{"id":5872,"date":"2019-03-06T10:17:09","date_gmt":"2019-03-06T10:17:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=5872"},"modified":"2019-03-06T10:17:09","modified_gmt":"2019-03-06T10:17:09","slug":"i-vincitori-del-premio-internazionale-domus-restauro-e-conservazione-fassa-bortolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=5872","title":{"rendered":"I vincitori del Premio Internazionale DOMUS Restauro e Conservazione Fassa Bortolo"},"content":{"rendered":"<div class=\"m_8500228835361312351img-container m_8500228835361312351center m_8500228835361312351autowidth m_8500228835361312351fullwidth\" align=\"center\"><img decoding=\"async\" class=\"m_8500228835361312351center m_8500228835361312351autowidth m_8500228835361312351fullwidth CToWUd\" title=\"Image\" src=\"https:\/\/ci4.googleusercontent.com\/proxy\/LiPD402b82H_BFZF_WHIGs7MtRGpTV86eUGpKY1664KgZOsAjxgfT-lc4hxyPHaiLyety5P6rGGeBkunViTfyZRxozUbvEQ7ukQIViBRwZaNeAeu=s0-d-e1-ft#http:\/\/culturaliart.img.musvc1.net\/static\/91342\/images\/1\/logo.png\" alt=\"Image\" width=\"600\" align=\"middle\" border=\"0\" \/><\/div>\n<div class=\"m_8500228835361312351img-container m_8500228835361312351center m_8500228835361312351autowidth m_8500228835361312351fullwidth\" align=\"center\"><img decoding=\"async\" class=\"m_8500228835361312351center m_8500228835361312351autowidth m_8500228835361312351fullwidth CToWUd a6T\" tabindex=\"0\" title=\"Image\" src=\"https:\/\/ci4.googleusercontent.com\/proxy\/jxgb_70fxOSmCEpKKLl1LOLeoHwhWEVzkcFJUg8bamZhpPlaRLsyZWEPEdotsFaCTNyPA18UX75cJnXshQP5CX6_PV7Xq6ILeHNGs3CBGTxwNOXDTzPPZmrLjQ=s0-d-e1-ft#http:\/\/culturaliart.img.musvc1.net\/static\/91342\/images\/1\/Logo-Domus1.jpg\" alt=\"Image\" width=\"600\" align=\"middle\" border=\"0\" \/><\/div>\n<div>\n<div><strong>Premio Internazionale di Restauro Architettonico <\/strong><br \/>\n<strong>\u201cDomus Restauro e Conservazione Fassa Bortolo\u201d<\/strong><br \/>\n<strong>VII edizione<\/strong><br \/>\n<strong>Sessione Tesi di Laurea, Dottorato, Master Post-Laurea o specializzazione<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<p>Il <strong>28 Marzo 2019<\/strong> alle <strong>ore 18:00<\/strong> nel salone d\u2019onore del <strong>Palazzo Tassoni Estense <\/strong>di<strong> Ferrara<\/strong> avr\u00e0 luogo la <strong>cerimonia di premiazione<\/strong> della <strong>VII edizione<\/strong> del <em><strong>Premio Domus Restauro e Conservazione Fassa Bortolo<\/strong><\/em>. L\u2019evento celebrer\u00e0 il suo primo decennale nel 2020 con un\u2019edizione internazionale dedicata ai progetti realizzati da professionisti del settore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quest\u2019anno la categoria in concorso \u00e8 stata invece quella delle<strong> tesi di laurea, specializzazione, master e dottorato<\/strong>, con oltre cento iscrizioni e l\u2019effettiva partecipazione di <strong>71 candidati<\/strong> provenienti da tutti gli atenei italiani. La commissione, presieduta dall\u2019 <strong>Arch.<\/strong> <strong>Prof. Riccardo Dalla Negra<\/strong> (Ordinario di Restauro presso l\u2019Universit\u00e0 di Ferrara), si \u00e8 riunita presso la sede del Dipartimento di Architettura dell\u2019Universit\u00e0. I tre membri esterni, <strong>Prof. Claudio Varagnoli<\/strong> (Ordinario di Restauro presso l\u2019Universit\u00e0 di Chieti-Pescara), <strong>Arch. Konstantinos Karanasos<\/strong> (Funzionario dell\u2019Acropolis Restoration Service di Atene) e <strong>Arch. Andrea Alberti<\/strong> (Dirigente &#8211; Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Brescia, Cremona e Mantova) \u00a0coordinati dal segretario <strong>Prof. Marcello Balzani<\/strong> (Ordinario di Disegno