{"id":6651,"date":"2019-06-12T17:41:09","date_gmt":"2019-06-12T17:41:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=6651"},"modified":"2019-06-12T17:41:09","modified_gmt":"2019-06-12T17:41:09","slug":"armenia-monasteri-e-khachkar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=6651","title":{"rendered":"Armenia: Monasteri e Khachkar"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-6651 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6652'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Chiesa-di-Burtelashan-a-Nowarawank-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6653'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Interno-a-Geghard-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6654'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Oculo-a-Geghard-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6655'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Elemento-antisismico-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6656'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Khor-Virap-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6657'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Kachkar-a-Saghmosawank-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6658'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Kachkar-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6659'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Monast.Hagadzin-S.Giovanni-Illuminatore-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p align=\"center\"><span style=\"font-size: large;\"><b>Armenia: Monasteri e Khachkar<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Il giorno 8 Ottobre dell\u2019anno del Signore 451 si inaugur\u00f2 un imponente Concilio Ecumenico che per numero di partecipanti sarebbe stato superato solo dal Vaticano II pi\u00f9 di un millennio e mezzo dopo. Il <b>concilio di Calcedonia<\/b>, citt\u00e0 fondata dai greci e ora quartiere di <b>Istanbul<\/b> (Kadikoy), era stato convocato per definire dottrinalmente le due nature (umana e divina) del Cristo contro l\u2019eresia monofisita che, esaltandone la natura divina, giungeva a negarne l\u2019umanit\u00e0. Il Concilio stabil\u00ec la retta dottrina, fu un successo di Papa Leone (che si ricorda anche per la leggenda secondo cui avrebbe fermato da solo le orde unne di Attila ad Aquileia), ma, purtroppo, non riusc\u00ec a stabilire l\u2019unit\u00e0 dei Cristiani. Vescovi egiziani, siriaci, etiopici non riconobbero le decisioni mentre l\u2019<b>Armenia<\/b>, che era stata invasa dai Persiani, non mand\u00f2 nessun vescovo e non ader\u00ec al dettato conciliare.<\/p>\n<p align=\"justify\">Da quella data in poi la Chiesa armena and\u00f2 prendendo le distanze dalle altre Chiese e quando <b>Giustiniano<\/b>, un secolo dopo, tent\u00f2 un controllo pi\u00f9 aggressivo del regno la spaccatura si approfond\u00ec irrimediabilmente, unendo motivazioni dottrinali e rivendicazioni indipendentiste. La Chiesa armena \u00e8 quindi autocefala; dottrinalmente non \u00e8 lontana, non si proclama e non \u00e8 assolutamente monofisita, n\u00e9 dal cattolicesimo n\u00e9 dall\u2019ortodossia (in passato si \u00e8 tentato pi\u00f9 volte una riunione) e ha sviluppato un apparato liturgico imponente e suggestivo. Penso sia importante tenere a mente queste scarnissime informazioni quando si visitano i monasteri armeni; sono tantissimi e hanno rappresentato per la storia di questo paese un momento fondamentale per la conservazione, l\u2019approfondimento, lo sviluppo della cultura e dell\u2019identit\u00e0 collettiva della popolazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nei giorni che ho soggiornato nel <b>Caucaso<\/b> ne ho visitati molti e naturalmente non \u00e8 il caso di descriverli a uno a uno, ma due particolarit\u00e0 vanno subito tenute presenti: i monaci non appartengono, come in occidente, a ordini con gerarchie separate ma rispondono, come quello che noi chiamiamo clero secolare, alle gerarchie territoriali e al Katholik\u00f2s; inoltre se i monasteri possono dare l\u2019impressione di essere architettonicamente simili tra di loro, in realt\u00e0 a fronte di queste similitudini si articolano profonde differenze. Le due cose sono collegate perch\u00e9, al contrario che in occidente dove esistono caratteristiche artistiche legate ai singoli ordini (arte benedettina, cistercense, francescana ecc.), il monastero armeno appare espressione di una omogenea rappresentazione del mondo e della fede. Ci\u00f2 che subito colpisce sono i colori. Tutti i monasteri sono realizzati con pietre vulcaniche nere e rosso scuro; il che d\u00e0 un\u2019impressione di austera bellezza; pochissime chiese hanno un\u2019illuminazione artificiale e le candele, la semioscurit\u00e0, la luce che penetra da un oculo posto sulle sommit\u00e0 delle cupola e dal portone d\u2019ingresso donano a queste costruzioni una bellezza ascetica. Nessuna statua, rarissimi dipinti con notevole predilezione per la figura di Maria; sembra cos\u00ec esprimersi una religiosit\u00e0 forte, solida e con una grande sensibilit\u00e0 per un \u201csacro\u201d profondamente altro, eppur vicinissimo.