione che consenta di approfondire, proprio nel campo della tutela delle minoranze linguistiche, elementi e modelli di importanza anche in quelle comunit\u00e0 che hanno perso la lingua (si potrebbe anche dire l\u2019etnia) ma che sono stati e sono dentro una identit\u00e0 storica in cui il valore della diversit\u00e0 culturale ha lasciano segni ben individuabili.<br>Si tratta di un discorso che deve sottoporsi ad una valenza chiaramente culturale, ma anche giuridica estendendo cos\u00ec il concetto e la visione di tutela.<br>\u00c8 naturale che i riflettori devono restare puntati sulla contemporaneit\u00e0 delle presenze minoritarie ma non si possono trascurare testimonianze, che geograficamente a volte ruotano intorno ad uno stesso complesso territoriale, che si manifestano sia attraverso il patrimonio culturale (diciamo beni culturali) sia in una grigia pi\u00f9 vasta che va dai rimandi linguistici alle forme di etno \u2013 antropologia. In questo senso la scuola pu\u00f2 inserirsi in un dibattito che pu\u00f2 risultare importante. \u00c8 precipuo per\u00f2, ormai, porre mano alla normativa perch\u00e9 \u00e8 necessario che altre comunit\u00e0 storiche rientrino in una tutela comparata. Il compito anche giuridico del ministero della cultura verte nella tutela, nella valorizzazione e nella promozione. Senza il Mic oggi \u00e8 difficile parlare di fase valorizzante delle minoranze storiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Micol Bruni<br>(Gi\u00e0 Cultrice di Storia del Diritto Italiano dell\u2019Universit\u00e0 di Bari)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutela delle minoranze storiche in Italia. 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