{"id":59025,"date":"2024-07-21T10:20:56","date_gmt":"2024-07-21T10:20:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=59025"},"modified":"2024-07-21T10:20:56","modified_gmt":"2024-07-21T10:20:56","slug":"la-criticita-e-rientrata-grazie-ad-una-preziosa-opera-di-mediazione-quando-lo-stato-ce-e-funziona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=59025","title":{"rendered":"La criticit\u00e0 \u00e8 rientrata grazie ad una preziosa opera di mediazione. Quando lo Stato c\u2019\u00e8 e funziona!"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/carcere-di-trieste.png\"><img decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"450\" data-id=\"59026\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/carcere-di-trieste.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-59026\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/carcere-di-trieste.png 600w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/carcere-di-trieste-300x225.png 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/carcere-di-trieste-150x113.png 150w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/polizia-penitenziaria.png\"><img decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"400\" data-id=\"59027\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/polizia-penitenziaria.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-59027\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/polizia-penitenziaria.png 600w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/polizia-penitenziaria-300x200.png 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/polizia-penitenziaria-150x100.png 150w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>La criticit\u00e0 \u00e8 rientrata grazie ad una preziosa opera di mediazione.<br>Quando lo Stato c\u2019\u00e8 e funziona!<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>TRIESTE &#8211; In una calda giornata di luglio \u00e8 andata in scena una vera e<br>propria rivolta nel carcere di Trieste che avrebbe potuto avere<br>conseguenze ancor pi\u00f9 gravi e drammatiche: tutto questo non \u00e8 successo<br>e quello che segue \u00e8 il racconto di una storia di collaborazione e<br>dialogo.<\/p>\n\n\n\n<p>Verso le 18:30 del giorno 11 luglio, dal reparto infermeria del<br>carcere Ernesto Mari di Trieste, \u201ccompariva\u201d uno striscione con la<br>scritta \u201csovraffollamento cimici sanit\u00e0 &#8211; direttore picchia ragazzo<br>20enne e minaccia tutti i detenuti &#8211; mangiare scaduto latte scaduto<br>persone che dormono per terra\u201d e contestualmente venivano lanciati<br>dalle finestre, lembi di stoffa incendiati: in sostanza \u00e8 iniziata una<br>protesta violenta che si estendeva a tutto il secondo piano<br>dell\u2019istituto penitenziario.<\/p>\n\n\n\n<p>I detenuti, approfittando della \u201ccustodia aperta\u201d &#8211; ovvero<br>dell\u2019apertura delle celle per oltre otto ore al giorno, come<br>prescrivono i dettami europei &#8211; riuscivano a sfondare i cancelli di<br>sbarramento delle sezioni ed a prendere possesso dei piani detentivi,<br>e iniziavano a distruggere di tutto: dalle finestre agli arredi degli<br>uffici dei corpi di guardia, dagli estintori alle bacheche. Venivano<br>anche devastati gli ambulatori dell\u2019infermeria con il saccheggio di<br>gran parte dei farmaci e degli strumenti come bisturi, siringhe e<br>altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Una volta scattato l\u2019allarme, veniva richiamato in servizio tutto il<br>personale di Polizia Penitenziaria in forza all\u2019istituto e disponibile<br>nell\u2019immediatezza, anche se in congedo o libero dal servizio, che<br>prontamente si recava sul posto a supporto dei colleghi gi\u00e0<br>all\u2019interno ed, a stretto giro, giungevano anche ulteriori unit\u00e0 di<br>Polizia Penitenziaria inviate a supporto dal Provveditorato Regionale<br>dell\u2019Amministrazione Penitenziaria di Padova; contestualmente il<br>Direttore attivava il Protocollo di sicurezza, a presidio dello spazio<br>esterno al carcere, coadiuvato dal Vice Comandante Isp.Sup. Antonio<br>Gaudio; cos\u00ec, in brevissimo tempo, tutto il perimetro del carcere era<br>presidiato anche dalle Forze dell\u2019Ordine del territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>I detenuti che guidavano la protesta avevano aperto gli idranti<br>allagando l\u2019intera struttura dove di tanto in tanto, si sentivano le<br>esplosioni delle bombolette di gas che dai reclusi sono usate per<br>alimentare i fornelletti da campeggio, mentre i lembi di stoffa<br>incendiati provocavano anche principi d\u2019incendio di alcuni motori<br>dell\u2019impianto di climatizzazione, prontamente spenti dal personale<br>della Penitenziaria, e successivamente, controllati dai vigili del<br>fuoco.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 stata allertata tempestivamente la dott.ssa Annamaria Peragine,<br>Comandante del Reparto di Polizia Penitenziaria del Carcere, che gi\u00e0<br>durante il tragitto per raggiungere la struttura si manteneva in<br>contatto e non appena giunta in carcere, verso le 20.15, dava<br>disposizione agli agenti di Polizia Penitenziaria in tenuta<br>antisommossa, di non intervenire per alcun motivo senza un suo preciso<br>ordine in tal senso.