{"id":54578,"date":"2024-04-29T13:19:21","date_gmt":"2024-04-29T13:19:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=54578"},"modified":"2024-04-29T13:19:21","modified_gmt":"2024-04-29T13:19:21","slug":"il-30-aprile-del-1945-luccisione-della-ferida-e-di-valenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=54578","title":{"rendered":"Il 30 aprile del 1945 l&#8217;uccisione della Ferida e di Valenti"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20220729_152931.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"664\" height=\"1024\" data-id=\"54579\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20220729_152931-664x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-54579\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20220729_152931-664x1024.jpg 664w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20220729_152931-195x300.jpg 195w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20220729_152931-768x1184.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20220729_152931-97x150.jpg 97w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20220729_152931.jpg 785w\" sizes=\"(max-width: 664px) 100vw, 664px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20220729_153125-scaled.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" data-id=\"54580\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20220729_153125-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-54580\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20220729_153125-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20220729_153125-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20220729_153125-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20220729_153125-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20220729_153125-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/04\/20220729_153125-2048x2048.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Il 30 aprile del 1945 venivano trucidati a Milano Luisa Ferida e Osvaldo Valenti. Due attori del del cinema in\u00a0 bianco e nero\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pierfranco Bruni&nbsp;Era il 30 aprile del 1945. Una mitragliata. E in una Milano piovosa di notte vengono falciaditi l&#8217;attrice Luisa Ferida e l&#8217;attore Osvaldo Valenti. A guerra finita.<br>Il solito processo senza processo. Sommario. Sotto ordine di chi? La verit\u00e0 vera \u00e8&nbsp; necessaria per non consegnare , come spesso accade, la menzogna alla storia. Ma perch\u00e9 ritornare a parlare di Luisa Ferida trucidata dalla brigata Pasubio quando il fascismo non cera pi\u00f9 e l&#8217;Italia completamente in mano agli antifascisti?<\/p>\n\n\n\n<p>Scrivere un libro sulla uccisione terribile, atroce,&nbsp; di Luisa Ferida e Osvaldo Valenti, in un contesto come il nostro, significa essere indicato\/additato, con il dito della mano sinistra, di essere un \u00abfascista\u00bb. Poco mi importa. Io scrivo da sempre ci\u00f2 che ho vissuto, vivo e abitato nel corso degli anni grazie al mio vissuto tra radici di famiglia ed etica scavata nel corso degli anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Le tragedie restano e sono sempre tragedie. \u00c8 come se avessi gi\u00e0 vissuto questo cammino con un romanzo di decenni fa dedicato a Claretta Petacci, altra tragedia cui nessuno mai si \u00e8 \u00abgiustificato\u00bb dell&#8217;orrore di piazzale Loreto dove uomini hanno appeso dai piedi, con la testa in gi\u00f9, altri uomini e tra questi c&#8217;era Claretta Petacci denudata dagli indumenti intimi e poi massacrata, da morta ammazzata, a calci e sputi. I versi di Erza Pound restano.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel caso di Luisa Ferida e Osvaldo Valenti il dramma \u00e8 un colpo di teatro dell&#8217;orrore ancora peggio. La guerra era finita. 30 aprile del 1945. Ancora oggi viene \u00abnascosto\u00bb uffialmente il nome di chi diede l&#8217;ordine di falcidiare i due artisti del cinema italiano in una notte scura in un immaginario hegeliano. Ma perch\u00e9 ucciderli?<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene, in \u00abLuisa portava in una mano una scarpetta di lana\u00bb, edito in una bella veste da Tabula Fati di Marco Solfanelli, di qualche anni fa, non ho voluto ricostruire. Non ho questa voglia e neppure una vis polemica in termini ideologici. Neppure oggi. Cerco di recuperare sensazioni e trascriverle con la sapienza degli anni, con le trame della storia e con una rilettura di alcuni documenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi si dir\u00e0 che ci\u00f2 \u00e8 un voler rileggere la storia, riscriverla (forse?), decontestualizzare (probabile?). Nulla di questo perch\u00e9 si va oltre. Ho raccolto, semplicemente, ci\u00f2 che, nel corso degli anni, mio padre mi ha lasciato in eredit\u00e0: la parola, il pensare in autonomia e la coerenza guardando sempre ai fatti.