{"id":66402,"date":"2024-12-27T11:23:53","date_gmt":"2024-12-27T11:23:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=66402"},"modified":"2024-12-27T11:23:53","modified_gmt":"2024-12-27T11:23:53","slug":"servizio-civile-in-kenya-la-storia-di-lorenzo-toninelli-lintervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=66402","title":{"rendered":"SERVIZIO CIVILE IN KENYA: LA STORIA DI LORENZO TONINELLI &#8211; L&#8217;intervista"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Kenya.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" data-id=\"66403\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Kenya-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66403\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Kenya-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Kenya-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Kenya-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Kenya-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Kenya-150x84.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Kenya.jpg 1560w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Lorenzo-in-Kenya.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"432\" height=\"434\" data-id=\"66404\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Lorenzo-in-Kenya.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66404\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Lorenzo-in-Kenya.jpg 432w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Lorenzo-in-Kenya-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Lorenzo-in-Kenya-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 432px) 100vw, 432px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Lorenzo-Toninelli-in-Kenya.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"534\" height=\"950\" data-id=\"66405\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Lorenzo-Toninelli-in-Kenya.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66405\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Lorenzo-Toninelli-in-Kenya.jpg 534w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Lorenzo-Toninelli-in-Kenya-169x300.jpg 169w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2024\/12\/Lorenzo-Toninelli-in-Kenya-84x150.jpg 84w\" sizes=\"(max-width: 534px) 100vw, 534px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>SERVIZIO CIVILE IN KENYA: LA STORIA DI LORENZO TONINELLI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>di <strong>Francesca Lippi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>FIRENZE &#8211; A condividere la sua emozione nei giorni del Santo Natale \u00e8 <strong>Lorenzo Toninelli<\/strong>, giovane di <strong>Borgo San Lorenzo<\/strong>, cittadina in provincia di Firenze, neolaureato in psicologia clinica all\u2019Universit\u00e0 di Padova che nell\u2019ottobre 2024, dopo aver svolto un corso di formazione a Roma, \u00e8 partito con il Servizio Civile all\u2019Estero, destinazione <strong>Africa<\/strong>. L\u2019incarico terminer\u00e0 per lui il 18 agosto 2025. Prima di partire ha rinnovato il passaporto, preparato il visto, che per entrare in <strong>Kenya <\/strong>oggi si chiama ETA (Electronic Travel Authorization) e fatto una decina di vaccini.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Queste feste lontane dall\u2019Italia una scelta un po\u2019 dura o no?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEffettivamente \u00e8 il primo Natale che passo lontano dalla mia famiglia penso che lo sentir\u00f2 molto, perch\u00e9 sono stato abituato a fare il pranzo con i miei familiari, a vedere gli amici, perci\u00f2 credo che accuser\u00f2 molto questa cosa. Qui non si sente molto l\u2019atmosfera natalizia, perch\u00e9 siamo sempre in spiaggia e ci sono sempre 30\u00b0 gradi, per\u00f2 sicuramente, sentendo i miei cari e i miei amici che si stanno preparando a questo giorno sono certo che sentir\u00f2 la lontananza da casa, insomma la nostalgia.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Ti trovi in Kenya, ma dove di preciso?