{"id":61655,"date":"2024-09-22T09:29:40","date_gmt":"2024-09-22T09:29:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=61655"},"modified":"2024-09-22T09:29:40","modified_gmt":"2024-09-22T09:29:40","slug":"lindulgenza-celestiniana-nella-bolla-del-giubileo-2025-spes-non-confundit-annotazioni-su-indulgenza-di-compostela-perdono-di-assisi-perdonanza-aquilana-e-giubileo-del-13","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=61655","title":{"rendered":"L\u2019INDULGENZA CELESTINIANA NELLA BOLLA DEL GIUBILEO 2025 \u2018SPES NON CONFUNDIT\u2019 &#8211; Annotazioni su Indulgenza di Compostela, Perdono di Assisi, Perdonanza aquilana e Giubileo del 1300"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Mons.-Orlando-Antonini.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"600\" data-id=\"61656\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Mons.-Orlando-Antonini.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-61656\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Mons.-Orlando-Antonini.jpg 400w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Mons.-Orlando-Antonini-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Mons.-Orlando-Antonini-100x150.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 400px) 100vw, 400px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Papa-Francesco-alla-Perdonanza-del-2022.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" data-id=\"61657\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Papa-Francesco-alla-Perdonanza-del-2022-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-61657\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Papa-Francesco-alla-Perdonanza-del-2022-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Papa-Francesco-alla-Perdonanza-del-2022-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Papa-Francesco-alla-Perdonanza-del-2022-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Papa-Francesco-alla-Perdonanza-del-2022-1536x1023.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Papa-Francesco-alla-Perdonanza-del-2022-150x100.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Papa-Francesco-alla-Perdonanza-del-2022.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Santa-Maria-di-Collemaggio.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"818\" data-id=\"61658\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Santa-Maria-di-Collemaggio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-61658\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Santa-Maria-di-Collemaggio.jpg 960w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Santa-Maria-di-Collemaggio-300x256.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Santa-Maria-di-Collemaggio-768x654.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Santa-Maria-di-Collemaggio-150x128.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>22 settembre 2024<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019INDULGENZA CELESTINIANA NELLA BOLLA DEL GIUBILEO 2025 <\/strong><em><strong>\u2018SPES NON CONFUNDIT\u2019<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Annotazioni su Indulgenza di Compostela, Perdono di Assisi, Perdonanza aquilana e Giubileo del 1300<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>di<strong> Orlando Antonini *<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019AQUILA &#8211; Contenuto ed essenza dei giubilei \u00e8 l\u2019indulgenza plenaria, la possibilit\u00e0 cio\u00e8 di fruire, da parte di ogni fedele sinceramente pentito e confessato e che ottemperi ad alcune pie condizioni, il perdono di tutti i peccati. Quale lieta sorpresa dunque ha riservato all\u2019Aquila <strong>papa Francesco<\/strong> citando per prima volta nella storia la nostra Perdonanza nella Bolla d\u2019indizione di un Giubileo. Egli deve avere una predilezione per la nostra Citt\u00e0. A cominciare dal 2014, quando in Udienza pubblica parl\u00f2 aquilano agli aquilani in perfetta nostra cadenza, <em>\u201cJemo \u2018nnanzi!\u201d,<\/em> per rincuorarli nel loro duro post-sisma. Nel 2018 ha creato Cardinale per le sue qualit\u00e0 personali proprio il nostro Arcivescovo. Nel 2022 egli ha accolto benevolmente l\u2019invito del <strong>Card. Petrocchi<\/strong> a venire all\u2019Aquila ed aprire per prima volta nella storia in quanto Papa la <strong>Porta Santa di Collemaggio<\/strong>, persino ufficializzando, si noti bene, un titolo concepito per la nostra citt\u00e0 dal Card. Petrocchi: <strong>L\u2019Aquila \u2018capitale del perdono\u2019.