{"id":56238,"date":"2024-06-02T08:59:03","date_gmt":"2024-06-02T08:59:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=56238"},"modified":"2024-06-02T08:59:03","modified_gmt":"2024-06-02T08:59:03","slug":"assergi-e-la-battaglia-contro-fortebraccio-da-montone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=56238","title":{"rendered":"ASSERGI E LA BATTAGLIA CONTRO FORTEBRACCIO DA MONTONE"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/LA-BATTAGLIA-DI-BAZZANO.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"599\" data-id=\"56239\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/LA-BATTAGLIA-DI-BAZZANO-1024x599.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-56239\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/LA-BATTAGLIA-DI-BAZZANO-1024x599.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/LA-BATTAGLIA-DI-BAZZANO-300x175.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/LA-BATTAGLIA-DI-BAZZANO-768x449.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/LA-BATTAGLIA-DI-BAZZANO-150x88.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/LA-BATTAGLIA-DI-BAZZANO.jpg 1300w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/BRACCIO-DA-MONTONE.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"453\" height=\"612\" data-id=\"56240\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/BRACCIO-DA-MONTONE.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-56240\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/BRACCIO-DA-MONTONE.jpg 453w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/BRACCIO-DA-MONTONE-222x300.jpg 222w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/BRACCIO-DA-MONTONE-111x150.jpg 111w\" sizes=\"(max-width: 453px) 100vw, 453px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">ITALY &#8211; DECEMBER 17: Portrait of Andrea Fortebracci, also known as Braccio da Montone (Perugia, 1368-L&#8217;Aquila, 1424), Italian condottiere. Oratory of Saint Francis, Perugia, Umbria region, Italy. (Photo by DeAgostini\/Getty Images)<\/figcaption><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Accadde seicento anni fa (2 giugno 1424 \u2013 2 giugno 2024)<br>ASSERGI E LA BATTAGLIA CONTRO FORTEBRACCIO DA MONTONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>di Giuseppe Lalli<\/p>\n\n\n\n<p>Gli anni 1423-24 sono ricordati come la guerra di Braccio da Montone &#8211; Andrea<br>Fortebraccio (Perugia, 1\u00b0 luglio 1368 \u2013 L\u2019Aquila, 5 giugno 1424), allorch\u00e9 L\u2019Aquila fu<br>coinvolta nella complessa questione della successione della regina Giovanna II d\u2019Angi\u00f2<br>(Zara, Croazia, 25 giugno 1373 \u2013 Napoli, 2 febbraio 1435), regina di Napoli, che, non<br>avendo figli, nel 1421 aveva designato come suo erede Alfonso d\u2019Aragona (Medina del<br>Campo, 24 febbraio 1396 \u2013 Napoli, 27 giugno 1458), nominando altres\u00ec Fortebraccio<br>governatore degli Abruzzi in cambio dell\u2019appoggio contro Muzio Attendolo Sforza<br>(Cotignola, Ravenna, 28 maggio 1369 \u2013 presso Pescara, 3 gennaio 1424), grande<br>condottiero al servizio di Luigi III d\u2019Angi\u00f2 (Angi\u00f2, 25 settembre 1403 \u2013 Cosenza, 12<br>novembre 1434), altro pretendente al trono di Napoli (1).