{"id":63144,"date":"2024-10-16T22:28:47","date_gmt":"2024-10-16T22:28:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=63144"},"modified":"2024-10-16T22:28:47","modified_gmt":"2024-10-16T22:28:47","slug":"spiritualita-come-superstizione-senza-vera-magia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=63144","title":{"rendered":"Spiritualit\u00e0 come superstizione, senza vera magia"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di\u00a0Carlo Di Stanislao<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Carlo-Di-Stanislao-2.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"932\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Carlo-Di-Stanislao-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-63145\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Carlo-Di-Stanislao-2.jpg 960w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Carlo-Di-Stanislao-2-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Carlo-Di-Stanislao-2-768x746.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Carlo-Di-Stanislao-2-150x146.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00ab<em>La vita \u00e8 un viaggio, non una destinazione\u00bb&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ralph Waldo Emerson<\/strong><em>, Diario delle citazioni,&nbsp;<\/em>1995.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se si parla di magia e di italianit\u00e0, non si pu\u00f2 non avere a che fare con la superstizione. Ne \u00e8 un esempio quella rocambolesca di&nbsp;<strong>Tot\u00f2<\/strong>, che in moltissimi film la utilizza come strumento di sopravvivenza per scongiurare i mali della vita. Perch\u00e9 superstiziosi lo sono tutti. Lo sono i ricchi, che devono preservare la loro condizione&nbsp;agiata, e lo sono i poveri che devono venerare la dea bendata con la speranza di scongiurare la miseria. I mali e la sfortuna, si sa, non fanno distinzioni di classe. Lo ha capito bene&nbsp;<strong>Vanna Marchi<\/strong>, che ha intercettato e messo a valore la necessit\u00e0 degli uomini sofferenti e soli di credere a tutto, persino al nulla. Rituali per il malocchio, numeri fortunati per vincere al Superenalotto, ma \u00e8 possibile credere ancora a tutto questo? S\u00ec, eccome. Basti pensare come poco pi\u00f9 di quarant\u2019anni fa la politica abbia fatto ricorso alla magia, in una delle pagine pi\u00f9 nere della nostra Storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Se&nbsp;mettessimo per un attimo da parte le ragioni culturali della storia magica del nostro paese, il business della superstizione, il folclore ancora vivente delle processioni e le fandonie degli&nbsp;<em>astroinfluencer<\/em>, e ci chiedessimo cosa sia, in verit\u00e0, la spiritualit\u00e0, cosa potremmo rispondere? La spiritualit\u00e0 di cui tutti parlano, in effetti, esiste? E se esiste, come si manifesta? Com\u2019\u00e8 fatto un essere umano \u201cspirituale\u201d? A me par di&nbsp;percepire una visione individualistica, egocentrica e narcisistica della spiritualit\u00e0, oggi. Sembra proprio che essere spirituali non significhi pi\u00f9 avere, in effetti, uno spirito nobile, grande, sensibile, ma piuttosto uno spirito \u201cpulito\u201d, performante, autogiustificativo e che trova il suo fine solo nel proprio benessere.<\/p>\n\n\n\n<p>Pulire i propri chakra,&nbsp;trovare il proprio centro,&nbsp;stare bene con se stessi&nbsp;sono formule che sentiamo ripetere ogni giorno e che sembrano far parte della stessa ricetta con cui la nostra societ\u00e0 impasta noi individui, allenati interiormente a sopportare le necessit\u00e0 e le regole sempre pi\u00f9 stringenti della macchina capitalista.<br>Allo stress del lavoro asfissiante opponiamo i trattamenti ayuverdici, ai ritmi insostenibili delle citt\u00e0 lo yoga, all\u2019ingiustizia degli stipendi e alla competizione nei rapporti sociali, la&nbsp;<em>mindfulness<\/em>.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Toppe esistenziali a buon mercato per sopravvivere senza lamentarsi, e continuare a produrre per il progresso delle nostre evolute societ\u00e0, in cui \u00e8 lo stesso mercato a creare il problema e ad offrirci i rimedi.