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono vicino a Mombasa, per l\u2019esattezza a Diani, che in lingua Swahili diventa Ukunda, 100mila abitanti. Diani appartiene alla contea di Kwale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Chi ti ha inviato in questa zona?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cArrivo qui nell\u2019ambito del Servizio Civile Italiano all\u2019Estero, inviato da Amesci, organizzazione italiana con sede a Roma, ma lavoro con un\u2019organizzazione locale che si chiama Vack (Voluntary Action for Change in Kenya). L\u2019associazione opera a Nairobi ma da qualche anno si \u00e8 messa ad operare anche a Diani, zona molto turistica, dove la presenza di ONG \u00e8 abbastanza scarsa.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Quale lavoro svolgi qui in Kenya?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIn questo preciso momento cerchiamo principalmente di costruire le basi di un progetto che possa perdurare negli anni. Il lavoro \u00e8 principalmente un supporto umanitario alla comunit\u00e0 locale e, nello specifico, stiamo lavorando in questi mesi in un orfanotrofio con bambini e ragazzi, cercando di proporre attivit\u00e0, seminari o tutto quello che necessita in relazione alle esigenze che ci sono. Inoltre aiutiamo un\u2019associazione che si occupa della protezione delle tartarughe marine, con l\u2019organizzazione di eventi o utilizzando i social media. Svolgiamo anche un servizio in un villaggio, tra una comunit\u00e0 di donne, dove insegniamo loro l\u2019inglese, visto che non possono accedere alla scuola e facciamo attivit\u00e0 di empowerment per la creazione di un business che possa generare profitto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Qual \u00e8 il momento pi\u00f9 difficile e quello pi\u00f9 bello che hai vissuto da quando sei arrivato in Kenya, ad ottobre?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl momento pi\u00f9 difficile magari lo sto vivendo adesso, perch\u00e9 \u00e8 passata un po\u2019 l\u2019euforia dell\u2019inizio. Adesso si tratta di abituarsi allo stile di vita che c\u2019\u00e8 qua, al modo di pensare che \u00e8 molto diverso dal nostro. Non \u00e8 come quando si \u00e8 appena arrivati, adesso si comincia proprio a vivere qui, quindi dobbiamo scendere a molti compromessi e individuare delle attivit\u00e0 per le persone del posto che possano essere efficaci. Perci\u00f2 il momento pi\u00f9 difficile consiste nel trovare le attivit\u00e0 che possano interessare le persone, ho proposto delle attivit\u00e0 che non hanno ottenuto il coinvolgimento sperato e non venivano capite, quindi ho dovuto ripensare tutto da capo. Questa \u00e8 sicuramente una cosa nella quale, in questo periodo, mi sto interfacciando molto, si tratta davvero ogni volta di reinventarsi e capire cosa pu\u00f2 funzionare in questo progetto. Invece, il momento pi\u00f9 bello, \u00e8 stato vedere come ogni giorno, malgrado ti capiti di avere anche attimi di sconforto perch\u00e9 le cose non vanno come si vorrebbe, che le persone cominciano ad affezionarsi a te. Vedere quando entri in orfanotrofio o nella comunit\u00e0 che i bambini e le donne ti corrono incontro, per me \u00e8 una cosa bellissima. Una scena che mi ricordo e mi ha colpito molto, \u00e8 stata quando lasciavamo la comunit\u00e0 con il tuk tuk (mezzo di trasporto a tre ruote) e i bambini e le ragazze con i quali facciamo attivit\u00e0 ci sono corsi dietro per salutarci accompagnati dalla musica, perch\u00e9 ci saremmo rivisti dopo una settimana.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Tu hai parlato di una mentalit\u00e0 completamente diversa dalla nostra, in cosa si differenzia rispetto al nostro modo di vivere?