{"id":62927,"date":"2024-10-13T13:13:58","date_gmt":"2024-10-13T13:13:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=62927"},"modified":"2024-10-13T13:13:58","modified_gmt":"2024-10-13T13:13:58","slug":"women-and-the-city-si-chiude-con-successo-la-seconda-edizione-del-festival-dedicato-alla-parita-di-genere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=62927","title":{"rendered":"WOMEN AND THE CITY: si chiude con successo la seconda edizione del festival dedicato alla parit\u00e0 di genere"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh7-rt.googleusercontent.com\/docsz\/AD_4nXceBwlvMgO9YgGofzXUpyvv2m4LvTSpKsm976jvxpFTIfWntWuYwsOnOP4VUt2cc64rm_LP8vPQB_G0TwY2uWhwWCPpEjTFkCSVabWYezXM0bKdS3nAnoZnNE8kUexvCGTY_AWLfxKeG4Mef-wouramrQj9?key=mmO-_bJXl1J_hrWPF1IBFQ\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>WOMEN AND THE CITY, UN ALTRO GENERE DI IDEE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>In una societ\u00e0 dove il processo di uguaglianza e l\u2019eliminazione del<\/strong><strong><em>&nbsp;gender gap<\/em><\/strong><strong>&nbsp;\u00e8 ancora lento, la discussioni dei temi sulla parit\u00e0 di genere \u00e8 scorsa a grande velocit\u00e0 durante il festival WOMEN AND THE CITY, che si \u00e8 svolto con successo dal 9 al 13 ottobre. Nei 5 giorni di festival, e due di pre festival, con oltre 150 ospiti, si sono sviluppate e discusse nuove pratiche su parit\u00e0 e inclusione. Molti gli spunti, le riflessioni e le testimonianze emerse che tracciano nuove strade e percorsi ancora da intraprendere. L\u201911 novembre si conclude la seconda edizione con un evento dedicato all\u2019intelligenza artificiale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.torinocittaperledonne.org\/women-the-city-area-stampa-2024\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>QUI PRESS KIT<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Anche dove si \u00e8 rotto il soffitto di cristallo rimangono gli stereotipi<\/strong><em>&nbsp;&#8211; \u201cLa sfida pi\u00f9 urgente \u00e8 la conciliazione, il problema pi\u00f9 grosso in italia. Una giovane donna con figli per stare sul mondo del lavoro fa fatica. Da 20 anni il 25% di donne esce dal mercato occupazionale per motivi familiari. E, anche l\u00ec, dove in parte si \u00e8 rotto il soffitto di cristallo, si ripete una stereotipizzazione di ci\u00f2 che possono fare o non fare le donne.\u201d&nbsp;<\/em><strong>Chiara Saraceno,&nbsp;<\/strong>professoressa emerita all\u2019Universit\u00e0 di Torino e al Wissenschaftszentrum Berlin f\u00fcr Sozialforschung<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La scuola ha bisogno di una societ\u00e0 che l\u2019assecondi nel pensiero<\/strong><strong><em>&nbsp;<\/em><\/strong><em>&#8211; \u201cLe ragazze di oggi fanno fatica a sentirsi rappresentate dalla storia. La normativa scolastica ha un secolo di vita, \u00e8 congelata nel passato. Un pensiero che non ha pi\u00f9 voglia di interrogarsi, crede di aver capito tutto, non ha pi\u00f9 la curiosit\u00e0 di scoprire cosa viene dopo.\u201d&nbsp;<\/em><strong>Annalena Benini&nbsp;<\/strong>direttrice artistica del Salone del Libro di Torino<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Se la natalit\u00e0 \u00e8 importante serve l\u2019investimento&nbsp;<\/strong><em>&#8211; \u201cSe si sostiene che la natalit\u00e0 \u00e8 importante serve dimostrarlo mettendoci i soldi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Siamo in un paese dove&nbsp; anche le persone che vorrebbero non fanno figli, seppur in tanti casi si tratti di coppie dove lavorano entrambe le parti. Se guardassimo alla vicinissima Spagna, dove si equipara maternit\u00e0 e paternit\u00e0, avremmo riflessi positivi: non ci sarebbero elementi discriminatori, uomini o donne sarebbero distanti dall\u2019azienda per lo stesso periodo e non si preferirebbe l\u2019assunzione per genere.\u201d&nbsp;<\/em><strong>Azzurra Rinaldi&nbsp;<\/strong>economista femminista che insegna Economia Politica presso l\u2019Universit\u00e0 Unitelma Sapienza di Roma, dove \u00e8 anche direttrice di School of Gender Economics<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lasciate i pavimenti sporchi e occupatevi del conto corrente<\/strong>&nbsp;&#8211;&nbsp;<em>\u201cIl denaro \u00e8 un mezzo, non \u00e8 un fine: serve che le donne abbandonino la cura della casa, i dati ci dicono che nell\u201980% dei casi le donne curano la casa da sole, lasciate i pavimenti sporchi e occupatevi del conto corrente.