{"id":53070,"date":"2024-03-26T09:23:04","date_gmt":"2024-03-26T09:23:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=53070"},"modified":"2024-03-26T09:23:04","modified_gmt":"2024-03-26T09:23:04","slug":"dannunzio-politico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=53070","title":{"rendered":"D&#8217;Annunzio politico"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/images.jpeg-17-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"188\" height=\"267\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/images.jpeg-17-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53072\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/images.jpeg-17-1.jpg 188w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/images.jpeg-17-1-106x150.jpg 106w\" sizes=\"(max-width: 188px) 100vw, 188px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/images.jpeg-16.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"193\" height=\"261\" data-id=\"53073\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/images.jpeg-16.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53073\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/images.jpeg-16.jpg 193w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/images.jpeg-16-111x150.jpg 111w\" sizes=\"(max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/download.jpeg-16.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"199\" height=\"253\" data-id=\"53074\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/download.jpeg-16.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53074\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/download.jpeg-16.jpg 199w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/download.jpeg-16-118x150.jpg 118w\" sizes=\"(max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/images.jpeg-15.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"297\" height=\"169\" data-id=\"53075\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/images.jpeg-15.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53075\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/images.jpeg-15.jpg 297w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/images.jpeg-15-150x85.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 297px) 100vw, 297px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>La sola ragione di vivere. D&#8217;Annunzio tra Carta del Carnaro e l&#8217;Esercito Liberatore\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pierfranco Bruni&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il 1916 per Gabriele D\u2019Annunzio \u00e8 un anno importante. Si apre a ventaglio una dialettica su: Letteratura in Trincea. \u00c8 uno dei temi fondamentali che, all\u2019interno di una dialettica tra impegno, interventismo e irredentismo, \u201csmobilita\u201d il pensiero tra storia e linguaggi nei processi del Novecento.<br>C&#8217;\u00e8 un libro di notevole importanza, fatto molto bene e organico, che ripropone la questione dannunziana tra la Carta del Carnaro e L&#8217;Esercito Liberatore, curato da Emanuele Merlino, che contiene un suo ottomo saggio introduttivo&nbsp; che porta i contributi di F. Carlisi, E. Grego, M. Micich, M. Franco con una bella documentazione fotografica. \u00abLa sola ragione di vivere\u00bb, edizioni Passaggio del Bosco.<br>Nel dibattito, che non si \u00e8 mai assopito nel corso di questi anni, su letteratura e Grande Guerra Gabriele D\u2019Annunzio resta, comunque, un protagonista tra pensiero e azione. Infatti nella tragedia della Prima guerra mondiale D\u2019Annunzio trova uno spirito profondamente nobile. Lo trova nei momenti dell\u2019interventismo, ma anche successivamente sino al sorgere del fascismo stesso. Ma vive con intensit\u00e0 quegli anni tanto che fu artefice di numerosi discorsi il cui punto nevralgico era il nazionalismo. Volle partecipare alla guerra da protagonista.<br>Per le autorit\u00e0 militari, invece, D\u2019Annunzio doveva rappresentare un simbolo, un emblema, una bandiera, considerata soprattutto la sua et\u00e0. Nel 1915 il poeta aveva gi\u00e0 52 anni. D\u2019Annunzio non accetta questa \u201cimmaginetta\u201d e chiede addirittura di essere impegnato come soldato. \u201cDiari di guerra 1914 \u2013 1918\u201d di D\u2019Annunzio costituiscono un punto di riferimento non solo del rapporto tra il Vate e la trincea, ma si scava in una esistenza di letterato tra il pensiero, il pensare e il combattere.