{"id":58339,"date":"2024-07-09T00:18:35","date_gmt":"2024-07-09T00:18:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=58339"},"modified":"2024-07-09T00:18:35","modified_gmt":"2024-07-09T00:18:35","slug":"spigolature-intorno-al-mito-di-er-nella-repubblica-di-platone-di-carlo-di-stanislao","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=58339","title":{"rendered":"SPIGOLATURE INTORNO AL MITO DI ER, NELLA REPUBBLICA DI PLATONE &#8211; di Carlo Di Stanislao"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Platone.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"574\" data-id=\"58340\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Platone-1024x574.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-58340\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Platone-1024x574.jpeg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Platone-300x168.jpeg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Platone-768x431.jpeg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Platone-150x84.jpeg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Platone.jpeg 1300w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Carlo-Di-Stanislao-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"932\" data-id=\"58341\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Carlo-Di-Stanislao-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-58341\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Carlo-Di-Stanislao-1.jpg 960w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Carlo-Di-Stanislao-1-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Carlo-Di-Stanislao-1-768x746.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/Carlo-Di-Stanislao-1-150x146.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>SPIGOLATURE INTORNO AL MITO DI ER, NELLA<\/strong><strong><em>&nbsp;REPUBBLICA&nbsp;<\/em><\/strong><strong>DI PLATONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Carlo Di Stanislao<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ogni azione ha le sue conseguenze<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abA lo dire abbi misura\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Motto araldico della famiglia Melatino di Teramo, XV secolo<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong><em>Repubblica<\/em><\/strong> di <strong>Platone <\/strong>presenta nel finale del suo ultimo libro un mito, il&nbsp;<strong>MITO DI ER<\/strong>, per cui l\u2019uomo che vuole essere fedele al suo compito di praticare la giustizia si trova di fronte al problema del suo destino. Er \u00e8 l\u2019eroe guerriero della Panfilia, morto in guerra, il cui corpo ritrovato dopo 10 giorni, viene portato su una pira. Due giorni dopo si ridesta e racconta quel che ha visto nell\u2019aldil\u00e0. Ma come mai la <em>Repubblica<\/em> termina con questo mito? In un certo senso, \u00e8 coerente questa proposizione del libro II, per cui \u00abse una citt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 grande di un individuo, nel campo pi\u00f9 grande ci sar\u00e0 una pi\u00f9 grande giustizia e pi\u00f9 facile da apprendere, per poi applicare all\u2019individuo singolo la conformit\u00e0 con il modello pi\u00f9 grande\u00bb. Quindi \u00e8 solo alla fine dell\u2019intero dialogo che si pone il problema dell\u2019individuo e della sua sorte.<\/p>\n\n\n\n<p>Interessante \u00e8 la parte centrale sulla scelta delle anime alla reincarnazione. Uscite dalle voragini del cielo e della terra dopo un viaggio di 1000 anni, ed una sosta di 7 giorni, le anime si dirigono per 4 giorni verso la luce della circonferenza del cielo, alle cui estremit\u00e0 \u00e8 appeso un fuso tenuto a piombo da 8 vasi concentrici, che rappresentano gli otto cieli (Stelle fisse, Saturno, Giove, Marte, Venere, Sole, Luna e terra), fuso che gira sulle ginocchia di <strong>Ananke<\/strong>, con accanto le tre Parche (Moirai), <strong>Lachesi<\/strong>, <strong>Cloto<\/strong> e <strong>Atropo<\/strong> per il passato, il presente e il futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Dice la Parca <strong>Lachesi<\/strong>: \u00abNon \u00e8 il d\u00e8mone che sceglier\u00e0 la vostra sorte, ma siete voi che sceglierete il vostro d\u00e8mone. Il primo che la sorte avr\u00e0 designato sar\u00e0 il primo a scegliere il tenore di vita al quale sar\u00e0 necessariamente legato. La virt\u00f9 \u00e8 libera a tutti; ognuno ne parteciper\u00e0 pi\u00f9 o meno a seconda che la stima o la spregia. Ognuno \u00e8 responsabile del proprio destino, la divinit\u00e0 non \u00e8 responsabile\u00bb. (Repubblica, X, 617 e).