{"id":66231,"date":"2024-12-22T14:46:05","date_gmt":"2024-12-22T14:46:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=66231"},"modified":"2024-12-22T14:46:05","modified_gmt":"2024-12-22T14:46:05","slug":"arte-e-scienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=66231","title":{"rendered":"ARTE E SCIENZA"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Arch.-Franca-Colozzo.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"338\" height=\"338\" data-id=\"66232\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Arch.-Franca-Colozzo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66232\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Arch.-Franca-Colozzo.jpg 338w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Arch.-Franca-Colozzo-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Arch.-Franca-Colozzo-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 338px) 100vw, 338px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/GPLT_fRANCA.-eXECUTIVEjpg.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"960\" data-id=\"66233\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/GPLT_fRANCA.-eXECUTIVEjpg.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66233\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/GPLT_fRANCA.-eXECUTIVEjpg.jpg 960w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/GPLT_fRANCA.-eXECUTIVEjpg-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/GPLT_fRANCA.-eXECUTIVEjpg-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/GPLT_fRANCA.-eXECUTIVEjpg-768x768.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/graphic-Leonardo-da-Vinci.png\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" data-id=\"66234\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/graphic-Leonardo-da-Vinci.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-66234\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/graphic-Leonardo-da-Vinci.png 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/graphic-Leonardo-da-Vinci-300x300.png 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/graphic-Leonardo-da-Vinci-150x150.png 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/graphic-Leonardo-da-Vinci-768x768.png 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><em>Storia, analisi e spigolature sulle interazioni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dr. Arch. Franca Colozzo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>ARTE &amp; SCIENZA <\/strong><\/em><em>&#8211; Questi due termini, apparentemente in antitesi, ci pongono di fronte ad un interrogativo: alla luce dei tempi attuali potrebbero, come le rette parallele nella geometria euclidea, incontrarsi all\u2019infinito? Oppure, essendo due termini dicotomici, non incontrarsi mai? Arte della scienza o scienza dell\u2019arte? Tutto ruota attorno a ci\u00f2 che noi chiamiamo reale, se per realt\u00e0 si intende quello che i nostri sensi percepiscono. Il quesito consiste, in sintesi, nell\u2019indagare sul rapporto tra queste due termini: sono essi assoluti o relativi? Funzioni di variabili umane filtrate dall\u2019esperienza storica dell\u2019uomo e della sua evoluzione del tempo? Sono proporzionali o equivalenti? Oggettive o soggettive?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p>Partendo dal presupposto inconfutabile che ognuno di noi ha un\u2019interpretazione della realt\u00e0 soggettiva nell\u2019ambito di una percezione collettiva che \u00e8 patrimonio genetico e conoscitivo della razza umana, sicuramente <strong>Arte e Scienza<\/strong> sottostanno alle leggi di un simbolismo implicito che ci costringe a ricercare il significato recondito della vita sulla terra in relazione all\u2019Universo e ai fini escatologici dell\u2019umanit\u00e0. Questa continua ricerca dell\u2019essere in s\u00e9 e fuori di s\u00e9, proiettato nel cosmo, ha da sempre contraddistinto gli studi filosofici sin dai tempi del pensiero antico.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto mi concerne, attraverso le fonti del pensiero filosofico greco ed oltre, <strong>Arte e Scienza<\/strong> sono dell\u2019apparenza un unicum. Forse l\u2019espressione pi\u00f9 sublime di questo binomio la si pu\u00f2 trovare in <strong>Leonardo da Vinci<\/strong>, uomo rinascimentale per eccellenza, attraverso i suoi congegni, l\u2019invenzione di macchine e la bellezza formale dei suoi dipinti. In questi ultimi, in particolare, la dissolvenza dell\u2019atmosfera induce lo spettatore a guardare oltre il quadro l\u2019immaginario scenario naturale sfumato, come ad esempio nella <strong>Gioconda<\/strong>. Ma non per questo <strong>Leonardo<\/strong> si ferma all\u2019apparenza della forma quando dell\u2019immagine mostra non solo ci\u00f2 che ci appare nella sua realt\u00e0 