{"id":65637,"date":"2024-12-01T09:41:14","date_gmt":"2024-12-01T09:41:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=65637"},"modified":"2024-12-01T09:41:14","modified_gmt":"2024-12-01T09:41:14","slug":"il-marinetti-futurista-a-80-anni-dalla-morte-una-visione-delle-arti-oltre-gli-schemi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=65637","title":{"rendered":"Il Marinetti futurista a 80 anni dalla morte. Una visione delle arti oltre gli schemi"},"content":{"rendered":"\n<p><br><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/IMG_20241201_094900.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/IMG_20241201_094900-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-65638\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/IMG_20241201_094900-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/IMG_20241201_094900-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/IMG_20241201_094900-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/IMG_20241201_094900-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/IMG_20241201_094900-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/IMG_20241201_094900-2048x2048.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Siamo giunti agli Ottant&#8217;anni di Marinetti. Il problema si pone su diversi campi e spazi della cultura. Provocazioni e manifesti per un&#8217;arte delle innovazioni.&nbsp; Ma \u00e8 proprio vero? Gli scenari dovrebbero essere studiati partendo dal valore dell&#8217;arte nell&#8217;Italia di fine Ottocento e Novecento. Ma perch\u00e9 Marinetti non volle definitivamente separarsi da Leopardi?<\/p>\n\n\n\n<p>Marinetti e Leopardi. Due modelli. Due racconti nella letteratura. A ottant\u2019anni dalla scomparsa dell\u2019inventore del Futurismo la discussione \u00e8 tutta da approfondire non su schemi&nbsp; ma su testimonianze e documenti biografici.<\/p>\n\n\n\n<p>Marinetti venne affascinato da Leopardi. Non \u00e8 una contraddizione di forme o nelle forme di una letteratura che ha sempre intrecciato le esistenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Filippo Tommaso Marinetti (Alessandria d\u2019Egitto, 22 dicembre 1876 \u2013 Bellagio, 2 dicembre 1944) \u00e8 stato un attento conoscitore di Giacomo Leopardi (Recanati, 29 giugno 1798\u2013 Napoli, 14 giugno 1837). Non solo. Il padre dell\u2019unica avanguardia nazionale che voleva uccidere il chiaro di luna amava profondamente la poesia di Leopardi, tanto che cerc\u00f2 di ricontestualizzare e riproporre il sentiero dell\u2019infinito attraverso \u201cl\u2019elogio\u201d dell\u2019ottimismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo Marinetti non accettava la \u201clogica\u201d del pessimismo n\u00e9 in filosofia e letteratura e tanto meno nella vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i&nbsp; massimi studiosi del Futurismo che hanno speso una vita per portare avanti quei processi culturali restano Francesco Grisi, nel campo della visione letteraria, e Luigi Tallarico nel campo della critica d&#8217;arte e delle conoscenze scientifiche sugli autori del Futurismo: i lori libri sono un documento certo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Futurismo \u00e8 rivoluzione ed \u00e8 rivoluzionario. La guerra come igiene del mondo resta una metafora nella dinamicit\u00e0 del denso della velocit\u00e0 che sta oltre il tempo e lo spazio. Il concetto di velocit\u00e0 stessa trasforma il pensiero contemplante in azione folgorante o meglio fulminante.<\/p>\n\n\n\n<p>Con tutto ci\u00f2 il post classicismo di Leopardi non trovava un orizzonte e tanto meno un filo ad intreccio tra le ragnatele della trincea. Ungaretti cap\u00ec la dinamica tra l\u2019azione e la contemplazione. Leg\u00f2 la solitudine dello stare come uccelli su un albero o vivere l\u2019insieme di una solitudine tra le cadute nella trincea della Prima guerra mondiale e il passero solitario tra le rimembranze e il nulla e il tutto di una sera nella quale si domanda luna che fai in ciel , vivendo la siepe e cercando l\u2019infinito.