{"id":62358,"date":"2024-10-02T08:40:17","date_gmt":"2024-10-02T08:40:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=62358"},"modified":"2024-10-02T08:40:17","modified_gmt":"2024-10-02T08:40:17","slug":"la-ricchezza-naturalistica-del-territorio-abruzzese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=62358","title":{"rendered":"La ricchezza naturalistica del territorio abruzzese"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>di Gabriella Izzi Benedetti *<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Gabriella-Izzi-Benedetti.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"375\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Gabriella-Izzi-Benedetti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-62359\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Gabriella-Izzi-Benedetti.jpg 600w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Gabriella-Izzi-Benedetti-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Gabriella-Izzi-Benedetti-150x94.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Noi abruzzesi forse non siamo abbastanza consapevoli di vivere in un territorio ricchissimo dal punto di vista naturale. La nostra terra che passa rapidamente da zone costiere a collinari e poi submontane e quindi montane, montagne alte, le pi\u00f9 alte di tutto l\u2019<strong>Appennino<\/strong>, e poi ricca di vallate e altipiani, possiede una complessit\u00e0 che la rende geomorfologicamente variegata, il che spiega come, ad esempio, nel settore botanico, essa possegga un numero di specie vegetali che supera le 3250 unit\u00e0. Tenendo conto che in Italia le specie conosciute sono all\u2019incirca 7700, possiamo comprendere quale variet\u00e0 contraddistingua il nostro territorio. Inoltre si tratta di specie qualitativamente molto elevate.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra i tanti gruppi che costituiscono le famiglie floristiche ne proponiamo alcuni: la grande famiglia degli <em>Equiset<\/em>i, tipici per la forma sottile allungata dei rami, con foglie piccole, quella delle <em>Aspleniacee,<\/em> felci, alcune delle quali per gli antichi avevano propriet\u00e0 medicamentose, la famiglia dei <em>Salici,<\/em> delle <em>Persicanie<\/em>, nome derivante dalla Persia, con foglie lanceolate-lineari, le <em>Arenarie<\/em> che prediligono i luoghi sabbiosi, la <em>Saponaria<\/em> con propriet\u00e0 detergenti contenute nel rizoma, le <em>Anemone<\/em> (dal greco, vento) poich\u00e9 le corolle dai larghi petali denotano la presenza del vento, i <em>Ranuncoli,<\/em> le <em>Crocifere,<\/em> le <em>Violacee<\/em>, le <em>Centauree<\/em>. Pochi nomi in un mare, una ricchezza incalcolabile.<\/p>\n\n\n\n<p>La vegetazione della fascia costiera o di un entroterra poco elevato \u00e8 quella a noi, nati in zone rivierasche, pi\u00f9 nota. E sono piante in grado di adattarsi a periodi stagionali aridi. Il pensiero va alla macchia mediterranea con i suoi lecci, ginestre, cisti piccoli arbusti cespugliosi e sempreverdi, rosmarino, va agli olivi, viti, acacie, oleandri, alloro e arbusti come i ginepri; ai pini marittimi, agli eucalipti, oltre alla grande quantit\u00e0 di alberi da frutto fra cui i corbezzoli o albatri, sempreverdi. Fra i 500 e i 1000 metri di altitudine il paesaggio muta con il predominio di foreste caducifoglie come querce, carpini, ornielli; le caducifoglie proseguono tra i 1000 e i 2000 metri con foreste di faggeti, abeti, famiglie di aceri ecc\u2026 integrandosi nel salire con la flora pi\u00f9 specifica alpina(il termine alpino\u00e8 usato in senso ecologico, non geografico) che oltre i 2000 metri domina incondizionatamente o quasi.<\/p>\n\n\n\n<p>La zona montana \u00e8 la pi\u00f9 ricca e variegata in quanto vive pi\u00f9 che altrove del concorso di fattori molteplici, orografici, climatici, geologici, biologici, antropici. Un insieme di fattori definiti ecologici. A varie quote poi esistono avvallamenti, strapiombi, valloni, dove l\u2019umidit\u00e0 \u00e8 forte e la vegetazione acquista una composizione tutta particolare. La <strong>Maiella<\/strong> in specie \u00e8 ricca di valloni. Questa diversit\u00e0 determina non solamente un\u2019alternanza di aree dalle differenti dimensioni strutturalmente armonizzanti, ma una cromia policroma che specie durante il periodo della fioritura e quello del <em>foliage<\/em> si presenta assai suggestiva. La variet\u00e0 e ricchezza della vegetazione abruzzese, specie montana, ha determinato da sempre grande attenzione da parte di botanici e studiosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo ad essa <strong>Giovanni Galetti<\/strong>, un ingegnere bolognese, escursionista, che ha vissuto in Abruzzo 