{"id":55136,"date":"2024-05-09T21:43:06","date_gmt":"2024-05-09T21:43:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=55136"},"modified":"2024-05-09T21:43:06","modified_gmt":"2024-05-09T21:43:06","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-3337","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=55136","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/a984d471-09df-0629-2935-37a02c7b1854.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"200\" height=\"202\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/a984d471-09df-0629-2935-37a02c7b1854.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55116\" style=\"width:185px;height:auto\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>PROCLAMATI I VINCITORI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>DEL PREMIO SCRIVERE D\u2019OPERA\u201cELENA FORMICA\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>V EDIZIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Elena Mora e Annamaria Melfa del Liceo Classico \u201cGian Domenico Romagnosi\u201d,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sofia Quintavalla e Irene Elena Pocaterra del Liceo Linguistico \u201cGuglielmo Marconi\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>sono i vincitori del concorso di scrittura critica rivolto a studenti delle scuole secondarie di II grado di Parma e Provincia, realizzato dal Teatro Regio di Parma,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>in collaborazione con Gazzetta di Parma, con il patrocinio di Associazione Nazionale dei Critici Musicali e Associazione Nazionale dei Critici di Teatro.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 giunto a compimento con la consegna ai vincitori del <strong>Premio Scrivere d\u2019Opera \u201cElena Formica\u201d<\/strong> il percorso formativo degli oltre 180 studenti e insegnanti che hanno preso parte alla V edizione del workshop gratuito di scrittura critica <em>Scrivere d\u2019Opera<\/em>realizzato dal Teatro Regio di Parma in collaborazione con <strong>Gazzetta di Parma<\/strong>, con il patrocinio di <strong>Associazione Nazionale dei Critici Musicali <\/strong>e <strong>Associazione Nazionale dei Critici di Teatro.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso della Cerimonia che si \u00e8 svolta mercoled\u00ec 8 maggio al Ridotto del Teatro Regio di Parma \u00e8 stato assegnato il <strong>I<\/strong> <strong>Premio <\/strong>a<strong> <\/strong><strong>Elena Mora<\/strong><strong> <\/strong>(Liceo Classico \u201cGian Domenico Romagnosi\u201d), che ha ricevuto 12 biglietti-invito per la Stagione Lirica, ParmaDanza e RegioYoung 2025; il <strong>II Premio <\/strong>a<strong>Sofia Quintavalla <\/strong>(Liceo Linguistico \u201cGuglielmo Marconi\u201d) che vince 6 biglietti-invito;<em> <\/em>il <strong>III Premio<\/strong> ex aequo a<strong>Irene Elena Pocaterra <\/strong>(Liceo Linguistico \u201cGuglielmo Marconi\u201d) e <strong>Annamaria Melfa<\/strong> (Liceo Classico \u201cGian Domenico Romagnosi\u201d) che ricevono 4 biglietti-invito. Tutti i vincitori hanno inoltre ricevuto in premio il volume <em>Regio People Il pubblico <\/em>e l\u2019abbonamento digitale semestrale a Gazzetta di Parma.<\/p>\n\n\n\n<p>I <strong>finalisti<\/strong> <strong>Davide Braghiroli<\/strong> (Liceo Classico \u201cGian Domenico Romagnosi\u201d), <strong>Gaia Guatelli<\/strong> e <strong>Noemi Trombetta<\/strong> (Liceo Linguistico \u201cGuglielmo Marconi\u201d), <strong>Arianna Gueli<\/strong> (Liceo Linguistico \u201cGian Domenico Romagnosi\u201d), <strong>Elisa Picello<\/strong> e <strong>Viola Fernandez<\/strong> (Liceo Classico Europeo \u201cMaria Luigia\u201d) hanno ricevuto 2 biglietti-invito.<\/p>\n\n\n\n<p>La cerimonia di premiazione, presentata da <strong>Mara Pedrabissi<\/strong>, ha visto la partecipazione di <strong>Alessio Vlad<\/strong>, Direttore artistico del Teatro Regio, <strong>Claudio Rinaldi<\/strong>, Direttore della Gazzetta di Parma, <strong>Alessandro Cafiero<\/strong>, e dei curatori del workshop <strong>Angelo Foletto<\/strong>, <strong>Valeria Ottolenghi<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA GIURIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dedicato a <strong>Elena Formica<\/strong>, giornalista della Gazzetta di Parma prematuramente scomparsa, il concorso rappresenta il momento conclusivo di <em>Scrivere d\u2019Opera<\/em>, in occasione del quale ciascun partecipante ha dovuto cimentarsi nella scrittura di una recensione su <em>L\u2019elisir d\u2019amore <\/em>di Gaetano Donizetti, in scena per la stagione lirica 2024 del Teatro Regio di Parma, dando prova delle proprie capacit\u00e0 di analisi e argomentazione. Le recensioni ricevute sono state selezionate e valutate da una giuria composta da <strong>Luciano Messi<\/strong> (Sovrintendente del Teatro Regio di Parma), <strong>Claudio Rinaldi<\/strong> (Direttore Gazzetta di Parma), <strong>Andrea Estero<\/strong> (Presidente ANCM, Direttore di Classic Voice), <strong>Alessandro Cafiero<\/strong>, <strong>Gian Paolo Minardi<\/strong> (Gazzetta di Parma), <strong>Mara Pedrabissi<\/strong> (Gazzetta di Parma), <strong>Vittorio Testa<\/strong> (Gazzetta di Parma), <strong>Roberta Pedrotti <\/strong>(apemusicale.it),<strong> Alberto Mattioli <\/strong>(La stampa, Il Secolo XIX),<strong> Pierachille Dolfini<\/strong> (Avvenire, pierachilledolfini.it), <strong>Alessandro Rigolli<\/strong> (giornaledellamusica.it) <strong>Giulio Baffi<\/strong> (Presidente ANCT, la Repubblica), <strong>Enrico Marcotti<\/strong> (Libert\u00e0) e dai curatori del workshop <strong>Angelo Foletto<\/strong> (Presidente del Premio Franco Abbiati della critica musicale italiana, la Repubblica ), <strong>Carla Moreni <\/strong>(Domenica del Sole24ore),<strong> Valeria Ottolenghi <\/strong>(Relazioni esterne ANCM, Gazzetta di Parma).