{"id":60505,"date":"2024-09-03T14:40:36","date_gmt":"2024-09-03T14:40:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=60505"},"modified":"2024-09-03T14:40:36","modified_gmt":"2024-09-03T14:40:36","slug":"recensione-libro-di-unaltra-voce-sara-la-paura-yuleisy-cruz-lezcano-leonida-edizioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=60505","title":{"rendered":"Recensione libro \u00abDi un&#8217;altra voce sar\u00e0 la paura\u00bb Yuleisy Cruz Lezcano (Leonida Edizioni)"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Foto-libro-Di-unaltra-voce-sara-la-paura-Yuleisy-Cruz-Lezcano.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"835\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Foto-libro-Di-unaltra-voce-sara-la-paura-Yuleisy-Cruz-Lezcano.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-60506\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Foto-libro-Di-unaltra-voce-sara-la-paura-Yuleisy-Cruz-Lezcano.jpg 500w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Foto-libro-Di-unaltra-voce-sara-la-paura-Yuleisy-Cruz-Lezcano-180x300.jpg 180w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Foto-libro-Di-unaltra-voce-sara-la-paura-Yuleisy-Cruz-Lezcano-90x150.jpg 90w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cDi un&#8217;altra voce sar\u00e0 la paura\u201d di Yuleisy Cruz Lezcano (Leonida Edizioni, 2024 pp. \u20ac 14.00) richiama il carattere atrocemente diffuso della violazione dei diritti umani delle donne ed evidenzia il terribile atto della violenza. La poetessa include nella brutale tematica il tormentato cammino di ogni espressione di discriminazione e di ogni minacciosa intimidazione, spezza l&#8217;urlo soffocante di dolore lacerando nei versi la paura trattenuta, condanna la persecuzione del ricatto psicologico, intimo e privato, che aggredisce il genere femminile, annientando la volont\u00e0 e la dignit\u00e0 per l&#8217;ignobile crimine dei maltrattamenti subiti. Yuleisy Cruz Lezcano cerca un&#8217;altra voce, un accento per trattenere l&#8217;angoscia e dilatare la capacit\u00e0 di sussurrare l&#8217;intensit\u00e0 emotiva, liberare la propria identit\u00e0, riconoscere l&#8217;impedimento fisico e sociale di un&#8217;ideologia maschile. Mantiene alta l&#8217;attenzione nei confronti della distruttiva e pericolosa impulsivit\u00e0, dell&#8217;esplosiva attualit\u00e0 negativa, dichiara colpevole qualsiasi forma di infido dominio all&#8217;interno delle relazioni umane, l&#8217;inganno per una comunicazione abusata dall&#8217;impetuosa e incontrollata imposizione di ogni crudelt\u00e0. Descrive la gravissima costrizione dell&#8217;isolamento dal mondo esterno e dalla propria indipendenza, narrando una poetica cruda, dannosa e fatale in cui la dipendenza maschile domina la persecuzione, trafigge il cuore e uccide l&#8217;innocenza profanandone il tragico smarrimento. La poesia di Yuleisy Cruz Lezcano espone la durezza delle parole con la sequenza di un realismo drammatico, cinico e ineluttabile, mette alla prova la fragilit\u00e0 paralizzante del trauma con le conseguenze stremate e silenziose dell&#8217;indifesa e disarmata situazione umana, abbraccia lo sgomento di un universo devastato e sconfessato le cui impronte sono rintracciate attraverso le efferate fenditure dell&#8217;anima, le malvagie e inequivocabili impressioni, le delittuose omissioni del presentimento. Yuleisy Cruz Lezcano percorre il dilaniante itinerario verso l&#8217;estrema epigrafe della sopravvivenza, esplora lucidamente la nitida e spaventosa testimonianza di tutto ci\u00f2 che si insedia, inquietante e profetico, intorno alle vittime e ai carnefici. Provoca, con la commossa e intensa denuncia dei versi, l&#8217;ineluttabile tensione dei comportamenti ostili, suscita sentimenti di rifiuto contro la perversa direzione assillante e possessiva di un&#8217;esclusivit\u00e0 innaturale dei sentimenti umani, indica lo sdegno dell&#8217;esasperazione, il motivo irreversibile, la distruzione rovinosa della sensibilit\u00e0, l&#8217;emergenza nel disagio della soggezione nociva. La poetessa lenisce la straziante ferita, ricompone i frammenti dispersi di un corpo ammantato dalla spettrale ed emaciata inafferrabilit\u00e0 dell&#8217;amore, nella mancanza della ragionevolezza. Il libro racchiude il naufragio dell&#8217;umanit\u00e0, tracina il solco profondo del male nella voce annientata dall&#8217;inevitabilit\u00e0 della violenza, ferma nella cristallizzazione dell&#8217;inchiostro l&#8217;insospettabile confine tra le lesioni dello spirito e le contusioni della distruzione morale. Arriva al lettore come un macigno intollerabile nella coscienza, sfibra e scuote il reticolo dei pensieri, rinnova la prospettiva faticosa e affannosa della desolazione e della sua resistenza, la curva fragile della speranza oltre la direzione tortuosa dello sconforto. La voce della poesia dona l&#8217;ampiezza della fiducia, amplifica il mormorio della commiserazione per ogni desiderio di risollevare dalla spietatezza dell&#8217;inumanit\u00e0 la generosit\u00e0 della compassione.