{"id":6107,"date":"2019-04-03T08:56:34","date_gmt":"2019-04-03T08:56:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=6107"},"modified":"2019-04-03T08:56:34","modified_gmt":"2019-04-03T08:56:34","slug":"quella-notte-del-6-aprile-2009-sentii-urlare-il-mostro-di-giuseppe-lalli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=6107","title":{"rendered":"QUELLA NOTTE DEL 6 APRILE 2009 SENTII URLARE IL MOSTRO di Giuseppe Lalli"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-6107 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6108'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/LAquila-2009-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6109'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Santa-Maria-del-Suffragio-cupola-ricostruita-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>QUELLA NOTTE DEL 6 APRILE 2009 SENTII URLARE IL MOSTRO<\/b><\/p>\n<p align=\"center\">di <b>Giuseppe Lalli<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019AQUILA &#8211; Ho serbato, come tanti aquilani, un vivido ricordo dei giorni che precedettero la tragedia di quel 6 aprile di dieci anni fa. L\u2019idea che la catastrofe fosse imminente mi accompagnava da qualche giorno. Verso la fine di marzo, una mattina, mentre mi recavo al lavoro, mi ero intrattenuto a parlare con un amico, professore di storia all\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Aquila. Si era aggiunto un conoscente che aveva rievocato come nel terremoto di Avezzano, circa un secolo prima, la terribile scossa finale che avrebbe raso al suolo la citt\u00e0 marsicana, e causato migliaia di vittime, era stata preceduta da uno sciame sismico simile a quello che si stava verificando in quei giorni nel nostro territorio. Verit\u00e0 storica o suggestione della memoria? Sta di fatto che l\u2019eco di quella conversazione me la sono portata dietro come un piccolo fardello, che sarebbe diventata una piccola ossessione dopo la scossa del pomeriggio del 30 marzo.<\/p>\n<p align=\"justify\">La sera del 5 aprile, l\u2019avvisaglia delle 22,45 mi trova a guardare un film su Suor <b>Giuseppina Bakita<\/b>, la suora canossiana ex schiava canonizzata da <b>Papa Wojtyla<\/b>. Penso che sia il caso di uscire, ma la figura della santa un po\u2019 mi rassicura. Eppure l\u2019idea della catastrofe imminente mi perseguita. Dopo la scossa successiva, quella dopo la mezzanotte, penso che s\u00ec, si debba proprio uscire, e lo dico a mia moglie. Ma poi desisto, per non allarmare i miei. Indosso per\u00f2 una tuta e delle scarpe da ginnastica: cos\u00ec, per scaramanzia, e per trovarmi pronto alla fuga. Decido di dormire sul divano, sotto una pesante libreria che di l\u00ec a poco sarebbe venuta gi\u00f9 con tutti i libri e la cristalleria. Mi decido alla fine ad andare a letto solo mezz\u2019ora prima della tragedia (chiss\u00e0, un suggerimento di Suor Bakita&#8230;).<\/p>\n<p align=\"justify\">Alle 3,32, da poco assopito, sono svegliato da quelle che sulle prime mi paiono cento mandrie di bisonti che per interminabili secondi passano al galoppo sotto la camera da letto, che mi aspetto debba schiantarsi da un momento all\u2019altro insieme a tutto il palazzo. \u00abOddio!!! Il terremoto!!!\u00bb, grida mia moglie. Appena prendo coscienza di quello che sta succedendo, mi pare di udire la voce di un gigantesco mostro che urla: \u00abMi avete provocato? Ecco la mia risposta!!!\u00bb. Confesso che per un\u2019eternit\u00e0 di attimi tutto il mio universo mentale ha tremato molto pi\u00f9 della casa. In quegli istanti, non ho sentito Dio nel quale credo, ma solo il mostro che urlava, e io che desideravo\u2026 &#8211; terribile! &#8211; di non essere nato.<\/p>\n<p align=\"justify\">Mi precipito nella stanza di mio figlio: entro, non lo vedo&#8230;ho un tonfo al cuore, poi guardo meglio: sta sotto una scrivania, faccio un respiro di sollievo. La figlia invece, nella sua stanza, subito la scorgo: \u00e8 sotto una scrivania, anche lei. \u00abI ragazzi hanno eseguito alla lettera \u2013 ho pensato \u2013 quello che hanno raccomandato a scuola\u00bb. Cerchiamo di guadagnare in fretta l\u2019uscita, con le mani e con i piedi, attraversando, come in un fiume in piena, i vetri di quella che fino a pochi minuti prima era la grossa libreria che arrivava fino al soffitto. \u00abL\u2019ho scampata bella\u00bb, mi viene da pensare.