{"id":62601,"date":"2024-10-08T20:43:13","date_gmt":"2024-10-08T20:43:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=62601"},"modified":"2024-10-08T20:43:13","modified_gmt":"2024-10-08T20:43:13","slug":"quella-nevicata-del-56-in-valle-ditria-il-libro-di-maria-carmela-ricci-sta-facendo-il-giro-ditalia-recensione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=62601","title":{"rendered":"QUELLA NEVICATA DEL \u201956 IN VALLE D\u2019ITRIA &#8211; Il libro di Maria Carmela Ricci sta facendo il giro d\u2019Italia; recensione"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cover.png\"><img decoding=\"async\" width=\"464\" height=\"638\" data-id=\"62602\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cover.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-62602\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cover.png 464w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cover-218x300.png 218w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/cover-109x150.png 109w\" sizes=\"(max-width: 464px) 100vw, 464px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/foto-Messia.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"856\" height=\"618\" data-id=\"62603\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/foto-Messia.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-62603\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/foto-Messia.jpg 856w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/foto-Messia-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/foto-Messia-768x554.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/foto-Messia-150x108.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 856px) 100vw, 856px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Francesco-Lenoci-e-M.Carmela-Ricci.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"778\" data-id=\"62604\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Francesco-Lenoci-e-M.Carmela-Ricci-1024x778.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-62604\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Francesco-Lenoci-e-M.Carmela-Ricci-1024x778.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Francesco-Lenoci-e-M.Carmela-Ricci-300x228.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Francesco-Lenoci-e-M.Carmela-Ricci-768x583.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Francesco-Lenoci-e-M.Carmela-Ricci-150x114.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Francesco-Lenoci-e-M.Carmela-Ricci.jpg 1284w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>QUELLA NEVICATA DEL \u201956 IN VALLE D\u2019ITRIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il libro di Maria Carmela Ricci sta facendo il giro d\u2019Italia; recensione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Franco Presicci<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando la neve cade lievemente e stende un tappeto candido sul paesaggio \u00e8 una gioia. Ma quando fiocca veloce e abbondante, si gonfia come la panna e seppellisce le case, suscitando ansia e creando problemi enormi, \u00e8 un dramma. Nel 1956 Nina aveva soltanto cinque anni; eppure osservava sorpresa e sbigottita quella grande nevicata che prese d\u2019assedio le case, impedendo ai contadini di mettere piede fuori dei trulli per rifocillarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019elicottero provvide, dove riusciva, a lanciare il cibo dall\u2019alto; e quando la gente tentava di aprire la porta, per cercare nello sgabuzzino qualcosa da mettere in bocca o nel pollaio per prendere una gallina, si accorgeva che quella difesa era\u2026 puntellata: la neve si era fatta molto alta e spessa, e continuava a cadere come pezzi di bambagia. Nina tremava anche per il freddo, aveva fame, come pap\u00e0 e mamma, e come tutti quelli imprigionati in quella massa bianca. Il camino era spento e nella credenza c\u2019era solo un pezzo di pane secco e una piccola spolverata di farina. Tutti si domandavano, spaventati: \u201cQuando potremo una via di sbocco in questo accerchiamento?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi <strong>Giulia<\/strong> \u2013 la bambina del racconto che nel \u201856 aveva 5 anni &#8211; \u00e8 una bellissima signora, elegante, un sorriso dolce, laureata in scienze biologiche, gi\u00e0 insegnante di matematica nelle scuole superiori, marito tenore dalla voce potente come il tuono, e tesse abilmente e con tocchi di poesia la trama di <em><strong>\u201cQuella nevicata del \u201856 in Valle d\u2019Itria\u201d<\/strong><\/em>. Pagine bellissime, avvincenti, scritte con uno stile limpido, cristallino, che scorre come l\u2019acqua di un ruscello che si pu\u00f2 bere raccolta nei palmi delle mani. Le ho lette avidamente, con gioia, senza farmi mai distogliere dagli odori della cucina o dalle telefonate.