{"id":62921,"date":"2024-10-13T10:17:11","date_gmt":"2024-10-13T10:17:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=62921"},"modified":"2024-10-13T10:17:11","modified_gmt":"2024-10-13T10:17:11","slug":"quando-il-cinema-si-fa-poesia-e-viceversa-spigolature-intorno-al-vampiro-alla-diva-e-al-clown-ispirate-da-un-libro-di-riccardo-donati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=62921","title":{"rendered":"Quando il cinema si fa poesia e viceversa &#8211; Spigolature intorno al vampiro, alla diva e al clown ispirate da un libro di Riccardo Donati"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Carlo-Di-Stanislao-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"932\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Carlo-Di-Stanislao-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-62922\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Carlo-Di-Stanislao-1.jpg 960w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Carlo-Di-Stanislao-1-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Carlo-Di-Stanislao-1-768x746.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Carlo-Di-Stanislao-1-150x146.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>QUANDO IL CINEMA SI FA POESIA E VICEVERSA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Spigolature intorno al vampiro, alla diva e al clown ispirate da un libro di Riccardo Donati<\/p>\n\n\n\n<p>di&nbsp;<strong>Carlo Di Stanislao<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Nessun libro non merita di essere letto, ma solo alcuni vanno letti e riletti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Francis Bacon<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I libri, quelli veri, nascondono la verit\u00e0 dietro le parole, per questo vanno letti e riletti, per macerare il testo, frantumare le parole e far emergere la verit\u00e0. Uno di questi libri, uscito due anni fa, \u00e8&nbsp;<em>Il vampiro, la diva, il clown. Incarnazioni poetiche di spettri cinematografici<\/em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Riccardo Donati<\/strong>, edito da Quodlibet. Indaga i rapporti tra cinema e poesia da un\u2019angolazione molto particolare e prende in esame tre immagini simboliche tra le pi\u00f9 significative per l\u2019immaginario collettivo moderno, e costruisce un percorso ideale tra poesie e poeti.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi \u201cspettri cinematografici\u201d, come recita il sottotitolo, sono il&nbsp;<strong>vampiro<\/strong>&nbsp;(e in particolare quello \u201carchetipico\u201d di&nbsp;<em>Vampyr<\/em>&nbsp;di&nbsp;<strong>Carl Theodor. Dreyer<\/strong>); la&nbsp;<strong>diva<\/strong>, nella sua incarnazione pi\u00f9 celebre e assoluta, e cio\u00e8&nbsp;<strong>Marilyn Monroe<\/strong>; e il&nbsp;<strong>clown<\/strong>&nbsp;per antonomasia del cinema del Novecento: lo Charlot di&nbsp;<strong>Charlie Chaplin<\/strong>. E li contrasta con l&#8217;opera di grandi poeti contemporanei. Cos\u00ec la parola si fa inquadratura e il cinema sprigiona la sua magnetica poesia.<\/p>\n\n\n\n<p>I poeti presi in esame, influenzati, affascinati, ossessionati da queste icone dell\u2019immaginario, sono alcuni tra i maggiori del nostro Novecento:&nbsp;<strong>Saba, Govoni, Pasolini, Sanguineti, Zanzotto, Gatto, Luzi, Magrelli<\/strong>. In tutti loro queste immagini provenienti dalla settima arte si sono fatte \u201cemozioni mediali\u201d e si sono trasformate, in vario modo, in parola poetica. Nel caso poi di Pasolini la parola si \u00e8 fatta carne ed \u00e8 divenuta cinema e cinema immenso, fatto di anima che emerge dalla carne e dal sangue. Vediamo gli accostamenti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I vampiri poetici di Carl Theodor Dreyer: Luzi e Sanguineti<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei portati pi\u00f9 significativi del cinema, come arte della modernit\u00e0, \u00e8 quello di aver creato un nuovo immaginario collettivo; un immaginario che \u00e8 andato con forza ad affiancarsi, e spesso a sostituire, quello poetico e romanzesco. Ecco allora come le suggestioni date da un film come&nbsp;<em>Vampyr<\/em>&nbsp;(versione cinematografica di due novelle di&nbsp;<strong>Sheridan Le Fanu<\/strong>) rimodellano i&nbsp;<em>topoi<\/em>&nbsp;romantici e gotici della poesia moderna.