<\/p>\n<p align=\"justify\">Una volta sul pianerottolo, \u00e8 tutto un urlo, un grido, un precipitarsi sulla rampa delle scale. Giusto il tempo di guardarsi nei volti terrorizzati e mia moglie, lucida nonostante tutto, mi mette tra le braccia il bambino di circa due anni di una vicina del piano di sopra. Vorrei fare le scale due a due, ma c\u2019\u00e8 il piccolo fardello che me lo impedisce. \u00abOddio \u2013 penso \u2013 e se lo faccio cadere?\u00bb. Quando poi, dopo qualche minuto, una volta gi\u00f9 nella strada, lo restituisco alla madre, mi scopro, per qualche istante, di serrare ancora le braccia al petto\u2026<\/p>\n<p align=\"justify\">Aspettiamo l\u2019alba insieme a tanti vicini del quartiere, riscaldati da un fuocherello acceso sotto una baracca nell\u2019orto di una signora, a sorbire un caff\u00e8 che sa di tristezza e di speranza. Sotto quella fiamma che ci accomuna le piccole beghe condominiali sembrano lontane anni luce e i sorrisi dei visi appena appena rilassati si lasciano alle spalle il ricordo di piccoli screzi. Attorno a noi, mentre i primi elicotteri solcano il cielo, si comincia ad intravedere, tra i primi bagliori di sole, rossi come il fuoco che ci riscalda, tutta una geometria nuova, come in un quadro di pittura astratta: palazzi sfregiati da linee regolari come se una lama gigantesca vi fosse passata (mi torna alla mente il\u2026 mostro), altri che sembrano parallelepipedi inclinati pronti a cadere alla minima spinta. \u00abTutti i sudori di una vita&#8230;\u00bb, sussurra una vicina di casa. \u00abMa no, vedrai \u2013 le dico \u2013 le case ce le rifaranno in pochi mesi\u00bb: cosa non s\u2019inventa il cuore per sbarrare la strada alla ragione\u2026.<\/p>\n<p align=\"justify\">Passa una pattuglia della polizia. Dalla macchina ci chiedono come stiamo. Si farfuglia qualcosa, ci informano che al centro storico \u00e8 un disastro: si prevedono molti morti. \u00abL\u00e0 il mostro \u00e8 stato davvero impietoso\u00bb, mi viene di pensare ancora. Ci fanno raccomandazioni. Quei ragazzi in divisa sembrano pi\u00f9 assistenti sociali che forze dell\u2019ordine. Insieme ad un altro vicino andiamo a fare una passeggiata attorno per capire le dimensioni del disastro e mentre torniamo, con le macerie negli occhi e nel cuore, con spontaneo e reciproco gesto, ci mettiamo sotto braccio, come due fratelli: \u00abEcco &#8211; ho pensato \u2013 forse Dio a volte lascia libero il mostro per ricordare agli uomini che devono tenersi per mano\u00bb.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nei giorni che vennero subito dopo, lontano dalla mia citt\u00e0, credetti di comprendere due verit\u00e0 elementari, ma che non si imparano sui libri. \u00abAlle cose bisogna passarci\u00bb, diceva mia nonna. Insieme alla casa, \u00e8 tutto un mondo che ti crolla. Capii che la casa non \u00e8 solo mura di calce e mattoni, dove si abita: \u00e8 un universo, una strada, un vicolo, sono i colori delle persiane, \u00e8 la luce riflessa nelle pietre, \u00e8 la vicina che ti dice \u00abBuon giorno\u00bb, \u00e8 il raggio del sole che trapela attraverso le tapparelle.<\/p>\n<p align=\"justify\">Per esprimere il nostro benessere, non troviamo espressione migliore che dire che ci sentiamo a casa nostra. Nella quiete forzata di quel piccolo esilio, sentii risuonare, come per la prima volta, nomi come <b>Paganica<\/b>, <b>Onna<\/b>, <b>Villa Sant\u2019Angelo<\/b>, <b>Castelnuovo di San Pio<\/b>: tutta una geografia dell\u2019anima che quella notte la gigantesca lama del mostro aveva squarciato. Il senso comune ci ripete che siamo figli dei tempi. Il buon senso ci ricorda che siamo, forse ancor pi\u00f9, figli dei luoghi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; QUELLA NOTTE DEL 6 APRILE 2009 SENTII URLARE IL MOSTRO di Giuseppe Lalli L\u2019AQUILA &#8211; Ho serbato, come tanti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-6107","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6107","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6107"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6107\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6107"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6107"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6107"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}