{"id":65654,"date":"2024-12-02T10:18:15","date_gmt":"2024-12-02T10:18:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=65654"},"modified":"2024-12-02T10:18:15","modified_gmt":"2024-12-02T10:18:15","slug":"scomparso-il-26-novembre-a-new-york-gianfranco-sorrentino-proprietario-di-due-celebri-ristoranti-a-manhattan-il-gattopardo-e-the-leopard-at-des-artistes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=65654","title":{"rendered":"Scomparso il 26 novembre a New York Gianfranco Sorrentino, proprietario di due celebri ristoranti a Manhattan: Il Gattopardo e The Leopard at des Artistes"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/gianfranco_sorrentino_vito_gnazzo_0.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"855\" height=\"570\" data-id=\"65656\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/gianfranco_sorrentino_vito_gnazzo_0.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-65656\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/gianfranco_sorrentino_vito_gnazzo_0.jpg 855w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/gianfranco_sorrentino_vito_gnazzo_0-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/gianfranco_sorrentino_vito_gnazzo_0-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/gianfranco_sorrentino_vito_gnazzo_0-150x100.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 855px) 100vw, 855px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/sorrentinogattopardogruppo.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"829\" height=\"349\" data-id=\"65657\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/sorrentinogattopardogruppo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-65657\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/sorrentinogattopardogruppo.jpg 829w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/sorrentinogattopardogruppo-300x126.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/sorrentinogattopardogruppo-768x323.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/sorrentinogattopardogruppo-150x63.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 829px) 100vw, 829px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/the-leopard-at-des-artistes.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"427\" height=\"640\" data-id=\"65659\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/the-leopard-at-des-artistes.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-65659\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/the-leopard-at-des-artistes.jpg 427w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/the-leopard-at-des-artistes-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/the-leopard-at-des-artistes-100x150.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 427px) 100vw, 427px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Marted\u00ec 26 novembre \u00e8 scomparso Gianfranco Sorrentino, proprietario di 2<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>celebri ristoranti a Manhattan: Il Gattopardo e The Leopard at des Artistes<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Letizia Airos Soria *<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a> Lo notavi subito quando entravi in uno dei suoi ristoranti, prima ancora di parlarci o di conoscerlo, anche senza sapere chi fosse. Con fare elegante e misurato, il fazzoletto rigorosamente nel taschino, lo vedevi osservare la sala con discrezione, tenere sotto controllo i collaboratori, i clienti; oppure camminare tra i tavoli salutando e intrattenendo con grande garbo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei locali di <strong>Gianfranco Sorrentino<\/strong>, ristoratore di origine napoletana e pioniere della cucina italiana a <strong>New York<\/strong>, si respirava un\u2019atmosfera unica, curata nei minimi dettagli. Nulla era mai eccessivo: ci si sentiva accolti nel miglior modo possibile, vivendo anche al di l\u00e0 dell\u2019oceano, un\u2019esperienza autenticamente italiana. Quando lasciavi il tavolo e la porta del locale si chiudeva alle tue spalle, mentre ti immergevi nelle luci e ritmi di <strong>Manhattan<\/strong>, persisteva per diversi minuti ancora quella sensazione di aver vissuto un paio d\u2019ore di pura italianit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gianfranco Sorrentino<\/strong> ha reinventato e fatto conoscere l\u2019arte dell\u2019accoglienza italiana negli <strong>Stati Uniti<\/strong>. Lo ha cominciato a fare in un\u2019epoca in cui i ristoranti \u201cmade in Italy\u201d proponevano perlopi\u00f9 cucina italo-americana: una tradizione importante e parte di un prezioso patrimonio culturale, ma ben diversa dalla cucina italiana autentica.<\/p>\n\n\n\n<p>Caparbiet\u00e0, un pizzico di fortuna e il coraggio di prendere decisioni rischiose: nella storia di <strong>Gianfranco Sorrentino<\/strong> questi elementi si intrecciano in una lunga avventura che lo ha portato a celebrare oltre 50 anni nella ristorazione. Una storia partita da <strong>Napoli<\/strong>, segnata da scelte innovative ma sempre rispettose della tradizione. Il segreto del suo successo? Forse non avere un segreto. Tutto era alla luce del sole, sostenuto da una professionalit\u00e0 che gli consentiva di affrontare con maestria le complesse dinamiche di un imprenditore della ristorazione all\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p>E quando lo guardavi lavorare era impossibile riconoscere quel ragazzo di cui lui stesso amava raccontare: un inesperto giovane napoletano che lavorava per mantenersi agli studi nei prestigiosi hotel Quisisana ed Europa Palace. La sua esperienza all\u2019estero cominci\u00f2 a <strong>Londra<\/strong>, a soli 17 anni. Ma le scelte decisive, quelle che lo avrebbero portato a non tornare pi\u00f9 in Italia, le fece a <strong>New York<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Accadde tutto in un ristorante di <strong>Manhattan<\/strong>, dove lavorava. Alcuni membri del comitato direttivo del <strong>MoMA<\/strong> gli proposero di avviare un progetto di ristorazione nel pi\u00f9 famoso museo di arte moderna del mondo. Fu una vera sfida, qui l\u2019avventura professionale si intrecci\u00f2 con quella personale. Fu proprio nel ristorante \u201cSette\u201d del MoMA che Gianfranco conobbe la designer <strong>Paula Bolla<\/strong>, che sarebbe poi diventata sua moglie e madre dei suoi due figli.L\u2019esperienza al MoMA dur\u00f2 dieci anni. Gianfranco e Paula fecero conoscere per la prima volta la vera cucina napoletana.