{"id":5849,"date":"2019-03-03T08:59:35","date_gmt":"2019-03-03T08:59:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=5849"},"modified":"2019-03-03T08:59:35","modified_gmt":"2019-03-03T08:59:35","slug":"fare-storia-riflessioni-sui-metodi-e-sulla-formazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=5849","title":{"rendered":"FARE STORIA: RIFLESSIONI SUI METODI E SULLA FORMAZIONE"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Mario-Setta.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-5850\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Mario-Setta.jpg\" alt=\"\" width=\"804\" height=\"1299\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Mario-Setta.jpg 804w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Mario-Setta-186x300.jpg 186w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Mario-Setta-768x1241.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Mario-Setta-634x1024.jpg 634w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Mario-Setta-93x150.jpg 93w\" sizes=\"(max-width: 804px) 100vw, 804px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\"><b>FARE STORIA: RIFLESSIONI SUI METODI E SULLA FORMAZIONE<\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"center\">di <b>Mario Setta<\/b><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">C\u2019\u00e8 uno slogan, spesso ripetuto e accentuato da grandi storici come Febvre, Braudel, Le Goff: \u201cLa storia \u00e8 l\u2019uomo\u201d. L\u2019uomo come \u00e8, come potrebbe e come dovrebbe essere. Nella prefazione al libro di <b>Marc Bloch<\/b>, \u201c<i>Apologia della storia<\/i>\u201d, <b>Jacques Le Goff<\/b> sottolinea che la storia \u00e8 \u201cuna scienza in marcia\u201d. Per restare tale, pi\u00f9 di altre, \u201cdeve muovere, progredire, non fermarsi\u201d. E continua: \u201cla storia \u00e8 ricerca, dunque scelta. Suo oggetto \u00e8 l\u2019uomo o meglio gli uomini e pi\u00f9 precisamente gli uomini nel tempo\u201d. Non c\u2019\u00e8 studio o ricerca pi\u00f9 importante che l\u2019uomo, soggetto e oggetto. \u00c8 l\u2019uomo che vive sulla terra, l\u2019uomo che nasce e muore, l\u2019uomo che costruisce e che distrugge.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> Forse di fronte ad una simile tematica, cos\u00ec grandiosa ed emozionante, il pi\u00f9 grande storico del secolo scorso, <b>Fernand Braudel<\/b>, affermava: \u201cPer fare lo storico devi essere felice; anche in Storia si riesce a scrivere bene solo quando si \u00e8 felici\u201d. Di fronte ai cataclismi storici delle guerre, delle devastazioni, degli eccidi, non si pu\u00f2 essere felici. Ma si capisce meglio l\u2019uomo. Lo si ama anche se sterminatore di vita e omicida di fratelli. La storia \u00e8 il risultato dell\u2019azione umana. \u00c8 l\u2019uomo che fa la storia. Lo storico non \u00e8 atro che il medico che diagnostica, offre la terapia, attesta il decesso.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">La situazione critica che sta vivendo l\u2019Italia, governata da una destra arretrata e conservatrice, pone interrogativi di portata fondamentale. Come se si stesse operando un cambiamento radicale, con un pericoloso ritorno al passato. Lo spettro d\u2019un antico fascismo sembra bussare alle porte. Basta osservare cosa avviene con la riforma dell\u2019esame di maturit\u00e0 nella scuola. C\u2019\u00e8 in atto un nuovo clima ideologico, e proprio per questo l\u2019argomento scuola diventa campo di battaglia e obiettivo di conquista, perch\u00e9 la formazione culturale si colloca tra i primi posti nella classifica dei valori. Se tale fosse l\u2019obiettivo, bisognerebbe richiamare l\u2019appello di <b>Ivan Illich<\/b>, lanciato nel suo libro \u201c<i>Descolarizzare la societ\u00e0<\/i>\u201d, per evitare la manipolazione della cultura. Una scuola che voglia essere tale deve spalancare al mondo porte e finestre. Identificarsi e aprirsi alla societ\u00e0.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><b>Karl Popper<\/b>, il filosofo della \u201c<i>societ\u00e0 aperta<\/i>\u201d, ha esposto la dialettica tra due modelli di scuola: quella di <b>Talete <\/b>e quella di <b>Pitagora<\/b>. Le primissime scuole. La scuola di Talete era scuola aperta. Scuola di libert\u00e0. Talete, infatti, incoraggiava la critica nei suoi confronti, tanto che gli allievi potevano liberamente sostenere idee diverse dalle sue. Nella scuola di Pitagora, invece, prevaleva l\u2019insegnamento fondato sull\u2019autorit\u00e0 indiscussa del maestro, venerato come un dio, discendente da Apollo, dotato di poteri taumaturgici. A lui si alludeva come all\u2019<i>aut\u00f2s efe<\/i> (<i>ipse dixit<\/i>) e chi pensava diversamente veniva dichiarato eretico, espulso, perfino assassinato. Come, si racconta, sia accaduto a <b>Ippaso di Metaponto<\/b> che, divulgando la scoperta degli incommensurabili (\u221a2), minava tutta l\u2019impalcatura dell\u2019<i>arch\u00e9<\/i> di Pitagora.