{"id":6559,"date":"2019-06-04T17:28:46","date_gmt":"2019-06-04T17:28:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=6559"},"modified":"2019-06-04T17:28:46","modified_gmt":"2019-06-04T17:28:46","slug":"san-franco-dassergi-don-pietro-iacovoni-e-ferdinando-iv-di-napoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=6559","title":{"rendered":"SAN FRANCO D&#8217;ASSERGI, DON PIETRO IACOVONI E FERDINANDO IV DI NAPOLI"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-6559 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6560'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Lalli-San-Franco-Ferdinando-IV-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6561'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/eremo-di-san-Franco-dAssergi-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6562'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Assergi-e-il-Gran-Sasso-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p align=\"justify\"><b> SAN FRANCO D&#8217;ASSERGI E FERDINANDO DI NAPOLI<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\">Il culto di <b>San Franco d&#8217;Assergi<\/b>, santo eremita del Gran Sasso, fino a qualche decennio fa, era molto diffuso in tutto l&#8217;Abruzzo e anche fuori della regione. Particolarmente cara era la memoria del santo agli abitanti del contado teramano. San Franco, infatti, oltre che di <b>Assergi<\/b>, \u00e8 patrono del borgo di <b>Forca di Valle<\/b>, in provincia Teramo.<\/p>\n<p align=\"justify\">A tale proposito si narra di un certo Pietro, della nobile famiglia forchese dei Iacovoni, che aveva prestato per molti anni servizio presso la corte di<b> Ferdinando IV<\/b> di <b>Napoli<\/b> in qualit\u00e0 di guardia d&#8217;onore.<\/p>\n<p align=\"justify\">Venendogli a noia questo sua occupazione, decise un giorno di ritirarsi a Forca di Valle, non solo per attendere ai suoi interessi di ricco proprietario terriero, ma anche per dedicarsi a suo bell&#8217;agio al culto del santo eremita, dalla cui personalit\u00e0 si era sentito fortemente attratto fin da ragazzo. Forse a noi smaliziati uomini moderni questi gusti fanno sorridere, presi come siamo a coltivare ben altri pi\u00f9&#8230;solidi miti, come quello dei cantanti, degli attori, degli sportivi, degli uomini politici; ma \u2013 che volete ? &#8211; nei tempi andati accadevano anche di queste stranezze.<\/p>\n<p align=\"justify\">Era, questo Pietro, un uomo assai originale, a partire dalle sue fattezze fisiche: un vero gigante. I suoi genitori, forse presagendo le sue forme colossali, avevano pensato bene di affibbiargliene ben due di nomi: lo chiamarono Pietro Franco, quest&#8217;ultimo sicuramente in onore di San Franco. L&#8217;uomo era, per la verit\u00e0, complice forse il suo eccezionale aspetto fisico, dai modi spicci, e alquanto collerico.<\/p>\n<p align=\"justify\">I suoi compaesani, in segno di rispetto, lo chiamavano \u201cDon Pietro Franco\u201d. Parendogli il nome troppo lungo, si faceva chiamare solo \u201cDon Pietro\u201d, riservando il \u201cFranco\u201d all&#8217;onore da tributare al santo, di cui era devoto fino all&#8217;inverosimile. Non aveva esitato a chiamare Franco entrambi i suoi figli maschi : Franco I\u00b0 e Franco II\u00b0\u2026 All&#8217;entrata del paese aveva fatto erigere un tempietto in onore del santo, con tanto di iscrizione dedicatoria incisa sull&#8217;architrave del portale:<\/p>\n<p align=\"justify\">\u201c<i>Templum fecit Petrus Iacovonis anno domini 1774<\/i>\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">E fin qui niente di male. Il male \u2013 ahim\u00e9! &#8211; venne un giorno di giugno, quando a Forca di Valle si celebrava la festa di San Franco. Possiamo immaginare quanto entusiasmo e attivismo Don Pietro mettesse nel festeggiare il suo celeste beniamino. Voleva che la processione seguisse un percorso lunghissimo. Senonch\u00e9, un gendarme, mandato lass\u00f9 per gestire l&#8217;ordine pubblico, vedendo che minacciava di piovere, si permise di ordinare di accorciare il tragitto della processione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Apriti cielo! Don Pietro, per il quale il culto a San Franco era quasi una faccenda privata, non trovandosi per nulla d&#8217;accordo con la decisione del responsabile dell&#8217;ordine pubblico, non esit\u00f2, forte e grosso com&#8217;era, a sferrargli un pugno &#8211; quanto poderoso possiamo immaginarlo! &#8211; , tanto che la povera guardia stramazz\u00f2 a terra morto.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nemmeno in quei tempi di \u201coscurantismo religioso\u201d pare che la giustizia fosse disposta a riconoscere attenuanti ai devoti di San Franco. Cos\u00ec Don Pietro, per sfuggire alla condanna a morte, fu costretto a darsi alla macchia, o, meglio, a fare frequenti passeggiate nei boschi, quando qualcuno aveva cura di preavvisare i familiari che stavano venendo le guardie per arrestarlo.<\/p>\n<p align=\"justify\">Stanco di questo stile di vita, e parendogli inopportuno chiedere l&#8217;intercessione del suo celeste protettore per evitargli le noie conseguenti ad un assassinio, pens\u00f2 di rivolgersi, per ottenere la grazia, ad un potente pi\u00f9 terreno, cio\u00e8 a quel <b>Ferdinando IV <\/b>che aveva servito con molto zelo.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00ab Perch\u00e9 \u2013 si chiese \u2013 non andargli a fargli visita?. Sicuramente molti, a corte, si ricorderanno di me \u00bb. Detto, fatto.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ebbe inoltre l&#8217;originale idea di far preparare dai suoi massari una forma di cacio enorme, del diametro di un metro e larga almeno la met\u00e0: era il dono da recare al sovrano per propiziarsene il favore e ottenere la grazia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Affront\u00f2 un viaggio molto lungo e faticoso per quei tempi. Si pu\u00f2 immaginare la difficolt\u00e0 nel trasportare indenne quella gigantesca forma di pecorino.<\/p>\n<p align=\"justify\">All&#8217;arrivo nei pressi del palazzo reale, molti suoi ex compagni d&#8217;armi lo riconobbero e lo salutarono molto affettuosamente, con il tipico calore dei napoletani, sempre pronti ad apprezzare il folclore e le trovate geniali come quella messa in campo da Don Pietro per omaggiare il re. Avr\u00e0 beneficiato anche loro del buon pecorino abruzzese.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ebbene, la grazia la ottenne, ma Don..Pietrone, ammalatosi di colera, mor\u00ec sulla via del ritorno, sull&#8217;altopiano delle Cinque Miglia, quando gli mancava poco per rimettere piede a Forca di Valle con la grazia reale in mano.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dove s&#8217;impara che non sempre basta avere&#8230;un santo in paradiso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; SAN FRANCO D&#8217;ASSERGI E FERDINANDO DI NAPOLI Il culto di San Franco d&#8217;Assergi, santo eremita del Gran Sasso, fino [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,42],"tags":[],"class_list":["post-6559","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-religion"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6559","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6559"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6559\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6559"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6559"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6559"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}