{"id":66338,"date":"2024-12-23T08:26:39","date_gmt":"2024-12-23T08:26:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=66338"},"modified":"2024-12-23T08:26:39","modified_gmt":"2024-12-23T08:26:39","slug":"leterno-fascino-del-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=66338","title":{"rendered":"L&#8217;eterno fascino del Natale"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Giuseppe-Lalli.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1022\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Giuseppe-Lalli-1022x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66339\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Giuseppe-Lalli-1022x1024.jpg 1022w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Giuseppe-Lalli-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Giuseppe-Lalli-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Giuseppe-Lalli-768x770.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Giuseppe-Lalli-1533x1536.jpg 1533w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Giuseppe-Lalli.jpg 1790w\" sizes=\"(max-width: 1022px) 100vw, 1022px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/CROCE.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"800\" data-id=\"66340\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/CROCE.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66340\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/CROCE.jpg 602w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/CROCE-226x300.jpg 226w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/CROCE-113x150.jpg 113w\" sizes=\"(max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/NIETZSCHE.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"593\" height=\"800\" data-id=\"66341\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/NIETZSCHE.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66341\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/NIETZSCHE.jpg 593w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/NIETZSCHE-222x300.jpg 222w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/NIETZSCHE-111x150.jpg 111w\" sizes=\"(max-width: 593px) 100vw, 593px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/SARTRE.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"908\" data-id=\"66342\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/SARTRE-1024x908.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66342\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/SARTRE-1024x908.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/SARTRE-300x266.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/SARTRE-768x681.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/SARTRE-150x133.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/SARTRE.jpg 1170w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/STEIN.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"634\" height=\"445\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/STEIN.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66343\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/STEIN.jpg 634w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/STEIN-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/STEIN-150x105.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 634px) 100vw, 634px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>LA BELLEZZA DELL\u2019INCARNAZIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>L\u2019eterno fascino del Natale<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Giuseppe Lalli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>In principio era il Logos<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e il Logos era presso Dio<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e il Logos era Dio\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E il Logos si fece carne<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e abit\u00f2 fra noi.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>(Giov. 1, 1.14)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nelle nostre societ\u00e0 occidentali il <strong>Natale <\/strong>\u00e8 stato per secoli la festa religiosa pi\u00f9 bella e attesa dell\u2019anno, la festa in cui tutta la famiglia si raccoglieva attorno alla tavola e al focolare. Sullo sfondo, il presepe, che a partire da quello di <strong>Greccio<\/strong>, nel XII secolo, si diffuse in tutta l\u2019Italia, e, pi\u00f9 tardivamente, il nordico e \u201cprotestante\u201d albero di Natale. Era la festa che univa le generazioni. I vecchi per tradizione e nostalgia, i bambini per la loro capacit\u00e0 di stupirsi di fronte a quella che appariva loro un\u2019atmosfera di magia, erano i veri credenti del Natale. Anzi, i vecchi sembravano i veri protagonisti: il nordico Babbo Natale con la slitta e la pi\u00f9 mediterranea Befana a cavallo di una scopa erano incaricati a portare i doni ai bambini.