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GLI OBIETTIVI DI <em>SCRIVERE D\u2019OPERA<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sviluppare senso critico<\/strong>, e <strong>avvicinare un pubblico giovane all\u2019opera stimolando un ascolto consapevole e uno sguardo autonomo sull\u2019arte e sulla realt\u00e0<\/strong> sono gli obiettivi di <strong><em>Scrivere d\u2019Opera<\/em><\/strong>. Attraverso incontri finalizzati a fornire gli strumenti necessari per la comprensione di una forma di spettacolo dal vivo cos\u00ec complessa, ascolti e proiezioni comparate, incontri con il cast e il team creativo dell\u2019opera, il workshop si \u00e8 incentrato sullo studio e l\u2019analisi de <em>L\u2019elisir d\u2019amore<\/em> di Gaetano Donizetti, nuova produzione della Stagione Lirica 2024 del Teatro Regio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il workshop proposto \u00e8 stato riconosciuto quale percorso per le competenze trasversali e per l\u2019orientamento degli studenti e di formazione continua per gli insegnanti, per complessive 45 ore. Gli studenti e gli insegnanti sono stati impegnati in 12 incontri &#8211; dal 27 novembre 2023 al 18 marzo 2024 &#8211; e hanno potuto entrare nel vivo del processo di produzione di <em>Elisir d\u2019amore<\/em> grazie a una visita guidata nei luoghi del Teatro Regio, in particolare del palcoscenico e della sartoria, con la partecipazione di sarti e scenografi realizzatori, e hanno potuto incontrare gli artisti del cast e assistere alle prove aperte dell\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LE SCUOLE PARTECIPANTI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sono state oltre 200 le richieste di <\/strong><strong>partecipazione a <em>Scrivere d\u2019Opera<\/em><\/strong>. Al pieno della capienza massima del Ridotto che ha ospitato gli incontri, il Teatro Regio ha potuto accogliere <strong>173 studenti e 12 insegnanti<\/strong> provenienti da 6 scuole secondarie di II grado di Parma: <strong>Liceo Musicale \u201cAttilio Bertolucci\u201d, Liceo Linguistico \u201cGuglielmo Marconi\u201d, Liceo Classico e Linguistico \u201cGian Domenico Romagnosi\u201d, Liceo Artistico Statale \u201cPaolo Toschi\u201d (indirizzi scenografia e teatro), Liceo Classico Europeo Convitto Nazionale \u201cMaria Luigia\u201d<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ALCUNE IMPRESSIONI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u2026 \u00e8 stato molto interessante scoprire cose nuove che non conoscevo. \u00c8 stata anche la mia prima volta a teatro per vedere l\u2019opera ed \u00e8 stato sorprendentemente molto bello, cos\u00ec come incontrare diversi professionisti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u2026 Bello il fatto che ci sono tante scuole insieme perch\u00e9 si ha la possibilit\u00e0 di conoscere nuove persone.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questo corso mi \u00e8 piaciuto perch\u00e9 \u00e8 risultato interessante e formativo. Era un mondo che non conoscevo molto e che ho imparato ad apprezzare di pi\u00f9.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00c8 stato bello, a volte faticoso, ma mi ha insegnato come interpretare correttamente un\u2019opera da tutti i punti di vista.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Penso che sia molto stimolante e utile per avvicinare e interessare all\u2019opera lirica, forma teatrale apparentemente cos\u00ec lontana da noi, che per\u00f2 ha cos\u00ec tanto da dare e comunicare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Penso sia organizzato molto bene questo corso e ho imparato cose nuove molto interessanti. Ho adorato le lezioni con gli artisti, specialmente quella con il regista. \u00c8 stato divertente confrontarmi con altre scuole e ho anche legato di pi\u00f9 con la mia classe grazie ai vari compiti\/lavori assegnati. La cosa pi\u00f9 bella \u00e8 stata la serata dello spettacolo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00c8 stato un percorso molto bello e piacevole, mi mancher\u00e0 tantissimo. \u00c8 stata l\u2019occasione anche per legare di pi\u00f9 con i miei compagni di classe e ci siamo divertiti molto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Questo corso mi \u00e8 piaciuto molto perch\u00e9 mi ha avvicinato a una forma d\u2019arte che ritenevo erroneamente molto lontana da me. Lo consiglierei assolutamente per l\u2019anno prossimo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Inizialmente pensavo che sarebbe stato adatto solo ai pi\u00f9 esperti, ma alla fine \u00e8 stato in grado di catturare l\u2019attenzione e istruire anche i meno esperti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Consiglierei questo corso perch\u00e9 credo insegni a guardare le cose in maniera diversa oltre che a prestare attenzione ai dettagli. Questo corso permette di sviluppare un pensiero critico su qualcosa di cui non si parla molto tra i giovani, come l\u2019opera. Inoltre favorisce conoscenze musicali e artistiche.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per gli alunni \u00e8 un\u2019occasione unica per avvicinarsi all\u2019opera, incontro non facile per ragazzi di 16-17 anni, e per avvicinarsi al teatro e alla musica, per capire l\u2019importanza dell\u2019attenzione ai particolari e per esercitare la loro scarsa capacit\u00e0 di concentrazione. A questo si aggiunge la possibilit\u00e0 di partecipare ad una serata a teatro in cui ci sono tanti altri giovani della loro et\u00e0 che risulta un bell\u2019incontro extra scolastico, in un luogo elegante come il Regio che invoglia ad indossare \u201cil costume\u201d migliore.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>PARTNER E SPONSOR<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a><em>La Stagione del Teatro Regio di Parma \u00e8 realizzata grazie al contributo di<\/em><\/a> Comune di Parma, Ministero della Cultura, Reggio Parma Festival, Regione Emilia-Romagna. <em>Major partner <\/em>Fondazione Cariparma. <em>Main<\/em> <em>partner <\/em>Chiesi. <em>Main sponsor <\/em>Iren, Barilla. <em>Partner <\/em>Cr\u00e9dit Agricole. <em>Sponsor <\/em>GloveICT, Drill Pac, CePIM, Grasselli, Parmalat, GHC, Poliambulatorio Dalla Rosa Prati, Metronotte, Parmacotto, Amoretti. <em>Con il contributo di <\/em>Ascom Confcommercio Parma Fondazione, Ascom Parma Confcommercio, Camera di Commercio Parma, Fondazione Monteparma. <em>Legal counselling <\/em>Villa&amp;Partners. <em>Con il supporto di<\/em> \u201cParma, io ci sto!