<\/p>\n\n\n\n<p>Scavare tra le ombre della siepe e catturare gli infiniti non \u00e8 pessimismo. L\u2019infinito \u00e8 attraversare anche sul piano metafisico il pessimismo nel \u201cpassatismo\u201d e dare un senso alla dinamicit\u00e0 del pensiero. L\u2019infinito \u00e8 essere negli infiniti. Ecco perch\u00e9 Ungaretti uscito dalla trincea rimodernizza Leopardi anche ponendolo oltre il modello del neo o post classicismo. Certamente non come lo inquadra Cardarelli nei moduli rondeschi che si contrappongono al Pascoli \u201cstornellatore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dato centrale \u00e8 che la poesia di un Novecento che rientra nel terreno delle matrici letterarie non pu\u00f2 che porre Leopardi come incipit fondamentale. Lo far\u00e0 lo stesso Pascoli che diventer\u00e0 futurista e sar\u00e0 riferimento futurista nel 1905. Lo far\u00e0, come test\u00e9 sottolineato, Ungaretti con le sue lezioni sul Leopardi e con la sua adesione all\u2019ideologia e al linguaggio futurista. Lo far\u00e0 l\u2019interventista Giovanni Papini che con \u201cL\u2019uomo finito\u201d sancisce la rottura con un Croce che non sopportava Leopardi e che non ha mai capito il Futurismo. Lo far\u00e0 il fiumano e notturno D\u2019Annunzio che \u00e8 leopardiano anche nei nodi decadenti e futuristi nelle manovre azioniste di Buccari e nei metalli de il \u201cNotturno\u201d .<\/p>\n\n\n\n<p>Marinetti non si smentisce nel celebrare il Leopardi dell\u2019ottimismo. Infatti lo considera \u201cmaestro di ottimismo\u201d. Scrive un articolo su Leopardi dal titolo, appunto, \u201cLeopardi, maestro d\u2019 ottimismo\u201d in occasione del centenario della morte. Una vera e propria celebrazione. Lo scritto porta la data del 1938 in un volume edito dal Comune di Recanati pubblicato in occasione della ricorrenza. Ma l\u2019interesse di Marinetti per Leopardi risale a molto prima. Addirittura agli anni Dieci del Novecento come conferma Francesco Cangiulo nel volume del 1961: \u201cLe serate futuriste\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Un interesse, dunque, che sfiora la pubblicazione addirittura del Manifesto futurista del 1909. Ma nella rivista \u201cPoesia\u201d vero strumento di \u201cpropaganda\u201d e manifestazioni futuriste non vengono mai aborrite le poetiche di un verseggiare con rimandi ad un classicismo leopardiano. Si pensi ai poeti stranieri e soprattutto ad alcune poesie, di poeti albanesi, scritte anche in francese.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la dinamica del linguaggio dei futuristi oltre alla vastit\u00e0 della supremazia di un vocabolario estremamente rivoluzionario e metallico non \u00e8 forse un recuperare la inquietudine della sera leopardiana che annuncia, dico annuncia, il d\u00ec di festa?<\/p>\n\n\n\n<p>Marinetti riesce a cogliere il senso leopardiano e a farne un superamento del linguaggio del canto malinconico per viverlo in quell\u2019infinito che \u00e8 filosofia papiniana, ma anche a ricostruirlo come il personaggio che \u00e8 il venditore di almanacchi. Venditore di futuro. Il nazionalista Marinetti recita, tra l\u2019altro, il canto della Patria leopardiano che non ha romanticismo ma modernit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma Marinetti impone al Futurismo la intoccabilit\u00e0 di un Leopardi maestro di ottimismo nella luce del giorno nuovo e nell\u2019alba risorgente oltre le ricordanze della siepe e gli sguardi languidi di Nerina. D\u2019altronde l\u2019ultimo poeta futurista che segu\u00ec Marinetti, Geppo Tedeschi, fu fortemente un poeta che us\u00f2 il vocabolario leopardiano per vivere la sua paziente poesia nella inquietudine di un linguaggio malinconico. Quanta verit\u00e0 vibra nella letteratura. Uno dei libri che ha posto delle questioni non solo artistiche ma profondamente letterarie resta ancora \u00abI Futuristi\u00bb di Francesco Grisi edito da Newton Compton nel 1989 in pi\u00f9 edizioni mentre uno dei massimi studiosi di Marinetti e del Futurismo \u00e8 senza ombra di dubbio Luigi Tallarico. Figure e studiosi dimenticati? Volutamente o involontariamente? Il Futurismo comunque resta l&#8217;unica avanguardia nazionale. Il Futurismo non \u00e8 storia. \u00c8 la grande visione delle Arti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni\u00a0 Siamo giunti agli Ottant&#8217;anni di Marinetti. Il problema si pone su diversi campi e spazi della cultura. 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