<\/strong> E quest\u2019anno, ecco l\u2019altro suo grande dono: l\u2019accoglimento della proposta di <strong>Mons.<\/strong> <strong>Fisichella<\/strong>, a sua volta di nuovo invitatovi dal Card. Petrocchi, ai quali dunque va tutta la nostra gratitudine, di menzionare la <strong>Perdonanza celestiniana<\/strong> nella Bolla d\u2019indizione del Giubileo universale quale precedente storico del Giubileo del 1300.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 di poco significato il fatto che nella menzione in oggetto il pontefice abbia definito il dono di Celestino V \u2018<strong>grande Perdonanza<\/strong>\u2019 e l\u2019abbia citato prima degli altri due e molto pi\u00f9 noti Perdoni, cio\u00e8 la <strong>Porziuncola<\/strong> e <strong>Compostela<\/strong>. Credo che ci\u00f2 dipenda dal fatto che l\u2019indulgenza aquilana fu concessa da <strong>Celestino V<\/strong> con regolare ufficiale bolla, mentre il <strong>Perdono di Assisi<\/strong> era stato concesso solo verbalmente da papa<strong> Onorio III<\/strong> nel 1216 a <strong>S. Francesco<\/strong>. Quanto all\u2019indulgenza di <strong>S. Giacomo di Compostela<\/strong>, esiste una bolla nella quale <strong>Innocenzo III<\/strong> conferma e rende stabile l\u2019indulgenza che <strong>Callisto II<\/strong> aveva elargito nel 1122, il cui testo per\u00f2, da me chiesto e ricevuto dall\u2019Archivio di quella Cattedrale, risale al XV secolo e reca problemi di autenticit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Venendo alla <strong>Perdonanza<\/strong> aquilana, si rileva in essa l\u2019esistenza, inedita tra tutte le altre indulgenze plenarie del mondo cristiano, di due distinti livelli: uno <strong>ecclesiale<\/strong> ed uno <strong>civico<\/strong>. Quest\u2019ultimo deriva da quella circostanza storica, tipica del medioevo, quando comunit\u00e0 cristiana e comunit\u00e0 civile spesso coincidevano e la validit\u00e0 delle bolle dipendeva dal possesso materiale di esse da parte dei rispettivi detentori. All\u2019Aquila la <strong>Bolla di Celestino<\/strong> \u00e8 ritenuta di possesso ininterrotto non della Chiesa locale ma del \u2018Magistrato\u2019; di qui la prerogativa del Comune ad indire ogni anno le manifestazioni. \u00c8 su tale dato di fatto che nel 1991 <strong>Tarcisio Mannetti<\/strong>, ed altri dopo di lui, asser\u00ec che nel 1294 la bolla sarebbe stata affidata <em>brevi manu<\/em> dalla Cancelleria papale direttamente alla Municipalit\u00e0 aquilana del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>La realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 complessa. Nella lettera esecutoria del 18 agosto 1295 di cui diremo, nella quale <strong>papa Bonifacio<\/strong> richiede indietro la bolla, egli la richiede non dal Comune ma dai monaci e dal vescovo. Ci\u00f2 indica chiaramente come al pontefice constasse, dalla propria Cancelleria che in parte era la stessa di Celestino, che il documento era stato originariamente rimesso ai monaci, non ad altri. Anche <strong>Raffaele<\/strong> <strong>Colapietra<\/strong>, per il quale il possesso comunale del documento dipese semplicemente dalla circostanza che all\u2019inizio del \u2018300 e delle prime edizioni della <strong>Perdonanza<\/strong> i Camerlenghi del Comune e i Priori celestini di Collemaggio furono spesso la stessa persona, presuppone che la bolla appunto non fosse in possesso del Comune ma dei monaci.<\/p>\n\n\n\n<p>Come dunque il Comune entr\u00f2 in possesso della bolla? Ci\u00f2 non pu\u00f2 spiegarsi se non ammettendo che, all\u2019inizio, l\u2019originale del documento fosse affidato effettivamente alla Chiesa locale, nel caso in specie ai <strong>Celestini di Collemaggio<\/strong>, ma che questi, quando il 27 dicembre 1294 <strong>Bonifacio VIII<\/strong> manifest\u00f2 l\u2019intenzione di cassare \u00abtutte le dispense, i privilegi e le altre dimostrazioni di favore\u00bb concesse dal predecessore, per salvare il privilegio indulgenziale di Collemaggio ai primissimi stessi del 1295 sarebbero ricorsi ai maggiorenti aquilani, concordando con loro l\u2019affido in custodia al Comune della <strong>Bolla del Perdono<\/strong>. Sicch\u00e9, quando il papa ordin\u00f2 sotto pena di scomunica ai monaci di rimettergli il documento attraverso il vescovo, egli non riebbe mai la pergamena di