\u201d. <em>Partner artistici <\/em>Conservatorio \u201cArrigo Boito\u201d, Coro del Teatro Regio di Parma. <em>Partner istituzionali <\/em>La Toscanini, Fondazione Teatro Comunale di Bologna. <em>La Stagione Concertistica \u00e8 realizzata da<\/em> Societ\u00e0 dei Concerti di Parma, <em>con il sostegno di<\/em> Chiesi, <em>in collaborazione con<\/em> Casa della Musica. <em>Wine partner <\/em>Oinoe. Fair Play Partner Zebre<em> Radio Ufficiale<\/em> Radio Monte Carlo.<em>Sostenitori tecnici<\/em> De Simoni, Teamwork, Graphital. <em>Il Teatro Regio di Parma aderisce a <\/em>Fedora, Opera Europa, Operavision, Emilia taste, nature, culture, Italiafestival.<\/p>\n\n\n\n<p>Parma, 8 Maggio 2024<\/p>\n\n\n\n<p>Paolo Maier<\/p>\n\n\n\n<p><em>Responsabile Comunicazione istituzionale, Ufficio stampa, Archivio<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Teatro Regio di Parma<\/p>\n\n\n\n<p>strada Garibaldi 16\/A, 43121 Parma \u2013 Italia<\/p>\n\n\n\n<p>Tel. +39 0521 203969&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>p.maier@teatroregioparma.it&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>stampa@teatroregioparma.it<\/p>\n\n\n\n<p>www.teatroregioparma.it<\/p>\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/teatroregioparma\"><\/a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>LE RECENSIONI VINCITRICI E LE MOTIVAZIONI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Elena Mora<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>1B&nbsp; Liceo Classico \u201cGian Domenico Romagnosi\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I CLASSIFICATA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Fili spezzati<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nemorino scende dal palco e getta un\u2019ultima occhiata all\u2019universo meraviglioso che ha palpitato per due ore sulla scena. Abbraccia con lo sguardo il piccolo mondo che lui stesso ha intagliato nel legno, quando credeva che la finzione fosse la panacea di ogni male. Ora che stringe la mano di Adina \u2013 vera, viva, finalmente sua \u2013 tutto il resto gli pare vano. Mentre Dulcamara si gode l\u2019improbabile trionfo e catalizza l\u2019attenzione degli spettatori, i due s\u2019allontanano indisturbati attraverso la platea. L\u2019ombra della mano gigantesca che incombeva su di loro non li raggiunge pi\u00f9. Nemorino ha reciso il legame che lo incatenava alla sua immaginazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha riscoperto la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma, in coproduzione col Teatro Regio di Torino, la geniale regia di Daniele Menghini mette in scena un <em>Elisir d\u2019amore<\/em> dalle surreali atmosfere collodiane. Basta un mutamento di prospettiva ed ecco che Dulcamara si trasforma in Mangiafuoco, burattinaio che muove inconsapevolmente i fili della storia. Roberto de Candia, vero mattatore della scena, interpreta magistralmente il ruolo di deus ex machina, messo in risalto dalle luci polverose di Gianni Bertoli e dalle vertiginose scenografie di Davide Signorini. Membra umane sospese a mezz\u2019aria, una lieve pioggia di trucioli, il nudo legno delle impalcature: questo vortice onirico ci trascina violentemente nella fantasia di Nemorino, moderno antieroe dilaniato da tensioni contrastanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Galeano Salas s\u2019accolla questo personaggio cos\u00ec complesso, col rischio di venirne soffocato. I burattini dei Ferrari e l\u2019ottimo coro preparato dal Maestro Faggiani amplificano il girotondo metateatrale; la regia semina la scena di dettagli e racconti secondari, elementi di disturbo che rappresentano il disorientamento del protagonista. Nemorino perde di vista l\u2019amore per Adina, che da centro gravitazionale del suo universo di legno si riduce a mera nota a margine. Riuscir\u00e0 a guardarsi dentro soltanto con <em>Una furtiva lagrima, <\/em>culmine emotivo dell\u2019intera opera.<\/p>\n\n\n\n<p>La vena drammatica che pervade lo spettacolo \u00e8 sapientemente alternata a scene di grande comicit\u00e0, ben enfatizzate dalla colorata direzione di Sesto Quatrini, che guida l\u2019Orchestra del Teatro Comunale di Bologna in un fragile equilibrio ritmico col palcoscenico. Lodovico Filippo Ravizza ci regala alcuni dei momenti pi\u00f9 riusciti dell\u2019opera, con la sua sorprendente interpretazione di Belcore.<\/p>\n\n\n\n<p>Nina Minasyan si rivela un\u2019Adina troppo convenzionale per questa regia visionaria: di fronte a un Nemorino sprofondato nelle proprie allucinazioni, la ragazza viziata e capricciosa non ha pi\u00f9 senso. Dovr\u00e0 invece diventare la chiave perch\u00e9 il protagonista spezzi i fili, scenda dal palco e scelga la vita.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Una recensione davvero perfetta, in grado di dire tanto anche attraverso l\u2019accurata scelta delle parole, all\u2019interno di un quadro interpretativo di notevole complessit\u00e0, al centro la dialettica tra vero\/falso per Nemorino che, stringendo la mano di Adina, \u201cvera, viva, finalmente sua\u201d, riscopre la realt\u00e0. E non manca l\u2019aspetto descrittivo: \u201cmembra umane sospese a mezz\u2019aria, una lieve pioggia di trucioli, il nudo legno delle impalcature\u201d a cui si affiancano elementi evocativi, come per quel \u201cvortice onirico\u201d che trascina violentemente il pubblico nel mondo fantastico di Nemorino. Commoventi ma con rigore le ultime righe con quei fili spezzati: oltre la scena la scelta della vita, insieme, lui e lei. Il teatro ha bisogno di intelligenze e sensibilit\u00e0 critiche di questo livello.<\/em><strong><br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sofia Quintavalla<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>3I &nbsp;Cambridge<strong> <\/strong>Liceo Linguistico \u201cGuglielmo Marconi\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>II CLASSIFICATA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Chi siamo realmente? Un <\/em><\/strong><strong>Elisir<em> che fa riflettere<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando, nel 1832, il sipario si alz\u00f2, per la prima volta, su <em>L&#8217;Elisir d&#8217;Amore<\/em>, nessuno avrebbe immaginato che, quasi due secoli dopo, una reinterpretazione audace avrebbe rivoluzionato l\u2019opera intrecciando alla sua celeberrima trama la tradizione locale parmense dei burattini della famiglia Ferrari e il fascino, intramontabile, della fiaba di Pinocchio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 infatti in scena, dal 10 marzo 2024, al Teatro Regio di Parma, nel cuore della citt\u00e0, il melodramma giocoso di Donizetti su libretto di Felice Romani, in un nuovo e originale allestimento, in coproduzione con il Teatro Regio di Torino, che omaggia il 110\u00b0 anniversario del burattino parmigiano Bargnocla popolando il palcoscenico di marionette, burattini e pupi siciliani.