tangibile, ma anche la metamorfosi di un mondo che la mente ricompone nel suo farsi. L\u2019atmosfera, dissolvendosi, scolorisce tra le nebbie della memoria o gli artifici delle illusioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi noi seguiamo gli sviluppi tecnologici pedissequamente, senza spesso riuscire a stare al passo con questa rapida rivoluzione. Cosa dire allora del rapporto tra <strong>Arte e Scienza<\/strong> quando le soglie del millennio si sono spalancate su imprecisati mondi difficili da capire tra teoria dei Quanti, Intelligenza Artificiale e teletrasporto dell\u2019informazione? Lo scetticismo imperante \u00e8 stato causato dalla separazione tra Arte e Scienza, dal momento che quest\u2019ultima \u00e8 stata volutamente scissa dalla prima mediante un\u2019operazione arbitraria a partire dall\u2019800, quando la Rivoluzione industriale cominci\u00f2 a bussare prepotentemente alle porte dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli antichi greci, da <strong>Socrate <\/strong>a <strong>Platone <\/strong>e <strong>Aristotele<\/strong>, per parlare delle colonne portanti del nostro pensiero occidentale, fino all\u2019Umanesimo ed al Rinascimento, hanno saputo ben coniugare <strong>Arte e Scienza<\/strong>. Non esisteva allora una cesura tra loro, ma un\u2019osmosi dell\u2019una nell\u2019altra. Scienza \u00e8 Arte che si manifesta nelle galassie in fuga all\u2019infinito con un aumento dell\u2019entropia a partire dal famoso Big Bang. <strong>Arte \u00e8 Scienza<\/strong> e viceversa, come ci hanno dimostrato <strong>Piero della Francesca<\/strong> (studi prospettici finalizzati all\u2019interpretazione della realt\u00e0), <strong>Leonardo da Vinci<\/strong>, <strong>Michelangelo<\/strong>, <strong>Raffaello<\/strong> e tutti i grandi pittori dell\u2019Umanesimo e del Rinascimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi s\u2019avverte l\u2019esigenza di accorpare questi due grandi pilastri dello scibile umano. Pure le <strong>Avanguardie del \u2018900<\/strong> ci hanno dimostrato ci\u00f2 anche attraverso, ad esempio, la Computer Art. Il connubio tra le due sembra avverarsi in una danza di particelle infinitamente piccole. Avverto nello spin di fotoni, per quanto distanti tra loro, quella danza infinita di partecipate esperienze che fa della nostra consapevolezza il vero mistero. Siamo coaguli di atomi e quindi di energia, come ci insegna la famosa equazione di <strong>Einstein<\/strong> (E = mc<sup>2<\/sup>), o rarefazione di coscienza (l\u2019anima) attraverso neuroni che si connettono tra loro inviando impulsi elettrici. Nel mistero del cervello \u00e8 nascosto il segreto del nostro essere una sorta di micro mondo all\u2019interno di un macro mondo, di cui ci sfuggono i confini reali.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo &#8211; come l\u2019artista olandese <strong>Maurits Cornelis Escher<\/strong> ci ha insegnato al di l\u00e0 degli schemi geometrici e convenzionali del mondo &#8211; particelle di Dio schizzate sulla Terra al pari di frammenti meteorici, oppure un concentrato di infinito come la nostra invisibile anima che sottende molte nostre frustrazioni e desideri. Lavoriamo poco sull\u2019anima e molto sul corpo: l\u2019apparenza della realt\u00e0 offende la bellezza inespressa del divino, dentro di noi, astratto come un dipinto moderno di <strong>Klee<\/strong> o <strong>Kandinskij<\/strong>. Probabilmente nelle <strong>Avanguardie del \u2018900<\/strong> \u00e8 nascosta la chiave dell\u2019interpretazione: Arte = Scienza. In un mondo atemporale, ci troviamo un po\u2019 spaesati perch\u00e9 il peso del tempo biologico ci schiaccia cos\u00ec come la gravit\u00e0. Le teorie fisiche di <strong>Einstein<\/strong> e <strong>Max Planck<\/strong> sfiorano vette inaccessibili ai pi\u00f9 e di difficile comprensione. Impastati di realt\u00e0 tangibile e legati al nostro sistema di riferimento Terra-Sole ci sentiamo al sicuro solo nella nostra navicella spaziale, pronti anche a distruggere i nostri simili ed il pianeta insieme a moltissime specie vegetali ed animali.