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Rita Bompadre &#8211; Centro di Lettura \u201cArturo Piatti\u201d <\/em><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/centroletturaarturopiatti\/\">https:\/\/www.facebook.com\/centroletturaarturopiatti\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Urlo rosso<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Stamane ho sentito un urlo<\/p>\n\n\n\n<p>rosso parlare da urlo,<\/p>\n\n\n\n<p>ed era sangue di lava<\/p>\n\n\n\n<p>che bruciava, che parlava<\/p>\n\n\n\n<p>come il mondo<\/p>\n\n\n\n<p>e diceva: \u201cOra sei<\/p>\n\n\n\n<p>libera! Come le corde<\/p>\n\n\n\n<p>di un&#8217;arpa, che pur se vibra,<\/p>\n\n\n\n<p>ha scordato il senso<\/p>\n\n\n\n<p>della vita\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOra sei libera<\/p>\n\n\n\n<p>come una poesia di riporto<\/p>\n\n\n\n<p>che non sa dire \u201cNo\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>al suo intenso sentire<\/p>\n\n\n\n<p>passioni nel vuoto<\/p>\n\n\n\n<p>con silenzi da urlo,<\/p>\n\n\n\n<p>simili alle parole\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Volont\u00e0 inascoltata<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Chiusa notte di vertici<\/p>\n\n\n\n<p>bruciati, sottosuoli di canali<\/p>\n\n\n\n<p>preannunciano tempeste, trasmigrazioni<\/p>\n\n\n\n<p>di blocchi di nebbia sul grigio<\/p>\n\n\n\n<p>sangue che sposta silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi anestetizza un grande<\/p>\n\n\n\n<p>silenzio, due mani stringono<\/p>\n\n\n\n<p>dove non mi concedo, dove<\/p>\n\n\n\n<p>non voglio. Due labbra umide<\/p>\n\n\n\n<p>cadono sulla mia impronta<\/p>\n\n\n\n<p>e io che per morire non ero<\/p>\n\n\n\n<p>pronta, sto morendo nel respiro<\/p>\n\n\n\n<p>nero che evito di ascoltare<\/p>\n\n\n\n<p>mentre dal mio cadavere<\/p>\n\n\n\n<p>gi\u00e0 eredito le ferite.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Conformit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Crea da un passato<\/p>\n\n\n\n<p>la realt\u00e0 pieno<\/p>\n\n\n\n<p>di morte, pone<\/p>\n\n\n\n<p>l&#8217;essenziale<\/p>\n\n\n\n<p>divenuto diverso<\/p>\n\n\n\n<p>nel falso vedere<\/p>\n\n\n\n<p>una realt\u00e0 capovolta<\/p>\n\n\n\n<p>in uno specchio,<\/p>\n\n\n\n<p>conosce dei giorni<\/p>\n\n\n\n<p>l&#8217;inconfessato spazio,<\/p>\n\n\n\n<p>nell&#8217;esercizio del sospetto<\/p>\n\n\n\n<p>non c&#8217;\u00e8 malessere<\/p>\n\n\n\n<p>di fronte al reale,<\/p>\n\n\n\n<p>\u00e8 l&#8217;esistenza<\/p>\n\n\n\n<p>tolleranza<\/p>\n\n\n\n<p>della sua maschera.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Altrove<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lacrime veloci<\/p>\n\n\n\n<p>mi portano via in luoghi<\/p>\n\n\n\n<p>lontani, dove tutto quello che mi vede<\/p>\n\n\n\n<p>mi riconosce in quello che si chiama donna<\/p>\n\n\n\n<p>senza una patria, senza un nido<\/p>\n\n\n\n<p>schiacciata da un brivido<\/p>\n\n\n\n<p>come un fluido che perde<\/p>\n\n\n\n<p>la forma dei pori<\/p>\n\n\n\n<p>per poi scorrere<\/p>\n\n\n\n<p>lontano<\/p>\n\n\n\n<p>lontano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Me ne vado<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>(ultimo saluto del poeta)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Me ne vado dove la mia accesa<\/p>\n\n\n\n<p>indignazione non pu\u00f2 squarciare<\/p>\n\n\n\n<p>il mio petto. Me ne vado da queste dita<\/p>\n\n\n\n<p>che fanno male indicando lo sguardo<\/p>\n\n\n\n<p>che non vuole pi\u00f9 guardare i tatuaggi<\/p>\n\n\n\n<p>non voluti, da dove la violenza s&#8217;incammina<\/p>\n\n\n\n<p>scuotendo la mia inerzia. Me ne vado<\/p>\n\n\n\n<p>da questa tendenza a rimescolare<\/p>\n\n\n\n<p>colpe che si agitano come una bestia<\/p>\n\n\n\n<p>bagnata dalla pioggia che si scrolla<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; conservando la puzza &#8211; ovunque<\/p>\n\n\n\n<p>disseminando gocce di giudizi.<\/p>\n\n\n\n<p>Me ne vado dalla parola, dalla voce<\/p>\n\n\n\n<p>del nero che si contrappone all&#8217;aureola.<\/p>\n\n\n\n<p>Me ne vado per paura d&#8217;essere la mano<\/p>\n\n\n\n<p>dove invelenito il sangue prende forma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cDi un&#8217;altra voce sar\u00e0 la paura\u201d di Yuleisy Cruz Lezcano (Leonida Edizioni, 2024 pp. \u20ac 14.00) richiama il carattere atrocemente [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-60505","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60505","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=60505"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/60505\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=60505"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=60505"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=60505"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}