<br>Giovanna II, inserendo nell\u2019Italia meridionale un re spagnolo, rischiava di rompere<br>l\u2019equilibrio che sia pure a fatica nella penisola si stava realizzando. Nello scacchiere<br>politico della penisola si andava profilando, come elemento nuovo, la possibilit\u00e0 che<br>Braccio da Montone, come gli aveva promesso Alfonso d\u2019Aragona, potesse costituire<br>una rilevante signoria nell\u2019Italia centrale. In tale prospettiva il condottiero perugino aveva<br>occupato l\u2019Umbria e parte delle Marche, minacciando l\u2019assetto dello Stato Pontificio, che<br>correva il serio rischio di essere smembrato, anche per le conseguenze di quello scisma che<br>a partire dal 1378 aveva devastato il corpo della Chiesa e che si era appena ricomposto con<br>l\u2019elezione a papa, nel 1417, di Oddone Colonna &#8211; Martino V (Genazzano, 25 gennaio<br>1369 \u2013 Roma, 20 febbraio 1431). Le mire di Braccio erano ancora pi\u00f9 ambiziose: egli<br>ambiva alla conquista della stessa Napoli o, nel caso non fosse stato possibile, almeno alla<br>legittimazione di quanto gi\u00e0 usurpato (2).<br>Dall\u2019esito dell\u2019avventura dell\u2019ardimentoso condottiero umbro sembrava dipendere l\u2019assetto<br>politico della Chiesa, del Regno di Napoli, del ducato di Milano e della Toscana. L\u2019accorto<br>Martino V, approfittando della rivalit\u00e0 fra Firenze e Milano, riusc\u00ec a coinvolgere Filippo<br>Maria Visconti (Milano, 3 settembre 1392 \u2013 Milano, 13 agosto 1447) nella lega, che di l\u00ec<br>a poco si former\u00e0, contro Braccio, favorito a sua volta da Firenze in un\u2019ottica antipapale.<br>(3)<br>In questo quadro, L\u2019Aquila, che in un primo momento si era mostrata favorevole alla<br>politica di usurpazione attuata dal condottiero perugino, mut\u00f2 atteggiamento allorch\u00e9 si<br>avvide che un\u2019eventuale signoria di Braccio avrebbe ridotto l\u2019autonomia di cui la citt\u00e0<br>godeva a motivo della sua natura demaniale. Tanto bast\u00f2 che Braccio da Montone, il 12<br>maggio del 1423, si presentasse sotto le mura della citt\u00e0 rimproverandole l\u2019aperta<br>ribellione ai legittimi sovrani e cingendola d\u2019assedio. Da una parte, dunque, Alfonso<br>d\u2019Aragona, pretendente al Regno di Napoli e di Sicilia e il suo luogotenente Braccio da<br>Montone, dall\u2019altra papa Martino V, Filippo Maria Visconti duca di Milano, Giovanna<\/p>\n\n\n\n<p>II, che nel frattempo aveva ripudiato il figlio adottivo Alfonso d\u2019Aragona e adottato Luigi<br>III d\u2019Angi\u00f2, e L\u2019Aquila.<br>Campione della coalizione antibraccesca \u00e8 il summenzionato Muzio Attendolo Sforza,<br>che morir\u00e0 il 3 gennaio 1423 portato via dalla corrente dell\u2019acqua del fiume Pescara nel<br>tentativo di riacciuffare un soldato che stava affogando (lo vendicher\u00e0 il figlio, quel<br>Francesco Sforza (Cigoli, 23 luglio 1401 \u2013 Milano, 8 marzo 1466) che, allora<br>giovanissimo, partecip\u00f2 alla battaglia, e che sar\u00e0 nel 1450 il primo duca di Milano.<br>Braccio, nella piana aquilana, si muove con facilit\u00e0 dal momento che il contado aquilano<br>non tiene. A raccontarci queste vicende belliche sono i versi dell\u2019\u00abAnonimo aquilano \u00bb, da<br>molti autori identificato con Niccol\u00f2 Ciminello di Bazzano (Bazzano, 1350 circa \u2013<br>L\u2019Aquila, 1430 circa), presunto combattente nella guerra contro Braccio :<br>Asserece se dene a Peschiumaiure<br>E poco stette arrenderse Picenza<br>In Aquila sci n\u2019era era gran dolore.