\u201d&nbsp;<\/em><strong>Giovanna Paladino&nbsp;<\/strong>capo della segreteria tecnica di Presidenza di Intesa Sanpaolo e direttore e curatore del Museo del Risparmio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>D<\/strong><strong>iscriminazioni nei libri di testo le politiche sono ferme da 40 anni&nbsp;<\/strong><strong><em>&#8211;&nbsp;<\/em><\/strong><em>\u201cNel 1985 ci fu la prima direttiva europea per eliminare le discriminazioni tra uomini e donne nei libri di testo: queste raccomandazioni del Consiglio dei Ministri Europeo sono ferme da 40 anni, quello che allora veniva promosso come una raccomandazione, \u00e8 ancora quello che cerchiamo di fare oggi.\u201d&nbsp;<\/em><strong>Mila Spicola,&nbsp;<\/strong>attivista femminista, esperta in politiche di genere e educative.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Si chiude con un grande successo di pubblico e molte idee sul tavolo la II edizione di Women and The City<\/strong>, il festival promosso e ideato dall&#8217;associazione&nbsp;<strong>Torino Citt\u00e0 per le Donne con l\u2019obiettivo di favorire le prospettive di genere e rendere gli spazi e le pratiche cittadine accessibili, inclusive ed eque.<\/strong>&nbsp;Un appuntamento nato dall\u2019esperienza maturata nel tempo dall&#8217;Associazione TOxD (Torino Citt\u00e0 per le Donne) presieduta da&nbsp;<strong>Antonella Parigi<\/strong>, assessora alla Cultura e alle Pari opportunit\u00e0 del Comune di Moncalieri, manager culturale, ex assessora alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte, fondatrice del Circolo dei Lettori, della Scuola Holden (con Alessandro Baricco) e della stessa TOxD. Una programmazione ricca e variegata programmazione progettata dal Comitato Organizzatore coordinato dalla giornalista&nbsp;<strong>Elisa Forte&nbsp;<\/strong>curatrice del Festival.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle cinque giornate si \u00e8 voluto aprire un dibattito serio e coinvolgente che ha visto la partecipazione non solo di esperti ma anche del grande pubblico, aprendo cos\u00ec le porte a una riflessione collettiva. Uno spazio di dialogo e confronto che ha visto dibattere temi cruciali come l\u2019uso di un<strong>&nbsp;linguaggio non offensivo nelle istituzioni e nelle scuole<\/strong>, la&nbsp;<strong>rigenerazione urbana<\/strong>, il<strong>&nbsp;ruolo delle donne nelle Stem<\/strong>&nbsp;e la&nbsp;<strong>condizione femminile nel mondo del lavoro, del cinema, della scienza e della medicina, la leadership femminile nelle aziende, il lavoro povero delle donne impiegate nei subappalti, il rapporto delle donne con i soldi, la maternit\u00e0 e il dolore delle madri lontane che lasciano i loro figli soprattutto nei Paesi dell\u2019Est e sono sfruttate come braccianti agricole. \u201cUn altro genere di idee\u201d \u00e8 stato il tema di questa edizione<\/strong>&nbsp;che ha portato a sviluppare molti spunti e riflessioni, tantissime anche le testimonianze che tracciano nuove strade e percorsi ancora da intraprendere per una vera parit\u00e0 di genere. L\u2019ultimo evento della seconda edizione \u00e8 stato dedicato all\u2019imputato numero uno, al nemico della parit\u00e0 di genere: il patriarcato. Tema centrale della chiusura del festival che ha visto come protagonista&nbsp;<strong>Gino Cecchettin<\/strong>, padre di Giulia, impegnato a&nbsp;scardinare le dinamiche di violenza di genere a partire dalla narrazione e dalla denuncia dei comportamenti pericolosi e violenti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tanti gli spunti emersi dalle discussioni seguendo il tema di questa edizione: \u201cUn altro genere di idee\u201d&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Politiche scolastiche pi\u00f9 inclusive<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019intera giornata \u00e8 stata dedicata al mondo dell\u2019istruzione e della formazione. Si \u00e8 discusso di come l\u2019istruzione non abbia uno sguardo paritario: le ragazze di oggi hanno una consapevolezza diversa, hanno un grande desiderio di accelerare ma nei libri di scuola quello che hanno fatto