Celestino perch\u00e9 le lettere di richiesta furono indirizzate a destinatari che non la possedevano pi\u00f9, e questi non potettero essere sanzionati in quanto non erano incorsi in disobbedienza. Dovremo essere per sempre grati a quei maggiorenti per essersi prestati a salvare in Comune il grande dono di <strong>Celestino V<\/strong> alla chiesa di Collemaggio, pur non senza calcolato interesse, perch\u00e9 ben consci di quanto un\u2019indulgenza del genere a quei tempi comportasse, con la sua valenza spirituale, anche un importante ricasco in accrescimento del potere economico e civile della citt\u00e0 e del suo prestigio. Come poi sia stata possibile tale \u00abspregiudicata validit\u00e0 delle genti aquilane ed abruzzesi dell\u2019epoca\u00bb, come scrisse <strong>Amedeo Cervelli<\/strong>, a poter impunemente rifiutarsi di restituire la bolla, ritenere invalide le revoche del papa e continuare tranquillamente a celebrare il Perdono\u201d, sorprende non poco. In Comune poi il documento rest\u00f2 in sicurezza, determinando il governo civico a considerare suo diritto-dovere la salvaguardia di esso e la gestione organizzativa del Perdono medesimo. Cos\u00ec l\u2019evento sacro \u00e8 divenuto anche evento civico, anzi la manifestazione annuale pi\u00f9 importante della Citt\u00e0, diventando componente essenziale dell\u2019identit\u00e0 culturale locale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso del tempo, peraltro, i principi della romanistica medioevale secondo cui il valore di un contenuto cartolare si identificava nel possesso della <em>res<\/em> il cui contenuto dispositivo veniva meno soltanto con la <em>\u2018restitutio\u2019<\/em> del documento, furono superati. Cos\u00ec gi\u00e0 nel 1460 e 1468 e di nuovo tra 1472 e 1477 \u00e8 documentato che la <strong>Perdonanza<\/strong> pot\u00e9 essere sospesa dal Papa in tutta validit\u00e0 giuridica ed esecutiva. Oggi la <strong>Bolla celestiniana<\/strong> riveste importanza solo storica, la sua validit\u00e0 non dipende pi\u00f9 dal suo possesso bens\u00ec soltanto dalla volont\u00e0 del pontefice: essa venne confermata dai papi successivi, ultimi <strong>Paolo VI<\/strong> nel 1967, <strong>Giovanni Paolo II<\/strong> per il Giubileo del 2000 e, stavolta solennemente, nella bolla giubilare di <strong>papa Francesco<\/strong> <em>Spes non confundit<\/em>. Per questo motivo alla Perdonanza di quest\u2019anno sono state lette due bolle: quella storica dal Sindaco, quella attuale validante dal nostro Arcivescovo. In pi\u00f9, la presenza all\u2019Aquila del Papa nel 2022 per l\u2019apertura della Porta Santa ha tirato fuori la Perdonanza dall\u2019ambito locale per lanciarla a quello universale, planetario come detto dal <strong>Card. Petrocchi<\/strong> e ricordato dall\u2019arcivescovo <strong>Mons. D\u2019Angelo<\/strong>. Inoltre, per avere assunto anche il carattere civico all\u2019Aquila si d\u00e0 maggior rilievo al risvolto sociale e civile del Perdono sacramentale celestiniano consequenziale all\u2019assoluzione individuale del penitente, fino ad attualizzarlo ai problemi del XX-XXI secolo, la pace, la riconciliazione, la solidariet\u00e0, e fino a porre il messaggio di <strong>Celestino<\/strong> alla base anche della soluzione non-violenta dei conflitti sociali, della difesa dei diritti umani, rendendo pi\u00f9 possibile la comunione fra gli esseri umani. A tale essenza religiosa della <strong>Perdonanza celestiniana<\/strong> tutte le manifestazioni civili di contorno dovranno di logica armonizzarsi nei contenuti, promuovendo anch\u2019essi il messaggio spirituale di <strong>Celestino V<\/strong>. Nell\u2019accollarsi anche il peso economico dell\u2019evento religioso il Comune sa che esso costituisce un autentico investimento, utile al suo prestigio ed al suo sviluppo turistico, occupazionale ed economico.