<\/p>\n\n\n\n<p>Si poteva non essere religiosi, ma guai a parlare male del Natale, celebrato da poeti e scrittori in migliaia e migliaia di poesie e racconti (si pensi a <em>Canto di Natale <\/em>di <strong>Charles Dickens <\/strong>(1812 -1870), toccante, insuperata fiaba ambientata nell\u2019Inghilterra del 1843, o al racconto di<strong> F\u00ebdor Dostoevskij<\/strong> (1821\u20131861) di un povero bambino di non pi\u00f9 di sei anni \u2013 immagine del Bambino Ges\u00f9 \u2013 che, alla vigilia di Natale, si sveglia, affamato, in un gelido e umido scantinato di una grande citt\u00e0, forse Pietroburgo.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec per i poeti. Ma per i filosofi?<\/p>\n\n\n\n<p>I filosofi, per loro costume, diversamente da quanto creda la gente comune, non danno nulla per scontato, vanno alla ricerca del fondamento (l\u2019<em>arch\u00e8<\/em>), cercano di rintracciare una logica in ogni fenomeno analizzato, dando rigore analitico alla loro indagine e un ordine concettuale ai loro pensieri. Sotto questo aspetto, sono molto pi\u00f9 vicini agli scienziati, ai quali a volte pretendono addirittura di insegnare il mestiere (il metodo), che ai letterati. Quando poi cedono la parola ai poeti, lo fanno per una consapevole scelta, dopo aver constatato che in un determinato argomento la ragione (il <em>logos<\/em>) ha esaurito tutte le sue risorse.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando il filosofo \u00e8 credente cerca di rendere ragione, innanzitutto a s\u00e9 stesso, della sua fede, si sforza cio\u00e8 di riconquistare ogni giorno, con il sudore della fronte, la verit\u00e0 che gli \u00e8 stata rivelata, ma non \u00e8 disposto a confondere il miracolo con il ragionamento, la trascendenza con l\u2019immanenza, ancorch\u00e9 sia incline a scorgere nel naturale le radici del soprannaturale. I filosofi cercano il senso, cio\u00e8 il sale della vita, in ogni avvenimento, piccolo o grande che sia. Che cosa ha da dire il Natale ai filosofi? \u00c8 curioso constatare che sul Natale pi\u00f9 di un filosofo moderno, ancorch\u00e9 non credente, si sia lasciato andare, si sia&#8230;sciolto.<\/p>\n\n\n\n<p>Accade allora che <strong>Arthur Schopenauer<\/strong> (1788\u20131860), che teorizza, al pari di <strong>Giacomo Leopardi <\/strong>(1798\u20131837), il \u201cpessimismo cosmico\u201d (\u00e8 sua la frase \u201cLa vita \u00e8 un pendolo che oscilla tra la noia e il dolore\u201d), nella sua ultima opera, una raccolta di saggi del 1851, scriva queste parole: <em>Colui che ha una grande ricchezza in s\u00e9 stesso \u00e8 come una stanza pronta per una festa di Natale, luminosa, calda e gaia in mezzo alla neve e al ghiaccio della notte di dicembre.<\/em> (<em>Parerga e Paralipomena<\/em>, Ed. Adelphi). Frase davvero luminosa, dove \u00e8 facile leggere come il filosofo tedesco, che immagineremmo armarsi contro il Natale cristiano con il bastone della demistificazione, scorga nel mistero dell\u2019incarnazione, nel Dio che si fa uomo, la pienezza della vita e la massima espressione di umanit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E che dire del profeta della morte di Dio? Di quel <strong>Friedrich Nietzsche<\/strong> (1844\u20131900) dal quale ci si aspetterebbe una dissacrante definizione della festa di questa festa della cristianit\u00e0? Sorprendentemente, del caustico pensatore, che non esita a scrivere che il cristianesimo \u00e8 la pi\u00f9 grande menzogna della storia dell\u2019umanit\u00e0, apprendiamo dal suo epistolario che era sinceramente nostalgico dell\u2019atmosfera magica del Natale della sua infanzia, passato in compagnia dei suoi cari. In una lettera del 1880 indirizzata alla madre e alla sorella ricorda come il 25 dicembre \u201cin tutte le case si accende l\u2019albero e si distribuiscono i doni di Natale\u201d. Nel Natale 1885 \u00e8 a Nizza, solo. Nell\u2019aprire il pacco inviatogli dai famigliari, l\u2019impazienza di scartare i doni e la sua vista precaria gli giocano un brutto scherzo: sgusciano via i soldi che gli ha mandato la madre. \u201cPerdonate il vostro animale cieco\u201d, scrive a sua sorella, ed esprime subito dopo la speranza che i soldi persi li abbia raccolti \u201cuna povera vecchietta che abbia cos\u00ec trovato per strada il suo Ges\u00f9 bambino\u2019\u2019. (Epistolario1880-1884 e 1885-1889, Ed. Adelphi)<\/p>\n\n\n\n<p>Stupisce anche l\u2019atteggiamento di un altro insospettabile, quel <strong>Jean Paul Sartre <\/strong>(1905\u20131980) che non esiter\u00e0 pi\u00f9 tardi a presentare la sua filosofia come un umanesimo ateo, ma che trovandosi nel 1940 a riflettere sul significato del Natale mentre era detenuto nel lager nazista di Treviri, nel racconto <em>Bariona o il figlio del tuono<\/em>, scrive sulla maternit\u00e0 di Maria le seguenti commoventi parole, degne di un mistico cristiano: <em>Cristo \u00e8 suo figlio, carne della sua carne e frutto delle sue viscere. Ella lo ha portato per nove mesi e gli dar\u00e0 il seno e il suo latte diventer\u00e0 il sangue di Dio. [\u2026] Ella sente che Cristo \u00e8 suo figlio, il suo piccino, ma anche che \u00e8 Dio. Lo guarda e pensa: Questo Dio \u00e8 mio figlio, questa carne divina \u00e8 la mia carne. Egli \u00e8 fatto di me, ha i miei occhi e questa boccuccia ha la forma della mia. \u00c8 Dio, ma mi assomiglia! Nessuna donna ha avuto in questo modo il suo Dio per lei sola. Un Dio piccolo che si pu\u00f2 prendere tra le braccia e coprire di baci, un Dio tutto caldo che sorride e respira, un Dio che si pu\u00f2 baciare.