&nbsp;<strong>Donati<\/strong>&nbsp;si sofferma in particolare su due poeti, influenzati entrambi (in maniera assai differente) da questo film; pi\u00f9 nello specifico l\u2019ispirazione parte da una sequenza di questo film, forse la sua pi\u00f9 celebre: quella onirica dello \u201csdoppiamento\u201d del protagonista, che comporta una moltiplicazione dei punti di vista che fa di questo momento uno dei pi\u00f9 elevati del cinema del regista danese.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa sequenza entra ad esempio in una poesia di&nbsp;<strong>Luzi<\/strong>, in cui il cinema di vampiri sembra fondersi con suggestioni leopardiane. Ma si ritrova anche in&nbsp;<strong>Edoardo Sanguineti<\/strong>, o in&nbsp;<strong>Zanzotto<\/strong>. Donati dimostra come la poesia nel Novecento smetta di nutrirsi di sola poesia, come aveva fatto per secoli, ma sposta la sua \u201carte allusiva\u201d verso il nuovo&nbsp;<em>medium<\/em>, ne percepisce e acquisisce le tecniche e ne fa rivivere con le parole i \u201cfantasmi\u201d di luce. In particolare la tecnica del montaggio cinematografico pare assestarsi bene all\u2019interno dell\u2019officina dei poeti moderni. Lo stesso Sanguineti, non a caso, aveva parlato del Novecento come \u201csecolo del montaggio\u201d. Montaggio e multimedialit\u00e0 portano insomma la poesia del Novecento su strade nuove: \u00e8 merito del cinema e della sua dirompente e radicale affermazione come macchina creatrice di miti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Marilyn e la poesia tra Pasolini e Sanguineti&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La mitologia diventa un nuovo misticismo davanti alla figura della diva. La diva \u00e8 etimologicamente una dea, e quindi figura eterea ed irraggiungibile, nonostante la sua carnalit\u00e0. E inevitabilmente questo discorso, se lo si lega con quello poetico, vivifica nuovamente quel \u201cfilo del petrarchismo\u201d che, dice&nbsp;<strong>Donati<\/strong>, percorre tutta la cultura italiana del Novecento in in maniera poi non tanto occulta. Qui Donati coglie un aspetto fondamentale quando scrive che \u201cuna ricca vena di \u2018petrarchismo divistico\u2019 che ha fatto di alcune star hollywoodiane altrettante Laure da celebrare\u201d \u00e8 un filone importante nella nostra poesia del Novecento. \u00c8 un nuovo petrarchismo che rinnova (e forse esaspera) il&nbsp;<em>topos<\/em>&nbsp;della distanza tra la donna e il poeta; ma non solo: la diva \u00e8 anche la star-merce, un\u2019immagine fatta, metaforicamente, a brandelli nella sua brandizzazione e mercificazione.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo spicca la Marilyn di&nbsp;<strong>Pier Paolo Pasolini<\/strong>. La sua&nbsp;<strong>Marilyn<\/strong>, infatti, \u00e8 bellezza ingenua e primitiva, eternamente bambina in un mondo di adulti-divoratori. Al di l\u00e0 del substrato freudiano, la volont\u00e0 di farne un mito \u00e8 fortissima; un emblema di vitalit\u00e0 \u201caltra\u201d nel mondo mortifero della societ\u00e0 dei consumi. Scrive&nbsp;<strong>Donati<\/strong>&nbsp;che la Marilyn di Pasolini \u00e8 \u201cfigura ancestrale, arcaica, di martirio, precedente la secolarizzazione capitalistica\u201d. La poesia su Marilyn non per niente \u00e8 cronologicamente vicina a&nbsp;<em>Il Vangelo secondo Matteo<\/em>, e sar\u00e0 inserita, in una celebre sequenza, ne&nbsp;<em>La Rabbia<\/em>&nbsp;(recitata da&nbsp;<strong>Giorgio Bassani<\/strong>).