<\/p>\n\n\n\n<p>Il regista, Daniele Menghini, trasferisce l&#8217;ambientazione dalle classiche campagne basche a una falegnameria, in cui Nemorino, l\u2019unica figura umana in mezzo alla variegata moltitudine di burattini e performers, abbigliati con sontuosi costumi settecenteschi, si rifugia. Egli, simile a Pinocchio nell\u2019incapacit\u00e0 di comprendere la vita, non riesce a confrontarsi con il sentimento d\u2019amore, cos\u00ec intenso e delicato, e decide, pertanto, di costruirsi un suo mondo ideale. Nelle sue vesti incanta il tenore Gillen Mungu\u00eda, che \u201cd\u00e0 vita\u201d ad Adina, interpretata dalla voce squillante e piena di passione del soprano Nina Minasyan. Sul palco spicca il carisma del soldato Belcore: l\u2019eccezionale baritono e ammirevole interprete Lodovico Filippo Barizza. L\u2019allegra cavatina del basso buffo Roberto de Candia introduce un Dulcamara a met\u00e0 tra Mangiafuoco e il burattino Bargnocla, riccamente agghindato e sempre brillante.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai classici personaggi, il regista Menghini, aiutato dalla costumista Nika Campisi, aggiunge numerose figure evocative della fiaba collodiana: il brulicare di tanti personaggi rende la narrazione intricata ma, nonostante ci\u00f2, la leggerezza e la piacevolezza dell\u2019opera prevalgono grazie agli interpreti, al Coro del Teatro Regio di Parma diretto da Martino Faggiani e all&#8217;Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, diretta da Sesto Quatrini.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attesa trepidante di <em>Una furtiva lagrima<\/em>, che simboleggia l\u2019emancipazione di Nemorino dai fili che lo tengono prigioniero come un burattino \u201cinadatto alla vita\u201d, \u00e8 ricompensata dall\u2019acuto trascinante ed esplosivo di Mungu\u00eda: il culmine di una serata indimenticabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora una volta, nel tempio parmigiano della lirica si combinano, sapientemente, tradizione e innovazione in un esempio di \u201copera dentro l\u2019opera\u201d che fa riflettere ogni spettatore: chi siamo realmente? Non siamo tutti un po\u2019 Nemorino o Pinocchio? O forse Dulcamara-Bargnocla?<\/p>\n\n\n\n<p><em>Qui si parla &#8211; e motivatamente &#8211; di \u201cinterpretazione audace\u201d per l\u2019intrecciarsi, nella messa in scena di Daniele Menghini, dell\u2019opera originaria con i burattini della famiglia Ferrari e della storia di Pinocchio. Efficace la similitudine tra Nemorino e il protagonista collodiano, entrambi incapaci di comprendere la vita: arduo affrontare il sentimento d\u2019amore, meglio rifugiarsi \u201cin un mondo ideale\u201d. E \u201cil brulicare di tanti personaggi\u201d rende s\u00ec la situazione intricata, ma lasciando prevalere \u201cla leggerezza e la piacevolezza dell\u2019opera\u201d. E si riconosce l\u2019attesa che si fa \u201ctrepidante\u201d per Una furtiva lagrima che segna \u201cl\u2019emancipazione di Nemorino dai fili che lo tengono prigioniero\u201d, libero, autonomo, capace di farsi amare. Con quesito finale: anche noi ci sentiamo a volte un po\u2019 Nemorino? Magari con il desiderio di rifugiarci in un mondo tutto nostro?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Irene Elena Pocaterra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>3I Cambridge Liceo Linguistico \u201cGuglielmo Marconi\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>III CLASSIFICATA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Pinocchio nell\u2019<\/em><\/strong><strong>Elisir<em>: una rielaborazione strabiliante al Teatro Regio di Parma.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In sole due ore, al Teatro Regio di Parma, in coproduzione con il Teatro Regio di Torino, \u00e8 possibile assistere alla rielaborazione originale, attualizzata e ringiovanita dell\u2019opera \u201c<em>Elisir d\u2019amore<\/em>\u201d di Donizetti, per la regia di Daniele Menghini.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo spettacolo ruota attorno alla figura di Nemorino nei panni di un giovane falegname che non riesce a trovare il suo posto nel mondo e decide di fabbricarsene uno, secondo i suoi desideri e le sue fantasie, fatto di marionette e burattini. Improvvisamente i burattini e le marionette prendono vita e Nemorino si ritrova sempre pi\u00f9 immerso in questo nuovo mondo tanto da trasformarsi da Geppetto in Pinocchio e da uomo in burattino, manovrato da una gigantesca mano di burattinaio, fino al momento della sua liberazione dai fili che lo tengono legato, mentre intona \u201c<em>Una furtiva lagrima<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 uno spettacolo di grande impatto visivo, grazie alla scenografia ricca di particolari curata da Davide Signorini, alle luci a carattere circense di Gianni Bertoli e ai costumi originali di Nika Campisi, che replicano, in modo perfetto, l\u2019aspetto dei burattini di legno. E non si pu\u00f2 dimenticare la fortunata presenza dei burattini della famiglia Ferrari, quella di figure bizzarre, come la misteriosa \u201cfata\u201d turchina, che appare durante il secondo atto, e quella dei numerosi performer che riempiono il palcoscenico.<\/p>\n\n\n\n<p>Nina Minasyan, nei panni di Adina, appare poco incisiva ed espressiva, ma spiccano i suoi acuti di soprano; poco appariscente anche la Giannetta di Yulia Tkachenko.