&nbsp;Chiss\u00e0 se invece, paradossalmente, la tanto menzionata spiritualit\u00e0 non si trovasse fuori da noi, nelle pause che ci concediamo da noi stessi, dai nostri obiettivi, dai nostri business plan quotidiani, e non fosse invece una forma di generosit\u00e0 non affettata, guidata da un senso comunitario, per una comunione di essere umani e non di clienti e consumatori. E alla fine si diventa cinici e si rischia di credere&nbsp;che il nostro esercizio spirituale quotidiano \u00e8 continuare a far vivere questo immenso altare di carta, tempio mobile e scostante dei nostri dubbi, religione senza Dio, senza salvezza per noi e senza pretese di salvare qualcuno. Che disperante tristezza!<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217; ateismo imperante nel mondo di oggi sostiene che Dio \u00e8&nbsp;quello spazio che, non ancora esplorato e conquistato dalla ragione, rimane cos\u00ec insopportabilmente sconosciuto da richiedere di essere tappato dalla divinit\u00e0, che \u00e8 il tappabuchi per eccellenza. E gli intellettuali pi\u00f9 riconosciuti di oggi&nbsp;paragonano il luogo dello spirito alla definizione&nbsp;<em>hic sunt dracones<\/em>, che designava originariamente&nbsp;regioni geografiche inesplorate, ignote e presumibilmente pericolose e che oggi indicherebbe quello spazio che fedeli e non fedeli tendono ad attribuire a Dio: quello della domanda che, in attesa di risposta razionale pi\u00f9 credibile, continua a rimanere tristemente insoluta e bisognosa di un rimedio temporaneo.<\/p>\n\n\n\n<p>Leggendo&nbsp;<strong>Camus<\/strong>&nbsp;vengono i brividi e Camus ha molto influenzato il pensiero odierno in cui in definitiva il corpo rappresenta il luogo in cui nasce il conflitto dell\u2019uomo, tra la felicit\u00e0 ottenuta attraverso la bellezza e il dovere di essere felici in un mondo senza Dio. In questo modo l&#8217;uomo perde Dio e guadagna l&#8217;Io. A Dio non \u00e8 imputata la colpa del male che pervade il mondo, il male proviene da un\u2019insensatezza metafisica necessaria all\u2019umanit\u00e0 affinch\u00e9 possa prendere coscienza dell\u2019assurdo. La felicit\u00e0 pu\u00f2 essere raggiunta attraverso l\u2019appropriazione della propria vita con la consapevolezza di non poter ambire ad un miglioramento della stessa, ma di essere accomunati con l\u2019intera umanit\u00e0 dal medesimo destino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli esseri umani devono imparare a convivere con l\u2019assurdo e questo potrebbe far pensare che tale convivenza debba essere di tipo passivo, occorre invece, che l\u2019uomo si muova all\u2019interno dell\u2019assurdo inaugurando una lotta contro qualcosa che \u00e8 molto pi\u00f9 grande di lui ed \u00e8 per questo che&nbsp;<strong>Sisifo<\/strong>&nbsp;rappresenta l\u2019esempio da seguire, poich\u00e9 vive consapevolmente la sua condizione. Sisifo accoglie il suo destino e lotta contro la passiva accettazione, considerando il macigno sulle sue spalle parte integrante del suo esistere, traendo dalla sua condizione la forma pi\u00f9 autentica della felicit\u00e0. Ma questo tipo di pensiero molto primitivo e magico porta ad una nuova disperante conclusione:&nbsp;Dio nella vita comune \u00e8 ricercare una propria dimensione morale e allo stesso tempo collettiva e condivisa, che possa portarci a vivere e non semplicemente a sopravvivere, ad essere e non semplicemente ad esistere, in una delle epoche pi\u00f9 \u201cassurde\u201d in cui potessimo essere gettati. Ma come vivere ed esistere senza la presenza di un divino in noi e di un Dio generatore?<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abSenza Dio\u00bb<\/em>, l\u2019ultimo libro di&nbsp;<strong>Mario Adinolfi<\/strong>&nbsp;uscito nel luglio scorso, \u00e8 un affresco sulla crisi dell&#8217;Occidente scristianizzato che rischia di soccombere a casa dell&#8217;assenza di fede. \u00abLa speranza dei nuovi atei di vedere un mondo senza religione \u00e8 probabilmente vana come la speranza per una societ\u00e0 senza aggressivit\u00e0 o un mondo senza morte\u00bb. Lo afferma il filosofo&nbsp;<strong>Roger Scruton<\/strong>&nbsp;sullo&nbsp;<em>Spectator<\/em>. Secondo il filosofo britannico, gli atei sbagliano bersaglio quando pensano di poter estirpare la religiosit\u00e0 delle persone attaccando Dio. Infatti, spiega&nbsp;<strong>Scruton<\/strong>, il bisogno del \u00absacro\u00bb \u00e8 innato nell\u2019essere umano ed \u00e8 inestirpabile.