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl discorso \u00e8 un po\u2019 complesso. Abbiamo davanti una mentalit\u00e0 che a me personalmente ha insegnato molto, perch\u00e9 da una parte \u00e8 un modo di vivere molto tranquillo, senza grandi progetti a lungo termine, si vive molto alla giornata e da una parte \u00e8 bella perch\u00e9 ti fa pensare a fermarti, goderti il momento che stai vivendo con calma, e questo \u00e8 positivo. Quando per\u00f2 si va a lavorare diventa un po\u2019 pi\u00f9 complesso perch\u00e9 se vuoi lavorare in modo un po\u2019 pi\u00f9 articolato, se vogliamo fare, ad esempio, lezioni di inglese pu\u00f2 succedere a volte, come \u00e8 successo, che siamo arrivati al villaggio e non c\u2019era nessuno, perch\u00e9 erano andati tutti a lavorare, perch\u00e9 quel giorno c\u2019era la possibilit\u00e0 di guadagnare a testa 1 o 2 euro e allora l\u2019attivit\u00e0 che dovevamo proporre \u00e8 sfumata. Le persone qui non si proiettano nel futuro, vivono davvero \u201ccarpe diem\u201d. Non si investe su se stessi a lungo termine, se c\u2019\u00e8 un lavoro da fare al momento per guadagnare qualcosa si fa, del resto \u00e8 tipico del contesto in cui queste persone vivono. Per un operatore, per\u00f2, che vuol fare questo tipo di attivit\u00e0 diventa una sfida perch\u00e9 in contrasto con quello che propone. Infatti non c\u2019\u00e8 continuit\u00e0 in quello che facciamo, perch\u00e9 le persone non sempre partecipano, in quanto noi non le paghiamo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Ma questo lavoro come arriva?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE\u2019 tutto incentrato sul nostro responsabile che si chiama Simon, lui \u00e8 un ragazzo di Nairobi che ha trascorso la sua infanzia in uno slum, una baraccopoli dal quale \u00e8 riuscito ad uscire, ha conosciuto l\u2019associazione e ne \u00e8 diventato operatore. Simon ha 25 anni come me, \u00e8 molto bravo e per questo gli hanno affidato il progetto qui a Diani. In 5 anni Simon ha costruito dei rapporti di fiducia all\u2019orfanotrofio e con le persone della comunit\u00e0, perci\u00f2 quando siamo arrivati \u00e8 stato lui ad introdurci gradualmente nell\u2019ambiente, altrimenti non saremmo riusciti a proporre niente senza il suo intervento pregresso. Simon crede nel voler supportare la propria comunit\u00e0 a crescere, nell\u2019ottica che questo cambiamento, partendo dal piccolo, si possa estendere di riflesso in un cambiamento positivo in tutto il Kenya nel tempo. Per questo in tutti i luoghi in cui andiamo, il lavoro che proponiamo si basa su attivit\u00e0 di empowerment per i giovani, per le donne e per tutti coloro che credono in un possibile futuro migliore per il Kenya. Queste attivit\u00e0 vengono proposte come attivit\u00e0 ludiche e ricreative e non come lezioni frontali, ma sono comunque funzionali a stimolare dei ragionamenti e una discussione nei ragazzi che ne prendono parte\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Quanti sono i bambini nell\u2019orfanotrofio?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019orfanotrofio ospita non pi\u00f9 di 50 bambini. E\u2019 un orfanotrofio molto particolare. E\u2019 stato costruito dai tedeschi una quindicina di anni fa come \u2018orfanotrofio d\u2019eccellenza\u201d, pensato affinch\u00e9 non ospitasse troppe persone. E\u2019 molto grande, ha un campo da calcio, un campo da basket, un grandissimo parco, casette singole per i ragazzi pi\u00f9 grandi, una casa comune per i pi\u00f9 piccoli. E questa di ospitare pochi bambini qui \u00e8 una rarit\u00e0, perch\u00e9 in genere ce ne sono 200\/300 in una stanza.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Come si chiama l\u2019orfanotrofio e chi segue i bambini?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019orfanotrofio si chiama Upendo che significa Amore in lingua Swahili. All\u2019interno dell\u2019orfanotrofio ci sono tre social workers, cio\u00e8 operatori sociali, c\u2019\u00e8 una psicologa che ciclicamente va a visitarli, e la direttrice.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Tu, in qualit\u00e0 di psicologo clinico riesci a lavorare nel tuo ruolo?