{"id":64129,"date":"2024-10-31T14:36:51","date_gmt":"2024-10-31T14:36:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=64129"},"modified":"2024-10-31T14:36:51","modified_gmt":"2024-10-31T14:36:51","slug":"parthenope-il-film-di-paolo-sorrentino-un-capolavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=64129","title":{"rendered":"Parthenope, il film di Paolo Sorrentino, un capolavoro"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Carlo-Di-Stanislao-5.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"932\" data-id=\"64130\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Carlo-Di-Stanislao-5.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-64130\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Carlo-Di-Stanislao-5.jpg 960w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Carlo-Di-Stanislao-5-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Carlo-Di-Stanislao-5-768x746.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/Carlo-Di-Stanislao-5-150x146.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/parthenope-banner.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"614\" data-id=\"64131\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/parthenope-banner-1024x614.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-64131\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/parthenope-banner-1024x614.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/parthenope-banner-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/parthenope-banner-768x461.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/parthenope-banner-150x90.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/parthenope-banner-250x150.jpg 250w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/parthenope-banner.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Parthenope, il film di Paolo Sorrentino, un capolavoro<\/strong>di<strong>&nbsp;Carlo Di Stanislao<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il guardare una cosa \u00e8 ben diverso dal vederla. Non si vede una cosa finch\u00e9 non se ne vede la bellezza.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Oscar Wilde<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per fortuna che c&#8217;\u00e8&nbsp;<strong>Sorrentino<\/strong>&nbsp;ad animare le acque stagnanti del cinema di adesso, che si dibatte comatoso fra bioptic e remake senza nerbo e decisamente risaputi e noiosi.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo suo ultimo film l\u2019autore napoletano firma un altro grande racconto antinarrativo che procede per suggestioni e momenti di abbagliante poesia. E si affida alla grazia della \u2018absolute beginner\u2019&nbsp;<strong>Celeste Dalla Porta<\/strong>&nbsp;e al solito grandissimo&nbsp;<strong>Gary Oldman<\/strong>.&nbsp;<strong>Parthenope<\/strong>&nbsp;\u201cBella e indimenticabile\u201d come una citt\u00e0 dove \u00e8 \u201cimpossibile essere felici\u201d. Come un film dove puoi sentire l\u2019odore del mare ma anche quello degli amori morti, attraversare gli anni, tra una fuga e un ritorno, senza tradire te stesso, toccare con mano le meraviglie e gli orrori e lasciarti abbracciare, cingere, accarezzare, da loro.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un bellissimo film sulla bellezza,&nbsp;<strong><em>Parthenope<\/em><\/strong>. E sul desiderio, sul dolore. E sul mistero. Quello che, inevitabilmente, siamo. E quello che ci portiamo dentro e nemmeno noi sappiamo decifrare. Un grande racconto antinarrativo che parte dal 1950 e arriva fino ai giorni nostri lasciando per\u00f2 la Storia sullo sfondo, in attesa, e procede invece per suggestioni, per idee, per momenti di straziante, abbagliante poesia,insomma per immagini come il cinema dovrebbe fare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Celeste Della Porta<\/strong>&nbsp;ha un viso d\u2019angelo e un corpo da top model. Nel greve e imperdonabile gergo maschile, la si definirebbe una \u201cgnocca\u201d, l\u2019occhio della cinepresa la esplora ed esalta al limite della molestia, come sicuramente obietteranno le femministe pi\u00f9 severe.