le donne non si vede, non c\u2019\u00e8, come hanno sottolineato nel loro dialogo a due&nbsp;<strong>Annalena Benini<\/strong>, direttrice del Salone del Libro di Torino e&nbsp;<strong>Annalisa Cuzzocrea<\/strong>, vicedirettrice del quotidiano La Stampa. Un appuntamento dove si \u00e8 dibattuto come il mondo della scuola possa e debba fare la differenza su inclusione e parit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un punto focale, questo, che \u00e8 emerso anche durante il primo corso di formazione per docenti sugli indici disparitari nei libri di testo scolastici che si \u00e8 tenuto a Women and The City:&nbsp;<\/strong><em>\u201cAll&#8217;interno del volume \u00ab<\/em><a href=\"https:\/\/link.springer.com\/book\/10.1007\/978-3-031-14816-3\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Female Cultural Production in Modern Italy<\/em><\/a><em>\u00bb di Sharon Hecker e Catherine Ramsey-Portolano, \u00e8 presente uno studio sulle antologie scolastiche di letteratura italiana del triennio della secondaria superiore che misura la presenza di \u201crappresentanza femminile\u201d tra il 3% e il 7%.<\/em>&nbsp; &#8211; ha detto&nbsp;<strong>Mila Spicola<\/strong>, attivista ed esperta di politiche scolastiche &#8211;&nbsp;<em>Non parliamo della filosofia e delle scienze: si sfiora lo zero. La rimozione culturale della donna dai libri di testo rappresenta essa stessa una delle pi\u00f9 gravi forme di sessismo che accettiamo senza nemmeno rendercene conto: un femminicidio culturale che porta all\u2019assenza quasi totale nei testi scolastici di ogni ordine e grado delle protagoniste della cultura in ogni ambito\u201d<\/em>. Sul&nbsp;tema sono intervenuti anche il dirigente scolastico&nbsp;<strong>Massimo Sapia<\/strong>,&nbsp;&nbsp;<strong>Marzia Camarda<\/strong>, editor specializzata in scolastica e ancora esperti del settore e formatori come&nbsp;<strong>Filomena Taverniti<\/strong>,&nbsp;<strong>Johnny Bertolio e Laura Gramuglia<\/strong>.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Condizione femminile e mondo del lavoro: da Spark Innovation a No Women No Board<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come si rompe il soffitto&nbsp; di cristallo? Come si sviluppano buone pratiche per l\u2019empowerment femminile? Abbiamo cercato una risposta con la presentazione del progetto di TOxD e UniTo \u201cNo women no board\u201d, il protocollo nato per stimolare le societ\u00e0 non obbligate per legge a introdurre le quote rosa ma a prevederle tuttavia su base volontaria. La ricerca ha sviluppato 8&nbsp;<em>best practices<\/em>&nbsp;finalizzate alla sostenibilit\u00e0 mediante la promozione della leadership femminile. Ne hanno parlato le docenti dell\u2019Universit\u00e0 di Torino&nbsp;<strong>Mia Callegari<\/strong>, coordinatrice Forjus e Hub genere e sostenibilit\u00e0 sociale del Dipartimento di Giurisprudenza e&nbsp;<strong>Eva R. Desana<\/strong>, referente del progetto, docente del Dipartimento di Giurisprudenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Con esperti del settore e rappresentanti delle associazioni di categoria abbiamo discusso di parit\u00e0 di genere e della condizione femminile nel mondo del lavoro per individuare strategie e superare le disparit\u00e0. La professoressa&nbsp;<strong>Chiara Saraceno<\/strong>, nota sociologa, ha aperto il dibattito sulla condizione femminile e sulle sfide attuali: \u201c<em>La sfida pi\u00f9 urgente \u00e8 la conciliazione, il problema pi\u00f9 grosso in Italia. Una giovane donna con figli per stare sul mondo del lavoro fa fatica. Da 20 anni il 25% di donne esce dal mercato occupazionale per motivi familiari. Aumenta l\u2019occupazione femminile, ma questa percentuale non \u00e8 stabile. Continuano stereotipi, cattiva divisione del lavoro ma \u00e8 anche un problema di politiche aziendali e modelli culturali non sufficienti, non amichevoli nei confronti delle donne con figli. Serve lavorare sugli stereotipi, tra l\u2019altro. La legge sulle quote rosa non \u00e8 che una legge contro il monopolio blu. Questa ha avuto un grande successo in Italia portando le donne nei CDA dal 4 al 30%, ma&nbsp; anche l\u00ec, dove in parte si \u00e8 rotto il soffitto di cristallo, si ripete una stereotipizzazione di ci\u00f2 che possono fare o non fare le donne.