20 anni, dal 1984 al 2004, ha realizzato un libro sorprendente per immagini e non solo dal titolo <em>Abruzzo in fiore<\/em> (Menab\u00f2 edizioni, Ortona 2008), nel quale analizza i fattori ecologici che negli ambienti dell\u2019alta montagna influiscono sulla vita vegetale, riconducibili alle severit\u00e0 climatiche, che si estrinsecano con le basse temperature, ai valori elevati della radiazione solare e delle escursioni termiche e l\u2019intensit\u00e0 dei venti. Fattori plurimi determinano quindi la crescita delle varie specie. Uno di essi \u00e8 l\u2019altitudine: sappiamo che tra il livello del mare e le cime pi\u00f9 alte del <strong>Gran Sasso<\/strong> la differenza media della temperatura \u00e8 di circa 19 gradi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi man mano che si sale si riduce il tempo vegetativo delle piante, che deve essere superiore a 0 gradi. Se a livello del mare il periodo vegetativo copre tutto l\u2019arco dell\u2019anno o quasi, in alta montagna poche piante riescono a superare un tempo cos\u00ec lungo; sopravvivono le piante perenni, cio\u00e8 quelle che crescono molto lentamente e rimangono vitali per pi\u00f9 anni. A quelle quote i processi fisici chimici e biologici che agiscono su sedimenti e materiali rocciosi (che hanno un ruolo nella formazione del suolo) sono rallentati sia per effetto del freddo intenso, sia per l\u2019erosione del suolo che diventa particolarmente vistosa lungo i versanti molto scoscesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Diverse sono pertanto le strategie di adattamento (forme a cuscinetto, pubescenza, habitus succulento e altre formazioni) che, nel lunghissimo corso dei processi evolutivi, si sono evidenziate nelle specie alpine sotto la spinta della selezione naturale, trovando il loro habitat in questo rigido ambiente. Un esempio tipico \u00e8 dato dalla <em>Silene acaulis<\/em> il cui cuscinetto aumenta di 10 cm ogni 20 anni, per cui se incontriamo una pianta del genere con 50 centimetri di diametro vuol dire che ha superato i 100 anni di vita. L\u2019altitudine determina anche la stagionalit\u00e0 delle piante, cio\u00e8 lo stesso tipo di pianta, per esempio la <em>Doronicum columnae<\/em>, fiorisce, in base all\u2019altitudine, fra maggio e agosto. La stagionalit\u00e0 si evidenzia negli avvallamenti; modelli interessanti sono quelli situati sopra i 2000 metri in cui la neve si scioglie solo per un paio di mesi in estate.<\/p>\n\n\n\n<p>Altro fattore \u00e8 l\u2019esposizione; \u00e8 chiaro che il versante Sud delle montagne, pi\u00f9 caldo, produce una pi\u00f9 ricca vegetazione. Cos\u00ec come l\u2019inclinazione del terreno e l\u2019esposizione ai raggi solari giocano un ruolo determinante. Per esempio nelle zone pi\u00f9 riparate prosperano le piante cosiddette <em><strong>termofile<\/strong><\/em>, cio\u00e8 amiche del caldo, e questo accade anche ad alta quota, un esempio \u00e8 dato dal <em>Sedum rupestre<\/em>; in ambienti riparati ma freschi predominano le <em><strong>mesofile<\/strong><\/em> pianteche esigono l\u2019alternarsi regolare di acqua con periodi asciutti. Mentre a temperature molto basse troviamo le piante <em><strong>criofile<\/strong><\/em>, che amano il freddo, alcune delle quali prediligono le rocce scoscese e in ombra. Ma si tratta di eccezioni perch\u00e9 in genere le piante vogliono il sole diretto o indiretto come pu\u00f2 essere un sottobosco o l\u2019ingresso di una grotta.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri fattori determinanti sono le precipitazioni atmosferiche; esistono piante che vivono immerse nell\u2019acqua, le <em><strong>idrofile<\/strong><\/em>, desiderose di acqua, come i ranuncoli, quelle che vivono in zone umide adiacenti ai corsi d\u2019acqua. Invece le <em><strong>xerofile<\/strong><\/em>, amanti del clima secco,preferiscono contenere l\u2019acqua nelle foglie e nei fusti e prediligono le zone aride. Il vento a sua volta gioca un ruolo importante perch\u00e9, aumentando la traspirazione, prosciuga la pianta e aumenta l\u2019esigenza di rifornimento idrico, per cui in zone ventose sopravvivono piante, non solo con radici profonde, ma con molta riserva d\u2019acqua nei tessuti. Fra l\u2019altro l\u2019azione del vento assieme all\u2019altitudine incide sull\u2019altezza delle piante che divengono pi\u00f9 alte man mano che ci si abbassa di quota. Il vento \u00e8 anche basilare poich\u00e9 rimuove il polline e non sono poche le piante che affidano ad esso l\u2019impollinazione. L\u2019elenco dei fattori \u00e8 lungo, la composizione chimica dei terreni, i fattori legati alla presenza di altre piante (perch\u00e9 le piante competono fra loro alla ricerca di spazi), o alla presenza e azione degli animali e dell\u2019uomo. E altro ancora.