<br>Presidente del Consiglio dei Ministri era Antonio Salandra e a lui D\u2019Annunzio il 29 luglio del 1915 scrive una lettera, nella quale si legge: \u201cIo non solo un letterato dello stampo antico, in papalina e pantofole. Io sono un soldato. Ho voluto essere un soldato, non per stare al caff\u00e8 o a mensa, ma per fare semplicemente quel che fanno i soldati. Ho una situazione militare in perfetta regola. Non soltanto ho la facolt\u00e0, ma ho l\u2019obbligo di combattere\u201d.<br>Tutti aspetti che Emanuele Merlino porta all&#8217;attenzione.&nbsp; In riferimento alla Carta del Carnaro, di cui successivamente scrive: \u00abLa Carta del Carnaro ha percorso i tempi cos\u00ec tanto da rimanere moderna anche oggi\u00bb.<br>In questa cesellatura c\u2019\u00e8 tutto il suo spirito, la sua esuberanza, il suo protagonismo ma anche il suo aspetto profondamente \u201cguerriero\u201d, i cui ideali avevano quella caratterizzazione, appunto, superomistica la cui concezione estetizzante veniva applicata completamente all\u2019evento bellico. La guerra per D\u2019Annunzio era un fatto esaltante ma anche un gesto che doveva portare al rinnovamento attraverso un impegno civile e spirituale.<br>Era il poeta soldato. Il poeta della contemplazione e del \u201cpiacere\u201d, il poeta del bello e dell\u2019alcionico, il poeta sensuale e greco diventava cos\u00ec il poeta dell\u2019azione. La guerra era, per D\u2019Annunzio, azione. Lo dimostra, d\u2019altronde, la lettera indirizzata ad Antonio Salandra.<br>Durante un azione D\u2019Annunzio perse un occhio. Era il 16 gennaio del 1916. Durante un\u2019operazione di volo alla volta di Zara ebbe un incidente. La tempia destra urt\u00f2 violentemente contro la mitragliatrice di prua. Quel colpo gli caus\u00f2 dei gravi disturbi tanto che fu costretto ad una pausa di riposo e a restare bendato. Aveva perso la vista all\u2019occhio destro. Ma questo non ferm\u00f2 la sua attivit\u00e0 militare. Riprese in pieno la sua attivit\u00e0 e anche a volare.<br>C\u2019\u00e8 da dire che D\u2019Annunzio \u00e8 stato dentro le cause dell\u2019interventismo della Prima guerra mondiale (la sua battaglia per un\u2019idea di nazionalismo resta una testimonianza emblematica).<br>Quale \u00e8 la ragione di vivere? Nel suo testo Merlino sottolinea tutto ci\u00f2 con intelligenza storica e critica.<br>Fu, infatti, proprio la grande guerra a riempirlo di nuova vitalit\u00e0. Infatti oltre ad essere presente con discorsi che invitavano gli italiani ad entrare in guerra a guerra scoppiata si arruola come Tenente dei Lancieri di Novara.<br>Nel 1916 venne, come si \u00e8 detto, addirittura ferito ad un occhio. Questa esperienza lo port\u00f2 delle pagine importati alle quali diede il titolo di \u201cNotturno\u201d (una vera e propria metafora che testimoniava il suo stato di salute con la vista).<br>Subito dopo questo episodio D\u2019Annunzio si contraddistinse per la \u201cbeffa di Buccari\u201d nel 1918 e il volo su Vienna dello stesso anno.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa \u00e8 stata, in realt\u00e0, la beffa di Buccari? La notte tra il 10 e l\u201911 febbraio del 1918, insieme ad altri 20 compagni, port\u00f2 a termine un azione di siluramento di un piroscafo austriaco ancorato nelle vicinanze di Fiume, in una baia denominata Buccari. Il comandante di questa azione era Costanzo Ciano.<br>Il volo su Vienna, invece, \u00e8 stato un atto dimostrativo importante. Il 9 agosto del 1918 vol\u00f2 su Vienna ammantando la citt\u00e0 di manifestini che recavano dei messaggi. Un atto dimostrativo di coraggio che rese popolare la figura militare di D\u2019Annunzio.<br>Egli \u00e8 stato fautore delle istanze contro la \u201cvittoria mutilata\u201d alla fine della guerra stessa e condusse quella \u201cpresa\u201d di Fiume come un atto non solo militare ma intriso di forti connotazioni ideologiche, spirituali e nazionalistiche.<br>D\u2019Annunzio rivendicava all\u2019Italia, dopo la fine della guerra, il diritto a tutto l\u2019Adriatico sino a Valona. In quel contesto numerosi furono le strategie diplomatiche per raggiungere accordi su questo problema. Restava in piedi una questione irrisolta: Fiume. A capo di un piccolo esercito D\u2019Annunzio occup\u00f2, il 12 settembre del 1919, in nome dell\u2019Italia, (pur contro gli accordi raggiunti dai Governi), la citt\u00e0 di Fiume. La si ricorda come l\u2019impresa fiumana.<br>Qual era lo scopo di tale impresa? Era principalmente quello di creare, nell\u2019opinione pubblica, una sollevazione contro i patti della Conferenza di Parigi. Nel settembre del 1920 venne proclamata dai legionari di D\u2019Annunzio l\u2019indipendenza di Fiume e nella stessa occasione venne emanato un \u201cOrdinamento dello Stato libero di Fiume\u201d (meglio conosciuto come la \u201cCarta del Carnaro\u201d).