{"id":65033,"date":"2024-11-19T21:20:34","date_gmt":"2024-11-19T21:20:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=65033"},"modified":"2024-11-19T21:20:34","modified_gmt":"2024-11-19T21:20:34","slug":"discorso-sulla-vita-e-la-scrittura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=65033","title":{"rendered":"Discorso sulla vita e la scrittura"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di\u00a0Carlo Di Stanislao<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Carlo-Di-Stanislao-2.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"932\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Carlo-Di-Stanislao-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-65034\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Carlo-Di-Stanislao-2.jpg 960w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Carlo-Di-Stanislao-2-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Carlo-Di-Stanislao-2-768x746.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Carlo-Di-Stanislao-2-150x146.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><em><br>\u201cLa vita deve essere vissuta come un gioco\u201d&nbsp;<\/em><strong>Platone<\/strong><br>Chi ci riesce? Probabilmente chi \u00e8 elevato come&nbsp;<strong>Platone<\/strong>, che ha preferito parlare del maestro pi\u00f9 che di se stesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo non fa che ingannarci. Ogni volta mostra all\u2019uomo un guadagno e alla fine questo non ha nulla. Possiamo vedere coi nostri occhi che la maggior parte della gente lavora e si affanna per giorni e anni e quando infine va a fare i conti non gli resta in mano nulla.&nbsp;E perfino chi raggiunge la ricchezza viene strappato ad essa. Questa \u00e8 la regola: non possono convivere. O la ricchezza viene tolta all\u2019uomo o l\u2019uomo \u00e8 tolto alla sua ricchezza.<br>Da tutto ci\u00f2 pu\u00f2 salvarci la poesia. Ma esiste oggi ancora la poesia?<br>Delle varie forme di manifesta decadenza di cui soffre attualmente l\u2019arte poetica, nulla colpisce con maggior violenza la nostra sensibilit\u00e0 quanto il preoccupante declino dell\u2019armoniosit\u00e0 del metro, quella che adornava i versi dei nostri immediati avi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un pensatore antico come&nbsp;<strong>Dionigi di Alicarnasso<\/strong>&nbsp;e un filosofo moderno come&nbsp;<strong>Hegel<\/strong>&nbsp;hanno affermato che la versificazione non \u00e8 semplicemente un necessario attributo, ma il fondamento stesso della poesia. Hegel, in effetti, pone la metrica al di sopra dell\u2019immaginazione metaforica come essenza della creazione poetica.<br>Ma oggi esistono solo metafore piatte e sbiadite e la vita si priva anche di questa ricchezza. E sopratutto non esiste pi\u00f9 metro&#8230;<br>Come ieri certe opere intellettualistiche e decadentistiche erano la prova patente di un depotenziamento ideologico, oggi certe opere all\u2019insegna dell\u2019erotismo sono la prova di una impotenza o di una deviazione sessuale, e l\u2019una e l\u2019altra sono la riprova di una carenza plenaria e unitaria dell\u2019uomo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 la triste verit\u00e0.<br>Ma esiste un altro tipo di poesia: la poesia di ci\u00f2 che \u00e8 a portata di mano, la poesia dell\u2019immediato presente. In questo immediato presente non c\u2019\u00e8 perfezione, niente si consuma, nulla \u00e8 finito n\u00e9 definitivo. La materia vibra in modo indicibile, inala il futuro, esala il passato, vive in entrambi eppure da entrambi non \u00e8 interamente posseduta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il vile letterato, quello che sforna \u201cpentole\u201d per il resto della vita, risparmi tempo e ignori questo articolo. Non contiene accenni agli archivi dei manoscritti, ai vezzi da matita blu, n\u00e9 all\u2019innata, perversa pervasivit\u00e0 di avverbi e aggettivi. Scrittori che trottate con la penna: via di qua! Questo articolo \u00e8 per lo scrittore che nutre ambizioni e ideali.<br>Ricordo che nel 1976 il linguista&nbsp;<strong>Tullio De Mauro<\/strong>, di recente scomparso, aveva fatto una ricerca per vedere quante parole conosceva un ginnasiale: il risultato fu circa 1.600. Ripetuto il sondaggio venti anni dopo, il risultato fu che i ginnasiali del 1996 conoscevano dalle 600 alle 700 parole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi io penso che se la cavino con 300 parole, se non di meno.<br>\u00c8 un problema?&nbsp;<strong>SI<\/strong>, \u00e8 un grosso problema, perch\u00e9, come ha evidenziato&nbsp;<strong>Heidegger<\/strong>, riusciamo a pensare limitatamente alle parole di cui disponiamo, perch\u00e9 non riusciamo ad avere pensieri a cui non corrisponde una parola. Le parole non sono strumenti per esprimere il pensiero, al contrario sono condizioni per poter pensare.<br>E se non si sa pensare non esiste poesia e il gioco della vita si fa molto triste.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E se mancano le basi linguistiche minime grammaticali e semantiche tutto diventa scambio adatto ai social e non nutrimento per lo spirito e il sorriso.&nbsp;L&#8217;<strong>intelligenza artificiale<\/strong>&nbsp;potr\u00e0 scrivere usando molte parole, grammaticamente e semanticamente corrette, ma mancheranno almeno due cose: anima e creativit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Carlo Di Stanislao \u201cLa vita deve essere vissuta come un gioco\u201d&nbsp;PlatoneChi ci riesce? 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