{"id":5330,"date":"2018-12-16T09:21:22","date_gmt":"2018-12-16T09:21:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=5330"},"modified":"2018-12-16T09:21:22","modified_gmt":"2018-12-16T09:21:22","slug":"intervista-al-baritono-stefano-antonucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=5330","title":{"rendered":"Intervista al baritono Stefano Antonucci"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n\n<p>Opera Anversa, il baritono Stefano Antonucci: non si pu\u00f2 rimanere vincolati e ancorati al passato. L\u2019intervista<br \/>\nUna messa in scena sorprendente e originale che all\u2019inizio stupisce lo spettatore ma che con la sua idea moderna si rivela del tutto coerente con il libretto e la musica: \u00e8 la versione de \u201cI Pescatori di Perle\u201d di Bizet fino al 31 dicembre all\u2019Opera di Anversa (dal 12 al 24 gennaio 2019 sar\u00e0 a Gent). Alla regia il collettivo teatrale di Anversa FC Bergman che si avventura per la prima volta nell&#8217;opera con un risultato pi\u00f9 che vincente: l&#8217;atmosfera misteriosa e onirica dell\u2019idea base del libretto di Carr\u00e9-Cormon e suggerita dalla musica diretta dal maestro belga David Reiland si mischia a un\u2019ambientazione di duro realismo, che mette di fronte all\u2019immediata riflessione sul tempo che passa e la morte.<br \/>\nLa storia di amore e amicizia fra L\u00e9\u00efla, Nadir e Zurga prende avvio in un ricovero per anziani e la narrazione si dipana da un lato fra stanze d\u2019ospedale, macchinari, sala operatoria, obitorio, refettorio e dall\u2019altro in un\u2019atmosfera rarefatta in cui domina un paesaggio cornice del passato e degli episodi rievocati dai protagonisti. Grazie a una continua rotazione dell\u2019impianto scenografico &#8211; realizzato dal quartetto Stef Aerts, Marie Vinck, Thomas Verstraeten e Jo\u00e9 Agemans &#8211; presente e passato, sogno e realt\u00e0 si sfiorano, si evocano vicendevolmente.<br \/>\nEccezionali gli interpreti: il soprano russo Elena Tsallagova \u00e8 una L\u00e9\u00efla strepitosa, duttile, dolce ed energica, misteriosa e diretta. I suoi compagni di viaggio, il tenore Charles Workman e il baritono Stefano Antonucci, non sono da meno: completamente al servizio dei personaggi, rendono in maniera delicata e credibile i caratteri di Nadir e Zurga. Da sottolineare il grande contributo del coro diretto da Jan Schweiger e i giovani Stanislav Vorobyov, Bianca Zueneli e Jan Deboom.<br \/>\nAlla fine della prima, salutata con una standing ovation da parte del pubblico, abbiamo incontrato e intervistato Stefano Antonucci.<br \/>\n\u201cQuesta performance &#8211; ci dice &#8211; \u00e8 stata un successo per tutti per il lavoro svolto, un lavoro impegnativo ma molto interessante, perch\u00e9 questo team di registi giovani sono realmente geniali. Certo, diciamo che di India non si vede neanche l\u2019ombra, per\u00f2 si vede chiaramente che c\u2019\u00e8 un\u2019idea, una visione dietro questa messa in scena\u201d.<br \/>\nL\u2019interazione fra artisti e scenografia in questa opera \u00e8 assolutamente importante, anche fisicamente: \u00e8 la prima volta per lei in una messa in scena cos\u00ec particolare?<br \/>\nS\u00ec, perch\u00e9 in Italia \u00e8 pi\u00f9 difficile sperimentare cose di questo genere e il pubblico \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 tradizionalista. Per\u00f2 credo che uno spettacolo del genere sarebbe stato molto apprezzato anche in Italia perch\u00e9 c\u2019\u00e8 davvero un forte pensiero dietro questa messa in scena.<br \/>\nCome ha trovato l\u2019idea del continuo e reciproco richiamo fra passato e presente in quest\u2019opera?<br \/>\nI registi l\u2019hanno un po\u2019 concepito come una sorta di sogno, i ricordi di Zurga, della sua giovent\u00f9: infatti, praticamente sono sempre in scena senza nessun intervallo, come se quello che accade in scena venisse anche dalla mia mente.<br \/>\nQuest\u2019opera di Bizet tratta il sentimento dell\u2019amicizia fra uomini. In ambito operistico, \u00e8 facile tra colleghi essere amici?<br \/>\nS\u00ec, assolutamente. Perch\u00e9 no? Anche fra baritoni, fra cantanti della stessa corda si pu\u00f2 essere amici.<br \/>\nChe cosa si rivela essere \u201camico\u201d o \u201cnemico\u201d dell\u2019opera?<br \/>\nForse oggi per avvicinare i giovani all\u2019opera bisogna anche produrre spettacoli come questo. Probabilmente oggi un \u201cP\u00eacheurs de Perles\u201d \u00e0 l\u2019ancienne non interesserebbe nessuno\u00a0: il limite \u00e8 sempre difficile, cio\u00e8 trovare una giusta collocazione senza stravolgere il pensiero dell\u2019autore, del musicista, del librettista per\u00f2 \u00e8 chiaro che non si pu\u00f2 rimanere ancorati e vincolati al passato e rappresentare le opere cos\u00ec come venivano rappresentate nell\u2019Ottocento. Questo non vuol dire che non ci siano registi che approfittano un po\u2019 di questa libert\u00e0: qualche volta ci sono delle interpretazioni un po\u2019 ardite ed estreme che non hanno un filo logico, mentre qui, accettando questa visione dello spettacolo, c\u2019\u00e8 assolutamente una coerenza.<br \/>\nGuardando a ritroso alla sua carriera, come primo ricordo, in quale scena si vede?<br \/>\nIn tante scene, tante sono le opere che ho amato e cantato. Probabilmente Rigoletto che, per\u00f2, non essendo un baritono drammatico, lo vedo un personaggio anche pi\u00f9 intimista, un padre sofferente; per\u00f2 ci sono tanti ruoli affascinanti: difficile scegliere. Giovanni Zambito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Opera Anversa, il baritono Stefano Antonucci: non si pu\u00f2 rimanere vincolati e ancorati al passato. 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