<\/p>\n\n\n\n<p>I fatti fanno la storia. Non le passioni ideologiche. Dico tutto ci\u00f2 nel romanzo pubblicato. Romanzo perch\u00e9? Probabilmente un diario diventato racconto. Ma sono discussioni letterarie che non mi sfiorano pi\u00f9,&nbsp; ovvero i generi letterari. La confessione mi attrae molto di pi\u00f9 e la letteratura se non \u00e8 confessione non \u00e8 letteratura, \u00e8 semplicemente cronaca o rappresentazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque. Quando mi raccontava di Luisa Ferida, mio padre aveva negli occhi la malinconia. Attenzione, parlo di malinconia. Non di nostalgia. \u00c8 come se dettasse. Pi\u00f9 era intenso il suo linguaggio e maggiormente raccoglievo la sua paticit\u00e0. Non era stato cosi con il libro su Claretta. Ma, in questo, Luisa rappresentava il sottosuolo di una emozione che non poteva lasciare indifferente. Luisa con Osvaldo erano stati il grande cinema italiano, quello che brillava e quello delle regie imponenti che hanno segnato il cinema degli anni Cinquanta. Ma era anche una donna che era stata uccisa portando in grembo suo figlio ancora di pochi mesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 portava in una mano una scarpetta di lana celeste\/azzurra? Ovvero il titolo.&nbsp; Perch\u00e9 qualche anno prima aveva perso un figlio, Kim, dopo pochi giorni della nascita e la scarpetta era del bambino e Luisa la portava sempre con s\u00e9 come una ricordanza reliquia di una madre nell&#8217;amore di madre. Kim. Figlio di Osvaldo e Luisa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dolore di quegli anni non pu\u00f2 essere cancellato. Non si cancella perch\u00e9 \u00e8 umano, troppo umano, come ebbe a metaforizzare Cesare Pavese. Da dove nasce letterariamente e umanamente questo mio recente libro? Dagli intagli del pensiero, tra memoria e rimembranze, del precedente: \u00abQuando mio padre leggeva Carolina Invernizio\u00bb, edito nel 2021 sempre da Tabula Fati. Mio padre da ragazzo leggeva, a 11 anni, Carolina Invernizio e Goethe. Ma fu la Invernizio a dettare i segmenti di una generazione che port\u00f2 a sublimare l&#8217;amore e il linguaggio del cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel romanzo de 2021, per\u00f2, ci sono altre tragedie come quelle delle Foibe e del sangue Istriano &#8211; dalmata. Gi\u00e0, il sangue dei padri o la terra dei padri come mi dice spesso la cara amica Franca De Santis, la quale, coraggiosamente, porta avanti un serio progetto su tali tematiche. Il coraggio. Ci vuole coraggio a usare la parola delle verit\u00e0 taciute.<\/p>\n\n\n\n<p>I due libri li vivo intrecciati. Perch\u00e9 sono dettami tragici che comunque devono educarci a capire, a conoscere, a comprendere, ad usare gli strumenti di quel \u00absangue dei vinti\u00bb di cui ha parlato Giampaolo Pansa.&nbsp; Pu\u00f2 esistere una storia condivisa? Credo di no. A Luisa Ferida, ingiustamente ammazzata e massacrata dal momento che \u00e8 stata scagionata completamente da tutte le ingiuste accuse a lei rivolte anche se si ostina addirittura a cancellare una strada a lei dedicata, mi impegner\u00f2 a organizzare un convegno il prossimo anno in occasione dell&#8217;Ottantesimo anniversario dell&#8217;uccisione.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, la storia si pu\u00f2 cancellare come \u00e8 stato fatto ma i fatti no. Non si cancellano. Restano e parlano. Tra la storia e i fatti ci sono le verit\u00e0 nascoste, taciute, mascherate. Ma ci sono. Luisa Ferida \u00e8 stata uccisa da una Brigata partigiana a guerra finita. Questo \u00e8 un fatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio libro sottolinea ci\u00f2 ma anche altro. Non mi riguarda la polemica, non mi interessa, come dicevo, la questione delle appartenenze. Le storie sono dentro la storia. Ma la tragedia di una donna, ripeto, assolta da tutto, sparata con la consapevolezza di dover essere atrocemente uccisa, a guerra finita, mi tocca nel profondo. La verit\u00e0? Partiamo dallo strappare la menzogna per avere consapevolezza dell&#8217;uomo. Ho usato la storia per scrivere il libro? Certo, ma letta con molti documenti. Ma non resta soltanto tale perch\u00e9 dentro, come il precedente, ci sono delle vite. Luisa portava in una mano una scarpetta di lana per il figlio che non sarebbe mai nato. Sarebbe ora di riparlarne.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 si ritorna a parlare di Luisa? Una domanda su di lei vale una risposta. Chi potr\u00e0 darla? Quella notte a Milano pioveva. Si sentirono gli spari. Perch\u00e9 ucciderli? Un prete sent\u00ec gli spari. Era don Afolfo Terzoli. Accorse, giunto solo per dare loro la benedizione. Parlarono i cartelli: \u00abI partigiani della Pasubio hanno giustiziato Luisa Ferida\u00bb. Un altro diceva che avevano giustiziato Osvaldo Valenti. Via Poliziano, Ippodrimo di San Siro. Milano. Quattro anni dopo, sempre il 30 aprile, mio padre e mia madre convolavano a nozze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 30 aprile del 1945 venivano trucidati a Milano Luisa Ferida e Osvaldo Valenti. 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