{"id":62276,"date":"2024-09-30T18:46:30","date_gmt":"2024-09-30T18:46:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=62276"},"modified":"2024-09-30T18:46:30","modified_gmt":"2024-09-30T18:46:30","slug":"loccidente-e-la-sua-fine-di-ida-magli-verso-il-centenario-della-nascita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=62276","title":{"rendered":"L&#8217;Occidente e la sua fine di Ida Magli. Verso il centenario della nascita\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/IMG_20240930_203327.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/IMG_20240930_203327-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-62277\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/IMG_20240930_203327-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/IMG_20240930_203327-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/IMG_20240930_203327-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/IMG_20240930_203327-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/IMG_20240930_203327-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/IMG_20240930_203327-2048x2048.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Un Occidente che chiede ragione alla storia. Ma \u00abLa morte dell\u2019Occidente dipende soprattutto dalla patologia mentale dei suoi governanti\u00bb. \u200bCosa mai ci sar\u00e0 dopo l\u2019Occidente? Un tema al quale Ida Magli, scomparsa il 21 febbraio 2016 (era nata a Roma nel 1925), si era dedicata negli ultimi anni. Ma la sua preziosa presenza, nel contesto culturale del Novecento, \u00e8 stata quella di legare il concetto di cultura e di politica a quello dei fenomeni antropologici. Non solo nell\u2019epoca della post modernit\u00e0, ma soprattutto dalle civilt\u00e0 del Mito a quelle del Sacro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl mulino di Ofelia. Uomini e dei\u201d del 2007 resta un testo solcante, ma anche una summa di un percorso in cui gli uomini, passati attraverso l\u2019onnipotenza dei miti, si scoprono deliranti dei nella simbologia che ha bisogno della rivelante attesa. Il cristianesimo \u00e8 la voce di un vocabolario non solo esistenziale, ma anche profondamente religioso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci aveva sempre avvertito, e le mie conversazioni con lei, che ci riportavano a discutere sempre di Maria Zambrano, in tempi remoti e recenti, mi avevano sottolineato che&nbsp; il tempo della cultura \u00e8 sempre un tempo spirituale che ha bisogno di processi all\u2019interno delle societ\u00e0. Civilt\u00e0 e cultura hanno bisogno non solo dei sistemi strutturali di uno Stato Nazione, bens\u00ec della coscienza dei popoli che attraversano le civilt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un tema antico che ha sempre accompagnato Ida lungo il viaggio tra uomini e dei, appunto, in un processo che non solo \u00e8 di identit\u00e0, ma di tentativo di salvezza. Nella sua religiosit\u00e0 ha ridato il senso al viaggio profetico. Mi \u00e8 stata accanto quando ho deciso di dedicarmi a Santa Teresa d\u2019Avila perch\u00e9 i miei studi scavano proprio nel suo saggio dedicata all\u2019altra Teresa, ovvero&nbsp; \u201cSanta Teresa di Lisieux &#8211; Una romantica ragazza dell&#8217;Ottocento\u201d, testo che risale al 1994, e poi in quella straordinaria icona sulla&nbsp; Madonna che \u00e8 del 1987.<\/p>\n\n\n\n<p>Un rapporto che riporta a tempi antichi sui quali occorre costantemente riflettere per ridare un orizzonte allo scavo della critica della crisi. Si pensi alla ripubblicazione del \u201cGes\u00f9 di Nazaret\u201d del 1982. Penso alla nuova edizione, 2004, in cui il tema della spiritualit\u00e0&nbsp; e della cultura affronta questioni teologiche, ma anche puramente sacrali. Spiritualit\u00e0 e cultura. Testimonianza e politica che si incamminano lungo il segno della salvezza: Ida Magli e Maria Zambrano un labirintico itinerario.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mio senso eretico si trova anche in questo pensiero forte di Ida: \u201cIl cristianesimo, costituendosi con tutte le strutture del sacro, fin dal primo momento della morte di Ges\u00f9, non ha in nessun modo messo in atto quello che lui aveva proposto\u201d. Temi che sono delle costanti nella societ\u00e0 e con i quali le generazioni si confrontano tra eresia e antropologia. Ma il confronto non pu\u00f2 che innescarsi su significati profondi che la vita pone quotidianamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tema della cultura nell&#8217;uomo deve essere sempre pi\u00f9 centrale. In virt\u00f9 di ci\u00f2 Ida Magli ha costruito un nuovo modo di fare antropologia partendo dagli uomini della penitenza, ovvero da quel Medioevo che \u00e8 dentro la civilt\u00e0 della storia, perch\u00e9 la storia senza civilt\u00e0 non ha appartenenza. Mi riferisco a \u201cGli Uomini della Penitenza &#8211; Lineamenti antropologici del medioevo italiano\u201d del 1967. Un&nbsp; libro che mi ha formato, in tempi non vicini e che mi ha \u201cintrappolato\u201d positivamente nel leggere anche la letteratura attraverso i parametri di una antropologia che ha posto sempre al centro l\u2019umanesimo dei popoli e con essi lo scavo dell\u2019umanesimo delle civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei miei anni dell\u2019universit\u00e0&nbsp; c\u2019\u00e8, invece, un altro testo che \u00e8 entrato nei miei studi e mi ha accompagnato sino ad ora. Infatti risale al 1978 \u201cMatriarcato e potere alle donne\u201d. Non \u00e8 possibile intrecciare archeologia e simbologia senza passare dal neolitico del matriarcato intessuto da Ida. E da qui al motivo della cultura e etnologia del \u201cselvaggio\u201d, tanto caro alla mitologia applicata da Pavese in letteratura sino al concetto di una Italia da salvare da una Europa scristianizzata: \u201cL&#8217;Europa in cui siamo costretti a vivere \u00e8 un&#8217;Europa profondamente comunista, livellata verso il basso, che impedisce lo sviluppo delle singole nazioni\u201d (Ida Magli).<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma una vera maestra. O meglio per usare un temine neutro, nel senso vero della semantica, un maestro del sapere senza il collante dell\u2019ideologia o del giustizialismo ideologico. \u00c8 stata molto cara, nella mia formazione. Le etnie non sono solo lingua ma anche antropologia delle lingue: mi ha sottolineato in uni dei nostri ultimi incontri. Mi ha dato tanto. Il suo pensare su Ges\u00f9 e su Santa Teresa di Lisieux restano, come in Maria Zambrano, dalla quale \u00e8 stata attenta lettrice, punti centrali di una cultura che per essere confronto deve essere umanizzante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una riflessione post Zambrano: \u00abIl Sacro \u00e8 nato prima delle religioni perch\u00e9 \u00e8 nato insieme al Potere, tutt\u2019uno con il Potere, ed \u00e8 per questo motivo che si manifesta con obblighi tabuistici validi di per s\u00e9, in assoluto, al di l\u00e0 e al di fuori dalle normative del diritto. Il diritto ne discende, vi trova la propria forza d\u2019imposizione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Un insegnamento che resta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pierfranco Bruni Un Occidente che chiede ragione alla storia. 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