<\/p>\n\n\n\n<p>Di altro genere \u00e8 la Marilyn di&nbsp;<strong>Sanguineti<\/strong>, cos\u00ec come la si ricostruisce \u201cper frammenti\u201d (o dovremmo dire&nbsp;<em>fragmenta<\/em>) nell\u2019antiromanzo&nbsp;<em>Il Giuoco dell\u2019oca<\/em>. Per frammenti, appunto, che sono la base del petrarchismo, in molti sensi. Uno di essi \u00e8 quella frammentazione del corpo per opera dello sguardo (maschile) del poeta, che \u00e8 uno dei fondamenti della poesia erotica moderna. Ne&nbsp;<em>Il Giuoco dell\u2019oca<\/em>&nbsp;la \u201csequenza\u201d di Marylin \u00e8 una fortunata composizione del&nbsp;<em>topos<\/em>&nbsp;della&nbsp;<em>descriptio puellae<\/em>&nbsp;con le tecniche del montaggio cinematografico; montaggio veloce, fatto di flash rapidi, di immagini scomposte (tra cinema e cubismo) che scorrono velocemente su quel filtro ulteriore che \u00e8 lo schermo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Charlot e la poesia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Charlot \u00e8 forse una delle ossessioni cinematografiche maggiori dei poeti del Novecento. Il personaggio portato sullo schermo da&nbsp;<strong>Charlie Chaplin<\/strong>&nbsp;ha avuto un\u2019importanza seminale nell\u2019immaginario collettivo del XX secolo, letterario e non solo. Chaplin \u00e8 un punto di riferimento, ad esempio, per&nbsp;<strong>Pasolini<\/strong>, che ne assimila certe idee anche nei suoi film; si pensi solo ai film con&nbsp;<strong>Tot\u00f2<\/strong>&nbsp;o allo Stracci de&nbsp;<em>La Ricotta<\/em>. E il personaggio-Charlot, nella poetica pasoliniana, rientra, come Marilyn, in quella mitologia di purezza primitiva ed incorrotta in cui anche la diva trovava spazio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Donati<\/strong>&nbsp;individua un evoluzione del personaggio&nbsp;<strong>Charlot<\/strong>, e scrive che se agli esordi i poeti vedevano in Charlot un personaggio dostoevskiano, per i poeti che esordiscono \u201ctra le guerre e alla met\u00e0 del secolo\u201d Charlot si inserisce \u201cnella triade dell\u2019alienazione delineata da Benjamin sin dagli anni trenta: Kafka, Charlot, Brecht\u201d. Ma Charlot \u00e8 davvero multiforme, e Donati si sofferma molto su una delle realizzazioni poetiche pi\u00f9 riuscite, e cio\u00e8 quella di&nbsp;<strong>Andrea Zanzotto<\/strong>. Lo Charlot di Zanzotto \u00e8 anarchico e ribelle; nella poesia il clown chapliniano si carica di astuzia boccaccesca e di \u201cscaltrezza di schietta pasta contadina\u201d. Ancora una volta, insomma, il cinema rimodella la tradizione letteraria attraverso nuovi miti pronti dialogare con il portato della tradizione. In questo il libro&nbsp;<strong>Donati&nbsp;<\/strong>offre una valida chiave di lettura su un tema non secondario nella poesia del Novecento, quello dei rapporti transmediali, e rintraccia i motivi principali di questa multimedialit\u00e0 poetica.<\/p>\n\n\n\n<p>Quaranta anni fa\u00a0<strong>Pasolini<\/strong>\u00a0ha scritto che esiste un cinema di prosa, lucido, preciso, razionale, e uno di poesia, diretto e appassionato.Al primo appartengo autori come\u00a0<strong>Godard<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Bellocchio<\/strong>, al secondo\u00a0<strong>Truffaut<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Bertolucci<\/strong>. In entrambi i casi grande cinema, ma&#8230; ho sempre avuto una predilezione per il secondo:\u00a0<strong>Chaplin<\/strong>\u00a0pi\u00f9 di\u00a0<strong>Griffith<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Matarazzo<\/strong>\u00a0pi\u00f9 di\u00a0<strong>Pastrone<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>QUANDO IL CINEMA SI FA POESIA E VICEVERSA Spigolature intorno al vampiro, alla diva e al clown ispirate da un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,35],"tags":[],"class_list":["post-62921","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62921","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=62921"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62921\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=62921"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=62921"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=62921"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}