<\/p>\n\n\n\n<p>Il racconto cattura subito l\u2019attenzione, trascina il lettore, lasciandogli immaginare di essere l\u00ec, nel contesto, con <strong>Giulia<\/strong> e tutti gli altri bloccati, imprigionati da una barriera solida e inattaccabile anche dal piccone. \u201cMi sembra di essere diventato l\u2019orso della candelora\u201d, disse tat\u00e0 Martino. E subito suscit\u00f2 perplessit\u00e0: \u201cChi \u00e8 costui?\u201d. \u00c8 pericoloso, azzanna, sbrana? \u201cQuando la <em>\u2018canulore\u2019<\/em> \u00e8 chiara l\u2019orso si fa il pagliaio e se si fa il pagliaio l\u2019inverno \u00e8 duro e lungo\u201d. Un modo di dire, una credenza antica, come tanti nel mondo contadino.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl 3 febbraio si svegliarono di buonora, cercarono di aprire la porta d\u2019ingresso e trovarono resistenza; le finestre erano, anche quelle, ostruite. Si accorsero che un\u2019\u201cabbondante nevicata nella notte aveva ammantato la Valle d\u2019Itria e aggiunto magia al gi\u00e0 magico paesaggio della vallata\u201d. Ma nessuno avrebbe potuto pensare che quella montagna di neve \u201csi sarebbe protratta per quasi un mese e che sarebbe stata ricordata come la nevicata del secolo\u201d. Tante famiglie che abitavano in campagna, nel trulli, nelle <em>\u201ccasedde\u201d<\/em> rimasero circondate, come un forte dagli indiani. Le famiglie avevano tra l\u2019altro bisogno della legna da mettere nel camino e quella che era gi\u00e0 in casa era poca per accendere il fuoco e per di pi\u00f9 umida.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carmela Maria Ricci<\/strong>, l\u2019autrice di questi ricordi, ha letto tanto, nella sua vita. Andata in pensione, ha coltivato con pi\u00f9 passione la poesia, la narrativa, la pittura. E quando ha deciso di sedersi davanti al computer per raccogliere fatti, personaggi e ambienti di 68 anni fa non ha avuto difficolt\u00e0 a smuovere la memoria, componendo un libro che \u00e8 come un ritorno al passato, che nonostante sacrifici, delusioni e speranze, a volte ci fa stare meglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Presentata da <strong>Francesco Lenoci<\/strong> e pubblicata da <strong>Giacovelli editore<\/strong> (sede a Locorotondo), l\u2019opera viaggia in quasi tutt\u2019Italia, riscuotendo meritati consensi. A <strong>Milano<\/strong> ha fatto capolino nella sede del Libraccio, sull\u2019alzaia Naviglio Grande, davanti ad un pubblico attento e colto.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanti ricordi, in queste 200 pagine. Ricordi vivi, che si susseguono con un bel ritmo. Nina, che, fattasi adulta, all\u2019epoca invocava ripetutamente l\u2019estate, lamentando i geloni ai piedi e alle mani, non ha dimenticato un minuto di quelle giornate. \u201cSe l\u2019anno prossimo sento qualcuno dolersi del caldo gli rompo la testa\u201d, esclama un personaggio racchiuso in queste pagine.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Carmela<\/strong> \u00e8 davvero brava: descrive in modo icastico paesaggi, persone, luoghi: il lavoro contadino, che \u201csradica i sassi dalla terra\u201d, rende gravide le viti, trasforma il loro sangue in vino, semina, raccoglie, quando la grandine non bombarda il frutto del suo sudore. Ricorda le danze sulle aie, i canti, i suoni, le botti di vino, occasioni per far fiorire un amore.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei giorni della nevicata faceva un freddo cane, mentre d\u2019estate, dice un altro personaggio, se si voleva bere un bicchierone di nettare fresco occorreva immergere la bottiglia nel pozzo. <strong>Maria Carmela Ricci<\/strong> ha una memoria fertile e generosa, che evoca anche le neviere. \u201cA quei tempi a Martina, durante l\u2019inverno alcune famiglie, che lo facevano per mestiere, usavano stipare la neve in appositi magazzini sotterranei, scavati nella roccia\u2026\u201d. D\u2019estate veniva venduta ai caffettieri, che la usavano per tenere fresche le bibite e confezionare le granite o alle famiglie per gli stessi scopi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuella nevicata del \u201856\u201d dunque non trascura nulla. E ripesca gli usi e i costumi\u2026 I fichi pi\u00f9 pregiati, tagliati a met\u00e0, venivano allineati sui cannizzi (le \u201csciaie\u201d); diventati secchi, venivano racchiusi con una mandorla all\u2019interno. I fichi e le pere malandati erano dati in pasto ai maiali in apposite \u201cpile\u201d. Ed ecco la fiera della <em>Bamminella<\/em>, della Madonna Bambina, che si svolgeva a settembre a <strong>Cisternino<\/strong>. Nel paese delle braci deliziose si allestivano le bancarelle con sacchi di legumi, frutta secca\u2026 mentre i mercanti di bestiame intrecciavano affari. La fiera calamitava molti forestieri, che tra l\u2019altro potevano ascoltare i cantastorie, assistere ai giochi come la morra.