{"id":64046,"date":"2024-10-29T15:15:42","date_gmt":"2024-10-29T15:15:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=64046"},"modified":"2024-10-29T15:15:42","modified_gmt":"2024-10-29T15:15:42","slug":"bezos-blocca-lendorsement-a-kamala-harris-nel-washington-post","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=64046","title":{"rendered":"Bezos blocca l&#8217;endorsement a Kamala Harris nel Washington Post"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Di Domenico Maceri<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/descarga-4.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"225\" height=\"225\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/descarga-4.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-63920\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/descarga-4.jpeg 225w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/descarga-4-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa decisione del Washington Post di non fare un endorsement nella campagna presidenziale \u00e8 un grosso sbaglio\u201d. Queste parole fanno parte di un comunicato firmato da 13 editorialisti del Post che includono anche Eugene Robinson, vincitore del Premio Pulitzer nel 2009 per i suoi editoriali. L&#8217;annuncio continua spiegando che siamo in un momento in cui le istituzioni sono in pericolo per le minacce di Donald Trump. Esattamente le ragioni per cui il Post aveva \u201cofferto l&#8217;endorsement agli avversari di Trump nel 2016 e 2020\u201d (Hillary Clinton e Joe Biden). Il comunicato continua asserendo che non c&#8217;\u00e8 contraddizione fra il ruolo del Post come testata indipendente e \u201cdi concedere endorsement politici e offrire una guida ai lettori ma anche come una dichiarazione dei suoi valori fondamentali\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;annuncio dei 13 editorialisti contrasta ovviamente con quello dell&#8217;editore e Ceo del giornale Will Lewis che ha cercato di giustificare la scelta con ragioni tutt&#8217;altro che convincenti. Lewis ha spiegato che per la prima volta in 36 anni il Post non far\u00e0 endorsement presidenziali ritornando cos\u00ec \u201calle radici\u201d del giornale. Non si tratta di un&#8217;abdicazione, continua Lewis, ma di lasciare ai lettori la libert\u00e0 di decidere per se stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>La bozza dell&#8217;endorsement alla candidata democratica Kamala Harris era in stato avanzato di preparazione e il consiglio editoriale del giornale stava mettendo in atto le modifiche per arrivare a una versione finale condivisa. Poi di colpo Jeff Bezos, il padrone del Post dal 2013, che ha deciso di bloccare l&#8217;endorsement.<\/p>\n\n\n\n<p>Le ragioni espresse da Lewis non sono state condivise dai tredici firmatari succitati. Infatti una di loro, Ruth Marcus, ha pubblicato un editoriale proprio nel Post dove asseriva che negli endorsement del 2016 e 2020 si citava il pericolo di Trump \u201c per la sua inadeguatezza alla pi\u00f9 alta carica del Paese\u201d. La Marcus continua dicendo che nel 2016 il Post aveva dichiarato che Trump si era dimostrato \u201cintollerante, ignorante, ingannevole, narcisistico, misogino, irresponsabile fiscalmente, pigro intellettualmente, disprezzante della democrazia e innamorato dei nemici dell&#8217;America e come presidente un grave pericolo per l&#8217;America e il mondo\u201d. Nel 2020 il Post aveva classificato Trump come il \u201cpeggior presidente dei tempi moderni\u201d. Il consiglio editoriale nel 2020, di cui fece parte la Marcus, offrendo il suo endorsement a Biden, scrisse che \u201ccon la democrazia a rischio dentro gli Stati Uniti e nel mondo il Paese aveva bisogno di un individuo che rispetti la costituzione e governi non per il suo beneficio ma per il bene comune\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Che cos&#8217;\u00e8 cambiato dal 2020? Il comportamento di Trump \u00e8 peggiorato, secondo la Marcus, reiterando il rifiuto di Trump di accettare il trasferimento pacifico del potere dopo l&#8217;esito dell&#8217;elezione del 2020, incitando i suoi sostenitori a