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">In Italia, con l\u2019accentuazione della figura del preside-manager e la nascita del \u201cdirigente scolastico\u201d, responsabile di vari istituti, l\u2019aspetto formativo ne ha risentito in modo penalizzante. Il preside-dirigente \u00e8 notoriamente impreparato nelle materie di insegnamento, specifiche dell\u2019istituto che dirige. Esistono presidi di Liceo classico, senza che conoscano gli elementi fondamentali della lingua latina o greca. Presidi, spesso a digiuno delle nozioni pi\u00f9 generiche nelle varie discipline. \u00c8 evidente che nessun uomo e quindi nessun preside pu\u00f2 essere talmente carismatico ed enciclopedico da risolvere ogni problema. Ma sono loro le vittime sacrificali, spesso ignoranti e arroganti, create da un simile sistema. D\u2019altronde ci sono stati e ci sono ministri della pubblica istruzione assolutamente privi delle minime conoscenze di cultura generale. I fatti stanno l\u00ec a dimostrarlo. Tuttavia, oltre all\u2019ignoranza e alla manipolazione ideologico-politica, c\u2019\u00e8 anche un altro fenomeno pi\u00f9 complesso e generale, che riguarda la visione mondiale degli studi umani. In particolare della storia.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">\u00c8 stato <b>Jack Goody<\/b>, docente a Cambridge, che ha girato il mondo in qualit\u00e0 di antropologo e storico di fama, autore di numerose opere tradotte in varie lingue, a pubblicare un libro dal titolo volutamente polemico e intrigante, \u201c<i>The Theft of History<\/i>\u201d (Il furto della storia), cio\u00e8 l\u2019appropriazione della storia compiuta dall\u2019Occidente. Goody ammette che esista una tendenza naturale all\u2019etnocentrismo, caratteristica anche dei greci, dei romani e in genere di ogni collettivit\u00e0. Perfino dei popoli cosiddetti \u201cprimitivi\u201d e, soprattutto, dei popoli pi\u00f9 in vista: europei, americani, arabi, cinesi, ecc. Ma, negli ultimi due secoli, l\u2019etnocentrismo \u00e8 diventato eurocentrismo. Goody contesta che il progresso delle scienze sia prerogativa dell\u2019Occidente e che la rivoluzione industriale sia di origine inglese.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">\u201cIn Europa &#8211; scrive &#8211; l\u2019uso dei macchinari idraulici nell\u2019industria tessile ebbe inizio in Italia, nel distretto laniero dell\u2019<b>Abruzzo<\/b> nel decimo secolo, quando si impieg\u00f2 l\u2019acqua per far funzionare i grandi magli per la follatura del feltro di lana, un processo a sua volta derivato probabilmente dalla Cina\u201d. L\u2019autore sferra poi una critica serrata nei confronti dell\u2019analisi storica di <b>Marx<\/b> e di <b>Max Weber<\/b> sul capitalismo e nei confronti di intellettuali come <b>Joseph Needham<\/b>, <b>Norbert Elias<\/b> e <b>Fernand Braudel<\/b>. Riconosce la seriet\u00e0 e la profondit\u00e0 delle loro opere, ma ne contesta la visione eurocentrica. Il \u201cfurto della storia\u201d si \u00e8 verificato anche per valori universali come l\u2019umanesimo, la democrazia e l\u2019individualismo. Sottolinea: \u201cI parallelismi tra la cultura cinese e l\u2019umanesimo del nostro Rinascimento sono sbalorditivi\u201d.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Anche \u201cl\u2019amore romantico\u201d \u00e8 stato rubato alle altre culture, perch\u00e9 l\u2019Europa ne ha rivendicato l\u2019esclusiva. Probabilmente \u201cil Cantico dei Cantici\u201d della <b>Bibbia<\/b> ebraica potrebbe aver avuto l\u2019ispirazione dalla letteratura sanscrita, in cui si evidenziano tracce di amore romantico. In alcune espressioni della cultura islamica, l\u2019amore \u00e8 visto separato dalla religione tanto da incontrare detti come questo: \u201cNon sono n\u00e9 cristiano, n\u00e9 ebreo, n\u00e9 musulmano\u2026 l\u2019amore \u00e8 la mia religione\u201d. L\u2019Occidente ha rubato anche il Cristianesimo, messaggio d\u2019amore rivolto a tutta l\u2019umanit\u00e0, facendone propriet\u00e0 privata delle chiese. Come si pu\u00f2 notare da queste brevi note, il libro di <b>Jack Goody<\/b> innesca una serie di riflessioni, autocritiche, valutazioni, che inducono a ri-leggere e ri-scrivere la storia con nuovi e pi\u00f9 validi strumenti di analisi, basando la ricerca sulla connessione tra particolare e generale, microstoria e macrostoria, storia d\u2019un popolo e storia dell\u2019Umanit\u00e0. In ultima analisi, sempre pi\u00f9 storia a livello mondiale e non storia da dimenticare o, addirittura, da sopprimere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; FARE STORIA: RIFLESSIONI SUI METODI E SULLA FORMAZIONE di Mario Setta C\u2019\u00e8 uno slogan, spesso ripetuto e accentuato da [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,35],"tags":[],"class_list":["post-5849","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5849","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5849"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5849\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5849"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5849"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5849"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}