{"id":63062,"date":"2024-10-15T17:48:12","date_gmt":"2024-10-15T17:48:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=63062"},"modified":"2024-10-15T17:48:12","modified_gmt":"2024-10-15T17:48:12","slug":"il-legame-culturale-tra-europa-e-russia-resta-fondamentale-si-parlera-di-questo-a-francoforte-da-dostoevskij-al-futurismo-dalla-duse-e-il-suo-teatro-sino-a-tommaso-landolfi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=63062","title":{"rendered":"Il legame culturale tra Europa e Russia resta fondamentale, si parler\u00e0 di questo a Francoforte, da Dostoevskij al Futurismo, dalla Duse e il suo teatro sino a Tommaso Landolfi"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Di Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/IMG-20241015-WA0000.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/IMG-20241015-WA0000-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-63063\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/IMG-20241015-WA0000-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/IMG-20241015-WA0000-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/IMG-20241015-WA0000-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/IMG-20241015-WA0000-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/IMG-20241015-WA0000.jpg 1080w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Il legame tra la cultura russa e quella europea \u00e8 stato sempre fondamentale. Ci sono stati alcuni rapporti soprattutto di natura letteraria che hanno intrecciato problematiche filosofiche e modelli poetici. Tra tutti la \u00abcorrispondenza,\u00bb tra le due le innovazioni del Futurismo che in Russia \u00e8 stato accolto con una capacit\u00e0 di energia straordinariame efficace.<br>Basterebbe pensare soltanto al ruolo che ha svolto Majakovskij con la sua \u00abpoetica dinamica\u00bb. Credo comunque che autori che vanno da Pushkin a Tolstoj e al centro Dostoevskij sino a Bella Acmadulina, poesia, abbiano molto influito sulla letteratura europea (\u00e8 ci\u00f2 che cerco di testimoniare nel mio raccontare la letteratura russa nel mio \u00abIl tragico e la bellezza. In dialogo con la letteratura russa, Solfanelli editore).<br>C&#8217;\u00e8, comunque, una figura sul piano teatrale che raccoglie testimonianze che ci danno la capacit\u00e0 di comprendere quanto la cultura italiana era presente nel mondo russo. Mi riferisco a Eleonora Duse.<br>Infatti Eleonora Duse lesse con molta attenzione gli scrittori russi. Avrebbe voluto inserire nel suo repertorio i drammi pi\u00f9 vicini alla sua introspezione esistenziale. Oltre a Cechov che approfond\u00ec con uno scavo teatrale psicologico e a Pushkin con il quale si immerse nella sua poetica erano sul suo cammino sia Tolstoj che Dostoevskij. Il Tolstoj di quella povera gente che inizia un viaggio sino a raggiungere la confessione della resurrezione.<br>Soprattutto Dostoevskij lo avvertiva sui suoi passi con i personaggi dell\u2019inquietudine e dell\u2019ironia dolorante. Avrebbe voluto portare sulla scena le donne, con il loro tragico vivere l\u2019esistenza, che abitano la temperie umana dell\u2019Idiota. Un dramma nel tragico. Ma era la letteratura russa con i suoi tempi e le meditazioni che affascinava Eleonora sia nel suo cammino di donna che sulla scena.<br>D\u2019altronde aveva attentamente studiato Gor\u2019kij dei \u00abI bassifondi\u00bb ed era parte integrante del suo repertorio. Sui palcoscenici italiani aveva assunto il titolo \u00abL\u2019albergo dei poveri\u00bb e venne rappresentato, se pur in solo due appuntamenti, nel 1905. Sia in Francia con la compagnia di Aur\u00e9lien Luigin\u00e9-Po\u00eb al Th\u00e9\u00e2tre de l\u2019OEuvre di Parigi sia al Manzoni di Milano con la Compagnia Talli-Gramatica-Calabresi.<br>Il suo legame culturale con Stanislavskij resta fondamentale e non solo per Eleonora ma anche per lo stesso attore e studioso russo. Infatti Stanislavskij dichiar\u00f2 che dopo avere assistito a uno spettacolo di Eleonora pens\u00f2 a come realizzare il Teatro d\u2019arte di Mosca tanto che Alisa Koonem, attrice allieva di Stanislavskij, ebbe a dire che \u00abSe non si recita come lei bisogna abbandonare per sempre il teatro\u00bb.<br>Dunque.<br>La relazione tra Eleonora e la cultura russa fu fondamentale. Seguitissima come attrice in quelle citt\u00e0 e soprattutto a San Pietroburgo dove le file degli spettatori per assistere ad una sua rappresentazione erano immense. Fu un mito in Russia.