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Una tavola rotonda che ha visto anche la presenza di esperte di settore con l\u2019intervento di&nbsp;<strong>Alessandra Brogliatto<\/strong>, vicepresidente Comitato per l\u2019imprenditoria Femminile Camera di Commercio di Torino e&nbsp;<strong>Lucia Pellino<\/strong>, Diversity &amp; Inclusion, Welfare &amp; Wellbeing Director Lavazza, per discutere gli ostacoli che le donne incontrano nell&#8217;avanzamento di carriera, dalle politiche di conciliazione tra vita professionale e privata, all&#8217;importanza di una maggiore partecipazione femminile nei settori strategici e nelle posizioni di leadership.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sempre in ottica aziendale sono stati preziosi su<\/strong>i temi del networking e dell\u2019imprenditoria femminile<strong>&nbsp;gli interventi dei rappresentanti di realt\u00e0 istituzionali e imprenditoriali sostenitrici del festival, come quello di \u200dAlessandro Rusciano<\/strong>, direttore personale e Organizzazione Gruppo Iren;&nbsp;<strong>Matteo Bagnasco<\/strong>, responsabile Obiettivo Cultura Fondazione Compagnia di San Paolo; e&nbsp;<strong>Giorgia Garola<\/strong>, intervenuta al festival in due occasioni sia come vicepresidente di Unione Industriali e sia nel ruolo di membro della Giunta in rappresentanza della Camera di Commercio di Torino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le iniziative di questa edizione di Women and The City, con la volont\u00e0 di sostenere le nuove imprese a leadership femminili impegnate per l\u2019innovazione di genere, \u00e8 stato il&nbsp;<strong>concorso Spark Innovation<\/strong>. Un contest fatto dall&#8217;associazione&nbsp;<strong>Torino Citt\u00e0 per le Donne in collaborazione con il Politecnico di Torino<\/strong>&nbsp;per promuovere e supportare le giovani imprenditrici e i giovani imprenditori e le loro idee che mirano a creare un impatto significativo nella parit\u00e0 di genere. Hanno partecipato al concorso 15 start up del territorio piemontese, tra queste ne sono state selezionate dalla giuria 10 che hanno ottenuto un percorso di mentorship promosso dal Politecnico di Torino, fino a selezionare la vincitrice che ha ricevuto dall\u2019associazione TOxD un riconoscimento di 2.000 euro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Parit\u00e0 salariali, idee di investimento ed emancipazione economica: i punti di vista di Rinaldi e Palladino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come negoziare il proprio compenso? Come avere una vera crescita sociale che tenga insieme famiglie e lavoro? Tra le ospiti anche&nbsp;<strong>Azzurra Rinaldi<\/strong>&nbsp;economista femminista, che \u00e8 intervenuta sul tema mostrando come i pregiudizi alla base delle disparit\u00e0 occupazionali e di salario tra maschi e femmine, tratteggino una situazione economica squilibrata, mai a favore delle lavoratrici. \u201c<em>Perch\u00e9 le donne non parlano di soldi?&nbsp;<\/em>&#8211; ha domandato Azzurra Rinaldi, che ha proseguito &#8211;&nbsp;&nbsp;<em>Sin da bambine veniamo educate con una cultura che viene depotenziata. Uno studio dell\u2019United Nations Development Programme ci dice che il 91% delle persone intervistate dichiara di agire in base agli stereotipi di genere. Lo studio ci fa capire come questo si ripercuota sulle nostre scelte quotidiane. Il 43% del campione pensa che sia pi\u00f9 importante avere un lavoro per un uomo che per una donna. La donna \u00e8 caregiver e fornisce cura gratis, l\u2019uomo invece \u00e8 quello che diventa il maschio-bancomat. Dobbiamo riconoscere che la guerra tra sessi \u00e8 essa stessa uno strumento del patriarcato. Il problema \u00e8 dunque culturale, lo vediamo sul tema della natalit\u00e0. Se si sostiene che la natalit\u00e0 \u00e8 importante serve dimostrarlo mettendoci i soldi. Una normativa che concede a una&nbsp; madre &#8211;&nbsp; stiamo parlando di una madre lavoratrice dipendente, il campo delle partite iva e delle freelance \u00e8 molto pi\u00f9 fragile e per altro \u00e8 un campo pi\u00f9 crescente e presente &#8211;&nbsp; un congedo di 5 mesi retribuito al 100% e al padre riconosce 10 gironi, \u00e8 una normativa che introduce un elemento discriminatorio.