<br>O contadini falzi ognuno penza<br>Braccio ne g\u00eca lieto de bon core<br>A Carapelle a dare intenza<br>E in pochi iurni se fece pr\u00eca<br>E tutta se li d\u00e9 la Baronia. (4)<br>Gli unici a tenere sono i castelli di Fontecchio, Rocca di Mezzo e soprattutto Stiffe, che<br>resister\u00e0 indomita fino alla fine del conflitto, \u00abdal quale L\u2019Aquila e i collegati usciranno<br>vittoriosi anche in virt\u00f9 di queste isolate ma strenue e strategiche resistenze\u00bb (5)<br>Cos\u00ec Mario Chini, nel suo libro dedicato a Silvestro Aquilano, scrive ricordando quegli<br>eventi di seicento anni fa:<br>Nel torbido periodo di agitazioni in cui si trov\u00f2 il regno di Napoli per le contese fra Martino V e Giovanna<br>II, con l\u2019intenzione di tagliarsi nel panno del gran manto temporale della Chiesa o in quello un po\u2019 pi\u00f9<br>ristretto del Regno feudale di Napoli un suo mantello di principe laico indipendente, cost\u00f2 all\u2019Aquila, che<br>non si accorse (e non poteva accorgersi) come, vincendo Braccio, avrebbe probabilmente ritardato lo<br>svolgimento della storia d\u2019Italia nel senso della unificazione, sacrifici grandi e grandi dolori. Ma<br>Antonuccio, aiutato di fuori dalle armi del Caldora e dello Sforza, riusc\u00ec a vincere. Nella battaglia campale<br>del 2 giugno 1424, Braccio stesso fu ferito da prima, poi catturato, e, forse, ucciso sotto i ferri del<br>chirurgo. E la memoranda giornata, che rese esultanti gli Aquilani, che fece loro istituire persino \u201cla<br>campana della vittoria\u201d per commemorarla ogni giorno col suono del bronzo, li fece anche pi\u00f9 rispettati e<br>nel Regno e nella rimanente Italia. Dello stato di euforia, che ne segu\u00ec, \u00e8 testimonio il poema in ottave, di<br>ignoto autore, ma certo di non incolto pubblico canterino, che, in forma presso che romanzesca, innalza la<br>guerra di Braccio alle altezze dell\u2019epica delle crociate. (6)<br>Piace allo scrivente ricordare un episodio che avvenne a margine dell\u2019epocale battaglia del<br>2 giugno 1424 e che ebbe come protagonista tale Antonio della Giacchetta. Riferisce<br>Nicola Tomei (Villa Sant\u2019Angelo, 1718 \u2013 L\u2019Aquila, 1792), preposto di Assergi dal 1742 al<br>1764, nonch\u00e9 primo storico del paese e della sua chiesa, come nel Tomo III di Antinori<br>foglio 300, si leggesse che<br>nella rinomata guerra di Braccio, questo gran Capitano per impedire, che gli Aquilani, uscendo dalla citt\u00e0,<br>si andassero ad unire all\u2019esercito de\u2019 Collegati, mentre si combatteva nel campo di Bagno, situ\u00f2 un<\/p>\n\n\n\n<p>distaccamento in un luogo opportuno da tagliar loro la strada. Quando poi nel giorno della battaglia 2<br>giugno 1423 uscirono gl\u2019Aquilani per unirsi al campo, trovato l\u2019ostacolo de\u2019 Nemici, vi fu Antonio della<br>Giacchetta, che co\u2019 suoi Soldati disfece valorosamente il distaccamento Braccesco, ed apr\u00ec il passo; e fu<br>questa la prima prodezza di quella gloriosa giornata. Or \u00e8 indubitato, che tra le Antiche famiglie d\u2019Assergi<br>vi \u00e8 stata la Giacchetta, detta oggi Cipicchia, come si ritrae dalla rozza inscrizione, che si legge nella Cona<br>dello Spirito Santo, ed \u00e8 la seguente: Jacobo, et Jo: Battista de Jacchetta e Fratelli nell\u2019anno 1560<br>fundarono questa Cappella. Dalla piema diruta da tutti i fondamenti Jacobo e Jo: Battista e Fratelli eredi<br>Cipicchia l\u2019anno di nuovo redificata Sumptibus An. 1620.<br>\u00abNon vi \u00e8 ripugnanza \u2013 prosegue il Tomei \u2013 che quel prode Comandante potesse essere<br>d\u2019Assergi o almeno oriundo, sapendosi, che gli uomini delle Terre popolarono la Citt\u00e0, e<br>che unitamente concorrevano in tutti gli affari di guerra, e di pace\u00bb (8).