tentare di ribaltare l&#8217;esito elettorale che ha messo in pericolo la vita del proprio vicepresidente, Mike Pence. Per le sue azioni Trump fu sottomesso a un secondo impeachment e ha continuato a difendere gli insurrezionisti come \u201costaggi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli endorsement presidenziali dei maggiori quotidiani hanno effetti limitati sugli elettori poich\u00e9 moltissime informazioni dai media sono facilmente reperibili. Nel caso delle elezioni locali e statali, invece, come ha indicato Sewell Chan, direttore esecutivo della Columbia Journalism Review in un&#8217;intervista alla Pbs (Public Broadcasting System), gli endorsement possono chiarire agli elettori la strada da seguire. Quindi non si prevede una forte influenza dal mancato endorsement del Post.<\/p>\n\n\n\n<p>Rispondendo alle possibili motivazioni di Bezos per neutralizzare l&#8217;endorsement, Sewell ha ipotizzato che i grattacapi di Amazon, coinvolta in una contesa di antitrust con l&#8217;amministrazione Biden, avrebbero potuto essere un fattore. Inoltre il padrone di Amazon e del Washington Post ha miliardi di contatti con il governo e interessi in attivit\u00e0 dell&#8217;esplorazione dello spazio e nell&#8217;intelligenza artificiale che potrebbero cadere nell&#8217;area delle regole federali. Il fatto che lo stesso giorno dell&#8217;annuncio sull&#8217;endorsement alcuni esecutivi di Blue Origin, compagnia aerospaziale di Bezos, si sono incontrati con Trump aggiunge legna al fuoco dei sospetti.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Bezos compr\u00f2 il Washington Post nel 2013 per 250 milioni di dollari, cifra alquanto bassa considerando il patrimonio del magnate, intendeva ampliare il raggio del giornale da regionale a globale. Sotto molti aspetti ci\u00f2 si \u00e8 avverato. Il Washington post \u00e8 fra i primi quotidiani americani e internazionali. Da quando Bezos ha comprato il Post il giornale ha vinto 18 premi Pulitzer. Il mancato endorsement in questa importante elezione macchia per\u00f2 la reputazione della testata. Come hanno scritto i tredici firmatari un \u201cgiornale indipendente, pu\u00f2 astenersi in futuro dall&#8217;offrire endorsement\u201d ma \u201cquesto non \u00e8 il momento, perch\u00e9 uno dei candidati sostiene prese di posizioni che minacciano la libert\u00e0 di stampa e i valori della Costituzione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Reagendo al mancato endorsement della Harris l&#8217;opinionista Robert Kagan ha rassegnato le dimissioni in protesta. Marty Baron, direttore del Post dal 2012 al 2021, ha descritto l&#8217;azione di Bezos come \u201cvigliaccheria con la democrazia come vittima\u201d. Baron ne sa qualcosa. \u201cTrump, Bezos, and The Washington Post\u201d \u00e8 il titolo di uno dei suoi libri pubblicato nel 2023. Inoltre pi\u00f9 di 200.000 lettori hanno subito cancellato il loro abbonamento, una riduzione dell&#8217;8 % del totale (2,5 milioni fra cartaceo e digitale). Azioni comprensibili che per\u00f2 non avranno nessun effetto su Bezos. Colpiranno per\u00f2 la salute finanziaria del giornale che l&#8217;anno scorso perse 77 milioni di dollari causando una riduzione di posti di lavoro al giornale. Ai nostri tempi i giornali come il Post hanno bisogno del sostegno dei lettori per non aggravare il pericolo della loro possibile chiusura. Se i media tradizionali, anche quelli come il Post di propriet\u00e0 di ultra ricchi, scompaiono, ci rimarranno solo le piattaforme stile X (gi\u00e0 Twitter) nelle mani di tipi come Elon Musk. La disinformazione, gi\u00e0 molto potente, aumenter\u00e0, causando danni ancor pi\u00f9 gravi alle istituzioni democratiche.<\/p>\n\n\n\n<p><em><br>Domenico Maceri, PhD, \u00e8 professore emerito all\u2019Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della \u00a0National Association of Hispanic Publications.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Domenico Maceri \u201cLa decisione del Washington Post di non fare un endorsement nella campagna presidenziale \u00e8 un grosso sbaglio\u201d. 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