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCon la mia figura professionale di psicologo dovrei cominciare da gennaio, in affiancamento alla psicologa presente al centro, ma \u00e8 una situazione in divenire. In generale si pu\u00f2 lavorare con questi ragazzi, ma non come lavoreremmo in Europa. Non si possono proporre interventi psicologici in linea con quelli europei, ad esempio delle attivit\u00e0 sulle emozioni, perch\u00e9 troveremmo una chiusura molto ampia. E\u2019 molto difficile per i ragazzi qui aprirsi, comunicare, confrontarsi, purtroppo sono stati abituati ad un sistema scolastico rigido, di stampo colonialista, quindi fin da piccoli sono stati abituati a rispondere all\u2019insegnante in modo pedissequo, a fare silenzio e a subire l\u2019autorit\u00e0. Anche le social workers sono persone molto rigide, molto severe, che impongono molte regole. Faccio un esempio: all\u2019entrata dell\u2019orfanotrofio c\u2019\u00e8 un cartello con su scritto in inglese che la parola silenzio ha lo stesso numero di lettere della parola ascolto, quindi il messaggio \u00e8: devi tacere e ubbidirmi. Crescendo in questo modo diventa difficile esprimere liberamente un proprio pensiero o una propria emozione.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Tu a Diani come vivi, come vi organizzate per i pasti?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl servizio civile copre i costi di vitto e alloggio poi l\u2019organizzazione decide. Nel nostro caso ci viene dato un rimborso mensile per coprire le spese del vitto. Noi quindi facciamo la spesa da soli, un mio collega che condivide il mio progetto, siamo in tre a farlo, \u00e8 bravo a cucinare e quindi i pasti li prepara lui. L\u2019appartamento, che peraltro \u00e8 molto grande, lo condivido con i miei colleghi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Prima di salutarci un\u2019ultima domanda: tu consiglieresti ad un giovane come te di vivere un\u2019esperienza analoga alla tua?<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo invito tutti i giovani italiani a buttarsi in questo tipo di esperienza, perch\u00e9 \u00e8 un\u2019esperienza che vale, assolutamente. Va fatta entro e non oltre i 30 anni, e la puoi fare una volta nella vita. E\u2019 un\u2019occasione unica! Sei tutelato dallo Stato in moltissimi aspetti, c\u2019\u00e8 una forma di tutela che altre situazioni di volontariato non potrebbero darti, qua sei coperto sui vaccini, sui viaggi, hai uno stipendio fisso, un\u2019assicurazione, vitto e alloggio pagati. Inoltre vivi un\u2019esperienza di volontariato vera, piena, in qualsiasi parte del mondo: dal Sud America, all\u2019Asia e appunto all\u2019Africa, paesi dove vivi non da turista, ma da persona che vivr\u00e0 la cultura di un luogo, lavorer\u00e0 a livello umanitario con delle associazioni che sono state selezionate con attenzione dal Governo stesso, quindi \u00e8 un\u2019esperienza che vale la pena fare e che consiglio a tutti, sicuramente.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La <strong>VACK<\/strong> \u00e8 una piccola associazione, che svolge un bellissimo lavoro in <strong>Kenya<\/strong>, ma fa fatica a reperire i fondi. Se qualcuno leggendo questo servizio volesse sostenerla pu\u00f2 farlo, anche una piccola donazione pu\u00f2 fare la differenza per tutte le persone che l\u2019associazione VACK aiuta. Qui il sito associativo: <a href=\"https:\/\/vakjitolee.org\/\">https:\/\/vakjitolee.org\/<\/a> e le coordinate bancarie: Nome: <strong>Volunteer Action for Change Kenya<\/strong> Indirizzo: 1376-00515 Buruburu \u2013 Nairobi Kenya \u2013 Nome della Banca: Cooperative Bank of Kenya &#8211; Codice IBAN: 22100201952200 \u2013 Codice SWIFT: KCOOKENA.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SERVIZIO CIVILE IN KENYA: LA STORIA DI LORENZO TONINELLI di Francesca Lippi FIRENZE &#8211; A condividere la sua emozione nei [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,15,53],"tags":[],"class_list":["post-66402","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-italiani-allestero","category-medicina"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66402","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=66402"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66402\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=66402"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=66402"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=66402"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}