<\/p>\n\n\n\n<p>I nuovi atei, osserva&nbsp;<strong>Scruton<\/strong>, affermano che \u00abnon c\u2019\u00e8 spazio nella visione scientifica del mondo per uno scopo originario, e quindi non c\u2019\u00e8 spazio per Dio\u00bb. \u00abOggi vanno oltre\u00bb, spiega Scruton riferendosi agli atei \u201cevangelizzatori\u201d: \u00abCi dicono che la storia ha dimostrato che la religione \u00e8 talmente tossica che dobbiamo fare del nostro meglio per eliminarla\u00bb. Vedono la perdita della religione come \u00abun guadagno morale\u00bb. Ma secondo il filosofo \u00abhanno sbagliato obiettivo\u00bb. Essi infatti si battono contro un dio \u201castratto\u201d, concettuale. Cercano di estirpare qualcosa che non appartiene alla gente comune. I fedeli comuni non vedono infatti Dio come un\u2019astrazione, come una \u00abrisposta a una domanda cosmologica\u00bb. Piuttosto, afferma Scruton, lo incontrano spesso nell\u2019esperienza, \u00abnello sforzo di vivere con gli altri\u00bb, quando \u00absi imbattono in momenti, luoghi, relazioni ed esperienze che hanno un carattere numinoso\u00bb, dove cio\u00e8 si avverte la presenza di qualcosa che non appartiene al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCos\u2019\u00e8 il sacro, e perch\u00e9 le persone si aggrappano ad esso?\u00bb, si chiede&nbsp;<strong>Scruton<\/strong>. Secondo il filosofo britannico, \u00able cose sacre sono la \u201cpresenza reale\u201d del soprannaturale, illuminato da una luce che risplende dai confini del mondo\u00bb. Per comprendere cosa questo significhi, bisogna guardare all\u2019esperienza e \u00abosservare la trasformazione che il sacro effettua nelle nostre percezioni\u00bb. \u00abUna persona con un senso del sacro pu\u00f2 condurre una vita consacrata, vale a dire una vita che \u00e8 ricevuta e offerta in dono\u00bb. Ci\u00f2 \u00e8 visibile, spiega Scruton, \u00absoprattutto nei nostri rapporti con coloro che ci sono cari\u00bb. Basti pensare a quante poesie sono state dedicate alla parola \u00abTu\u00bb.&nbsp; Questo, spiega&nbsp;<strong>Scruton<\/strong>, prova che l\u2019essere umano ha bisogno \u00abdi essere assorbito da qualcun altro, di vedere il tu come una chiamata da oltre l\u2019orizzonte sensoriale\u00bb. \u00abQuesta esperienza\u00bb, visibile nei rapporti con i propri cari e centrale nell\u2019arte poetica, \u00abnon \u00e8 accessibile all\u2019indagine scientifica\u00bb, osserva Scruton, infatti \u00abdipende da concetti, come la libert\u00e0, la responsabilit\u00e0 e l\u2019Io, che non hanno posto nel linguaggio della scienza. L\u2019idea stessa di \u201ctu\u201d sfugge alle spiegazioni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Un modo senza Dio, pertanto, \u00e8 un mondo fatto di \u00abio\u00bb ma senza \u00abtu\u00bb e, soprattutto, senza&nbsp;\u00abnoi\u00bb.&nbsp;Un mondo pervaso dalla superstizione pi\u00f9 oscura e del tutto priva di vera \u00abmagia\u00bb, che viene dal greco&nbsp;<strong>\u03bc\u03b1\u03b3\u03b5\u03af\u03b1<\/strong>&nbsp;e che significa grande, ovvero la cosa pi\u00f9 grande, una forma superiore di conoscenza cui corrisponde una concezione del mondo retto da forze spirituali, intermedie tra l\u2019uomo e la divinit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Carlo Di Stanislao \u00abLa vita \u00e8 un viaggio, non una destinazione\u00bb&nbsp; Ralph Waldo Emerson, Diario delle citazioni,&nbsp;1995.&nbsp; Se si parla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,35],"tags":[],"class_list":["post-63144","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63144","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=63144"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/63144\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=63144"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=63144"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=63144"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}