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le anime scelgono tra i modelli di vita in gran numero offerti loro. In parte dipende dal caso in quanto i primi hanno maggior offerta ma anche gli ultimi hanno diverse scelte per avere una vita felice. Quindi il <em>daimon<\/em> che presiede alle sorti di ognuno in realt\u00e0 dipende dalle scelte che facciamo noi. Le anime migliori scelgono talora male \u00abperch\u00e9 non sono stati provati dalle sofferenze\u00bb e si fanno abbagliare da vite ricche e potenti, che celano infelicit\u00e0 e male.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Spesso si sceglie in base alla esperienza fatta nella vita precedente, come Ulisse che memore dei vecchi travagli sceglie una vita oscura e modesta. Dice <strong>Socrate<\/strong>: <em>\u00abE\u2019 questo il momento pi\u00f9 pericoloso dell\u2019uomo ed \u00e8 perci\u00f2 che ciascuno di noi, trascurando tutte le altre occupazioni, deve cercare di attendere soltanto a questo: scoprire e riconoscere l\u2019uomo che lo metter\u00e0 in grado di discernere il genere di vita migliore e di saperlo scegliere\u00bb <\/em>(618 c). E la vita migliore \u00e8 quella che adotta la giustizia e la saggezza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le anime bevono le acque del Lete e a mezzanotte con un terremoto nascono, tranne Er, che non avendone bevuto, si risveglia sulla pira funeraria con la memoria del suo mito. Il <strong>mito di Er<\/strong> chiude il dibattito sulla giustizia presente nella <em>Repubblica<\/em>, la virt\u00f9 che l\u2019uomo deve assumere per svolgere bene il suo compito in vita. Vediamo le conclusioni su questo mito di <strong>Socrate<\/strong> a Glaucone: <em>\u00abAbbiamo eliminato tutte le altre considerazioni circa la giustizia, senza mettere a profitto n\u00e9 i compensi n\u00e9 la buona reputazione\u2026ma abbiamo trovato che la giustizia \u00e8 il bene supremo per l\u2019anima considerata nella sua vera natura e che perci\u00f2 questa deve fare quello che \u00e8 giusto\u00bb<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E <strong>Socrate<\/strong> conclude con queste parole: <em>\u00ab\u00c8 cos\u00ec, Glaucone, che ci fu conservato questo racconto senza andare perduto, racconto che pu\u00f2 salvarci, se gli diamo fede; e allora traverseremo felicemente il fiume Lete e non ci macchieremo l\u2019anima. Ma se voi darete retta a me, convinti che la nostra anima \u00e8 immortale e capace di soffrire tutti i mali come di godere tutti i beni, noi seguiremo sempre la via che conduce in alto, e praticheremo in ogni modo la giustizia insieme con la saggezza. Cos\u00ec noi saremo amici a noi stessi e agli dei, non solo mentre viviamo qui, ma anche quando avremo riportato i premi della giustizia, come i vincitori dei giochi che raccolgono i doni degli amici, e saremo felici tanto su questa terra quanto in quel viaggio di mille anni che abbiamo descritto\u00bb<\/em>(fine del libro 10).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Queste parole chiariscono in modo definitivo il significato ed il valore del racconto dell\u2019eroe Er.&nbsp;Il <strong>mito di Er<\/strong> chiude i 10 libri della <em>Repubblica<\/em>, \u00e8 il sigillo di tutta l\u2019opera. Ma se questo \u00e8 chiaro, allora il racconto mitico, che qui <strong>Platone<\/strong> esalta, dimostra tutta la validit\u00e0 euristica e non favolistica del mito, in opposizione alle tesi sostenute altrove dello stesso Platone, dimostrando che ognuno \u00e8 responsabile del suo destino ed \u00e8 felice se sceglie di essere giusto e saggio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Perch\u00e9 i nostri politici non leggono questo mito?<\/strong> Perch\u00e9 cerchiamo in Oriente nel <em>karma<\/em> e nel <em>dharna <\/em>ci\u00f2 che anche la nostra cultura tradita aveva detto e sancito? Una riflessione. <strong>Socrate<\/strong> parla molto brevemente anche delle ricompense che il giusto ottiene in vita, ma spiega che solo dopo la morte si ottiene ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 importante con un grande mito conclusivo: il racconto di Er. Il <strong>mito di Er<\/strong>, come il racconto sul giudizio dei morti nel Gorgia, \u00e8 posto al termine della <em>Repubblica<\/em>.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Socrate <\/strong>sottolinea il carattere quasi filosofico \u2013 e non poetico \u2013 del mito, quando, presentandolo, precisa che non si tratta di un apologo di <strong>Alcinoo<\/strong> (614b), cio\u00e8 di una storia come quelle narrate da Odisseo, creazione omerica notoriamente mentitrice, al re dei Feaci. Qualcosa di simile <strong>Socrate<\/strong> aveva fatto anche a proposito del giudizio dei morti (Gorgia, 523a ss.), quando l\u2019aveva introdotto come un <em>logos<\/em> con l\u2019apparenza di un <em>mythos<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, fra il racconto di Er e la narrazione del giudizio dei morti esiste una importante differenza, per quanto entrambi siano storie sui morti narrate da un morto: Er \u00e8 uno che ritorna dall\u2019oltretomba, in modo tale che la sua morte non \u00e8 una semplice contrapposizione alla vita, ma la possibilit\u00e0 di una nuova vita, diversa e migliore. <strong>Socrate <\/strong>\u00e8 morto, ma il suo pensiero non rivive in un\u2019anti-citt\u00e0, come nel Gorgia, bens\u00ec qui e ora, se \u00e8 possibile continuare a discutere e costruirci vite diverse e forse migliori.