<\/p>\n\n\n\n<p>Veniamo ora alle formulazioni con le quali i tre documenti citati nella <em>Spes non confundit<\/em>, pi\u00f9 la bolla <em>Antiquorum habet fidem<\/em> di <strong>Bonifacio VIII<\/strong>, definiscono ognuno la corrispondente concessione di indulgenza. Partiamo dall\u2019indulgenza compostelliama, che ripeto costituisce un testo quattrocentesco incerto. La frase che interessa \u00e8 la seguente: \u201c<em>Nos ig\u00edtur ad hoc predecessorum nostrorum sante memor\u00ede et ejusdem Calixti Pape ac Eugenii et Anastasi\u00ed vestig\u00edis inherentes,&#8230; de Omnipotentis Dei misericordia, ac beatorum Petri et Pauli Apostolorum ejus auctoritate confissi, &#8230; plenariam indulgentiam annuatim consequantur visitantes prefatam Ecclesiam\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per l\u2019indulgenza assisiate non abbiamo un testo papale ma solo un pronunciamento vescovile. \u00c8 necessario leggere un passo del Diploma o Codice del 1310, un p\u00f2 lungo, che d\u00f2 in traduzione italiana. In esso il vescovo di <strong>Assisi<\/strong> Teobaldo attesta che \u201c<em>il beato Francesco, &#8230; si present\u00f2 al cospetto di papa Onorio, e disse: \u201cSanto Padre, di recente, ad onore della Vergine Madre di Cristo, riparai per voi una chiesa. Prego umilmente vostra santit\u00e0 che vi poniate un\u2019Indulgenza senza oboli\u201d. Il papa rispose: \u201cQuesto, stando alla consuetudine, non si pu\u00f2 fare, poich\u00e9 \u00e8 opportuno che colui che chiede un\u2019Indulgenza la meriti stendendo la mano ad aiutare, ma tuttavia indicami quanti anni vuoi che io fissi riguardo all\u2019Indulgenza\u201d&#8230; San Francesco gli rispose:\u201cSanto Padre, voglio, se ci\u00f2 piace alla vostra santit\u00e0, che quanti verranno a questa chiesa confessati, pentiti e, come conviene, assolti dal sacerdote, siano liberati dalla colpa e dalla pena in cielo e in terra, dal giorno del battesimo al giorno ed all\u2019ora dell\u2019entrata in questa chiesa\u201d. Il papa rispose: \u201cMolto \u00e8 ci\u00f2 che chiedi, o Francesco; non \u00e8 infatti consuetudine della Curia romana concedere una simile indulgenza\u201d, ma&#8230; Ordino che tu l\u2019abbia\u201d&#8230;, per\u00f2 regoliamola in modo tale che la sua validit\u00e0 si estenda solo per una giornata\u201d<\/em><em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Della bolla 1294 di <strong>Celestino<\/strong> <em>Inter Sanctorum Solemnia<\/em> ecco il brano che interessa: \u201c<em>Omnes vere penitentes et confessos qui a vesperis ejusdem festivitatis vigilie usque ad vesperas festivitatem ipsam immediate sequentes ad premissam ecclesiam accesserint annuatim de Omnipotentis Dei misericordia et beatorum Petri et Pauli apostolorum eius auctoritate confisi a baptismo absolvimus a culpa et pena quam pro suis merentur commissis omnibus et delictis. Datum Aquile <\/em>etc.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, il passo della bolla 1300 di <strong>Bonifacio VIII<\/strong>: \u201c<em>Nos de omnipotentis Dei misericordia, et eorundem apostolorum eius meritis et auctoritate confisi, de fratrum Nostrorum consilio et apostolicae plenitudine potestatis omnibus in praesenti anno millesimo trecentesimo&#8230; et in quolibet anno centesimo secuturo ad basilicas ipsas accedentibus reverenter, vere poenitentibus et confessis, &#8230;, non solum plenam et largiorem, immo plenissimam omnium suorum concedemus et concedimus veniam peccatorum<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Come si vede, tutte e quattro queste indulgenze hanno il carattere della plenariet\u00e0: l\u2019indulgenza compostellana \u00e8 definita plenaria <em>tout court<\/em>; quella bonifaciana \u00e8 detta genericamente, \u2018amplissima\u2019; quelle della Porziuncola e di Collemaggio precisano che l\u2019assoluzione \u00e8 applicabile a tutti i peccati commessi \u201cfin dal battesimo\u201d. Ma qui sorge un problema. Papa <strong>Bonifacio VIII<\/strong> risulta essere stato, di principio, strenuamente avverso a indulgenze plenarie lucrabili cos\u00ec facilmente. Lo dimostra la bolla esecutoria che il 18 agosto 1295, come scrive <strong>Elpidio Valeri<\/strong>, \u00abegli eman\u00f2 da Anagni diretta al priore e ai monaci di Collemaggio. In essa il papa, sostenendo che una tale indulgenza concedendo il perdono a tutti lo rendesse troppo facile, favorisse il lassismo morale e perci\u00f2 portasse pi\u00f9 alla perdizione che alla salvezza delle anime \u2013 le stesse identiche accuse che nel \u2018200 vedremo vennero rivolte al perdono assisiate \u2013 la revoc\u00f2 insieme con tutti i provvedimenti del suo predecessore e ordin\u00f2 la restituzione di tutti i relativi documenti in possesso della comunit\u00e0 celestina. Contemporaneamente ordin\u00f2 al vescovo dell\u2019Aquila di costringere il priore e i monaci ad ubbidire\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>***<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Stando