{"id":53556,"date":"2024-04-07T14:09:35","date_gmt":"2024-04-07T14:09:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=53556"},"modified":"2024-04-07T14:09:35","modified_gmt":"2024-04-07T14:09:35","slug":"kant-300-sgalambro-100","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=53556","title":{"rendered":"Kant 300 Sgalambro 100"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20240407_152230-scaled.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20240407_152230-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-53557\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20240407_152230-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20240407_152230-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20240407_152230-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20240407_152230-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20240407_152230-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20240407_152230-2048x2048.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Kant tra Ragione e Metafisica nel cerchio di Sgalambro. Due anniversari fondafondamentali\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Micol Bruni*<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDepreco egualmente il trionfalismo di Kant e in genere di quelle filosofie che, trovando necessario partire dall&#8217;io, inneggiano ad esso come se fosse una grande conquista e non invece la miserabile sorte che ci \u00e8 toccata\u00bb. Cos\u00ec sottolinea Manlio Sgalambro.&nbsp; Il filosofo che ha letto Kant con le variazioni fi una metafisica che occupa lo scenario e il campo dell&#8217;eghelismo. La prospettiva \u00e8 quella della \u00abvolont\u00e0 come rappresentazione\u00bb in un gioco infernale dove il possibile devia verso l&#8217;impossibile storico. Verso Schopenauur. Sgalambro riporta Kant sulla strada maestra della lezione dell&#8217;angoscia di Kierkegaard? Probabile anche se un tempo senza criticismo \u00e8 un\u2019epoca fallita. Le culture moderne tradiscono&nbsp; Kant perch\u00e8 non sanno pi\u00f9 fare i conti con il tempo. Anche la politica necessita di un tempo. Quella politica che pensa di fare a meno del tempo diventa selvaggia. La necessit\u00e0 di un confronto con Hobbes \u00e8 peculiare. Il tempo \u00e8 frazionamento della memoria e del ricordo attraverso la ragione, ovvero la ragione metafisica che parte da Konigsberg e giunge a Nietzsche. Manlio Manlio Sgalambro \u00e8 un conduttore nicciano a tutto tondo (Sgalambro nato cento anni fa).<br>Infatti \u00e8 proprio cos\u00ec. Lungo le vie della vecchia citt\u00e0 di Konigsberg tutti volevano bene a quell\u2019anziano uomo che nel corso delle sue lunghe passeggiate aveva un sorriso per tutte le persone che incontrava e che affascinava con la sua oratoria e la sua arguzia. A quell\u2019anziano uomo che non regolava le lancette del suo orologio a quello della citt\u00e0 ma il contrario, come sosteneva qualcuno bonariamente, in virt\u00f9 di uno stile di vita estremamente regolato. Quel vecchio filosofo che tent\u00f2 una impresa titanica, cerc\u00f2 di elaborare un nuovo modo di fare filosofia attraverso una vera rivoluzione copernicana nel modo di pensare l\u2019uomo e l\u2019universo.<br>Immanuel Kant nato, da una famiglia di origini modeste, a Konigsberg nel 1724 e morto nella stessa citt\u00e0 in cui trascorse la sua vita nel 1804. (Kant nato 300 anni fa).<br>Sembra sia stata la madre, Anna, ad accorgersi delle doti intellettuali del figlio e tra il 1730 e il 1732 Kant frequent\u00f2 la scuola dell\u2019ospizio suburbano e compiuti otto anni, grazie all\u2019aiuto finanziario di Franz Albert Schltz, direttore del Ginnasio Fridericianum, venne accolto nel collegio. Un collegio frutto dell\u2019impegno pedagogico pietista nella Germania nordorientale.