&nbsp;<strong>Parthenope<\/strong>&nbsp;\u00e8 un manifesto estetico estremo, senza compromessi con le convenzioni che secondo gli standard dovrebbero cavalcare il gusto corrente del pubblico. \u00c8 il lusso che pu\u00f2 permettersi un autore che vanta uno status internazionale pi\u00f9 fulgido di qualsiasi nostro regista vivente. \u00c8&nbsp;<strong>Napoli<\/strong>&nbsp;con la sua filiale esclusiva,&nbsp;<strong>Capri<\/strong>. Ma non come la&nbsp;<strong>Roma<\/strong>&nbsp;de&nbsp;<em>La grande bellezza<\/em>: in forma di sterminata metafora, quasi l\u2019avatar fantasy dell\u2019autobiografico\u00bb \u00c8 stata la mano di Dio\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se in finale compare una&nbsp;<strong>Parthenope<\/strong>&nbsp;invecchiata e \u201crisolta\u201d, l\u2019intero film \u00e8 proustianamente all\u2019ombra delle fanciulle in fiore. E i personaggi, gli eventi che incontra, che scandiscono il ritratto contraddittorio di una citt\u00e0 con la sua miseria e nobilt\u00e0, sono come le figurine del presepe napoletano: non quelle ordinarie bens\u00ec gli \u201cospiti\u201d extra, che variano di anno in anno secondo l\u2019attualit\u00e0. C\u2019\u00e8 la statuina del Grande Scrittore in sbronza perpetua, Gary Oldman che impersona John Cheever, autore-culto della ragazza sirena. C\u2019\u00e8 il mitico Comandante Lauro, quello che ti passava la scarpa numero due se votavi bene. C\u2019\u00e8 il Boss camorrista che porta la Bella all\u2019umiliante spettacolo del coito pubblico tra i rampolli di due \u201cfamiglie\u201d in fusione. C\u2019\u00e8 il Vescovo Beppe Lanzetta che masturba&nbsp;<em>Parhenope<\/em>&nbsp;nuda sotto gli ori di San Gennaro: \u201cN\u00e9 provocatorio n\u00e9 trasgressivo\u201d, secondo il regista.&nbsp;<strong>Isabella Ferrari<\/strong>&nbsp;insegna recitazione, ma un velo fitto nasconde gli sfregi da<em>&nbsp;lifting<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Parthenope<\/strong>&nbsp;cresce divisa tra due amori inscindibili, Sandrino (<strong>Dario Alta<\/strong>) e Raimondo (<strong>Daniele Rienzo<\/strong>), suo fratello. Ma c\u2019\u00e8 un tab\u00f9 insuperabile tra Raimondo e il suo oggetto del desiderio: finir\u00e0 suicida. La statuina pi\u00f9 irresistibile \u00e8&nbsp;<strong>Luisa Ranieri<\/strong>, addobbata come Sofia Loren, con i boccoli (finti) di Sofia Loren e gli occhiali di Sofia Loren. \u201cNon \u00e8 la Loren\u201d, assicura&nbsp;<strong>Sorrentino<\/strong>. Che le mette in bocca un\u2019invettiva fuori copione: \u201cIl problema siete voi napoletani. Siete depressi e non lo sapete. Siete poveri, vigliacchi, piagnucoloni, arretrati, e sempre pronti a dare la colpa a qualcun altro. Io me ne torno al Nord: Io mi sono salvata, ma voi no: siete morti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma&nbsp;<strong>Parthenope<\/strong>&nbsp;non \u00e8 solo un magnifico involucro, studia antropologia con profitto. E sceglier\u00e0 nella vita l\u2019insegnamento, circondata dal solo affetto dei propri studenti. Il suo prof. di giovent\u00f9,&nbsp;<strong>Silvio Orlando<\/strong>, incarna il perno forte, disincantato, della cultura e del pensiero napoletano. Le spiega che l\u2019antropologia, nella sua essenza, \u00e8 \u201cvedere\u201d, e che vedere \u00e8 difficilissimo, \u201cperch\u00e9 \u00e8 l\u2019ultima cosa che si impara\u201d. Solo quando \u00e8 certo che la sua allieva abbia imparato a \u201cvedere\u201d, la introduce presso il suo amatissimo figlio, un freak gigante, mostruoso e gentile \u201cfatto di acqua e di sale, come il mare\u201d. E lei dice: \u201c\u00c8 bellissimo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ed io all&#8217;uscita ho mormorato a me stesso: \u00abil cinema \u00e8 davvero bellissimo perch\u00e9 non solo ti mostra, ma ti fa vedere\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parthenope, il film di Paolo Sorrentino, un capolavorodi&nbsp;Carlo Di Stanislao Il guardare una cosa \u00e8 ben diverso dal vederla. 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