cos\u00ec le cose, ne conseguono due interrogativi. Un primo, il perch\u00e9 <strong>Bonifacio<\/strong>, se tale era la sua posizione dottrinale, abbia proceduto a cassare solo e soltanto l\u2019indulgenza aquilana e non anche, come logica vorrebbe, anche quelle, di identica natura plenaria, della <strong>Porziuncola<\/strong> e di <strong>Compostela<\/strong>. Il secondo interrogativo: come sia possibile che Bonifacio VIII stesso, dopo appena sei anni dall\u2019aver cassato l\u2019indulgenza aquilana con tale e tanta motivazione dottrinale, clamorosamente smentendosi l\u2019abbia poi ripresa ed estesa persino a livello universale e per un intero anno per il <strong>Giubileo del 1300<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per il primo interrogativo, cio\u00e8 il <strong>Perdono di Assisi<\/strong> o della Porziuncola, \u00e8 da tener presente che esso all\u2019epoca di <strong>Celestino<\/strong> non era ancora stabilizzato. Sulla sua autenticit\u00e0, infatti, si avanzarono dubbi dall\u2019inizio. I primi biografi del Santo non ne parlano affatto, il silenzio su di esso arriva praticamente fino al 1260, le prime testimonianze appaiono nel 1277, dopo di che nel 1279 \u00e8 ben nota la <em>quaestio disputata<\/em> di <strong>Pietro di Giovanni Olivi<\/strong>, se cio\u00e8 fosse <em>\u2018conveniens\u2019<\/em> credere che alla <strong>chiesa di santa Maria degli Angeli<\/strong> fosse stata data o no l\u2019indulgenza di tutti i peccati. Riassume in proposito <strong>Daniele Pinton<\/strong>: \u00abLa necessit\u00e0 di una \u2018difesa\u2019 dell\u2019indulgenza della Porziuncola si rese necessaria per rispondere alle accuse dei detrattori (soprattutto domenicani) che tentavano in ogni modo e con ogni mezzo di sminuire il valore della perdonanza assisiate. Fra le accuse principali si rimproverava alla Porziuncola di fare impropriamente concorrenza alla Terra Santa; di essere un\u2019indulgenza che ci si poteva procurare troppo facilmente e quindi di diventare agevolmente un\u2019incitazione al peccato; di essere collegata a una cappella pressoch\u00e9 sconosciuta; di non essere stata promulgata con le necessarie garanzie\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pietro di Giovanni Olivi<\/strong> si dichiarava a favore dell\u2019autenticit\u00e0 del <strong>Perdono di Assisi<\/strong>, ma evidentemente la sua difesa non risolse i dubbi. Gi\u00e0 il <strong>P\u00e9ano<\/strong> nel 1984 e pi\u00f9 di recente <strong>Walter Capezzali<\/strong> hanno ricordato come solo nel 1310, a ben 94 anni dal 1216 della concessione orale, il <strong>vescovo di Assisi Teobaldo<\/strong> per tranciare definitivamente l\u2019incertezza si sia trovato nella necessit\u00e0 di emanare il cosiddetto succitato \u2018diploma\u2019 contro i detrattori di quella indulgenza plenaria. Fu insomma solo nel \u2018300 che l\u2019indulgenza della Porziuncola fu ben conosciuta e recepita, mentre l\u2019essere stata la Perdonanza aquilana, al contrario di quella della Ponziuncola, la prima indulgenza plenaria \u2013 dopo quella della crociata \u2013 promulgata con le \u2018necessarie garanzie giuridiche\u2019, permette di parlare della <strong>Perdonanza celestiniana<\/strong> come causa ispiratrice del <strong>Giubileo universale<\/strong>. La circostanza indica come <strong>Celestino V<\/strong>, smentendo gi\u00e0 la taccia di sprovveduto che oltre al resto gli si affibbia, abbia curato a ragion veduta di emanare un\u2019indulgenza plenaria bollata.<\/p>\n\n\n\n<p>Per ora sola ragionevole motivazione che trovo di un comportamento contraddittorio del genere da parte di <strong>Bonifacio VIII<\/strong> \u00e8 quella secondo cui sia l\u2019<strong>indulgenza della Ponziuncola <\/strong>sia quella di <strong>Santiago di Compostela<\/strong> in origine non rivestissero carattere di plenariet\u00e0, ma costituissero indulgenze parziali. Diversamente, se la Porziuncoila avesse avuto carattere plenario il vescovo Teobaldo non avrebbe poi potuto aggiungere nel suo diploma che \u201c<em>lo stesso signor papa Bonifacio VIII, anche ai nostri giorni, ha inviato a questa Indulgenza alcuni rappresentanti ufficiali, perch\u00e9 la predicassero solennemente in suo nome, nel giorno del perdono. Inoltre, anche alcuni cardinali, venendo di persona a questa Indulgenza, nella speranza di conseguire il perdono, con la loro presenza l\u2019approvarono come vera e