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aria pi\u00f9 celebre dell\u2019opera, \u201c<em>Una furtiva lagrima<\/em>\u201d, interpretata, con voce sicura e struggente, dal tenore Gillen Munguia fa venire i brividi: la melodia malinconica \u00e8 introdotta dal fagotto e accompagnata dall\u2019arpa, sostenuta perfettamente dall\u2019Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, diretta dal maestro Sesto Quatrini. Il pubblico rimane senza fiato sulla cadenza finale del \u201c<em>si pu\u00f2 morir d\u2019amore<\/em>\u201d che sottolinea la drammaticit\u00e0 del momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Roberto de Candia interpreta un magnifico Dulcamara-Mangiafuoco: alla voce coinvolgente del basso aggiunge una forte presenza scenica. Belcore, interpretato da Lodovico Filippo Ravizza, emerge per il suo timbro forte di baritono, la sua vitalit\u00e0 e simpatia.<\/p>\n\n\n\n<p>Spettacolo inizialmente complesso da seguire poich\u00e9 ricco di personaggi, anche non previsti dal libretto di Felice Romani, di riferimenti, contenuti, controscene e simboli sui quali occorre riflettere, ma in grado di sorprendere il pubblico, che applaude con grande approvazione.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Nemorino, povero falegname, \u201cnon riesce a trovare il suo posto nel mondo e decide di fabbricarsene uno\u201d, dove per\u00f2 viene come inghiottito cos\u00ec da trasformarsi \u201cda Geppetto in Pinocchio e da uomo in burattino\u2026fino al momento della sua liberazione dai fili che lo tengono prigioniero mentre intona Una furtiva lagrima\u201d. Viene rilevata anche l\u2019inquietante presenza di quella misteriosa \u201cfata turchina\u201d che appare con il secondo atto. Preziosa la sensibilit\u00e0 musicale nell\u2019evidenziare la malinconia trasmessa da alcuni strumenti, sottolineata la ricchezza della scena e, insieme, la sorpresa del pubblico che ha poi salutato con molto calore lo spettacolo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Annamaria Melfa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>1B&nbsp; Liceo Classico \u201cGian Domenico Romagnosi\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>III CLASSIFICATA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un <em>Elisir d\u2019amore<\/em> che ha stregato il pubblico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lontano dagli sguardi della gente ritroviamo il fragile e sensibile Nemorino, rintanato in un mondo tutto suo di cui \u00e8 artefice e protagonista. Dalla mente innovativa del regista Daniele Meneghini \u00e8 scaturita un\u2019opera d\u2019avanguardia che ha sorpreso il pubblico. Il nuovo allestimento messo in scena nella stagione lirica 2024 \u00e8 stato realizzato dal Teatro Regio di Parma in coproduzione con il Teatro Regio di Torino.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019opera si svolge in una falegnameria dove Nemorino, da bravo Geppetto, intaglia con cura la sua amata Adina. Come in un sogno, Adina e le altre marionette prendono vita animando le meravigliose scene di Davide Signorini. Incantevoli anche i costumi di Nika Campisi. Questa nuova interpretazione di Menghini ricorda quel mondo utopistico e stravagante del paese delle meraviglie di Lewis Carroll. Come Alice, anche Nemorino \u00e8 immerso in un tempo dove razionalit\u00e0 e immaginazione si scontrano continuamente e deve fare i conti con la vera realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo spettacolo pu\u00f2 essere letto in chiave fiabesca anche per i numerosi richiami alla storia di Pinocchio. Impressionante e inaspettata la scena in cui quest\u2019ultimo viene smembrato, ricollegabile, forse, al dramma d\u2019amore vissuto da Nemorino. Malioso il personaggio di Belcore, con il suo ingresso trionfante e un timbro pieno e pulito, interpretato magnificamente da Lodovico Filippo Ravizza. Precise e apprezzabili anche Adina e Giannetta, interpretate rispettivamente da Nina Minasyan e Yulia Tkachenko. Meno apprezzato dal pubblico, seppur conforme al suo ruolo di Nemorino, \u00e8 Gillen Munguia, che ha sostituito all\u2019ultimo Francesco Meli nella prova di domenica 10 marzo. La sua <em>furtiva lagrima <\/em>non ha convinto pienamente. Mentre Roberto de Candia ha interpretato Dulcamara perfettamente: comico e astuto, abile imbroglione con i tratti inquietanti di Mangiafuoco. L\u2019interprete ha cantato con voce estesa e scattante e ha usato al meglio le sue capacit\u00e0 attoriali. Bravi anche i figuranti. Troviamo in scena per la prima volta in un\u2019opera lirica i burattini dei Ferrari che con la loro comicit\u00e0 ed estrosit\u00e0 mantengono viva la grande tradizione di burattini di Parma. Pregevole il coro del Teatro Regio di Parma, diretto dal maestro Martino Faggiani. Ottima la resa musicale, nonostante una leggera asincronia tra il direttore Sesto Quatrini e l\u2019orchestra del Teatro Comunale di Bologna.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, le luci di Gianni Bertoli hanno valorizzato al meglio le emozioni delle marionette, riempiendo i loro cuori di legno di umanit\u00e0. La chiusura del secondo atto \u00e8 stata accompagnata da un minuto di applausi. Nonostante la scelta audace di un allestimento cos\u00ec lontano dal libretto di Donizetti lo spettacolo ha riscosso un meritato successo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Stimolante l\u2019idea di avvicinare il palcoscenico creato\/sognato da Nemorino a \u201cquel mondo utopistico e stravagante del paese delle meraviglie di Lewis Carroll. Come Alice, anche Nemorino \u00e8 immerso in un tempo dove razionalit\u00e0 e immaginazione si scontrano continuamente\u201d, arduo quindi il confronto con la realt\u00e0. \u201cFragile e sensibile\u201d \u00e8 Nemorino in quel suo mondo di cui \u00e8 \u201cartefice e protagonista\u201d. E non si rinuncia a porre in rilievo un passaggio di difficile interpretazione, \u201cimpressionante e inaspettata\u201d la scena dello smembramento di Pinocchio \u201cricollegabile forse al dramma d\u2019amore vissuto da Nemorino\u201d. Eccellente anche la cura con cui vengono sottolineate le qualit\u00e0 dei diversi protagonisti della scena.