<\/p>\n\n\n\n<p>Disarmata e accompagnata da alcuni colleghi, altrettanto disarmati,<br>raggiungeva il secondo piano, ed instaurava un primo contatto con i<br>detenuti che si sono dichiarati disposti a farla entrare in sezione,<br>ma non ad aprire le porte di accesso ad altri\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Il contatto in quelle condizioni era difficile da proseguire per il<br>fumo ed il forte odore di gas che fuoriusciva dalla finestrella del<br>cancello che permetteva l\u2019accesso al piano \u201coccupato\u201d, e nel frattempo<br>altro trambusto si udiva al primo piano, per cui la Comandante si<br>portava sul posto dove avviava una fase di ascolto \u201cpacifico\u201d con i<br>detenuti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa modalit\u00e0 di dialogo ha prodotto un effetto positivo sugli animi<br>dei presenti che iniziavano a placarsi \u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma era urgente ritornare al secondo piano della struttura dove il caos<br>perdurava, utilizzando un altro percorso interno, sino a quando la<br>dott.ssa Peragine, si \u00e8 trovata di fronte al cancello di sbarramento<br>chiuso dai detenuti, molti dei quali con i volti ancora coperti dalle<br>magliette e che brandivano armi rudimentali come mazze, gambe di<br>tavoli, coltelli.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa incresciosa situazione si \u00e8 avviata la seconda fase della<br>mediazione, rafforzata dall\u2019arrivo del Magistrato di Sorveglianza,<br>Dr.ssa Rosa Maria Putrino e dal Cappellano Padre Silvio Alajmo che,<br>faticosamente, \u00e8 andata avanti per oltre due ore.<\/p>\n\n\n\n<p>In sostanza, le lamentele partivano dal mancato riscontro di istanze<br>gi\u00e0 da tempo inoltrate alle varie Autorit\u00e0 giudiziarie e relative al<br>sovraffollamento, al caldo, alla presenza di infestanti nelle celle,<br>le cosiddette \u201ccimici dei letti\u201d\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo questa paziente e lunga opera di mediazione, i detenuti<br>permettevano l\u2019accesso in sezione al Magistrato di Sorveglianza, alla<br>Comandante Peragine, al Cappellano e ad altri agenti di Polizia<br>Penitenziaria e si giungeva alla condivisa decisione che gli stessi<br>detenuti &#8211; munendosi di scope, secchi e sacchi per l\u2019immondizia &#8211;<br>avrebbero provveduto a ripulire le sezioni dalle macerie, a far<br>defluire l\u2019acqua ed a rimuovere da corridoi e ballatoi tutti gli<br>arredi distrutti\u2026.,..<\/p>\n\n\n\n<p>Solo a questo punto, anche con l\u2019impegno preso dal Magistrato di<br>Sorveglianza, di tornare l\u2019indomani per proseguire il dialogo, la<br>protesta poteva dirsi conclusa: la crisi si \u00e8 dunque risolta senza<br>ricorrere, in alcun modo, all\u2019uso della forza da parte del personale<br>di Polizia Penitenziaria n\u00e9 delle altre Forze dell\u2019Ordine chiamate a<br>supporto\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Finalmente all\u2019una di notte del 12 luglio tutti i detenuti sono<br>rientrati in modo disciplinato nelle rispettive stanze.<\/p>\n\n\n\n<p>Un pomeriggio lungo, con inevitabili momenti di tensione e paura \u00e8<br>stato gestito con lucidit\u00e0 e con un risultato incoraggiante dalla<br>magistratura e da tutti gli operatori penitenziari coinvolti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il bilancio resta, comunque, pesante\u2026..in quanto la struttura ha<br>riportato gravissimi danni a ben due piani del carcere, con la<br>devastazione dell\u2019ambulatorio infermieristico ed il relativo il<br>saccheggio di gran parte dei farmaci, circostanza che ha determinato<br>il trasporto urgente in ospedale di 9 detenuti per malore\u2026ed il giorno<br>dopo ha fatto registrare il decesso di un 46enne sloveno, per cause in<br>fase di accertamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla vicenda indaga la Procura della Repubblica di Trieste.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora\u2026.a luci spente\u2026lontano dai riflettori \u2026resta un grande<br>interrogativo: cosa \u00e8 rimasto negli occhi, nella mente e nel cuore di<br>chi quella sera era presente in prima linea\u2026?<\/p>\n\n\n\n<p>Con molta probabilit\u00e0, la consapevolezza di aver interrotto l\u2019impegno<br>serale in corso, per correre nella direzione del carcere, in divisa o<br>in abiti civili, dopo un saluto frettoloso alle famiglie o agli amici,<br>ignari dell\u2019entit\u00e0 dello scenario si sarebbe aperto al loro arrivo\u2026ma<br>sicuri di mettere in campo ogni sforzo possibile, per garantire il<br>ripristino dell\u2019ordine e della sicurezza delle persone e dei luoghi.<\/p>\n\n\n\n<p>In quella stessa, memorabile e tribolante sera, visto il positivo<br>epilogo, certamente si pu\u00f2 affermare che sono stati elaborati<br>pensieri, elevato preghiere, formulato disposizioni, sprigionati<br>sentimenti che connotano la parte migliore dello Stato, quella da<br>celebrare, quella coraggiosa che, unita, ragiona, pianifica,<br>collabora, opera, risolve e si emoziona.<\/p>\n\n\n\n<p>Un intervento congiunto, quindi, che ha dimostrato come con l\u2019umanit\u00e0<br>e la professionalit\u00e0 si possa vincere il \u201cpanico da carcere\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi siamo orgogliosi dei nostri funzionari dello Stato (il magistrato di Sorveglianza,<br>Dott. Rosa Maria Putrino, il Comandante della Polizia Penitenziaria,<br>Dott.ssa Annamaria Peragine, il Capellano, padre Silvio Alajmo, che<br>hanno saputo mediare ed evitare conseguenze molto pi\u00f9 gravi per tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>^^^^^<\/p>\n\n\n\n<p>SERVIRE GLI ITALIANI, NON SERVIRSENE<\/p>\n\n\n\n<p>La stampa al servizio della persona!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La criticit\u00e0 \u00e8 rientrata grazie ad una preziosa opera di mediazione.Quando lo Stato c\u2019\u00e8 e funziona! 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