certa<\/em>\u201d. In breve, le indulgenze di <strong>Assisi<\/strong> e di <strong>Compostela<\/strong> sarebbero diventate plenarie al momento della compilazione postuma dei rispettivi documenti, magari proprio dietro la controversia tra Aquilani e Bonifacio sull\u2019indulgenza celestiniana. Del resto la prima supplica che S. Francesco rivolse a papa Onorio non era quella di ottenere un\u2019assoluzione da tutti i peccati commessi \u2018dal battesimo\u2019 \u2013 questa sarebbe l\u2019aggiunta postuma del vescovo Teobaldo \u2013 bens\u00ec una indulgenza \u2018senza oboli\u2019, ossia non legata ad elemosine quale condizione da soddisfare per beneficiarne. Quanto al testo d\u2019indizione del <strong>Giubileo del 1300<\/strong>, non pu\u00f2 mancare di rilevarsi come <strong>Bonifacio VIII<\/strong> abbia evitato, per non dare l\u2019impressione di contraddirsi, i termini di una assoluzione \u2018fin dal battesimo\u2019 come era nella bolla di Celestino, concedendo una <em>non solum plenam et largiorem, immo plenissimam veniam peccatorum, <\/em>che significa bens\u00ec indulgenza plenaria, ma interpretabile, a rigore, da valere per i peccati commessi non dal battesimo ma semplicemente dall\u2019ultima confessione fatta.<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta al secondo interrogativo, la <em>metanoia<\/em> cio\u00e8 della mente di <strong>Bonifacio VIII<\/strong> dal rifiuto all\u2019accettazione dell\u2019indulgenza plenaria, appare pi\u00f9 agevole. In merito <strong>m<\/strong><strong>ons. Felice Accrocca<\/strong> cos\u00ec ha riassunto in un recentissimo articolo. \u00abPrima che Bonifacio VIII \u2014 nell\u2019anno 1300 \u2014 annunciasse al mondo il grande perdono, la cristianit\u00e0 medievale non aveva mai celebrato un giubileo come noi l\u2019intendiamo oggi&#8230; Tuttavia, l\u2019idea non nacque nella mente del pontefice e neppure in quella dei suoi stretti collaboratori. Grazie a una fonte di straordinaria importanza, il <em>De centesimo seu Jubileo anno<\/em> opera di Jacopo Stefaneschi, cardinale diacono di S. Giorgio al Velabro, possiamo infatti conoscere gli antecedenti della decisione che spinsero infine papa Caetani a concedere al mondo la \u00abpienissima\u00bb remissione dei peccati. \u00abS\u2019era andata diffondendo una voce \u2014 narra lo Stefaneschi \u2014 che riguardava l\u2019anno santo, di cui allora si attendeva l\u2019inizio ormai imminente con il numero di 1300. (&#8230;) Essa divulgava una promessa: chi si fosse recato a Roma nella basilica di S. Pietro, Principe degli apostoli, avrebbe ottenuto la pienissima remissione di tutti i peccati\u00bb&#8230; Quasi per tutta la durata del primo gennaio rimase nascosto il segreto della nuova remissione; ma, al declinare del sole, verso sera, fin quasi al silenzio profondo della mezzanotte, i Romani ne vennero a conoscenza: ed ecco il loro accorrere in folla alla sacra basilica di S. Pietro. Si ammassano accalcati presso l\u2019altare, ostacolandosi a vicenda cos\u00ec che a stento era possibile avvicinarsi, come se pensassero che in quella giornata, che tra poco sarebbe finita, dovesse terminare con essa la concessione della grazia, almeno di quella maggiore\u00bb. Non dall\u2019alto, dunque, ma dal basso la voce prese corpo. E, una volta partita, niente e nessuno riusc\u00ec pi\u00f9 a fermarla\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBonifacio VIII \u2013 continua <strong>mons. Accrocca<\/strong> \u2013 non volle per\u00f2 arrendersi. D\u2019altronde, non aveva gi\u00e0 decisamente avversato la decisione di Celestino V che, appena qualche anno prima, aveva allargato a dismisura i cordoni della borsa concedendo l\u2019indulgenza plenaria a quanti, in un determinato giorno, pentiti e confessati, si fossero recati a <strong>L\u2019Aquila<\/strong>, alla <strong>basilica di S. Maria di Collemaggio<\/strong>? Per questo motivo, riferisce ancora la nostra fonte, \u00abil buon padre decret\u00f2 che si ricercassero riscontri negli antichi libri. Ma da essi nulla venne in piena luce di quanto si cercava&#8230; e non venne fuori nulla perch\u00e9 nulla c\u2019era stato, ci\u00f2 che peraltro metteva il pontefice allo scoperto perch\u00e9 senza precedenti ai quali potersi appoggiare, se non la decisione del suo immediato predecessore, sulla quale egli non poteva \u2014 n\u00e9 voleva \u2014 certo far leva\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui, noi