<br>Il suo modello di recitazione, il suo porsi in scena, la sua malinconia di attrice e la sua intelligenza percettiva di capo comica la rendono in quei teatri ancora di pi\u00f9 divina e sublime. Vi porta l\u2019innovazione della recita ma soprattutto dell\u2019attore moderno.<br>L\u2019attore personaggio che decodifica il ruolo del protagonista che, se pur non amato dal teatro russo, incarna una centralit\u00e0 fondamentale: la presenza. Ovvero la possibilit\u00e0 di espressione con una evidente sottolineatura della fisicit\u00e0. Recitare con il corpo pi\u00f9 che con le parole. Infatti lei recitava in lingua italiana ma era la gestualit\u00e0 che sottolineava il vero linguaggio.<br>Eleonora non era soltanto l\u2019attrice, il personaggio in scena, la teatrante. Era sempre lei: Eleonora Duse.<br>Nella lettera a Konstantin Stanislavskij Eleonora ebbe a sottolineare: \u00abNel suo teatro ho attinto nuovamente alla verit\u00e0 e alla poesia. La poesia e la verit\u00e0 sono le sorgenti piu profonde per la sostanza della nostra arte e per l\u2019anima dell\u2019artista\u00bb.<br>La Russia del teatro a questo guardava. Lei ha ripagato questa devozione non saltando mai una replica. Anzi sempre con maggiore impegno ogni replica era come la prima. Una attrice italiana nel cuore della cultura russa.<br>Concludendo la sua tourn\u00e9e a Mosca nel 1891 Eleonora scrisse: \u00abProfondamente commossa delle accoglienze, lascio questo paese, al quale mi sono sinceramente affezionata\u00bb. Il luogo e la sua cultura letteraria sono state delle chiavi di lettura di una tradizione slava fortemente interiorizzata da Eleonora.<br>Il suo Cechov fu un viaggio tra l\u2019anima e il tempo delle pause, dello sguardo e del silenzio. Non solo una attrice sulla ribalta del teatro ma una donna. Eleonora non ha mai smesso di interpretare se stessa. Quel sottosuolo tragico dostoevskijano lo ha portato nel cuore oltre che sulla scena e la rappresentazione dei drammi. Ne ha fatto un cammino, oltre che letterario, esistenziale. La sua lingua italiana recitata in Russia ha rappresentato un modello chiaramente identitario. Ma \u00e8 stata anche la portatrice di una letteratura russa in Europa.<br>Mondi che a volte sembrano distanti per ceppi linguistici e geografie si ritrovino proprio sul campo artistico. Un segno tangibile di come i processi culturali abbiano una importanza notevole.<br>Tra l&#8217;Europa e la visione asiorussa molti aspetti sono determinante proprio nella creativit\u00e0 dell&#8217;opera artistica.<br>Se la Duse influenz\u00f2 il teatro russo ha avuto anche il merito di creare comparazioni. Non ci si pu\u00f2 distaccare da ci\u00f2. Dostoevskij ebbe a dire nel suo \u00abDiscorso su Pushkin\u00bb : \u00abSi usa dire dire anche che, nel suo primo periodo di attivit\u00e0, Pushkin abbia imitato i poeti europei &#8230; S\u00ec, senz&#8217;altro, i poeti europei hanno avuto una grande influenza nello sviluppo del suo genio, influenza che hanno mantenuto per tutta la sua vita\u00bb.<br>Un dato significativo e di grande rilevanza sul fatto di come la letteratura e la poesia, in particolare, resti fondamentale nella Russia tra fine Ottocento e i primi del Novecento.<br>Gli studi di Tommaso Landolfi in Italia sulla cultura russa restano centrali. Ma Dostoevskij comunque resta un russo europeo molto caro anche a una linea filosofica europea.<\/p>\n\n\n\n<p>(Fiera del Libro&nbsp; Francoforte.&nbsp;<br>La cultura che unisce. Russia ed Europa<br>19\/10\/2024 11:00 11:50<br>Arena | Padiglione Italiano (Forum 1) Francoforte.<br>Il rumore delle armi, il silenzio della cultura. Davvero la guerra d\u2019aggressione in Ucraina ha tracciato un solco invalicabile nei rapporti tra Europa e Russia? \u00c8 possibile \u2013 magari proprio grazie alla cultura \u2013 mantenere vive quelle relazioni tra i popoli che attraverso l&#8217;intreccio di letteratura, musica, architettura hanno contribuito nel corso dei secoli a produrre un patrimonio artistico straordinario? Un dialogo tra il giornalista Luca Beatrice e lo psicologo ed esperto di storia sovietica Luciano Mecacci con il coordinamento di Pierfranco Bruni, autore del recente \u00abLa bellezza e il tragico. In dialogo con la letteratura russa\u00bb, Solfanelli editore.)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Pierfranco Bruni Il legame tra la cultura russa e quella europea \u00e8 stato sempre fondamentale. 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