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>mito di Er<\/strong>, come il giudizio dei morti del Gorgia, narra innanzi tutto di un giudizio. Nel Gorgia, questo giudizio \u00e8 dato una volta per tutte, sebbene soltanto i tiranni siano condannati a pene eterne. Qui, invece, la <em>metempsicosi<\/em> rende quasi tutte le sentenze temporanee: le anime, dopo mille anni di espiazione o di ricompensa nel mondo ultraterreno, ritornano a vivere e hanno la possibilit\u00e0 di saggiarsi indefinitamente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La posizione e il carattere del <strong>mito di Er<\/strong> ci permettono di rifarci ad esso per corroborare la tesi interpretativa secondo la quale, nella <em>Repubblica<\/em>, la <em>physis<\/em> di una creatura non \u00e8 qualcosa di dato in anticipo e una volta per tutte, ma quel che si pu\u00f2 osservare dopo averla messa alla prova. E il tempo della prova \u2013 racconta Er \u2013 dura indefinitamente. <strong>Platone<\/strong>, in altre parole, non crede che soggetti liberi possano essere legati ad una identit\u00e0, cio\u00e8 a un frammento di informazione che appartiene peculiarmente a un individuo o a un gruppo.<\/p>\n\n\n\n<p>Come nel giudizio dei morti del Gorgia, solo ai <strong>tiranni e agli animi tirannici<\/strong> sono riservate punizioni definitive e irreversibili. Solo i tiranni, infatti, bloccano completamente la discussione e l\u2019apprendimento con la loro violenza e la loro sete di potere. Essi, rifiutando di imparare e di confrontarsi con gli altri, sono gli unici che hanno una identit\u00e0, cristallizzata in una pena eterna \u2013 una pena connessa alla monotonia della loro anima. Il principio supremo del reale \u00e8, per <strong>Platone<\/strong>, il bene come superiore potenzialit\u00e0: il <strong>tiranno<\/strong>, con la sua rigidezza e la sua dipendenza dal potere in atto \u00e8 il suo esatto opposto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>tirannide<\/strong>, per dirla alla maniera di <strong>Gentile<\/strong>, \u00e8 atto puro, proprio perch\u00e9 esiste solo nella misura in cui il suo potere funziona e agisce. Per questo la punizione che si merita, in un mondo ove tutto il resto \u00e8 potenziale e sempre in evoluzione, \u00e8 definitiva. Chi non sa mettersi alla prova, \u00e8 condannato alla ristrettezza e alla meschinit\u00e0 della propria identit\u00e0. Il tiranno \u00e8 un privatizzatore, che non sa nulla in comune con gli altri ed \u00e8 dunque condannato a sapere soltanto di se stesso. Non \u00e8 meglio questo di ci\u00f2 che scrive un <strong>Dalai Lama<\/strong> che insidia i bambini?<\/p>\n\n\n\n<p>Le punizioni e le ricompense che vengono assegnate alle altre anime non sono definitive: questo testimonia il loro carattere educativo. La disposizione a imparare \u00e8 ci\u00f2 che distingue chi non \u00e8 tiranno da chi lo \u00e8: questa disposizione \u00e8 connessa ad una interpretazione dell\u2019anima, il sensorio della conoscenza, come qualcosa di interpersonale, non legato a una identit\u00e0 storica individuale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra differenza fra il racconto di Er e il giudizio dei morti del Gorgia \u00e8 il fatto che, mentre il secondo viene narrato come un mito, che rielabora esplicitamente materiali omerici, il primo \u00e8 riportato come il resoconto dell\u2019esperienza di una singola persona, di quello che ha visto e ricorda. La storia della libert\u00e0 non \u00e8 una favola ripetuta dai poeti, ma la il resoconto di un protagonista che ha visto le vicende che narra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SPIGOLATURE INTORNO AL MITO DI ER, NELLA&nbsp;REPUBBLICA&nbsp;DI PLATONE di Carlo Di Stanislao Ogni azione ha le sue conseguenze \u00abA lo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-58339","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58339","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=58339"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58339\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=58339"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=58339"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=58339"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}