per\u00f2 preciseremmo che nulla venne fuori da quelle ricerche non in rapporto alla concessione di indulgenze plenarie (esisteva gi\u00e0 da tre secoli almeno quella della Crociata, se non si vogliono considerare il perdono celestiniano o quello assisiate) bens\u00ec in rapporto alla celebrazione di un anno giubilare centesimo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBonifacio VIII \u2013 prosegue <strong>mons. Accrocca<\/strong> \u2013 chiese allora \u00abil parere del Sacro Collegio dei padri circa la nuova materia dell\u2019anno centesimo, non ancora appieno approfondita\u00bb. Il papa era tutt\u2019altro che uno sprovveduto e ben sapeva di doversi avventurare su un terreno non ancora battuto. Un s\u00ec o un no in quel frangente non potevano, peraltro, giungere senza una consultazione previa: infatti \u00abal quesito fu data, per i meriti degli apostoli, risposta favorevole\u00bb. Si giunse cos\u00ec alla decisione dell\u2019indizione giubilare, resa pubblica, con la lettera <em>Antiquorum habet fida relatio<\/em>, il 22 febbraio del 1300\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In breve noi diciamo che occorre dare atto a <strong>Bonifacio VIII<\/strong>, evidentemente impressionato sia dalla caparbiet\u00e0 degli Aquilani a non restituirgli la bolla e continuare a celebrare la Perdonanza come abbiamo visto, sia dal grande flusso di pellegrini e dal massiccio favore spirituale che nel popolo di Dio le indulgenze plenarie sprigionavano, di aver avuto l\u2019avvedutezza di riconoscere come <em>vox Dei<\/em> la <em>vox populi<\/em>, di tornare sulle sue posizioni, recepire le istanze sociali, spirituali e civiche provenienti dal basso, cambiare idea sulle indulgenze stesse e indire appena sei anni dopo, nel 1300, il giubileo universale. L\u00ec comunque, indicendo il giubileo, Bonifacio non fece altro che ampliare ad un anno e istituzionalizzare in forma giubilare centenaria, l\u2019iniziativa indulgenziale del suo predecessore.<\/p>\n\n\n\n<p>Per concludere, una parola sulla nostra <strong>Porta Santa<\/strong>. Per s\u00e9 la <strong>Bolla di Celestino V<\/strong> non prevede, al fine di beneficiare dell\u2019indulgenza plenaria, l\u2019entrata attraverso una speciale porta, ma solo che, pentiti e confessati, si visiti la <strong>chiesa di Collemaggio<\/strong>. La \u2018Porta Santa\u2019 costituisce una innovazione, e un\u2019innovazione tardiva: ben conveniva del resto, per i pellegrini, un atto rituale formale di entrata in chiesa per la visita indulgenziale. All\u2019Aquila si tratta di un\u2019intelaiatura lombarda neo-romanica, con spalle a risalti in pietra rossa e colonnine cilindriche in pietra bianca, che continuano concentricamente nel grande archivolto. Il tutto \u00e8 impreziosito dalle policromie della lunetta, una <em>Vergine e Bambino tra San Giovanni Battista e San Celestino <\/em>in affresco, di fine \u2019300, attribuito dai critici alla maestranza tardo-gotica d\u2019indirizzo neo-senese attiva all\u2019Aquila fra il 1381 dell\u2019affresco di Sant\u2019Amico e l\u2019ante-1413 degli affreschi di San Silvestro. Come si sa, il <strong>Gavini<\/strong> dat\u00f2 la Porta a fine \u2018300 in base al testamento 1397 di <strong>Simone di Cola da Cocullo<\/strong> e questa datazione si era fatta tradizionale. Ma essa, come ho fatto presente in altri lavori che qualcuno non ha letto bene, non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile per diverse ragioni. Per di pi\u00f9 il <strong>Chini<\/strong>, prendendo dall\u2019<strong>Antinori<\/strong>, ricorda che il documento testamentario di Simone da Cocullo disponeva in realt\u00e0 che la porta \u00absi adornasse piuttosto di marmi, che di pitture\u00bb, quindi non di dipinto ma di gruppo scultoreo. Il che non \u00e8 evidentemente attribuibile all\u2019attuale Porta Santa.