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La riflessione sul rapporto delle donne con il denaro \u00e8 stata centrale.&nbsp;<em>\u201c<\/em><em>Come Museo del Risparmio abbiamo fatto indagini di mercato su tutta Italia. Il 60% delle donne dichiara di delegare la gestione del denaro a casa. L\u2019altro 40% quando le si chiede cosa fa con i soldi che guadagna, dice che li usa per la gestione per le spese familiari. Questa risposta non si pu\u00f2 considerare come una gestione del denaro: non contempla un investimento.&nbsp; Serve abbattere lo stereotipo che parlare di denaro non \u00e8 un tema che compete alle donne.\u201d&nbsp;<\/em>ha detto<strong>&nbsp;Giovanna Paladino,&nbsp;<\/strong>capo della segreteria tecnica di Presidenza di Intesa Sanpaolo e direttore e curatore del Museo del Risparmio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E ancora\u2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questi e molti altri gli incontri che si sono susseguiti nei cinque giorni di festival. Tra i pi\u00f9 seguiti e partecipati anche la presentazione dei due volumi dedicati alla figura genitoriale delle madri: con&nbsp;<strong>Stefania Prandi<\/strong>&nbsp;e con&nbsp;<strong>Monica D\u2019Ascenzo<\/strong>; una riflessione sulla prospettiva da cui le donne guardano il mondo con&nbsp;<strong>Elena Granata<\/strong>, professoressa associata di Urbanistica al Dipartimento di Architettura e Studi urbani del Politecnico di Milano, con cui abbiamo pensato come rivedere la relazione tra spazi e vita, tra tempi quotidiani e aspettative di benessere, tra natura e citt\u00e0. Tra i temi trattati da questa edizione anche la medicina di genere di cui abbiamo parlato con l\u2019attrice&nbsp;<strong>Chiara Martegiani<\/strong>, protagonista della serie Prime Video&nbsp;<em>Antonia<\/em>. Seguitissimi anche gli interventi di&nbsp;<strong>Rooy Charlie Lana<\/strong>, artista esperto in pratiche performative e studi queer legati all\u2019identit\u00e0 transghost e&nbsp;<strong>Irene Facheris<\/strong>, attivista formatrice e scrittrice, che ha tenuto uno speech sulla maschilit\u00e0 e femminilit\u00e0 senza stereotipi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora un appuntamento in calendario per il festival Women and the city, il prossimo 11 novembre si discuter\u00e0 come l\u2019AI sta cambiando il mondo, le tecnologie, le persone, il lavoro e le organizzazioni con riflessioni ed esperienze insieme a&nbsp;<strong>Stem by Women<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ufficio Stampa nazionale&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Silvia Bellucci<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>+39 3461561637<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"mailto:silviabellucci@live.it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">silviabellucci@live.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Claudia Cervellini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>+39 3204245502<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"mailto:claudia.cervellini.92@gmail.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">claudia.cervellini.92@gmail.com<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Coordinamento comunicazione Women &amp; The City e Ufficio stampa regionale<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Elisa Forte<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"mailto:elisaforteweb@gmail.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">elisaforteweb@gmail.com<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>3392014539<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>WOMEN AND THE CITY, UN ALTRO GENERE DI IDEE In una societ\u00e0 dove il processo di uguaglianza e l\u2019eliminazione del&nbsp;gender [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2,10],"tags":[],"class_list":["post-62927","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-informacion","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62927","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=62927"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/62927\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=62927"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=62927"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=62927"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}