presso l\u2019Universit\u00e0 di Ferrara) hanno delineato la rosa dei vincitori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per la <strong>settima edizione 2018<\/strong> la giuria ha deciso di premiare <strong>una medaglia d\u2019oro<\/strong> e <strong>due medaglie d\u2019argento ex-aequo<\/strong>. Sono state assegnate inoltre <strong>cinque menzioni di onore<\/strong> e <strong>quattro tesi<\/strong> hanno completato i progetti selezionati come <em><strong>short list<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il <strong>Premio Speciale Didattica Internazionale<\/strong> \u00e8 stato assegnato all\u2019esperimento didattico presentato dal <strong>Prof Javier Gallego Roca &#8211; VIII LIRAU \u2013 Laboratorio Internacional de Restauraci\u00f3n Internacional Arquitect\u00f3nica y Recuperaci\u00f3n Urbana<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il premio si afferma nuovamente come importante <strong>momento di confronto tra le diverse scuole di restauro italiane<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<p><strong>MEDAGLIA D\u2019ORO<\/strong><\/p>\n<p>Titolo della tesi:<em><strong> Il Restauro del I Casale Strozzi in Roma<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Candidata:\u00a0 <strong>Elisabetta Montenegro<\/strong><\/p>\n<p>Universit\u00e0: <strong>\u201cSapienza\u201d Universit\u00e0 di Roma<\/strong><\/p>\n<p>Facolt\u00e0-Dipartimento: <strong>Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio<\/strong><\/p>\n<p>Relatore: <strong>Giovanni Carbonara<\/strong><\/p>\n<p><wbr \/><\/p>\n<p>La tesi si segnala come un ottimo esempio di <strong>progetto di restauro<\/strong>, basato su una rigorosa analisi delle vicende del manufatto architettonico e dei fenomeni di degrado che hanno condotto alla formazione di lacune pi\u00f9 o meno estese del testo architettonico; il progetto \u00e8 descritto e ben rappresentato con sapienza nei suoi aspetti qualificanti sia di valenza generale, sia di connotazione particolare. Le proposte di restauro dell\u2019apparato decorativo risultano controllate con sicuro equilibrio, ma nel contempo capaci di trasmettere forti suggestioni percettive. Ne risulta una convincente rilettura di un episodio architettonico non secondario che, pur presentandosi come risultato di un\u2019esperienza didattica, costituisce un valido riferimento per una esemplare pratica professionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<p><strong>MEDAGLIA D\u2019ARGENTO EX AEQUO<\/strong><\/p>\n<p>Titolo della tesi: <em><strong>La gravina di Ginosa come parco culturale: Un progetto per via matrice. Il percorso storico e la memoria del crollo<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Candidata: <strong>Giusi Pardo<\/strong><\/p>\n<p>Universit\u00e0: <strong>Politecnico di Torino<\/strong><\/p>\n<p>Facolt\u00e0-Dipartimento: <strong>Dipartimento di Architettura e Design<\/strong><\/p>\n<p>Relatore: <strong>Cesare Tocci\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La tesi studia la <strong>ricucitura della via Matrice a Ginosa<\/strong> e affronta lo studio morfologico e delle tipologie edilizie nell\u2019ambito di una <strong>stretta integrazione con le tecniche costruttive tradizionali<\/strong>, con un approccio che va dallo studio del dettaglio alla scala urbana. Il lavoro punta alla salvaguardia dei ruderi, proponendo una utilizzazione come parco culturale. L\u2019indagine si sofferma in maniera esemplare sulla riproposizione delle tecniche costruttive locali, soprattutto riguardo alla stabilit\u00e0 delle volte. Uguale attenzione \u00e8 rivolta al consolidamento delle murature. La ricucitura del tessuto edilizio lungo la via Matrice \u00e8 realizzata