<\/p>\n\n\n\n<p>Distogliamo lo sguardo dalla verit\u00e0 per paura dell\u2019abisso che si spalanca davanti a noi, l\u2019abisso di dimensioni diverse dalla confortante visione del nostro piccolo recinto. Non pi\u00f9 abituati a sognare, ci rifugiamo nel consueto giro di vite, annoiati e stanchi, fluttuando nell\u2019etere nostro malgrado e privilegiando oggetti che non ci danno la felicit\u00e0 tanto agognata. Poi, all\u2019improvviso, ecco aprirsi una porta per gli iniziati e l\u2019Arte avanza, sotto molteplici forme: poesia, pittura, scrittura, musica, etc. Avanza la Scienza nelle menti illuminate dalla matematica, dalla fisica, nel gioco di fotoni che della luce seguono le curvature gravitazionali dei mondi. Lo stesso universo pensato da <strong>Einstein<\/strong> \u00e8 una meravigliosa opera d\u2019Arte. I fisici la disegnano matematicamente arrovellandosi in astruse equazioni; gli artisti usano suoni, linee, colori e rime, pennellate di sogni. Ma in fondo, c\u2019\u00e8 l\u2019uomo che spinge sull\u2019acceleratore della conoscenza ed usa tutti gli strumenti possibili per accedere alle informazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Sar\u00e0 che, grazie alla teoria dei Quanti, il teletrasporto di informazioni ci far\u00e0 viaggiare con il pensiero pi\u00f9 veloci di un bip o della stessa luce. Pare che non si possa viaggiare pi\u00f9 velocemente della luce dal momento che <strong>Einstein<\/strong> ce lo ha dimostrato matematicamente, ma con il pensiero sicuramente possiamo fare questo! Allora, ecco il dubbio che mi assale ora: il pensiero \u00e8 o non \u00e8 pi\u00f9 veloce della luce? Di cosa \u00e8 composto il pensiero? Coscienza, consapevolezza, ragione, anima evanescente? Il pensiero \u00e8 la rarefazione estrema di un elaborato processo che va oltre la velocit\u00e0 della luce, oltre l\u2019energia stessa. Nei buchi neri un giorno forse si trover\u00e0 la risposta cercata invano&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Se la creativit\u00e0, come sostiene <strong>M. Emmer<\/strong>, \u00e8 il fattore che unisce <strong>Arte e Scienza<\/strong>, se l\u2019immaginazione \u00e8 il volano che mette in moto la stessa matematica, certamente la descrizione matematica dell\u2019universo \u00e8 come la trama di una poesia. Pertanto la base di un corretto approccio all\u2019universo \u00e8 essenzialmente matematica e quest\u2019ultima \u00e8 una descrizione in chiave poetica dell\u2019essenza stessa della natura e di noi uomini. Questo assunto ci fa riflettere sulle dicotomie del pensiero ottocentesco quando si sono gettate le basi della separazione tra studi classici e scientifici, dando priorit\u00e0 ai primi a scapito dei secondi.<\/p>\n\n\n\n<p>Come se il <strong>Rinascimento<\/strong>, con la poesia insita nelle famose macchine leonardesche oppure nei suoi dipinti, cos\u00ec come in quelli di <strong>Michelangelo<\/strong> o <strong>Raffaello<\/strong>, fosse passato invano senza lasciar traccia dello stretto rapporto tra <strong>Scienza e Arte<\/strong>. D\u2019altra parte la lezione degli antichi greci riaffiora nella cultura umanistica e rinascimentale dei secoli quindicesimo e sedicesimo per propagarsi poi dalla sua culla fiorentina a tutta l\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>La codificazione e la classificazione hanno volutamente, per questioni anche di specializzazioni ulteriori, intrappolato lo scibile umano in rigidi schemi, inscatolando le nozioni e dividendole settorialmente. Da qui nasce il nozionismo che ha imbrigliato la conoscenza e lo studio frammentandolo in categorie e che, a partire dalla fine dell\u2019800, ha ripartito il sistema scolastico italiano secondo modelli rigidi e meno rispondenti alla fluidit\u00e0 del sapere. Se <strong>Einstein<\/strong> si \u00e8 ribellato ad essi, apparendo all\u2019inizio della sua formazione scolastica un cattivo studente di matematica, non dovremmo meravigliarci delle conseguenze indotte da una cultura cos\u00ec poco elastica.<\/p>\n\n\n\n<p>Come antidoto allo schematismo sociale, dove imperavano populisticamente le peggiori dittature che la storia ci addita a causa delle conseguenze devastanti delle due grandi Guerre Mondiali, ecco allora proliferare le Avanguardie avverse alla rigidit\u00e0 delle Accademie. Oggi possiamo a ragione affermare che il \u2018900 \u00e8 stato un secolo speciale, anche sotto l\u2019aspetto del male assoluto (<strong>Hitler<\/strong> e l\u2019<strong>Olocausto<\/strong>), per aver liberato la mente degli uomini dall\u2019assuefazione a modelli diventati troppo rigidi. Noi siamo adesso il frutto di quella metamorfosi, su cui si \u00e8 avvitata la rivoluzione tecnologica che ha fatto passi da gigante.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco allora aprirsi mondi nuovi davanti a noi, spesso impreparati a seguire il passo dell\u2019evoluzione tecnologica, che ci indicano strade apparentemente diverse ma in fondo molto simili a quel modello greco\/rinascimentale che sembra essersi perso tra le volute di fumo delle ciminiere dell\u2019epoca pre\/ post industriale. Ecco apparire all\u2019orizzonte le nuove frontiere dell\u2019Arte che fanno uso di metodi scientifici e si avvalgono di quegli strumenti che solo l\u2019evoluzione tecnologica \u00e8 riuscita a mettere a nostra disposizione. La <strong>Computer Art<\/strong> ad esempio, nata nel 1950, \u00e8 frutto della sperimentazione di <strong>Ben Laposky<\/strong> (USA) e <strong>Manfred Frank<\/strong> (Germania). Erano forse artisti questi ultimi? No, due matematici e programmatori con predisposizione innata per la grafica.