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia la detta tradizionale datazione della Porta al 1397, attesi non il testamento di <strong>Simone di Cocullo<\/strong> ma i caratteri formali e stilistici di fine \u2018300 dell\u2019affresco della sua lunetta, varier\u00e0 di poco rispetto a quella finora invalsa. La data pu\u00f2 risalire, a nostro sommesso parere, al 1394, probabilmente per celebrare il primo centenario dell\u2019istituzione della <strong>Perdonanza<\/strong>. Non sappiamo se il precedente duecentesco portale fosse gi\u00e0 <strong>Porta Santa<\/strong>. Per l\u2019attuale si dispone di una testimonianza monumentale inequivocabile: nel 1394 o gi\u00f9 di l\u00ec dell\u2019affresco, la porta, Santa lo era di certo, giacch\u00e9 il soggetto iconografico del dipinto, con <strong>Celestino V<\/strong> in atto appunto di dispiegare il rotolo della bolla del Perdono mentre nella sua usuale iconografia egli regge un libro, la dimostra senza alcun dubbio collegata all\u2019indulgenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 pone un interessante quesito rispetto alle <strong>Porte Sante delle basiliche romane<\/strong>. Ovvero: se la <strong>Porta Santa<\/strong> <strong>aquilana<\/strong> stando all\u2019epoca del suo affresco \u00e8 del 1394, comunque di fine \u2018300, essa sarebbe pi\u00f9 antica di quelle, dato che delle Porte romane si ha notizia solo in pieno \u2018400. Lo ha ribadito proprio in questi mesi <strong>Pietro Zander<\/strong> in un articolo su <em>L\u2019Osservatore Romano<\/em>. Egli anzi scrive che \u201crecenti e argomentati studi di Antonella Ballardini riferiscono l\u2019introduzione di una Porta Santa in San Pietro al Papa Niccol\u00f2 V Parentucelli\u201d per il grande Giubileo del 1450. In merito, chi vi parla era stato pi\u00f9 ampio, anticipando la data delle Porte Sante romane al <strong>Giubileo del 1425<\/strong>. \u00c8 ci\u00f2 che nei miei lavori mi ha indotto a ipotizzare che possa essere stato il nostro <strong>S. Bernardino<\/strong>, il quale predic\u00f2 a <strong>Roma<\/strong> il Giubileo del 1423 e dati i suoi rapporti con <strong>L\u2019Aquila<\/strong> gi\u00e0 a quel tempo, a suggerire a papa <strong>Martino V<\/strong> per detto Giubileo, sull\u2019esempio appunto della gi\u00e0 realizzata <strong>Porta Santa di Collemaggio<\/strong> all\u2019Aquila, di introdurre tale devozione anche a <strong>Roma<\/strong>. Dovrebbe quindi dirsi che, fino a quando non verranno alla luce testimonianze documentali che lo smentiscano, all\u2019Aquila l\u2019introduzione della Porta Santa col suo rito di passaggio si sarebbe effettivamente verificata in anticipo rispetto a Roma \u2013 come vi si era anticipato il <strong>Giubileo universale<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, forse per la successiva e a nostro sommesso giudizio troppo prodiga concessione di indulgenze plenarie da parte della Sede Apostolica, si registra una certa \u2018svalutazione\u2019 di esse. \u00c8 quanto obiettarono ad <strong>Onorio III<\/strong>, si legge nel codice teobaldino del 1310, i cardinali presenti nel 1216, circa la supplica di S. Francesco: \u201cBadate, signore, dissero, che se concedete a costui una tale indulgenza, farete scomparire l\u2019indulgenza della Terra Santa e ridurrete a nulla quella degli apostoli Pietrro e Paolo, che sar\u00e0 tenuta in nessun conto\u201d. \u00c8 del resto dall\u2019orizzonte stesso dell\u2019uomo moderno secolarizzato che al contrario dell\u2019uomo medioevale la prospettiva eterna, pertanto anche la ricerca di \u2018perdonanze\u2019, si \u00e8 svigorita. Non per questo tuttavia ha perso d\u2019interesse il perdono. Anzi, come anche da me notato in altri lavori, il perdono sta riprendendo grande importanza, perfino a livello delle neuroscienze. Possa esservi quindi una grande ripresa nei cristiani del desiderio di <strong>Perdonanze<\/strong>, <strong>sia di quella celestiniana sia di quella giubilare del 2025<\/strong>. Anche questa \u00e8 speranza, grande speranza, giacch\u00e9 significher\u00e0 che vi \u00e8 stato un recupero del senso del peccato e dell\u2019esigenza di esserne perdonati.<\/p>\n\n\n\n<p><em>*Nunzio Apostolico<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>22 settembre 2024 L\u2019INDULGENZA CELESTINIANA NELLA BOLLA DEL GIUBILEO 2025 \u2018SPES NON CONFUNDIT\u2019 Annotazioni su Indulgenza di Compostela, Perdono di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,42],"tags":[],"class_list":["post-61655","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-religion"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61655","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=61655"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/61655\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=61655"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=61655"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=61655"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}