con una nuova quinta stradale di taglio minimalista, con l\u2019impiego dei materiali locali,\u00a0 che conserva all\u2019interno la parete di crollo. Per l\u2019ampiezza dei temi affrontati, la padronanza del metodo e la chiarezza dei risultati, la ricerca prefigura un intervento mirato sul tema dei centri storici di alto livello qualitativo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<p><strong>MEDAGLIA D\u2019ARGENTO EX AEQUO<\/strong><\/p>\n<p>Titolo della tesi: <em><strong>Frammenti Urbani Resilienti_Conservazione e Valorizzazione del Teatro greco romano e dell&#8217;Odeon di Catania<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Candidato: <strong>Simone Spampinato<\/strong><\/p>\n<p>Universit\u00e0:<strong> Universit\u00e0 degli Studi di Palermo<\/strong><\/p>\n<p>Facolt\u00e0-Dipartimento:<strong> Dipartimento di Architettura<\/strong><\/p>\n<p>Relatori: <strong>Gaspare Massimo Ventimiglia e Jos\u00e8 Ignacio Linazasoro (Escuela de Arquitectura de Madrid)<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La tesi prende in esame la conservazione dei <strong>resti del teatro e dell\u2019Od\u00e8on<\/strong>, correttamente inseriti nel contesto rubano che li accoglie, con l\u2019obiettivo di ricomporre la visione complessiva del luogo. Per questo, la restituzione dell\u2019unit\u00e0 spaziale \u00e8 resa da un nuovo padiglione in terra cruda, posizionato tra i resti archeologici e gli edifici della citt\u00e0 storica, concepito come punto di vista significativo finalizzato anche alla rilettura dello scenae frons originario. Per il palcoscenico \u00e8 prevista una ricostruzione in legno in occasione di eventi estivi, suggerendo con discrezione l\u2019unit\u00e0 dell\u2019edificio. Allo stesso modo, gli interventi di consolidamento si inseriscono con intelligenza in un contesto molto degradato e trasformato. Il <strong>collegamento con la citt\u00e0<\/strong> \u00e8 assicurato dalla rimozione del recinto del Largo Od\u00e8on e dalla nuova pavimentazione. L\u2019approccio critico e puntuale permette cos\u00ec una felice restituzione dei valori spaziali e percettivi dell\u2019intera area archeologica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<p><strong>PREMIO SPECIALE DIDATTICA INTERNAZIONALE<\/strong><br \/>\n<strong>VIII LIRAU<\/strong> \u2013 <em>Laboratorio Internacional de Restauraci\u00f3n Internacional Arquitect\u00f3nica y Recuperaci\u00f3n Urbana<\/em><\/p>\n<p><strong>Universidad Internacional de Andaluc\u00eda, Espa\u00f1a<\/strong><\/p>\n<p>Docente di riferimento:<strong> Javier Gallego Roca<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il portfolio presentato testimonia le esercitazioni didattiche svolte attorno al tema della <strong>chiesa di San Francisco a Baeza<\/strong>, oggetto nel passato di vari e discussi interventi. Le varie proposte rappresentano diversi approcci critici al tema del <strong>trattamento dei restauri pregressi<\/strong>. Si va dalla rilettura dell\u2019unit\u00e0 tipologica della chiesa, alla reinterpretazione con un moderno intervento creativo, compresa l\u2019ipotesi di de-restauro. I risultati sono frutto di una stretta interazione tra docenti di varia provenienza e competenza disciplinare. Il lavoro, quindi, ben rappresenta l\u2019attivit\u00e0 scientifica e la metodologia didattica che \u00e8 alla base delle scelte progettuali e operative, e conferma un orientamento culturale di primario interesse nel panorama spagnolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<p><strong>MENZIONI D\u2019ONORE<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Geometrie Incomplete. Riqualificazione della Certosa di Vigodarzere<\/strong><\/em><br \/>\nCandidati: <strong>Elisabetta Berlaffa, Francesca Braggion, Tida Demba<\/strong><\/p>\n<p>Universit\u00e0: <strong>IUAV Universit\u00e0 di Venezia<\/strong><\/p>\n<p>Dipartimento: <strong>Culture del Progetto<\/strong><\/p>\n<p>Relatori: <strong>Margherita Vanore e Mario Piana<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La tesi attribuisce nuove funzioni alla <strong>certosa di Vigodarzere<\/strong>, conservata solo parzialmente e oggi abbandonata, sostanziando un intervento di completamento che si pone in continuit\u00e0 con il progetto originario. Le due nuove ali nel chiostro maggiore riprendono con volumetrie minimali e materiali compatibili, senza intenti imitativi, la geometria dell\u2019impianto certosino. Lo stesso avviene in due corpi inseriti su probabili fondazioni originarie. Si realizza cos\u00ec uno stimolante e originale rapporto tra impianto preesistente ed integrazione moderna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>La domus di Caesius Blandus. Restauro e valorizzazione.<\/strong><\/em><br \/>\nCandidata:<strong> Paola Orecchia<\/strong><\/p>\n<p>Relatore: <strong>Renata Picone<\/strong><\/p>\n<p>Universit\u00e0: <strong>Universit\u00e0 degli studi di Napoli \u201cFederico II\u201d<\/strong><\/p>\n<p>Dipartimento: <strong>Architettura<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La tesi affronta il tema della protezione delle testimonianze archeologiche della <strong>domus<\/strong> con un efficace sistema di strutture capace di favorirne il consolidamento statico e la comprensione morfologica del manufatto antico. Le soluzioni adottate si connotano per la ricerca di adeguati e leggeri criteri di inserimento in un contesto particolarmente delicato e difficile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>L&#8217;opera di Baldassarre Peruzzi come architetto militare: una proposta di recupero dei bastioni delle mura di Siena<\/strong><\/em><br \/>\nCandidata: <strong>Sarah Perugini<\/strong><\/p>\n<p>Relatore: <strong>Anna De Falco, Pietro Ruschi, Fabrizio Cinelli, I\u00f1aki Zoilo<\/strong><\/p>\n<p>Universit\u00e0: <strong>Universit\u00e0 degli Studi di Pisa<\/strong><\/p>\n<p>Dipartimento: <strong>Ingegneria dell\u2019Energia, dei Sistemi, del Territorio e delle Costruzioni<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La tesi si segnala per aver posto la debita attenzione verso uno dei bastioni superstiti relativi alle \u201cmodernizzazioni\u201d cinquecentesche della <strong>cinta muraria senese<\/strong>. Gli importanti risultati conoscitivi raggiunti, conseguenti l\u2019attento rilievo architettonico eseguito per la prima volta, rendono giustizia, anche nel settore militare, al genio architettonico di<strong> Baldassarre Peruzzi<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Abitare la pietra; progetto per il recupero di stavoli in val Cosa<\/strong><\/em><br \/>\nCandidati: <strong>Giacomo Salvati, Riccardo Tosoni<\/strong><\/p>\n<p>Universit\u00e0: <strong>Universit\u00e0 IUAV di Venezia<\/strong><\/p>\n<p>Dipartimento: <strong>Architettura Costruzione Conservazione<\/strong><\/p>\n<p>Relatore: <strong>Serena Maffioletti<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La tesi analizza <strong>cinque edifici rurali in rovina<\/strong> (St\u00e0voli) in val di Cosa (Pordenone), con l\u2019obiettivo di restituire ad essi una funzione abitativa moderna nel rispetto delle caratteristiche formali e materiali. Particolarmente riuscito \u00e8 l\u2019inserimento contemporaneo, che non eccede i limiti di una corretta interpretazione del testo lacunoso. In questo modo, riprendono vita episodi architettonici che sono anche fondamentali per la percezione del