<\/p>\n\n\n\n<p>Arte digitale, quindi, che all\u2019inizio ha fatto gridare allo scandalo ma che, successivamente, ha portato gli artisti ad una maggiore libert\u00e0 espressiva attraverso l\u2019utilizzo di tecnologie digitali a partire dagli anni \u201970. Frattali o Digital\/Pixel Art<em>,<\/em> Fotografia digitale, Electronic Literature, Arte elettronica, Computer Poetry, Musica elettronica, etc., sono tutte espressioni del connubio tra <strong>Arte e Scienza<\/strong> nella concretezza del panorama moderno delle interrelazioni tra ambiti diversi dello scibile umano. Le interrelazioni tra arte e tecnologia sono molteplici cos\u00ec come lo sono gli ambiti di applicazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la matematica rappresenta la pi\u00f9 rarefatta forma di Poesia, mi vien da fare il paragone tra anima e corpo. L\u2019anima per me \u00e8 come la Matematica: non vediamo quest\u2019ultima concretamente in tante manifestazioni dell\u2019Universo e nelle applicazioni scientifiche, eppure senza di essa non avremmo ora tutte quelle apparecchiature complesse che ci circondano nella nostra vita reale o quelle fantascientifiche astronavi che vengono messe in orbita. Cos\u00ec pur non riuscendo a vedere l\u2019anima ipotizziamo che sottenda alla consapevolezza delle nostre azioni. Pertanto, la Matematica assurge al massimo livello di conoscenza dell\u2019intero universo. Senza le sue formule, semplici o astruse, non potremmo descrivere mondi lontani, gli stessi buchi neri o le inviolate profondit\u00e0 dello spazio siderale.<\/p>\n\n\n\n<p>Qual \u00e8 dunque l\u2019estetica della Matematica? Quella delle belle formule o dei suoi effetti collaterali? Senza equazioni matematiche nessuno oggi crederebbe alla relativit\u00e0 di <strong>Einstein<\/strong>, come alla Teoria dei Quanti di <strong>Max Planck<\/strong> (1900). Il teletrasporto quantistico \u00e8 uno dei grandi temi di attualit\u00e0 nella scienza fisica. Vent&#8217;anni fa, questo fenomeno era una possibilit\u00e0 teorica. Oggi gli esperimenti sono in pieno svolgimento. Noi uomini siamo agnostici come San Tommaso. La nostra visione \u00e8 fortemente limitata e, se ci fermassimo ad essa, rischieremmo di non scoprire altre infinite possibilit\u00e0 evolutive e cognitive. <strong>Einstein<\/strong> era un visionario, cos\u00ec cometutti gli scienziati. <strong>Max Planck<\/strong> \u00e8 andato oltre Einstein, oltre la localizzazione degli eventi, oltre il tempo stesso che non esiste se non biologicamente (ammasso di atomi che formano i corpi e che termodinamicamente sottostanno ad un processo di invecchiamento).<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie all\u2019<em>Entanglement<\/em> quantistico, sappiamo oggi che due particelle subatomiche (come i fotoni), se pur distanti, possono comportarsi come un unico sistema. Si tratta di un allontanamento dal principio di localit\u00e0 (un oggetto pu\u00f2 essere influenzato solo dal suo ambiente immediato), caro ad <strong>Einstein <\/strong>e alla sua teoria della <strong>Relativit\u00e0 ristretta<\/strong>. Una spiegazione pu\u00f2 essere quella delle \u00abvariabili nascoste\u00bb che ci sfuggono. Cos\u00ec, anche se distanti, queste particelle hanno un effetto l&#8217;una sull&#8217;altra.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla luce delle recenti scoperte, ci viene da riflettere su come l\u2019Arte = Creativit\u00e0 sia alla base anche del pensiero logico e di come la Matematica, frutto di immaginazione, e per estensione tutte le scienze siano il mezzo per arrivare alla conoscenza. In conclusione, non c\u2019\u00e8 uno iato tra <strong>Arte e Scienza<\/strong>, ma una rispondenza biunivoca tra di esse. <strong>Arte=Scienza<\/strong> in quanto entrambe hanno bisogno dell\u2019immaginazione che esula dalla mera conoscenza della nostra dimensione apparentemente temporale e strutturata per calibrarsi su una percezione di una realt\u00e0 apparente, ma necessariamente concreta per lo svolgimento delle attivit\u00e0 umane (<strong>Barbour<\/strong>, autore del famoso saggio: \u00abLa fine del tempo\u00bb).<\/p>\n\n\n\n<p>Cito per concludere <strong>Sant&#8217;Agostino<\/strong>, filosofo e padre della Chiesa IV-V secolo d.C., e le sue teorie spirituali. Per il vescovo di Ippona il tempo \u00e8 una dimensione dell\u2019anima, \u00e8 la coscienza stessa che si dilata sino ad abbracciare col presente anche il passato e l\u2019avvenire. Il tempo rappresenta per lui una dimensione soggettiva dovuta allo spirito umano che raccoglie in unit\u00e0 la pluralit\u00e0 delle esperienze esterne disperse. Per quanto oggi l&#8217;evoluzione sia stata grande, l&#8217;ignoranza della conoscenza appare superare tutti gli aspetti in quanto contempla solo il lato puramente materiale e apparente delle cose.