{"id":59601,"date":"2024-08-02T13:18:12","date_gmt":"2024-08-02T13:18:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=59601"},"modified":"2024-08-02T13:19:12","modified_gmt":"2024-08-02T13:19:12","slug":"a-40-anni-dalla-scomparsa-di-annabella-rossi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=59601","title":{"rendered":"L&#8217;antropologa Annabella Rossi a 40 anni dalla scomparsa. Lecce dedica una mostra e un convegno con il Ministero della Cultura"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/IMG-20240802-WA0000.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/IMG-20240802-WA0000-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-59602\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/IMG-20240802-WA0000-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/IMG-20240802-WA0000-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/IMG-20240802-WA0000-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/IMG-20240802-WA0000-113x150.jpg 113w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/08\/IMG-20240802-WA0000.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>La cultura materiale e la testimonianza immateriale sono elementi di un bene antropologico che scava nelle esistenze dei popoli. Popoli che sono la espressione di civilt\u00e0.<br>L&#8217;antropologia si \u00abstruttura\u00bb sulle civilt\u00e0 e d\u00e0 voce a manifestazioni di eredit\u00e0 che, a loro volta, si identificano con processi identitari. Annabella Rossi \u00e8 una antropologa la cui ricerca nasce all&#8217;interno di una archeologia preistorica che trova il suo incipit nelle prime dimensioni di un materiale rupestre che offre una sua chiave di lettura nel \u00abvisionario\u00bb dei modelli culturali.<br>Occorre, in questi casi, proporre una lettura chiaramente comparata in cui lo status archeologico interagisce con un antropos che rimanda al linguaggio iconico vero e proprio. Ovvero al linguaggio delle immagini.<br>Una grotta \u00e8 dato materiale chiaramente. Ci\u00f2 che si trova sulle pareti delle rocce si propone con un linguaggio e una interpretazione tridimensionale: lettura, comparazioni, interpretazioni.<br>Gli scritti di Annabella Rossi partono, appunto, da una esperienza prettamente materiale sino ad arrivare a una cultura dei saperi popolari. I quali restano patrimonio immateriale. Infatti il suo studio sul tarantismo \u00e8 una valenza in cui la gestualit\u00e0 e la parola costruiscono l&#8217;essenza determinante della sua ricerca.<br>In questo si inserisce la fotografia, che \u00e8 una componente arricchente come la nenia, la fabula, la parole. \u00c8 qui che la tradizione del recupero e del ricordo assume una forte centralit\u00e0.<br>A questo si aggiunge la metafora introspettiva anche sul piano psicologico. Da Ernesto De Martino a Franco Basaglia il legame ha una potente entratura proprio in quella tipicit\u00e0 antropologica dello sguardi e del sonoro.<br>Oltre a De Martino, uno dei maestri principali resta Luigi Lombardi Satriani.<br>Certo l&#8217;antropologia americana \u00e8 stata una apr\u00ec pista, ma il ruolo della cultura mediterranea del Sud dell&#8217;Italia ha giocato una partita singolare in cui il territorio \u00e8 la chiave proponente dell&#8217;intero processo e itinerario etno demografico e demologico.<br>Tra gli scritti di Annabella Rossi vanno menzionati:<br>\u00abOreficeria popolare italiana\u00bb (in collaborazione) del 1963, \u00abOsservazioni sui canti d&#8217;argomento religioso non liturgici\u00bb (in collaborazione) del 1965, \u00abLe feste dei poveri, (in collaborazione) del 1969. Poi la famosa \u00abLettere da una tarantata\u00bb del 1970, e con Lello Mazzacane, \u00abMiseria e follia: il morso della tarantola\u00bb del 1971.<br>Con Ferdinando Scianna ha scritto \u00abIl glorioso Alberto\u00bb del 1971. Con Luigi M. Lombardi Satriani ha scritto \u00abCalabria 1908-10: la ricerca etnografica di Raffaele Consoli del 1973. Con Roberto De Simone \u00e8 da menzionare \u00abCarnevale si chiamava Vincenzo\u00bb del 1977. Con Gianfranco Mingozzi e Claudio Barbati si sottolinea \u00abProfondo Sud: viaggio nei luoghi di Ernesto De Martino a vent&#8217;anni da Sud e magia\u00bb del 1978. Nell&#8217;anno della scomparsa esce \u00abPani e dolci devozionali &#8211; siciliani e calabresi\u00bb.<br>Campania, Basilicata, Puglia e Calabria restano i filtri e i fulcri delle sue profonde conoscenze. Ma anche di una consapevolezza etno antropologica. Gli oggetti e gli uomini. Sono radicamento di civilt\u00e0. In questo radicamento il pensiero di Rossi trova la sua originalit\u00e0 in una sperimentazione umanistica dell&#8217;antropos tout court.<br>L&#8217;antropologia assorbe la tradizione e si manifesta come realt\u00e0 non nella storia, bens\u00ec nella conoscenza in un rapporto tra ritualit\u00e0 e mito. Infatti rito e mito sono la vera \u00abcertezza\u00bb dei popoli che resistono all&#8217;urto con la modernit\u00e0.<br>La memoria dei popoli \u00e8 un ricordare di un passato in cui tradizione e antropos si intrecciano. Annabella Rossi era nata nel 1933 e morta nel 1984. Siamo a quarant&#8217;anni dalla scomparsa. La mostra di Lecce \u00e8 un caposaldo del viaggio che Annabella Rossi ha compiuto. Ha aperto molte prospettive soprattutto nella geografia del Sud. Il Tarantismo \u00e8 una questione tutta aperta e le confluenze culturali e etniche sono traccia e percorso che chiamano in causa appunto una antropologia della visione. Tutto ci\u00f2 \u00e8 depositato nelle nostre vite in una mostra e in un convegno. Oltre la ricerca non si ferma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni La cultura materiale e la testimonianza immateriale sono elementi di un bene antropologico che scava nelle esistenze dei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,10],"tags":[],"class_list":["post-59601","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59601","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=59601"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/59601\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=59601"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=59601"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=59601"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}