<\/em> (Ed. C. Marinotti, 2003)<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 articolato, e pi\u00f9 ricco di calore mediterraneo, si presenta il discorso per <strong>Benedetto Croce <\/strong>(1866\u20131952), che come tanti rampolli dell\u2019alta borghesia frequent\u00f2 il Collegio dei Barnabiti a Napoli verso la fine dell\u2019Ottocento. Fu lambito, negli anni della sua prima giovinezza, da piccoli propositi di vita devota, forse un leggero soffio di misticismo a cui non dovette essere estraneo il fascino delle toccanti melodie di <strong>Sant\u2019Alfonso Maria de\u2019 Liguori <\/strong>(1696\u20131787), che sicuramente assapor\u00f2: un refolo, niente di pi\u00f9, che non divenne mai vento, destinato tuttavia a riaffiorare qua e l\u00e0 nella sua opera matura, a cui non fa difetto, insieme allo slancio poetico, un senso religioso della vita, ancorch\u00e9 declinato in una visione laica, come oggi si dice. Sappiamo in ogni caso che non dimentic\u00f2 mai quei ritmi ingenui ma pieni di sentimento, e all\u2019approssimarsi del Natale, complice l\u2019aria odorosa di mandarini e torroni, li rievocava con piacere ai suoi amici e discepoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Amava particolarmente i seguenti versi di <em>Quanno nascette Ninno<\/em> (che molti studiosi nel passato identificavano nella versione popolare dell\u2019alfonsiana e pi\u00f9 celebre <em>Tu scendi dalle stelle<\/em>), che canticchiava assai volentieri: \u201c<em>Ninno mio sapuretiello<\/em>, <em>Rappusciello d\u2019uva si tu!<\/em>\u201d, versi la cui traduzione in italiano (\u201cBimbo mio (cos\u00ec) saporito, grappoletto d\u2019uva sei tu!\u201d) non restituisce appieno la spontanea freschezza d\u2019immagine e la musicalit\u00e0 che il dialetto esprime, e che faceva vibrare l\u2019anima di <strong>Croce<\/strong> fino a fargli sentire di trovarsi di fronte ad un gioiello letterario di rara purezza. (O. Gregorio, sant\u2019Alfonso M. de\u2019 Liguori visto da Benedetto Croce, saggio reperito su Internet, p. 2<sup>a<\/sup>). \u00c8 forse in queste commosse reminiscenze che va ricercata la genesi delle mature conquiste del suo pensiero: quello secondo cui il cristianesimo \u00e8 da considerarsi la rivoluzione pi\u00f9 grande che l\u2019umanit\u00e0 abbia conosciuto, perch\u00e9 rivoluzione dell\u2019amore gratuito.<\/p>\n\n\n\n<p>Natale! Per <strong>Edith Stein<\/strong> (1891\u20131942), la filosofa ebrea tedesca fattasi suora carmelitana con il nome di Teresa Benedetta della Croce e morta ad <strong>Auschwitz<\/strong> nell\u2019agosto 1942, la sola parola basta per evocare un universo di tenerezza. Cos\u00ec si apre <em>Il mistero del Natale<\/em>, un suo piccolo saggio del 1931: <em>Quando i giorni diventano via via pi\u00f9 corti, quando nel corso di un inverno normale, cadono i primi fiocchi di neve, timidi e sommessi si fanno strada i primi pensieri del Natale. Questa semplice parola emana un fascino misterioso, cui ben difficilmente un cuore pu\u00f2 sottrarsi. Anche coloro che professano un\u2019altra fede e i non credenti, cui l\u2019antico racconto del Bambino di Betlemme non dice alcunch\u00e9, preparano la festa e cercano di irradiare qua e l\u00e0 un raggio di gioia. Gi\u00e0 settimane e mesi prima un flusso di amore inonda tutta la terra. Una festa dell\u2019amore e della gioia, questa \u00e8 la stella verso cui tutti accorrono nei primi mesi invernali.<\/em> (Ed. Dehoniane Bologna, 2017)<\/p>\n\n\n\n<p>Questa convergenza di filosofi di diversa ispirazione ideale sul valore evocativo del Natale non deve meravigliare: la filosofia, il cui significato etimologico \u00e8 \u201camore della sapienza\u201d, muove, al pari della poesia, da un sentimento di stupore, a cui segue lo sforzo di spiegare cose sempre pi\u00f9 complesse, come ci ricordano sia<strong> Platone<\/strong> (428\/427\u2013347) che il suo discepolo<strong> Aristotele <\/strong>(384\/383\u2013322). Viviamo in un\u2019epoca dominata dalla secolarizzazione, caratterizzata cio\u00e8 dalla perdita del senso del sacro: la fede dei nostri avi non ispira pi\u00f9 i nostri comportamenti. Viviamo nel tempo in cui il trionfo della tecnica ha prodotto il \u201cdisincanto del mondo\u201d, come scriveva <strong>Max Weber <\/strong>(1864\u20131920): una gabbia di ferro che ha intrappolato l\u2019uomo moderno e lo ha separato dalla sua anima.