<\/p>\n\n\n\n<p>Per concludere, abbiamo perso la capacit\u00e0 di ascoltare la nostra anima riducendola a puro oggetto materiale. Ma sia essa che la natura ci parlano continuamente attraverso il flusso di energia vitale che fluisce nell&#8217;universo. Basta saper ascoltare la voce che proviene da dentro di noi e non i meri impulsi cerebrali, impietosi abiti mentali, spesso messaggeri di pensieri negativi e distruttivi.<\/p>\n\n\n\n\n\n<p><a><\/a> <em>Leonardo da Vinci non vedeva una netta separazione tra scienza e arte. Per lui, l\u2019osservazione e la sperimentazione erano fondamentali tanto nella pittura quanto nello studio del mondo naturale. Questo approccio interdisciplinare \u00e8 evidente in molte delle sue opere pi\u00f9 famose.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>ARTE E SCIENZA<\/p>\n\n\n\n<p><em>Storia, analisi e spigolature sulle interazioni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dr. Arch. Franca Colozzo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>ARTE &amp; SCIENZA <\/strong><\/em><em>&#8211; Questi due termini, apparentemente in antitesi, ci pongono di fronte ad un interrogativo: alla luce dei tempi attuali potrebbero, come le rette parallele nella geometria euclidea, incontrarsi all\u2019infinito? Oppure, essendo due termini dicotomici, non incontrarsi mai? Arte della scienza o scienza dell\u2019arte? Tutto ruota attorno a ci\u00f2 che noi chiamiamo reale, se per realt\u00e0 si intende quello che i nostri sensi percepiscono. Il quesito consiste, in sintesi, nell\u2019indagare sul rapporto tra queste due termini: sono essi assoluti o relativi? Funzioni di variabili umane filtrate dall\u2019esperienza storica dell\u2019uomo e della sua evoluzione del tempo? Sono proporzionali o equivalenti? Oggettive o soggettive?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p>Partendo dal presupposto inconfutabile che ognuno di noi ha un\u2019interpretazione della realt\u00e0 soggettiva nell\u2019ambito di una percezione collettiva che \u00e8 patrimonio genetico e conoscitivo della razza umana, sicuramente <strong>Arte e Scienza<\/strong> sottostanno alle leggi di un simbolismo implicito che ci costringe a ricercare il significato recondito della vita sulla terra in relazione all\u2019Universo e ai fini escatologici dell\u2019umanit\u00e0. Questa continua ricerca dell\u2019essere in s\u00e9 e fuori di s\u00e9, proiettato nel cosmo, ha da sempre contraddistinto gli studi filosofici sin dai tempi del pensiero antico.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto mi concerne, attraverso le fonti del pensiero filosofico greco ed oltre, <strong>Arte e Scienza<\/strong> sono dell\u2019apparenza un unicum. Forse l\u2019espressione pi\u00f9 sublime di questo binomio la si pu\u00f2 trovare in <strong>Leonardo da Vinci<\/strong>, uomo rinascimentale per eccellenza, attraverso i suoi congegni, l\u2019invenzione di macchine e la bellezza formale dei suoi dipinti. In questi ultimi, in particolare, la dissolvenza dell\u2019atmosfera induce lo spettatore a guardare oltre il quadro l\u2019immaginario scenario naturale sfumato, come ad esempio nella <strong>Gioconda<\/strong>. Ma non per questo <strong>Leonardo<\/strong> si ferma all\u2019apparenza della forma quando dell\u2019immagine mostra non solo ci\u00f2 che ci appare nella sua realt\u00e0 tangibile, ma anche la metamorfosi di un mondo che la mente ricompone nel suo farsi. L\u2019atmosfera, dissolvendosi, scolorisce tra le nebbie della memoria o gli artifici delle illusioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi noi seguiamo gli sviluppi tecnologici pedissequamente, senza spesso riuscire a stare al passo con questa rapida rivoluzione. Cosa dire allora del rapporto tra <strong>Arte e Scienza<\/strong> quando le soglie del millennio si sono spalancate su imprecisati mondi difficili da capire tra teoria dei Quanti, Intelligenza Artificiale e teletrasporto dell\u2019informazione? Lo scetticismo imperante \u00e8 stato causato dalla separazione tra Arte e Scienza, dal momento che quest\u2019ultima \u00e8 stata volutamente scissa dalla prima mediante un\u2019operazione arbitraria a partire dall\u2019800, quando la Rivoluzione industriale cominci\u00f2 a bussare prepotentemente alle porte dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli antichi greci, da <strong>Socrate <\/strong>a <strong>Platone <\/strong>e <strong>Aristotele<\/strong>, per parlare delle colonne portanti del nostro pensiero occidentale, fino all\u2019Umanesimo ed al