<br>La storia, come asserisce il nostro grande conterraneo Benedetto Croce (Pescasseroli, 25<br>febbraio 1866 \u2013 Napoli, 20 novembre 1952), \u00e8 sempre contemporanea, nel senso che,<br>allorch\u00e9 fissiamo l\u2019attenzione su un determinato periodo o su un determinato tema, e<br>diamo di essi una interpretazione piuttosto che un\u2019altra, sempre siamo mossi da<br>un\u2019esigenza che si manifesta nel presente. La campale battaglia che si combatt\u00e9 seicento<br>anni fa nella piana di Bazzano non fu un avvenimento periferico, come per molto tempo<br>una certa storiografia ha ritenuto. Fu, al contrario \u2013 ma questo lo possiamo giudicare solo<br>oggi, nel presente, appunto, con uno sguardo d\u2019assieme \u2013 un episodio dal cui esito molto<br>dipese l\u2019assetto dello Stato Pontificio e molto dipese la capacit\u00e0 dell\u2019Aquila di preservare<br>uno status di autonomia che le veniva dalla sua natura di citt\u00e0 demaniale(7).<br>A questo riguardo, \u00e8 indubbio che, pur tra alterne vicende, significativo fu il contributo del<br>contado \u2013 e in esso quello del valoroso comandante assergese \u2013 , quel contado che un<br>secolo dopo pagher\u00e0 il prezzo pi\u00f9 alto dell\u2019esito disastroso della rivolta antispagnola<br>dell\u2019Aquila. Non \u00e8 retorico affermare che quel 2 giugno di seicento anni fa L\u2019Aquila, in<br>qualche modo, fece la storia, e un po\u2019 di storia la fece anche Assergi.<br>Viene da chiedersi: in che misura la Storia, quella con la S maiuscola, \u00e8 frutto di atti eroici<br>individuali? E in che misura Dio si nasconde nei dettagli? Il sullodato Benedetto Croce,<br>dall\u2019alto del suo storicismo, forse avrebbe sorriso della prima domanda, assai meno della<br>seconda, perch\u00e9 che Dio si nasconde nei dettagli proprio a lui \u00e8 sfuggito. Lo diceva nelle<br>conversazioni che teneva di tanto ai giovani studiosi che frequentavano a Napoli<br>quell\u2019Istituto italiano per gli studi storici da lui fondato. Lo diceva in tedesco, Gott ist im<br>Detail, citando lo storico dell\u2019arte Aby Moritz Warburg (Amburgo, 13 giugno 1866 \u2013<br>Amburgo, 26 ottobre 1929) forse \u2013 chissa? \u2013 per farsi capire da pochi o per una certa<br>ritrosia a rivelare i palpiti della sua anima (8).<\/p>\n\n\n\n<p>NOTE AL TESTO<br>(1) Per gli aspetti della complessa vicenda, cfr. N. F. FARAGLIA, Storia della regina Giovanna, Lanciano,<br>Rocco Carabba, 1904.<br>(2) A. CLEMENTI, Storia dell\u2019Aquila, Bari, Editori GLF Laterza, 2009, p. 63.<br>(3) Ivi, p. 64.<\/p>\n\n\n\n<p>(4) V. PARLAGRECO, La guerra di Braccio Poema di Nicola Ciminello, Aquila, Tipografia Aternina, 1903,<br>p. 32.<br>(5) A. CLEMENTI, Storia dell\u2019Aquila, cit., 72.<br>(6) M. CHINI, Silvestro Aquilano e l\u2019arte in Aquila nella met\u00e0 II met\u00e0 del sec. XV, Aquila, La Bodoniana,<br>1954 pp. 11-12.<br>(7) Cfr. R. VALENTINI, Lo stato di Braccio e la guerra aquilana nella politica di Martino V, in \u00abArchivio<br>della R. Societ\u00e0 di Storia Patria\u00bb, LII (1931), pp. 223\u2013379.<br>(8) Cfr. G. DESIDERIO, Vita intellettuale e affettiva di Benedetto Croce, Macerata, Liberlibri di AMA srl,<br>2014, p. 297.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accadde seicento anni fa (2 giugno 1424 \u2013 2 giugno 2024)ASSERGI E LA BATTAGLIA CONTRO FORTEBRACCIO DA MONTONE di Giuseppe [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-56238","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56238","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=56238"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56238\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=56238"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=56238"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=56238"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}