<br>I pietisti affondavano le loro radici nell\u2019anabattismo e nel mennonismo dei secoli passati e spesso raggiungeva eccessi sorprendenti. In realt\u00e0, in seguito, Kant descriver\u00e0 gli anni trascorsi al Fridericianum come una \u201cschiavit\u00f9 giovanile\u201d e anche nei confronti dei suoi professori non aveva bei ricordi ma riusciva a menzionare unicamente il docente di latino in quanto gli riconosceva il merito di aver saputo affrontare i classici latini anche attraverso una interpretazione morale e letteraria non solo, quindi, meramente grammaticale. Kant trascorre otto anni al Fridericianum.<br>Nel 1737 viene colpito da una tragedia , ovvero la madre muore e come documentano i registri della parrocchia verr\u00e0 sepolta la sera prima di Natale \u201cpovera\u201d e in \u201csilenzio\u201d cio\u00e8 priva di un accompagnamento religioso proprio ad indicare uno stato di pesante ristrettezza economica in cui versava la famiglia. Per non gravare sulla famiglia Kant si trasfer\u00ec da un amico e si manteneva dando lezioni private.<br>Nel 1746 conclude gli studi presentando uno scritto intitolato Pensieri sulla vera estimazione delle forze vive. Si tratta di un saggio dedicato a un problema della fisica ma che in realt\u00e0 riguarda anche la filosofia. Infatti la definizione del calcolo della forza in base alla massa e alla velocit\u00e0 opprime da anni i discepoli della M\u00e9thode cartesiani e a quanti si rifanno al pensiero leibniziano al quale Kant d\u00e0 ragione in riferimento alla forze vive ma si rivolge anche ai cartesiani quando parla di forze morte.<br>Nello stesso anno, il 1746, Kant viene colpito da un\u2019altra tragedia, il padre muore e la sua salma scende nella tomba \u201cpovera\u201d e in \u201csilenzio\u201d come quella della moglie. Perci\u00f2 Kant per far fronte alle ormai disastrose condizioni economiche sceglie di diventare precettore privato presso le residenze degli aristocratici della campagna prussiana e sar\u00e0 l\u2019unica volta che lascer\u00e0 la sua citt\u00e0. Nonostante il duro lavoro di precettore poco degno di ammirazione perch\u00e9 gli stessi venivano considerati n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno dei semplici domestici Kant riesce a mettere un po\u2019 di soldi da parte e nel 1755 torna a Konigsberg e si accinge a pubblicare il suo primo lavoro importante: la Storia universale della natura e Teoria del cielo in cui Kant espone una teoria sull\u2019origine del sistema solare.<br>Questo lavoro che si riallaccia nel contenuto delle idee tanto a Newton quanto a Copernico ha un destino sfortunato, l\u2019editore fallisce e la tipografia viene sigillata. Tuttavia ormai Kant in tutta la Germania \u00e8 ammirato e conosciuto con il nomignolo di \u201cIlluminismo\u201d in persona. Alcuni mesi dopo, in ottemperanza della legge prussiana che prevede almeno tre esami per poter esercitare il libero insegnamento Kant si abilita con una discussione sui \u201cprimi principi della nuova metafisica\u201d ottenendo il titolo di Magister legis, cio\u00e8 libero docente. Molto pi\u00f9 importante per il professore \u00e8 la possibilit\u00e0 di accedere al titolo di docente universitario che tarda per\u00f2 ad arrivare. A tal punto ancora Sgalambro potrebbe intercettare e intrecciare le variazione con le diversificazioni. Il suo mondo pessimo sarebbe una RI-concializione.<br>Negli anni che seguono Kant riesce ad assumere un ruolo di spicco nella vita cittadina e quando gli viene proposta la cattedra di arte poetica rifiuta sdegnosamente ma non si arrende e continua a presentare la domanda questa volta per\u00f2 alla facolt\u00e0 di filosofia di Konigsberg e alla \u201cSerenissima Potentissima Imperatrice e Sovrana di tutte le Russie\u201d, Elisabetta, in quanto la citt\u00e0 \u00e8 stata occupata dai russi. L\u2019occupazione dura quattro anni, dal 1758 al 1762,e invece di deprimere la citt\u00e0 si rivela un volano tanto per l\u2019economia quanto per la cultura.