paesaggio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Restauro e valorizzazione del convento di San Domenico a Pietracuta<\/strong><\/em><br \/>\nCandidati: <strong>Pio Della Vittoria, Ramona Grande, Giovanna Turchi<\/strong><\/p>\n<p>Universit\u00e0: <strong>Alma Mater Studiorum Universit\u00e0 di Bologna \u2013 Campus di Cesena<\/strong><\/p>\n<p>Dipartimento: <strong>Dipartimento di Ingegneria e Architettura<\/strong><\/p>\n<p>Relatore: <strong>Andrea Ugolini<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La tesi si segnala per la coerente progettazione di nuovi volumi atti a definire l\u2019originaria configurazione del monastero e del suo chiostro, senza ripetere pedissequamente le forme originarie. Tale prefigurazione \u00e8 integrata dal progetto di restauro complessivo della fabbrica, ivi compreso il totale riadattamento funzionale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<p><strong>PROGETTI IN SHORT LIST<\/strong><br \/>\n<em><strong>Kos XIII &#8211; Le pendici occidentali dell\u2019Acropoli<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Candidate: <strong>Federica Carrieri, Roberta Chilla, Maria Teresa Lence<\/strong><\/p>\n<p>Universit\u00e0:<strong> Politecnico di Bari<\/strong><\/p>\n<p>Facolt\u00e0-Dipartimento: <strong>Dipartimento di Scienze dell\u2019Ingegneria Civile e dell\u2019Architettura<\/strong><\/p>\n<p>Relatore: <strong>Giorgio Rocco<\/strong><\/p>\n<p>Correlatori:<strong> Monica Livadiotti, Francesco Defilippis, Giacomo Martines<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em><strong>Il restauro del Castello di Gallipoli<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Candidate: <strong>Valentina Bello, Simona Cavallo, Daniela Cotugno<\/strong><\/p>\n<p>Universit\u00e0: <strong>Politecnico di Bari<\/strong><\/p>\n<p>Facolt\u00e0-Dipartimento: <strong>Dipartimento di Scienze dell\u2019Ingegneria Civile e dell\u2019Architettura<\/strong><\/p>\n<p>Relatore: <strong>Rossella de Cadilhac<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Le ville nel paesaggio: indagini sul territorio di Tarcento<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Candidata: <strong>Agnese Fabbro<\/strong><\/p>\n<p>Universit\u00e0: <strong>Universit\u00e0 degli Studi di Udine<\/strong><\/p>\n<p>Facolt\u00e0-Dipartimento: <strong>Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura<\/strong><\/p>\n<p>Relatore: <strong>Vittorio Foramitti<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>Studio e restauro del Viridarium Cesi ad Acquasparta<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Candidata:<strong> Elisa Fidenzi<\/strong><\/p>\n<p>Universit\u00e0: <strong>\u201cSapienza\u201d Universit\u00e0 di Roma<\/strong><\/p>\n<p>Facolt\u00e0-Dipartimento: <strong>Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell\u2019architettura<\/strong><\/p>\n<p>Relatore: <strong>Giovanni Carbonara<\/strong><\/p>\n<p>Correlatori: <strong>Fabrizio De Cesaris, Elisabetta Giorgi, Annamaria Pandolfi<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Premio Internazionale di Restauro Architettonico \u201cDomus Restauro e Conservazione Fassa Bortolo\u201d VII edizione Sessione Tesi di Laurea, Dottorato, Master Post-Laurea [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,10],"tags":[],"class_list":["post-5872","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5872","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5872"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5872\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5872"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5872"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5872"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}