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>PREMIO SCRIVERE D\u2019OPERA\u201cELENA FORMICA\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>V EDIZIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>LE RECENSIONI VINCITRICI E LE MOTIVAZIONI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Elena Mora<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>1B&nbsp; Liceo Classico \u201cGian Domenico Romagnosi\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I CLASSIFICATA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Fili spezzati<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nemorino scende dal palco e getta un\u2019ultima occhiata all\u2019universo meraviglioso che ha palpitato per due ore sulla scena. Abbraccia con lo sguardo il piccolo mondo che lui stesso ha intagliato nel legno, quando credeva che la finzione fosse la panacea di ogni male. Ora che stringe la mano di Adina \u2013 vera, viva, finalmente sua \u2013 tutto il resto gli pare vano. Mentre Dulcamara si gode l\u2019improbabile trionfo e catalizza l\u2019attenzione degli spettatori, i due s\u2019allontanano indisturbati attraverso la platea. L\u2019ombra della mano gigantesca che incombeva su di loro non li raggiunge pi\u00f9. Nemorino ha reciso il legame che lo incatenava alla sua immaginazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha riscoperto la realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel nuovo allestimento del Teatro Regio di Parma, in coproduzione col Teatro Regio di Torino, la geniale regia di Daniele Menghini mette in scena un <em>Elisir d\u2019amore<\/em> dalle surreali atmosfere collodiane. Basta un mutamento di prospettiva ed ecco che Dulcamara si trasforma in Mangiafuoco, burattinaio che muove inconsapevolmente i fili della storia. Roberto de Candia, vero mattatore della scena, interpreta magistralmente il ruolo di deus ex machina, messo in risalto dalle luci polverose di Gianni Bertoli e dalle vertiginose scenografie di Davide Signorini. Membra umane sospese a mezz\u2019aria, una lieve pioggia di trucioli, il nudo legno delle impalcature: questo vortice onirico ci trascina violentemente nella fantasia di Nemorino, moderno antieroe dilaniato da tensioni contrastanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Galeano Salas s\u2019accolla questo personaggio cos\u00ec complesso, col rischio di venirne soffocato. I burattini dei Ferrari e l\u2019ottimo coro preparato dal Maestro Faggiani amplificano il girotondo metateatrale; la regia semina la scena di dettagli e racconti secondari, elementi di disturbo che rappresentano il disorientamento del protagonista. Nemorino perde di vista l\u2019amore per Adina, che da centro gravitazionale del suo universo di legno si riduce a mera nota a margine. Riuscir\u00e0 a guardarsi dentro soltanto con <em>Una furtiva lagrima, <\/em>culmine emotivo dell\u2019intera opera.<\/p>\n\n\n\n<p>La vena drammatica che pervade lo spettacolo \u00e8 sapientemente alternata a scene di grande comicit\u00e0, ben enfatizzate dalla colorata direzione di Sesto Quatrini, che guida l\u2019Orchestra del Teatro Comunale di Bologna in un fragile equilibrio ritmico col palcoscenico. Lodovico Filippo Ravizza ci regala alcuni dei momenti pi\u00f9 riusciti dell\u2019opera, con la sua sorprendente interpretazione di Belcore.<\/p>\n\n\n\n<p>Nina Minasyan si rivela un\u2019Adina troppo convenzionale per questa regia visionaria: di fronte a un Nemorino sprofondato nelle proprie allucinazioni, la ragazza viziata e capricciosa non ha pi\u00f9 senso. Dovr\u00e0 invece diventare la chiave perch\u00e9 il protagonista spezzi i fili, scenda dal palco e scelga la vita.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Una recensione davvero perfetta, in grado di dire tanto anche attraverso l\u2019accurata scelta delle parole, all\u2019interno di un quadro interpretativo di notevole complessit\u00e0, al centro la dialettica tra vero\/falso per Nemorino che, stringendo la mano di Adina, \u201cvera, viva, finalmente sua\u201d, riscopre la realt\u00e0. E non manca l\u2019aspetto descrittivo: \u201cmembra umane sospese a mezz\u2019aria, una lieve pioggia di trucioli, il nudo legno delle impalcature\u201d a cui si affiancano elementi evocativi, come per quel \u201cvortice onirico\u201d che trascina violentemente il pubblico nel mondo fantastico di Nemorino. Commoventi ma con rigore le ultime righe con quei fili spezzati: oltre la scena la scelta della vita, insieme, lui e lei. Il teatro ha bisogno di intelligenze e sensibilit\u00e0 critiche di questo livello.<\/em><strong><br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sofia Quintavalla<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>3I&nbsp; Cambridge<strong> <\/strong>Liceo Linguistico \u201cGuglielmo Marconi\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>II CLASSIFICATA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Chi siamo realmente? Un <\/em><\/strong><strong>Elisir<em> che fa riflettere<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando, nel 1832, il sipario si alz\u00f2, per la prima volta, su <em>L&#8217;Elisir d&#8217;Amore<\/em>, nessuno avrebbe immaginato che, quasi due secoli dopo, una reinterpretazione audace avrebbe rivoluzionato l\u2019opera intrecciando alla sua celeberrima trama la tradizione locale parmense dei burattini della famiglia Ferrari e il fascino, intramontabile, della fiaba di Pinocchio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 infatti in scena, dal 10 marzo 2024, al Teatro Regio di Parma, nel cuore della citt\u00e0, il melodramma giocoso di Donizetti su libretto di Felice Romani, in un nuovo e originale allestimento, in coproduzione con il Teatro Regio di Torino, che omaggia il 110\u00b0 anniversario del burattino parmigiano Bargnocla popolando il palcoscenico di marionette, burattini e pupi siciliani.<\/p>\n\n\n\n<p>Il regista, Daniele Menghini, trasferisce l&#8217;ambientazione dalle classiche campagne basche a una falegnameria, in cui Nemorino, l\u2019unica figura umana in mezzo alla variegata moltitudine di burattini e performers, abbigliati con sontuosi costumi settecenteschi, si rifugia. Egli, simile a Pinocchio nell\u2019incapacit\u00e0 di comprendere la vita, non riesce a confrontarsi con il sentimento d\u2019amore, cos\u00ec intenso e delicato, e decide, pertanto, di costruirsi un suo mondo ideale. Nelle sue vesti incanta il tenore Gillen Mungu\u00eda, che \u201cd\u00e0 vita\u201d ad Adina, interpretata dalla voce squillante e piena di passione del soprano Nina Minasyan. Sul palco spicca il carisma del soldato Belcore: l\u2019eccezionale baritono e ammirevole interprete Lodovico Filippo Barizza. L\u2019allegra cavatina del basso buffo Roberto de Candia introduce un Dulcamara a met\u00e0 tra Mangiafuoco e il burattino Bargnocla, riccamente agghindato e sempre brillante.