Rinascimento, hanno saputo ben coniugare <strong>Arte e Scienza<\/strong>. Non esisteva allora una cesura tra loro, ma un\u2019osmosi dell\u2019una nell\u2019altra. Scienza \u00e8 Arte che si manifesta nelle galassie in fuga all\u2019infinito con un aumento dell\u2019entropia a partire dal famoso Big Bang. <strong>Arte \u00e8 Scienza<\/strong> e viceversa, come ci hanno dimostrato <strong>Piero della Francesca<\/strong> (studi prospettici finalizzati all\u2019interpretazione della realt\u00e0), <strong>Leonardo da Vinci<\/strong>, <strong>Michelangelo<\/strong>, <strong>Raffaello<\/strong> e tutti i grandi pittori dell\u2019Umanesimo e del Rinascimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi s\u2019avverte l\u2019esigenza di accorpare questi due grandi pilastri dello scibile umano. Pure le <strong>Avanguardie del \u2018900<\/strong> ci hanno dimostrato ci\u00f2 anche attraverso, ad esempio, la Computer Art. Il connubio tra le due sembra avverarsi in una danza di particelle infinitamente piccole. Avverto nello spin di fotoni, per quanto distanti tra loro, quella danza infinita di partecipate esperienze che fa della nostra consapevolezza il vero mistero. Siamo coaguli di atomi e quindi di energia, come ci insegna la famosa equazione di <strong>Einstein<\/strong> (E = mc<sup>2<\/sup>), o rarefazione di coscienza (l\u2019anima) attraverso neuroni che si connettono tra loro inviando impulsi elettrici. Nel mistero del cervello \u00e8 nascosto il segreto del nostro essere una sorta di micro mondo all\u2019interno di un macro mondo, di cui ci sfuggono i confini reali.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo &#8211; come l\u2019artista olandese <strong>Maurits Cornelis Escher<\/strong> ci ha insegnato al di l\u00e0 degli schemi geometrici e convenzionali del mondo &#8211; particelle di Dio schizzate sulla Terra al pari di frammenti meteorici, oppure un concentrato di infinito come la nostra invisibile anima che sottende molte nostre frustrazioni e desideri. Lavoriamo poco sull\u2019anima e molto sul corpo: l\u2019apparenza della realt\u00e0 offende la bellezza inespressa del divino, dentro di noi, astratto come un dipinto moderno di <strong>Klee<\/strong> o <strong>Kandinskij<\/strong>. Probabilmente nelle <strong>Avanguardie del \u2018900<\/strong> \u00e8 nascosta la chiave dell\u2019interpretazione: Arte = Scienza. In un mondo atemporale, ci troviamo un po\u2019 spaesati perch\u00e9 il peso del tempo biologico ci schiaccia cos\u00ec come la gravit\u00e0. Le teorie fisiche di <strong>Einstein<\/strong> e <strong>Max Planck<\/strong> sfiorano vette inaccessibili ai pi\u00f9 e di difficile comprensione. Impastati di realt\u00e0 tangibile e legati al nostro sistema di riferimento Terra-Sole ci sentiamo al sicuro solo nella nostra navicella spaziale, pronti anche a distruggere i nostri simili ed il pianeta insieme a moltissime specie vegetali ed animali.<\/p>\n\n\n\n<p>Distogliamo lo sguardo dalla verit\u00e0 per paura dell\u2019abisso che si spalanca davanti a noi, l\u2019abisso di dimensioni diverse dalla confortante visione del nostro piccolo recinto. Non pi\u00f9 abituati a sognare, ci rifugiamo nel consueto giro di vite, annoiati e stanchi, fluttuando nell\u2019etere nostro malgrado e privilegiando oggetti che non ci danno la felicit\u00e0 tanto agognata. Poi, all\u2019improvviso, ecco aprirsi una porta per gli iniziati e l\u2019Arte avanza, sotto molteplici forme: poesia, pittura, scrittura, musica, etc. Avanza la Scienza nelle menti illuminate dalla matematica, dalla fisica, nel gioco di fotoni che della luce seguono le curvature gravitazionali dei mondi. Lo stesso universo pensato da <strong>Einstein<\/strong> \u00e8 una meravigliosa opera d\u2019Arte. I fisici la disegnano matematicamente arrovellandosi in astruse equazioni; gli artisti usano suoni, linee, colori e rime, pennellate di sogni. Ma in fondo, c\u2019\u00e8 l\u2019uomo che spinge sull\u2019acceleratore della conoscenza ed usa tutti gli strumenti possibili per accedere alle informazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Sar\u00e0 che, grazie alla teoria dei Quanti, il teletrasporto di informazioni ci far\u00e0 viaggiare con il pensiero pi\u00f9 veloci di un bip o della stessa luce. Pare che non si possa viaggiare pi\u00f9 velocemente della luce dal momento che <strong>Einstein<\/strong> ce lo ha dimostrato matematicamente, ma con il pensiero sicuramente possiamo fare questo! Allora, ecco il dubbio che mi assale ora: il pensiero \u00e8 o non \u00e8 pi\u00f9 veloce della luce? Di cosa \u00e8 composto il pensiero? Coscienza, consapevolezza, ragione, anima evanescente? Il pensiero \u00e8 la rarefazione estrema di un elaborato processo che va oltre la velocit\u00e0 della luce, oltre