<\/p>\n\n\n\n<p>Mamma Comasia domandava se i presenti ricordassero la prima volta che fecero la salsa e tutti risero perch\u00e9 la ricordavano, eccome: mentre le bottiglie erano nel forno il silenzio fu scosso da vari scoppiettii; aprirono la porticella e si trovarono di fronte a tanti vetri in frantumi. Che jattura! La salsa and\u00f2 in gloria. Un gatto miagol\u00f2 attirando l\u2019attenzione di tutti i convenuti. Era tigrato e aveva gli occhi spaventati. Qualcuno lo aveva lasciato dietro il cancello per disfarsene. Lo sfamarono, ma quando tentarono di accarezzarlo digrign\u00f2 i denti. Da grande conserv\u00f2 il carattere spigoloso e passava il tempo dietro la catasta dei sarmenti, negando ogni contatto. Era anche ladro: approfittava di ogni occasione per scoperchiare le pentole, facendo fuori il contenuto. Una volta divor\u00f2 il coniglio destinato come secondo al pranzo della famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Maria Carmela<\/strong> ama il dettaglio e coglie tutti quelli di persone e luoghi in cui la trama si svolge. E accenna ai giochi preferiti da Nina, come l\u2019altalena sistemata su un grosso ramo del ciliegio, il cui ombrello pendeva sul cortile. Si consumavano gli anni e d\u2019inverno le case a cono di gelato si svuotavano: gli occupanti trovavano pi\u00f9 comodo trasferirsi in paese. I tratturi perdevano le voci. Quando il tratturo tace si fa avanti la malinconia, ma la campagna non perde la sua malia. La campagna di Martina, la Valle d\u2019Itria hanno un fascino che non esiste altrove. L\u2019amata Valle \u00e8 benedetta, disse tantissimi anni fa <strong>Alessandro Caroli<\/strong>, che fu tra i pilastri del nascente Festival, la rassegna che ha inondato di musica <strong>Martina Franca<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Maria Carmela<\/strong> \u00e8 anche una delicata poetessa e soffi di poesia si avvertono anche in questo suo libro, tra l\u2019altro ricco di fotografie che aiutano il lettore a prendere pi\u00f9 dimestichezza con il contesto. Alcune sono di <strong>Benvenuto Messia<\/strong>, fotografo eccellente, pluripremiato, che quella nevicata l\u2019ha vissuta. La prima \u00e8 un vigneto imbiancato. Seguono immagini dei genitori di Benvenuto, che \u00e8 anche poeta, attore, fine dicitore, ciclista infaticabile, erede del pap\u00e0 Eugenio nell\u2019arte delle immagini.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi gli oggetti in uso nelle case tanti anni fa, come \u201c<em>\u2019u m\u00f2neche<\/em>\u201d, una sorta di capanna con braciere, dove asciugavano i panni; pignatte \u201cferite\u201d ricucite con il fil di ferro; <em>capasoni<\/em>: la pompa per il vetriolo; catena del camino con il paioli, detta <em>camastra<\/em>; un uomo infagottato che emerge da un cumulo di neve; un contadino con il ronciglione in mano; un orcio di creta per fare il bucato; un trullo con la cuspide avvolta nella coltre bianca, un ulivo saraceno, di quelli dallo zoccolo possente e dal tronco con sagoma scultorea; trulli dipinti dalla stessa Carmela &#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma un libro interessante e piacevole anche dal punto di vista della dote fotografica; con alcune poesie in lingua tradotte in dialetto martinese. Un libro che consiglio agli appassionati della lettura. La lettura che arricchisce, la lettura che resta, la lettura che d\u00e0 gioia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>QUELLA NEVICATA DEL \u201956 IN VALLE D\u2019ITRIA Il libro di Maria Carmela Ricci sta facendo il giro d\u2019Italia; recensione di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-62601","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62601","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=62601"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62601\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=62601"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=62601"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=62601"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}