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai classici personaggi, il regista Menghini, aiutato dalla costumista Nika Campisi, aggiunge numerose figure evocative della fiaba collodiana: il brulicare di tanti personaggi rende la narrazione intricata ma, nonostante ci\u00f2, la leggerezza e la piacevolezza dell\u2019opera prevalgono grazie agli interpreti, al Coro del Teatro Regio di Parma diretto da Martino Faggiani e all&#8217;Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, diretta da Sesto Quatrini.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attesa trepidante di <em>Una furtiva lagrima<\/em>, che simboleggia l\u2019emancipazione di Nemorino dai fili che lo tengono prigioniero come un burattino \u201cinadatto alla vita\u201d, \u00e8 ricompensata dall\u2019acuto trascinante ed esplosivo di Mungu\u00eda: il culmine di una serata indimenticabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora una volta, nel tempio parmigiano della lirica si combinano, sapientemente, tradizione e innovazione in un esempio di \u201copera dentro l\u2019opera\u201d che fa riflettere ogni spettatore: chi siamo realmente? Non siamo tutti un po\u2019 Nemorino o Pinocchio? O forse Dulcamara-Bargnocla?<\/p>\n\n\n\n<p><em>Qui si parla &#8211; e motivatamente &#8211; di \u201cinterpretazione audace\u201d per l\u2019intrecciarsi, nella messa in scena di Daniele Menghini, dell\u2019opera originaria con i burattini della famiglia Ferrari e della storia di Pinocchio. Efficace la similitudine tra Nemorino e il protagonista collodiano, entrambi incapaci di comprendere la vita: arduo affrontare il sentimento d\u2019amore, meglio rifugiarsi \u201cin un mondo ideale\u201d. E \u201cil brulicare di tanti personaggi\u201d rende s\u00ec la situazione intricata, ma lasciando prevalere \u201cla leggerezza e la piacevolezza dell\u2019opera\u201d. E si riconosce l\u2019attesa che si fa \u201ctrepidante\u201d per Una furtiva lagrima che segna \u201cl\u2019emancipazione di Nemorino dai fili che lo tengono prigioniero\u201d, libero, autonomo, capace di farsi amare. Con quesito finale: anche noi ci sentiamo a volte un po\u2019 Nemorino? Magari con il desiderio di rifugiarci in un mondo tutto nostro?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Irene Elena Pocaterra<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>3I Cambridge Liceo Linguistico \u201cGuglielmo Marconi\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>III CLASSIFICATA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Pinocchio nell\u2019<\/em><\/strong><strong>Elisir<em>: una rielaborazione strabiliante al Teatro Regio di Parma.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In sole due ore, al Teatro Regio di Parma, in coproduzione con il Teatro Regio di Torino, \u00e8 possibile assistere alla rielaborazione originale, attualizzata e ringiovanita dell\u2019opera \u201c<em>Elisir d\u2019amore<\/em>\u201d di Donizetti, per la regia di Daniele Menghini.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo spettacolo ruota attorno alla figura di Nemorino nei panni di un giovane falegname che non riesce a trovare il suo posto nel mondo e decide di fabbricarsene uno, secondo i suoi desideri e le sue fantasie, fatto di marionette e burattini. Improvvisamente i burattini e le marionette prendono vita e Nemorino si ritrova sempre pi\u00f9 immerso in questo nuovo mondo tanto da trasformarsi da Geppetto in Pinocchio e da uomo in burattino, manovrato da una gigantesca mano di burattinaio, fino al momento della sua liberazione dai fili che lo tengono legato, mentre intona \u201c<em>Una furtiva lagrima<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 uno spettacolo di grande impatto visivo, grazie alla scenografia ricca di particolari curata da Davide Signorini, alle luci a carattere circense di Gianni Bertoli e ai costumi originali di Nika Campisi, che replicano, in modo perfetto, l\u2019aspetto dei burattini di legno. E non si pu\u00f2 dimenticare la fortunata presenza dei burattini della famiglia Ferrari, quella di figure bizzarre, come la misteriosa \u201cfata\u201d turchina, che appare durante il secondo atto, e quella dei numerosi performer che riempiono il palcoscenico.<\/p>\n\n\n\n<p>Nina Minasyan, nei panni di Adina, appare poco incisiva ed espressiva, ma spiccano i suoi acuti di soprano; poco appariscente anche la Giannetta di Yulia Tkachenko.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aria pi\u00f9 celebre dell\u2019opera, \u201c<em>Una furtiva lagrima<\/em>\u201d, interpretata, con voce sicura e struggente, dal tenore Gillen Munguia fa venire i brividi: la melodia malinconica \u00e8 introdotta dal fagotto e accompagnata dall\u2019arpa, sostenuta perfettamente dall\u2019Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, diretta dal maestro Sesto Quatrini. Il pubblico rimane senza fiato sulla cadenza finale del \u201c<em>si pu\u00f2 morir d\u2019amore<\/em>\u201d che sottolinea la drammaticit\u00e0 del momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Roberto de Candia interpreta un magnifico Dulcamara-Mangiafuoco: alla voce coinvolgente del basso aggiunge una forte presenza scenica. Belcore, interpretato da Lodovico Filippo Ravizza, emerge per il suo timbro forte di baritono, la sua vitalit\u00e0 e simpatia.<\/p>\n\n\n\n<p>Spettacolo inizialmente complesso da seguire poich\u00e9 ricco di personaggi, anche non previsti dal libretto di Felice Romani, di riferimenti, contenuti, controscene e simboli sui quali occorre riflettere, ma in grado di sorprendere il pubblico, che applaude con grande approvazione.