l\u2019energia stessa. Nei buchi neri un giorno forse si trover\u00e0 la risposta cercata invano&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Se la creativit\u00e0, come sostiene <strong>M. Emmer<\/strong>, \u00e8 il fattore che unisce <strong>Arte e Scienza<\/strong>, se l\u2019immaginazione \u00e8 il volano che mette in moto la stessa matematica, certamente la descrizione matematica dell\u2019universo \u00e8 come la trama di una poesia. Pertanto la base di un corretto approccio all\u2019universo \u00e8 essenzialmente matematica e quest\u2019ultima \u00e8 una descrizione in chiave poetica dell\u2019essenza stessa della natura e di noi uomini. Questo assunto ci fa riflettere sulle dicotomie del pensiero ottocentesco quando si sono gettate le basi della separazione tra studi classici e scientifici, dando priorit\u00e0 ai primi a scapito dei secondi.<\/p>\n\n\n\n<p>Come se il <strong>Rinascimento<\/strong>, con la poesia insita nelle famose macchine leonardesche oppure nei suoi dipinti, cos\u00ec come in quelli di <strong>Michelangelo<\/strong> o <strong>Raffaello<\/strong>, fosse passato invano senza lasciar traccia dello stretto rapporto tra <strong>Scienza e Arte<\/strong>. D\u2019altra parte la lezione degli antichi greci riaffiora nella cultura umanistica e rinascimentale dei secoli quindicesimo e sedicesimo per propagarsi poi dalla sua culla fiorentina a tutta l\u2019Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>La codificazione e la classificazione hanno volutamente, per questioni anche di specializzazioni ulteriori, intrappolato lo scibile umano in rigidi schemi, inscatolando le nozioni e dividendole settorialmente. Da qui nasce il nozionismo che ha imbrigliato la conoscenza e lo studio frammentandolo in categorie e che, a partire dalla fine dell\u2019800, ha ripartito il sistema scolastico italiano secondo modelli rigidi e meno rispondenti alla fluidit\u00e0 del sapere. Se <strong>Einstein<\/strong> si \u00e8 ribellato ad essi, apparendo all\u2019inizio della sua formazione scolastica un cattivo studente di matematica, non dovremmo meravigliarci delle conseguenze indotte da una cultura cos\u00ec poco elastica.<\/p>\n\n\n\n<p>Come antidoto allo schematismo sociale, dove imperavano populisticamente le peggiori dittature che la storia ci addita a causa delle conseguenze devastanti delle due grandi Guerre Mondiali, ecco allora proliferare le Avanguardie avverse alla rigidit\u00e0 delle Accademie. Oggi possiamo a ragione affermare che il \u2018900 \u00e8 stato un secolo speciale, anche sotto l\u2019aspetto del male assoluto (<strong>Hitler<\/strong> e l\u2019<strong>Olocausto<\/strong>), per aver liberato la mente degli uomini dall\u2019assuefazione a modelli diventati troppo rigidi. Noi siamo adesso il frutto di quella metamorfosi, su cui si \u00e8 avvitata la rivoluzione tecnologica che ha fatto passi da gigante.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco allora aprirsi mondi nuovi davanti a noi, spesso impreparati a seguire il passo dell\u2019evoluzione tecnologica, che ci indicano strade apparentemente diverse ma in fondo molto simili a quel modello greco\/rinascimentale che sembra essersi perso tra le volute di fumo delle ciminiere dell\u2019epoca pre\/ post industriale. Ecco apparire all\u2019orizzonte le nuove frontiere dell\u2019Arte che fanno uso di metodi scientifici e si avvalgono di quegli strumenti che solo l\u2019evoluzione tecnologica \u00e8 riuscita a mettere a nostra disposizione. La <strong>Computer Art<\/strong> ad esempio, nata nel 1950, \u00e8 frutto della sperimentazione di <strong>Ben Laposky<\/strong> (USA) e <strong>Manfred Frank<\/strong> (Germania). Erano forse artisti questi ultimi? No, due matematici e programmatori con predisposizione innata per la grafica.<\/p>\n\n\n\n<p>Arte digitale, quindi, che all\u2019inizio ha fatto gridare allo scandalo ma che, successivamente, ha portato gli artisti ad una maggiore libert\u00e0 espressiva attraverso l\u2019utilizzo di tecnologie digitali a partire dagli anni \u201970. Frattali o Digital\/Pixel Art<em>,<\/em> Fotografia digitale, Electronic Literature, Arte elettronica, Computer Poetry, Musica elettronica, etc., sono tutte espressioni del connubio tra <strong>Arte e Scienza<\/strong> nella concretezza del panorama moderno delle interrelazioni tra ambiti diversi dello scibile umano. Le interrelazioni tra arte e tecnologia sono molteplici cos\u00ec come lo sono gli ambiti di applicazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la matematica rappresenta la pi\u00f9 rarefatta forma di Poesia, mi vien da fare il paragone tra anima e corpo. L\u2019anima per me \u00e8 come la Matematica: non vediamo quest\u2019ultima concretamente in tante manifestazioni dell\u2019Universo e nelle applicazioni scientifiche, eppure senza di essa non avremmo ora tutte quelle apparecchiature complesse che ci circondano nella nostra vita reale o quelle fantascientifiche astronavi che vengono messe in orbita. Cos\u00ec pur non riuscendo a vedere l\u2019anima ipotizziamo che sottenda alla consapevolezza delle nostre azioni. Pertanto, la Matematica assurge al massimo livello di conoscenza dell\u2019intero universo. Senza le sue formule, semplici o astruse, non potremmo descrivere mondi lontani, gli stessi buchi neri o le inviolate profondit\u00e0 dello spazio siderale.