<br>Le pubblicazioni di Kant che vanno dal 1762 al 1764 consolidano la sua fama di studioso di metafisica e dopo la guerra dei sette anni il suo pensiero \u00e8 discusso in tutta la Germania, tant\u2019\u00e8 che Federico II, di solito non disposto positivamente verso i filosofi tedeschi, indirizza al governatore della Prussia orientale un lettera in cui chiede l\u2019avanzamento del professore Kant.<br>Kant, cos\u00ec, ottiene il posto di sottobibliotecario della biblioteca del castello in cui vi rimane per quattro anni. Nel 1770 ottiene la tanto sospirata e desiderata cattedra di filosofia e logica all\u2019universit\u00e0 di Konigsberg. Dopo un lungo decennio di silenzio, rimproverato da tutti, ma caratterizzato da una intensa attivit\u00e0 mentale, Kant in una lettera indirizzata al suo ex allievo Markus Herz annuncia per Pasqua l\u2019uscita della pubblicazione dal titolo Critica della ragion pura.<br>Il testo usc\u00ec nel 1781, ma ci lavorava dal 1770, all\u2019interno del quale si afferma che la conoscenza umana \u00e8 nel suo complesso un contesto di giudizi che possono essere analitici o sintetici, rispettivamente al soggetto viene attribuita una qualit\u00e0 implicita o una qualit\u00e0 nuova non desumibile dal concetto di esso. L\u2019opera venne considerata da Schopenhauer come il libro pi\u00f9 importante scritto in Europa e Goethe dichiar\u00f2 che leggere un pagina degli scritti di Kant \u00e8 \u201ccome entrare in una stanza piena di luce\u201d. Nel 1788 esce la Critica della ragion pratica in cui il filosofo determina la natura della legge morale e il genere di adesione che i principi pratici comportano.<br>Nel 1790 d\u00e0 alla luce un\u2019altra opera dal titolo Critica del giudizio con la quale completa la sistemazione filosofica del criticismo. Tratta, in quest\u2019ultimo testo, delle nozioni del bello e della finalit\u00e0. Nel frattempo Kant guadagna sempre pi\u00f9 stima e ammirazione soprattutto dopo la partecipazione nel 1784 ad una delle questioni della Berlinische Monatsschrift, Che cos\u2019\u00e8 l\u2019illuminismo? Domanda alla quale Kant rispose cos\u00ec: \u201cl\u2019illuminismo \u00e8 l\u2019uscita dell\u2019uomo dallo stato di minorit\u00e0 che egli deve imputare a se stesso\u201d ovvero, come sostiene Armando Massarenti, in Kant si ribadisce che \u201cla libert\u00e0 non \u00e8 il semplice prodotto di una negazione del presente, ma il frutto tardo e difficile di una cruda contesa storica con chi detiene forza e autorit\u00e0\u201d (Armando Massarenti, in \u00abKant Vita, pensiero, opere scelte\u00bb, Il sole 24 ORE, 2006). Una definizione, quella di Kant, che ha fatto epoca e che port\u00f2 al filosofo, due anni dopo, la carica di rettore dell\u2019universit\u00e0 di Konigsberg e venne eletto membro dell\u2019Accademia delle scienze di Berlino. Anche se ormai vecchio, Kant continuava ad affascinare le giovani menti cos\u00ec come i suoi amici. La sua ultima lezione, tenutasi nel 1796, \u00e8 documento di quanto il filosofo fosse amato ed apprezzato.<br>Negli ultimi anni d\u00e0 alle stampe Il conflitto delle facolt\u00e0 e l\u2019Antropologia da un punto di vista pragmatico (1798). Il crollo fisico e mentale \u00e8 per\u00f2 ormai imminente. Si ammala di polmonite ma, per dimostrare che la sua mente \u00e8 ancora lucida, nel momento della visita del medico, si racconta che, per rivolgere un atto di gratitudine, si alz\u00f2 nonostante la salute fragile, con lo stupore del dottore e bisbigli\u00f2 \u201cil senso di umanit\u00e0 non mi ha ancora abbandonato\u201d.<br>Immanuel Kant muore il 12 febbraio del 1804, all\u2019et\u00e0 di ottanta anni, dopo aver sussurrato \u201c Es ist Gut\u201d cio\u00e8 \u201cVa bene cos\u00ec\u201d.<br>Tra le tante opere di Kant, fra quelle citate, ho omesso, volutamente, di far riferimento al testo dal titolo Per la pace perpetua (1795), in quanto il lavoro che mi sono proposta di sviluppare si basa proprio sull\u2019analisi di tale opera e quindi sulle tematiche da Kant analizzate sulle quali soffermer\u00f2 la mia attenzione.