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Nemorino, povero falegname, \u201cnon riesce a trovare il suo posto nel mondo e decide di fabbricarsene uno\u201d, dove per\u00f2 viene come inghiottito cos\u00ec da trasformarsi \u201cda Geppetto in Pinocchio e da uomo in burattino\u2026fino al momento della sua liberazione dai fili che lo tengono prigioniero mentre intona Una furtiva lagrima\u201d. Viene rilevata anche l\u2019inquietante presenza di quella misteriosa \u201cfata turchina\u201d che appare con il secondo atto. Preziosa la sensibilit\u00e0 musicale nell\u2019evidenziare la malinconia trasmessa da alcuni strumenti, sottolineata la ricchezza della scena e, insieme, la sorpresa del pubblico che ha poi salutato con molto calore lo spettacolo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Annamaria Melfa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>1B&nbsp; Liceo Classico \u201cGian Domenico Romagnosi\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>III CLASSIFICATA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un <em>Elisir d\u2019amore<\/em> che ha stregato il pubblico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lontano dagli sguardi della gente ritroviamo il fragile e sensibile Nemorino, rintanato in un mondo tutto suo di cui \u00e8 artefice e protagonista. Dalla mente innovativa del regista Daniele Meneghini \u00e8 scaturita un\u2019opera d\u2019avanguardia che ha sorpreso il pubblico. Il nuovo allestimento messo in scena nella stagione lirica 2024 \u00e8 stato realizzato dal Teatro Regio di Parma in coproduzione con il Teatro Regio di Torino.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019opera si svolge in una falegnameria dove Nemorino, da bravo Geppetto, intaglia con cura la sua amata Adina. Come in un sogno, Adina e le altre marionette prendono vita animando le meravigliose scene di Davide Signorini. Incantevoli anche i costumi di Nika Campisi. Questa nuova interpretazione di Menghini ricorda quel mondo utopistico e stravagante del paese delle meraviglie di Lewis Carroll. Come Alice, anche Nemorino \u00e8 immerso in un tempo dove razionalit\u00e0 e immaginazione si scontrano continuamente e deve fare i conti con la vera realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo spettacolo pu\u00f2 essere letto in chiave fiabesca anche per i numerosi richiami alla storia di Pinocchio. Impressionante e inaspettata la scena in cui quest\u2019ultimo viene smembrato, ricollegabile, forse, al dramma d\u2019amore vissuto da Nemorino. Malioso il personaggio di Belcore, con il suo ingresso trionfante e un timbro pieno e pulito, interpretato magnificamente da Lodovico Filippo Ravizza. Precise e apprezzabili anche Adina e Giannetta, interpretate rispettivamente da Nina Minasyan e Yulia Tkachenko. Meno apprezzato dal pubblico, seppur conforme al suo ruolo di Nemorino, \u00e8 Gillen Munguia, che ha sostituito all\u2019ultimo Francesco Meli nella prova di domenica 10 marzo. La sua <em>furtiva lagrima <\/em>non ha convinto pienamente. Mentre Roberto de Candia ha interpretato Dulcamara perfettamente: comico e astuto, abile imbroglione con i tratti inquietanti di Mangiafuoco. L\u2019interprete ha cantato con voce estesa e scattante e ha usato al meglio le sue capacit\u00e0 attoriali. Bravi anche i figuranti. Troviamo in scena per la prima volta in un\u2019opera lirica i burattini dei Ferrari che con la loro comicit\u00e0 ed estrosit\u00e0 mantengono viva la grande tradizione di burattini di Parma. Pregevole il coro del Teatro Regio di Parma, diretto dal maestro Martino Faggiani. Ottima la resa musicale, nonostante una leggera asincronia tra il direttore Sesto Quatrini e l\u2019orchestra del Teatro Comunale di Bologna.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, le luci di Gianni Bertoli hanno valorizzato al meglio le emozioni delle marionette, riempiendo i loro cuori di legno di umanit\u00e0. La chiusura del secondo atto \u00e8 stata accompagnata da un minuto di applausi. Nonostante la scelta audace di un allestimento cos\u00ec lontano dal libretto di Donizetti lo spettacolo ha riscosso un meritato successo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Stimolante l\u2019idea di avvicinare il palcoscenico creato\/sognato da Nemorino a \u201cquel mondo utopistico e stravagante del paese delle meraviglie di Lewis Carroll. Come Alice, anche Nemorino \u00e8 immerso in un tempo dove razionalit\u00e0 e immaginazione si scontrano continuamente\u201d, arduo quindi il confronto con la realt\u00e0. \u201cFragile e sensibile\u201d \u00e8 Nemorino in quel suo mondo di cui \u00e8 \u201cartefice e protagonista\u201d. E non si rinuncia a porre in rilievo un passaggio di difficile interpretazione, \u201cimpressionante e inaspettata\u201d la scena dello smembramento di Pinocchio \u201cricollegabile forse al dramma d\u2019amore vissuto da Nemorino\u201d. Eccellente anche la cura con cui vengono sottolineate le qualit\u00e0 dei diversi protagonisti della scena.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>cerimonia di premiazione foto Ricci<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Cerimonia-di-premiazione-SDO-2024.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" data-id=\"55141\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Cerimonia-di-premiazione-SDO-2024-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-55141\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Cerimonia-di-premiazione-SDO-2024-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Cerimonia-di-premiazione-SDO-2024-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Cerimonia-di-premiazione-SDO-2024-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Cerimonia-di-premiazione-SDO-2024-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Cerimonia-di-premiazione-SDO-2024-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/Cerimonia-di-premiazione-SDO-2024.jpg 1620w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PROCLAMATI I VINCITORI DEL PREMIO SCRIVERE D\u2019OPERA\u201cELENA FORMICA\u201d V EDIZIONE Elena Mora e Annamaria Melfa del Liceo Classico \u201cGian Domenico [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-55136","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55136","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=55136"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/55136\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=55136"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=55136"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=55136"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}