<br>L\u2019occupazione della citt\u00e0 e la cosiddetta \u201cReggenza del Carnaro\u201d non risolsero, comunque, il problema. Man mano D\u2019annunzio venne lasciato solo nonostante gli appoggi economici di molti industriali di quell\u2019area geografica. La questione si risolse nel dicembre del 1920 quando il Presidente del Consiglio Giovanni Giolitti, in virt\u00f9 del Trattato di Rapallo, ordin\u00f2 di soffocare nel sangue l\u2019impresa dannunziana. Infatti, Fiume venne bombardata e i legionari lasciarono ben presto la citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019Annunzio \u00e8 stato, sostanzialmente, un precursore di quelle istanze di cui si approprier\u00e0 Benito Mussolini con la nascita del Fascismo (come Partito nel 1919 e successivamente con la Marcia su Roma nel 1922). Dopo l\u2019impresa fiumana D\u2019Annunzio era ormai stanco della vita politica e delle azioni militari. Aveva, comunque, creato le basi teoriche sulle quali il Fascismo iniziale era nato.<br>L\u2019impegno diretto politico, nonostante qualche altro tentativo, non lo stimolava pi\u00f9. La stessa Marcia su Roma venne accettata con quasi indifferenza. Rinunci\u00f2 spontaneamente a qualsiasi altra azione anche durante i primi anni del Regime.<br>Su Mussolini, nonostante la loro amicizia, nutriva anche molte diffidenze pur condividendo alcune impostazioni ideali. Ma si allontan\u00f2 completamente dalla politica e il Fascismo lo rispett\u00f2 proprio per la sua indifferenza e il suo distacco dalla vita del Regime.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019Annunzio, proprio negli ultimi anni della sua vita, aveva invitato Mussolini a restare fedele all\u2019amicizia con la Francia. In una lettera di D\u2019annunzio al Duce dell\u201911 aprile del 1935 si legge. \u201cTu sai \u2013 se ti ricordi d\u2019altri nostri colloqui arcani \u2013 quanto mi sia cara la nostra rinnovellata o principiata amicizia con la Francia\u201d. Mentre non condivideva la posizione della Germania e non condivideva un accordo di Mussolini con Hitler, il quale, quest\u2019ultimo, era definito, dal poeta, l&#8217;\u201dAttila imbianchino\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre momenti (l\u2019interventismo, la battaglia per la vittoria mutilata e il nazionalismo, la nascita del Fascismo), dunque, che lasceranno un segno in quell\u2019Italia che si prepara alla guerra e successivamente al Fascismo ma da scrittore e da intellettuale non misura, in termini politici, le conseguenze.<br>Ecco perch\u00e9 resta, fino in fondo, un poeta. Un poeta con la sua quotidiana tragedia del vivere che trasporter\u00e0 completamente nei suoi scritti la sua passione, la sua intemperanza e quel bisogno di sfuggire al tempo.<br>Non bisogna dimenticare un contesto storico ben preciso. Dal 1916 al 1920 sono gli anni della preparazione politica e militare. Sono gli anni che preparano una ricca discussione sul nazionalismo, sul sindacalismo, sul socialismo, sul fascismo. Da questa discussioni si innerva il D\u2019Annunzio comandante, il D\u2019Annunzio che marcer\u00e0 su Fiume.<br>Non c\u2019\u00e8 dubbio che il D\u2019Annunzio di Fiume \u00e8 un D\u2019Annunzio anarchico ma anche profondamente nazionalista. La sua rivolta fiumana \u00e8 una manifestazione di difesa del nazionalismo. Nella sua marcia e nei suoi legionari c\u2019\u00e8 la testimonianza della guerra e con le conseguenze del dopoguerra e c\u2019\u00e8 soprattutto la preparazione al fascismo che trover\u00e0 in Fiume una prima prova.<br>La sola ragione di vivere come dice Emanuele Merlino resta il principio portante di tutto.<br>C\u2019\u00e8 da dire che Gabriele D\u2019Annunzio trasforma la retorica in estetica. I suoi canti, i suoi versi, il suo atteggiarsi ci portano ad una cultura del movimento della parola intesa anche come estetica della forma. L\u2019idea di Patria in D\u2019Annunzio resta sempre centrale. Un\u2019idea fondante che trova in un motto antico innovato l\u2019essere del pensare la vita come un combattimento sempre. La Grande Guerra \u00e8 anche quel suo MEMENTO AUDERE SEMPER. La sola ragione di vivere. D&#8217;Annunzio tra Carta del Carnaro e l&#8217;Esercito Liberatore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sola ragione di vivere. 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