<br>Kant affronta il problema della pace perpetua nella filosofia del diritto. Propone una soluzione che \u00e8 prettamente giuridica. Tali tematiche non vengono analizzate unicamente in questo scritto ma Kant dedica altri testi a tale problema.<br>Ricordiamo infatti Principi metafisici della dottrina del diritto (1797), il saggio in cui Kant espone il primo abbozzo di filosofia della storia, Idea per una storia universale dal punto di vista cosmopolitico (1784), in cui viene affrontato il problema dei rapporti tra teoria e pratica, Sul detto comune \u201cCi\u00f2 pu\u00f2 esser giusto in teoria, ma non vale per la prassi\u201d ( 1793).<br>Lo scritto Per la pace perpetua fu concepito in seguito alla notizia della pace di Basilea firmata tra la Repubblica Francese e la Prussia il 5 aprile 1795 ma indipendentemente dalle circostanze storiche trova la sua ragione in una concezione generale della storia, della societ\u00e0 e del diritto.<br>Il progetto dell\u2019opera kantiana non era un progetto a se stante ma aveva dei precedenti che lo stesso Kant riconobbe nell\u2019opera dal titolo Projet pour rendre la paix perpetuelle en Europe (1713-1717) dell\u2019abate di Saint-Pierre, fondato sul principio di un\u2019alleanza perpetua tra gli Stati sovrani che si impegnano a sottomettere le loro controversie al giudizio di tutti gli altri Stati riuniti in assemblea permanente, e gli scritti di Rousseau composti tra il 1756 e il 1758 che vertevano su un\u2019analisi critica dello stesso progetto. La discussione sul tema \u00e8 affrontata da Kant nell\u2019insolita forma del trattato internazionale.<br>Il filosofo costruisce il suo pensare sui concetti propri del giusnaturalismo che pone le basi sul concetto di stato di natura che \u00e8 uno stato non giuridico o come lo chiama Kant di diritto provvisorio ma \u00e8 uno stato di guerra permanente da cui l\u2019umanit\u00e0 deve uscire. Come per Hobbes e gli altri giusnaturalisti anche per Kant il passaggio dallo stato di natura allo stato civile avviene attraverso un contratto originario (ricordiamo che Hobbes parlava in realt\u00e0 di un patto sociale e distingueva il pactum unionis dal pactum subiectionis). Kant condivide due massime di Hobbes, la prima \u00e8 che lo stato di natura \u00e8 uno stato di guerra di tutti contro tutti (si ricorda il principio homo homini lupus), la seconda \u00e8 che lo stato di natura in quanto stato di guerra \u00e8 uno stato da cui l\u2019uomo deve uscire.<br>Hobbes.<br>La differenza tra Kant e Hobbes sta nel fatto che per il primo l\u2019uomo potr\u00e0 uscire dallo stato di natura attraverso una norma morale (imperativo categorico), mentre per il secondo l\u2019uomo uscir\u00e0 dallo stato di natura attraverso una regola di prudenza (imperativo ipotetico). Quindi il progetto di Kant sta nella facolt\u00e0 di far uscire gli uomini dallo stato permanente di guerra, e quindi dallo stato di natura, per poter creare uno stato di pace universale.<br>Kant ben presto comprende che tale progetto ha in realt\u00e0 dei limiti e quindi per il superamento dello stato di guerra che sopravvive nei rapporti tra stati, e non pi\u00f9 nei rapporti tra individui per effetto del patto di unione, \u00e8 necessaria una unione di stati e soprattutto un\u2019unione fra stati pi\u00f9 civili che saranno di esempio agli altri attraverso una lega o una federazione permanente. Facendo sempre riferimento alla dottrina giusnaturalista la costituzione dello Stato richiederebbe o due patti (pactum societas con il quale gli individui rinunciano ai conflitti per dare inizio ad una collaborazione, e il pactum subiectionis con il quale si sottopongono ad un potere comune che sottometta la comunit\u00e0) o un patto di unione come quello ipotizzato da Hobbes che riunisce le caratteristiche dei due patti sopra menzionati.