<\/p>\n\n\n\n<p>E pensare che la magia, il mito, la favola, la poesia, tutto ci\u00f2 che appartiene all\u2019infanzia del mondo e che <strong>Giambattista Vico<\/strong> (1668\u20131744) \u2013 che visse, studi\u00f2 e medit\u00f2 immerso nei vicoli di quella Napoli dei primi decenni del \u2018700 che invent\u00f2 la tombola, la smorfia e il presepe artistico \u2013 paragona, nella sua grandiosa <em>Scienza Nuova<\/em>, all\u2019infanzia della vita umana: una forma di conoscenza non meno profonda e penetrante di quella che verr\u00e0 dopo con la ragione speculativa e sperimentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Sapienza, amore, stupore si ritrovano tutte nella notte di <strong>Natale<\/strong>: dagli angeli che recano la bella notizia ai pastori che l\u2019accolgono con grande gioia, ai <strong>Magi<\/strong>, sapienti venuti da lontano per contemplare la verit\u00e0 a lungo cercata. Il fascino del Natale \u00e8 l\u2019essenza stessa del <strong>Cristianesimo<\/strong>: un Dio che si fa uomo per un supremo atto d\u2019amore, ci\u00f2 che mette d\u2019accordo fede e ragione, poesia e filosofia. Storia sacra e storia profana si contaminano: il Dio dei filosofi e il Dio di Ges\u00f9 Cristo, sul crocevia del Natale, sembrano incontrarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 alcun altra festa che evoca la bellezza come il Natale. Dietro tanta bellezza per\u00f2 gi\u00e0 s\u2019intravede, come intravedeva <strong>Edith Stein<\/strong>, l\u2019ombra della croce: \u00e8 questa doppia immagine che deve aver contemplato <strong>Dostoevskij<\/strong> quando metteva sulla bocca del protagonista di un suo romanzo la celebre frase \u201cLa bellezza salver\u00e0 il mondo\u201d. C\u2019\u00e8 ragione di credere che Dio sarebbe venuto a visitare la sua creatura, fatta poco meno di un angelo ma in qualche modo, avendogli dato un corpo, pi\u00f9 completa, anche se non avesse avuto bisogno di redimerla dal peccato, giacch\u00e9 la bellezza \u00e8 l\u2019essenza stessa di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto \u00e8 distante questa storia ideale, eterna, &#8211; che lo scintill\u00eco degli alberi addobbati e l\u2019incanto dei presepi ancora ci ricordano &#8211; dalla storia concreta, con i suoi progressi e regressi, con le epoche di barbarie e di civilt\u00e0 che si alternano, sia pure ad un livello pi\u00f9 alto: da una parte, su un piano superiore, il progetto che Dio ha per il mondo, dall\u2019altra, su un piano inferiore, la storia degli uomini in questa \u201caiuola che ci fa tanto feroci\u201d. Dopo aver strappato Dio dalle nostre esistenze, dobbiamo rimettere il Bambinello al posto che gli spetta, cio\u00e8 in fondo al nostro cuore e nel cuore delle nostre societ\u00e0. L\u2019aveva ben compresa, questa distanza, un caustico e originale poeta del secolo scorso, pessimista come <strong>Schopenauer<\/strong>, ma che recava nella sua sporta ancora un po\u2019 di fede e di speranza. Mette in bocca al Bambino Ges\u00f9 queste parole:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Ve ringrazio de core, brava gente,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>p\u00e9 \u2018sti presepi che me preparate,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>ma che li fate a fa? Si poi v\u2019odiate,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>si de st\u2019amore nun capite gnente\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>P\u00e9 st\u2019amore s\u00f2 nato e ce s\u00f2 morto,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>da secoli lo spargo dalla croce,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>ma la parola mia pare na voce<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>sperduta ner deserto, senza ascolto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La gente fa er presepe e nun me sente;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>cerca sempre de fallo pi\u00f9 sfarzoso,<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>per\u00f2 ci\u00e0 er core freddo e indifferente<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>e nun capisce che senza l\u2019amore<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00e8 cianfresaja che nun ci\u00e0 valore.<\/em> \u2019\u2019<\/p>\n\n\n\n<p>(<em>Er presepe<\/em>, Carlo Alberto Salustri (Trilussa) \u2013 1881\/1950).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA BELLEZZA DELL\u2019INCARNAZIONE L\u2019eterno fascino del Natale di Giuseppe Lalli In principio era il Logos e il Logos era presso [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,35],"tags":[],"class_list":["post-66338","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66338","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=66338"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66338\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=66338"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=66338"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=66338"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}