<\/p>\n\n\n\n<p>Qual \u00e8 dunque l\u2019estetica della Matematica? Quella delle belle formule o dei suoi effetti collaterali? Senza equazioni matematiche nessuno oggi crederebbe alla relativit\u00e0 di <strong>Einstein<\/strong>, come alla Teoria dei Quanti di <strong>Max Planck<\/strong> (1900). Il teletrasporto quantistico \u00e8 uno dei grandi temi di attualit\u00e0 nella scienza fisica. Vent&#8217;anni fa, questo fenomeno era una possibilit\u00e0 teorica. Oggi gli esperimenti sono in pieno svolgimento. Noi uomini siamo agnostici come San Tommaso. La nostra visione \u00e8 fortemente limitata e, se ci fermassimo ad essa, rischieremmo di non scoprire altre infinite possibilit\u00e0 evolutive e cognitive. <strong>Einstein<\/strong> era un visionario, cos\u00ec cometutti gli scienziati. <strong>Max Planck<\/strong> \u00e8 andato oltre Einstein, oltre la localizzazione degli eventi, oltre il tempo stesso che non esiste se non biologicamente (ammasso di atomi che formano i corpi e che termodinamicamente sottostanno ad un processo di invecchiamento).<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie all\u2019<em>Entanglement<\/em> quantistico, sappiamo oggi che due particelle subatomiche (come i fotoni), se pur distanti, possono comportarsi come un unico sistema. Si tratta di un allontanamento dal principio di localit\u00e0 (un oggetto pu\u00f2 essere influenzato solo dal suo ambiente immediato), caro ad <strong>Einstein <\/strong>e alla sua teoria della <strong>Relativit\u00e0 ristretta<\/strong>. Una spiegazione pu\u00f2 essere quella delle \u00abvariabili nascoste\u00bb che ci sfuggono. Cos\u00ec, anche se distanti, queste particelle hanno un effetto l&#8217;una sull&#8217;altra.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla luce delle recenti scoperte, ci viene da riflettere su come l\u2019Arte = Creativit\u00e0 sia alla base anche del pensiero logico e di come la Matematica, frutto di immaginazione, e per estensione tutte le scienze siano il mezzo per arrivare alla conoscenza. In conclusione, non c\u2019\u00e8 uno iato tra <strong>Arte e Scienza<\/strong>, ma una rispondenza biunivoca tra di esse. <strong>Arte=Scienza<\/strong> in quanto entrambe hanno bisogno dell\u2019immaginazione che esula dalla mera conoscenza della nostra dimensione apparentemente temporale e strutturata per calibrarsi su una percezione di una realt\u00e0 apparente, ma necessariamente concreta per lo svolgimento delle attivit\u00e0 umane (<strong>Barbour<\/strong>, autore del famoso saggio: \u00abLa fine del tempo\u00bb).<\/p>\n\n\n\n<p>Cito per concludere <strong>Sant&#8217;Agostino<\/strong>, filosofo e padre della Chiesa IV-V secolo d.C., e le sue teorie spirituali. Per il vescovo di Ippona il tempo \u00e8 una dimensione dell\u2019anima, \u00e8 la coscienza stessa che si dilata sino ad abbracciare col presente anche il passato e l\u2019avvenire. Il tempo rappresenta per lui una dimensione soggettiva dovuta allo spirito umano che raccoglie in unit\u00e0 la pluralit\u00e0 delle esperienze esterne disperse. Per quanto oggi l&#8217;evoluzione sia stata grande, l&#8217;ignoranza della conoscenza appare superare tutti gli aspetti in quanto contempla solo il lato puramente materiale e apparente delle cose.<\/p>\n\n\n\n<p>Per concludere, abbiamo perso la capacit\u00e0 di ascoltare la nostra anima riducendola a puro oggetto materiale. Ma sia essa che la natura ci parlano continuamente attraverso il flusso di energia vitale che fluisce nell&#8217;universo. Basta saper ascoltare la voce che proviene da dentro di noi e non i meri impulsi cerebrali, impietosi abiti mentali, spesso messaggeri di pensieri negativi e distruttivi.<\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a> <em>Leonardo da Vinci non vedeva una netta separazione tra scienza e arte. Per lui, l\u2019osservazione e la sperimentazione erano fondamentali tanto nella pittura quanto nello studio del mondo naturale. Questo approccio interdisciplinare \u00e8 evidente in molte delle sue opere pi\u00f9 famose.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia, analisi e spigolature sulle interazioni Dr. Arch. 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