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma <strong>New York<\/strong> \u00e8 una citt\u00e0 esigente, capace di dare e togliere nel giro di poche ore. La sua societ\u00e0, seppur solida, non era abbastanza competitiva dal punto di vista finanziario. Erano bravi ma piccoli. Un concorrente prese il suo posto. Fu un momento difficile, ma che segn\u00f2 una svolta importante. Il <strong>MoMA<\/strong> stava aprendo una nuova sede sulla 54\u00aa strada, <strong>Sorrentino<\/strong> cap\u00ec che doveva rilevare un nuovo spazio proprio l\u00ec davanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella difficolt\u00e0, vide l\u2019opportunit\u00e0. La cucina sarebbe rimasta la stessa: raffinata e autenticamente napoletana. I clienti lo seguirono immediatamente. Tra loro, nomi illustri come <strong>Paul McCartney<\/strong>, <strong>Stanley Tucci<\/strong>, <strong>Rod Stewart<\/strong>, <strong>Robert De Niro<\/strong>, <strong>Sting<\/strong> e molti altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro momento cruciale nella vita di <strong>Sorrentino <\/strong>fu il 2001. Il suo nuovo ristorante, \u201cIl Gattopardo\u201d, doveva inaugurare il 15 settembre, ma l\u2019<strong>11 settembre <\/strong>ci fu l\u2019attentato alle Torri Gemelle. <strong>Manhattan <\/strong>sub\u00ec il pi\u00f9 grave shock della sua storia. Con il suo team, Sorrentino decise che la vita di una citt\u00e0, come <strong>New York<\/strong>, non poteva fermarsi. Inaugur\u00f2 comunque il 18 settembre.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordiamo ancora le sue parole: <em>\u201cQuel giorno, la strada era deserta. Rimasi ore sul marciapiede ad aspettare. Alla fine arrivarono venti clienti, ma eravamo pronti a servirne anche solo due, con la stessa attenzione.\u201d <\/em>In seguito, <strong>Sorrentino<\/strong> apr\u00ec altri due locali di successo: \u201cThe Leopard at des Artistes\u201d e \u201cMozzarella &amp; Vino\u201d. Ristoranti diversi, ma con una missione comune: offrire ai clienti una vera esperienza italiana.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Gianfranco Sorrentino<\/strong> \u00e8 stato una figura centrale nel panorama della ristorazione americana, un riferimento per italiani e americani. Era riconosciuto come garante del delicato passaggio tra la ristorazione di una volta e quella del futuro, soprattutto all\u2019estero. Viveva il suo lavoro come una vera missione. Aveva anche ridato vita al <strong>\u201cGruppo Italiano\u201d<\/strong> <strong>(G.I.)<\/strong>, un\u2019associazione nata negli anni \u201970 ma ormai inattiva. Sotto la sua guida, il G.I. ha riunito non solo ristoratori, importatori e distributori italiani negli <strong>Stati Uniti<\/strong>, ma anche clienti americani appassionati della qualit\u00e0 italiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie al <strong>G.I.<\/strong>, negli USA si \u00e8 avviata una riflessione approfondita sul business model dell\u2019ospitalit\u00e0 italiana, valorizzando anche aspetti apparentemente secondari. Per esempio, <strong>Sorrentino<\/strong> si \u00e8 battuto per avere nei ristoranti non solo i migliori prodotti italiani e i migliori chef (tra cui spicca <strong>Vito Gnazzo<\/strong>, di origini salernitane), ma anche personale italiano in sala.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019associazione organizza eventi, sia per professionisti del settore che per il grande pubblico, promuovendo un\u2019educazione alla qualit\u00e0 italiana. E <strong>Sorrentino<\/strong>, instancabile, non si risparmiava: tra tavole rotonde, conferenze e collaborazioni con universit\u00e0 e istituzioni americane, era sempre in prima linea. Indimenticabili le sue innovative giornate dedicate alla cultura della ristorazione italiana presso la <strong>Casa Italiana Zerilli-Marim\u00f2<\/strong> della New York University, dove ha lasciato un\u2019impronta indelebile.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la scomparsa di <strong>Gianfranco Sorrentino<\/strong> perdiamo un amico, un uomo straordinario, generoso e solare come pochi. Ma ci lascia anche una personalit\u00e0 unica, colonna portante e speranza per il futuro della ristorazione italiana nel mondo che, grazie a lui, ha mantenuto intatta la sua tradizione negli USA. E poi possiamo dirlo: a <strong>New York<\/strong>, grazie a <strong>Gianfranco Sorrentino<\/strong>, l\u2019autenticit\u00e0 italiana partiva anche dalla <strong>Campania<\/strong>. Un caloroso abbraccio a Paula, Sofia ed Eduardo. Sappiamo che sapranno proseguire nel miglior modo questa eredit\u00e0 straordinaria.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>*<\/strong><em>Giornalista<\/em>&#8211; da <em><strong>https:\/\/www.lucianopignataro.it\/<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marted\u00ec 26 novembre \u00e8 scomparso Gianfranco Sorrentino, proprietario di 2 celebri ristoranti a Manhattan: Il Gattopardo e The Leopard at [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2,10],"tags":[],"class_list":["post-65654","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-informacion","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65654","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=65654"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/65654\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=65654"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=65654"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=65654"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}