<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>fauna<\/strong> \u00e8 un\u2019altra incalcolabile ricchezza determinata in sostanza dalla stesse condizioni geografiche; basti pensare alla superba Aquila reale, come reali sono il Gufo e il Corvo; e poi Camoscio, Lince, Picchio dorsobianco, Lupo, una infinit\u00e0. Sarebbe un discorso troppo articolato. Voglio solo mettere l\u2019accento, con vera sofferenza riguardo a ci\u00f2 che ha in mente di realizzare la <strong>Regione Abruzzo<\/strong> con la decisione di abbattere circa 500 Cervi e cerbiatti, meravigliose creature innocue, a beneficio dei cacciatori, con la scusa che sono in eccesso. Sarebbe tanto semplice trasferire queste creature in altre realt\u00e0 geografiche, riserve che le accolgono, ad esempio sulle Alpi e in altre regioni. Che cos\u2019\u00e8 questa mattanza, questa crudelt\u00e0 a beneficio dei cacciatori i quali verrebbero perfino retribuiti per tanto scempio? La barbarie \u00e8 sempre dietro l\u2019angolo, assieme a decisioni opportunistiche. Ma la chiudo qui.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo patrimonio straordinario che avremmo il dovere di trasmettere integro alle generazioni future, va impoverendosi. Inquinamento atmosferico, disboscamenti (che concorrono alle frane e inondazioni), costruzioni selvagge, cementificazione di aree splendide, un insieme che mette in crisi l\u2019intero ecosistema. In montagna zone sciistiche spesso tengono ben poco conto del paesaggio. La presenza dell\u2019uomo \u00e8 stata ed \u00e8 spesso distruttiva. Un tempo l\u2019essere umano viveva in armonia con la natura, oggi la prevarica. La scelta di creare Parchi naturali e Riserve diviene sempre pi\u00f9 pressante, anche se, per dirla col <strong>Galetti<\/strong>, \u201csi tratta comunque di una sconfitta della nostra civilt\u00e0 costretta a tutelarsi da se stessa\u201d. Il rispetto dell\u2019ambiente va doverosamente insegnato ai fruitori degli ambienti naturali, affinch\u00e9 non accendano fuochi, non insozzino i terreni con i rifiuti (in primis la plastica), non distruggano fiori e piante senza alcun motivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo alla plastica il discorso si allargherebbe troppo e sconfinerebbe. L\u2019analisi delle micro e nano plastiche ci porta alla conclusione che la plastica si scompone continuamente nell\u2019ambiente e raggiunge dimensioni cos\u00ec microscopiche da essere trasportate nell\u2019aria, ingerite. Ne sono state trovate tracce negli organi interni, nel sangue, provocando intossicazioni e anche disturbi del comportamento, della parola, del movimento. Ma il discorso \u00e8 molto pi\u00f9 ampio e inquietante, se si pensa che tracce sono state rinvenute anche nel liquido seminale, e si teme che anche il cervello possa esserne in qualche maniera coinvolto. Dunque meno plastica si lascia sparsa in giro, meno pericoli esistono non solo a livello igienico.<\/p>\n\n\n\n<p>Proibire serve a poco, bisogna educare al rispetto dell\u2019ambiente. \u00c8 questa la sfida; e si vince attraverso la conoscenza diretta del problema, approfondendo lo studio delle caratteristiche storico-geografiche di un territorio, rendendosi conto dal vivo dello stato di precariet\u00e0 in cui versano determinate aree geografiche. Credo che i giovani, le nuove generazioni, debbano vivere queste problematiche non in forma teorica, ma con esperienze dirette. Solo cos\u00ec si pu\u00f2 prendere coscienza di situazioni che altrimenti sfuggono non solo alla conoscenza, ma anche all\u2019emozione. E sappiamo che l\u2019emozione \u00e8 la vera forza trainante, in grado (si spera), di salvaguardare la splendida natura che fa dell\u2019<strong>Abruzzo<\/strong> una <em>terra felix<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>*Presidente della Societ\u00e0 Vastese di Storia Patria<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gabriella Izzi Benedetti * Noi abruzzesi forse non siamo abbastanza consapevoli di vivere in un territorio ricchissimo dal punto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,14],"tags":[],"class_list":["post-62358","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-regiones-de-italia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62358","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=62358"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62358\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=62358"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=62358"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=62358"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}