<br>In realt\u00e0 il progetto che Kant ha in mente \u00e8 diverso. Mira alla realizzazione di un patto in cui gli Stati, pur accordandosi nel porre termine a tutte le guerre, non sottopongono la garanzia della efficacia di tale patto a un potere superiore. Quindi \u00e8 di facile comprensione il motivo secondo cui questa idea non pu\u00f2 essere accettata almeno per due motivi.<br>Il primo perch\u00e9 senza il controllo di un potere superiore ognuno degli Stati uniti in federazione pu\u00f2 a piacimento uscire dal patto e perci\u00f2 si resta nell\u2019ambito del diritto provvisorio, non amato dallo stesso Kant.<br>Il secondo motivo \u00e8 fondato sulla preoccupazione che uno Stato universale possa rivelarsi pericoloso per la libert\u00e0 dando origine al dispotismo. L\u2019idea di Stato dispotico era completamente contraria alla concezione di Stato che aveva Kant. Egli contrapponeva come forma buona di stato la Repubblica intesa come forma di governo in cui veniva attuato il principio della separazione dei poteri, in particolare la separazione del potere esecutivo dal potere legislativo.<br>Il progetto che Kant elabor\u00f2, nell\u2019opera in questione, non \u00e8 concepito come un\u2019utopia, in quanto sostiene che la pace interna da cui sono nati gli stati e la pace esterna verso cui il diritto tende devono essere intesi come un dovere morale.<br>Le idee di Kant restano quanto mai attuali e perci\u00f2 discutibili affinch\u00e9 vengano poste le basi per una discussione aperta nei confronti dei vari stati a noi vicini proprio perch\u00e9 si possa, non dico arrivare alla risoluzione del problema, ma almeno alla possibilit\u00e0 di poter discutere il problema della eliminazione della guerra attraverso sinergie tra stati che vengono considerati, oggi, civili.<br>Entrando nel vivo della questione \u00e8 necessario sottolineare che Kant affronta la discussione attraverso la forma del trattato internazionale in quanto del trattato vuole avere le virt\u00f9 attive e la veste funzionale. L\u2019opera \u00e8 cos\u00ec suddivisa : Sezione prima : \u201cContenente gli articoli preliminari per la pace perpetua tra gli Stati\u201d; Sezione seconda : Contenente gli articoli definitivi per la pace perpetua tra gli stati\u201d; Primo supplemento : \u201cGaranzia della pace perpetua\u201d; Secondo supplemento : \u201cArticolo segreto per la pace perpetua\u201d; Appendice : I \u201cSulla discordanza tra morale e politica in ordine alla pace perpetua\u201d e II \u201cDell\u2019accordo della politica con la morale secondo il concetto trascendente del diritto pubblico\u201d.<br>Gli articoli preliminari sono sei e rappresentano \u201cle condizioni necessarie a che vengano eliminate le principali ragioni di guerra tra gli Stati\u2026\u201d (Noberto Bobbio, Diritto e stato nel pensiero di Immanuel Kant, Torino, 1957, pp.272-273). Il primo articolo e gli ultimi due sono leges strictae, valgono senza tener conto delle circostanze e sono di applicazione immediata, gli altri sono leges latae tengono conto, cio\u00e8, delle circostanze e permettono che se ne differisca l\u2019esecuzione.<br>In tutto questo rientra la considerazione di un mondo altro dentro la nozione di tempo. Un tempo espressivo, un tempo storico, un tempo metafisico. Da qui a Nietzsche il passo \u00e8 obbligatorio e attraversa Hegel, Schopenauur e la filosofia post romantica sino a rivelarsi e svelarsi con Heidegger.<br>Ma cos&#8217;\u00e8 la verit\u00e0? Kant si pone questo problema. Ma anche Sgalambro sprofonda dentro questa dimensione. Dimensioni di decadenza? Mha! Sgalambro ha l&#8217;ironia che mancava a Kant: \u00abPiccole decadenze. Dopo Kant e l&#8217;idealismo, Charlot e il cinema\u00bb. Il pensiero marcisce. Gi\u00e0, \u00abmarcisce anche il pensiero\u00bb, secondo Sgalambro: \u00abAnche le ceneri di Kant turano\/falle e i crani si riempiono\/di fetida aria bolle\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>*Gi\u00e0 Cultrice di Storia del Diritto. Uniba.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Kant tra Ragione e Metafisica nel cerchio di Sgalambro. 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