<\/p>\n<p align=\"justify\">A queste suggestioni vanno aggiunte alcune caratteristiche architettoniche. La pianta \u00e8 sempre a croce greca orientata sull\u2019asse est-ovest con l\u2019altare rivolto a est, \u00e8 costante un ambiente centrale delimitato da quattro colonne-pilastri su cui si elevano archi talvolta a tutto sesto, talaltra leggermente a sesto acuto. Mi sono chiesto la ragione per cui sono sempre e solo quattro i pilastri e penso che la soluzione mi sia venuta a <b>Norawank<\/b> nella Chiesa di Surb Astvatsatsin dove in un ambiente quasi sotterraneo (questa chiesa \u00e8 stranissima, con una ripida scalinata esterna che percorre in diagonale la facciata ai due lati dell\u2019ingresso conducendo al piano superiore, dov\u2019\u00e8 l\u2019altare) gli archi non sostengono la cupola ma il tetto dell\u2019ambiente sovrastante; qui in corrispondenza di ogni campata sono scolpiti i quattro simboli degli evangelisti, quindi probabilmente il motivo per cui tutte le chiese posseggono questa struttura \u00e8 da rintracciarsi in un fondamento evangelico (cosa che il mio amico Roberto, da buon teologo, aveva subito compreso senza vedere i fregi).<\/p>\n<p align=\"justify\">Su questi archi insiste sempre una cupola divisa in spicchi dal numero variabile e all\u2019apice si trova l\u2019oculo, all\u2019esterno la cupola non \u00e8 mai visibile rotonda ma sempre coperta da elementi che la trasformano in un cono o piramide. Mi soffermo un attimo sull\u2019oculo. E\u2019 incredibile come il nostro occhio abituato, o accecato, dall\u2019illuminazione artificiale sia comunque immediatamente suggestionato dall\u2019illuminazione naturale. Le chiese sono abbastanza buie, anche come detto per le pietre usate, la luce che arriva dall\u2019alto ha quindi un\u2019importanza enorme e ho voluto visitare <b>San Giovanni Illuminatore<\/b>, bella chiesa del X secolo, nel monastero di <b>Hagadzin<\/b> in due momenti diversi. In un caso, col cielo coperto, entrava un chiarore diffuso che si riverberava sulle pareti senza che la luce s\u2019imponesse con forza, anzi una sorta di aerea gentilezza sembrava caratterizzare tutto l\u2019edificio, ma quando il sole brillava nel cielo senza nuvole la luce entrava con un fascio netto, deciso, tagliente e illuminava con irruenza la parte della chiesa che colpiva.<\/p>\n<p align=\"justify\">Se nel primo caso sembrava quasi di assistere a un alleggerimento dell\u2019edificio, nel secondo c\u2019era qualcosa di caravaggesco, metafisico, qualcosa che non poteva non evocare l\u2019inizio del Vangelo di Giovanni (\u201cIn Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre\u201d 1,4-5). L\u2019altare non \u00e8 mai posto sotto la cupola ma al fondo del braccio contrapposto all\u2019entrata e, particolare di notevole interesse liturgico, non \u00e8 mai a livello del terreno ma sempre sopraelevato, quando addirittura posizionato in un altro ambiente a cui si accede dietro una parete divisoria. In tal modo risulta netta la separazione tra celebrante posto in alto e che d\u00e0 le spalle ai fedeli e i partecipanti al rito in basso e sempre in piedi, o in ginocchio, ma mai seduti non essendovi banchi. Ho avuto modo di assistere al rito solenne a <b>Echmiatsin<\/b>, la residenza del Katholik\u00f2s, e colpisce il continuo canto che caratterizza il rito, ma anche in questo caso il rito ha modellato l\u2019architettura perch\u00e9 queste chiese posseggono un\u2019acustica straordinaria.<\/p>\n<p align=\"justify\">Al Monastero di <b>Geghard<\/b>, ponendosi al centro dell\u2019ambiente, in corrispondenza all\u2019oculo, il canto si spande per tutta la chiesa con una potenza e anche dolcezza che ha del commovente: non \u00e8 solo forza, vi \u00e8 in questo caso come un delicato e armonico crescere su se stesso della voce, un potenziarsi che ha dell\u2019ineffabile, un\u2019asciutta capacit\u00e0 di evocazione dell\u2019Altro. Spesso le facciate delle chiese ricordano quel ruolo di cerniera tra oriente e occidente al quale si \u00e8 gi\u00e0 accennato. A <b>Saghmosawank<\/b>, realizzato nel XIII sec., il portale contiene in s\u00e9 motivi orientali (stelle che richiamano quelle di David, un arco carenato) all\u2019interno di una facciata in cui si presentano elementi, come l\u2019arco a tutto sesto, che sembrano rimandare alla contemporanea arte europea. Mentre nella chiesa di Surb Karapet a <b>Norawank<\/b> l\u2019ingresso \u00e8 sormontato da una Madonna in trono con bambino che ricorda direttamente le sculture romaniche ma con in pi\u00f9 un ricchissimo motivo floreale che avvolge le figure e che sembra evocare l\u2019arte persiana. Si potrebbero aggiungere moltissimi altri elementi ma mi preme sottolinearne uno che non ha giustificazioni estetiche.<\/p>\n<p align=\"justify\">Spesso nelle pareti posteriori delle chiese vi sono come delle nicchie che percorrono in tutta la sua altezza l\u2019edificio: sono elementi antisismici che alleggeriscono la struttura dandole elasticit\u00e0; rendono bene l\u2019idea dell\u2019ingegno armeno e del problema dei terremoti che hanno devastato a pi\u00f9 riprese queste regioni. Un caso a s\u00e9 per l\u2019importanza e la storia del sito \u00e8 quello di <b>Khor Virap<\/b>, vero e proprio monastero-fortezza a ridosso della frontiera turca e di fronte all\u2019Ararat. Su queste colline vulcaniche il monastero \u00e8 solo l\u2019ultimo atto di una storia quasi trimillenaria. Se la chiesa <b>Astvatsatsin<\/b> risale al XVII sec. il sito era gi\u00e0 utilizzato in epoca urartea (dal IX-VIII sec. a.C.), divenne poi la capitale del regno armeno col nome di <b>Artaxata<\/b>. Qui si combatt\u00e9 la battaglia decisiva tra Lucullo e Tigrane II nel 68 a.C. (partecip\u00f2 alla campagna, secondo Appiano e Plutarco, un comandante di cavalleria di nome Pomponio, forse quindi qualcuno della mia famiglia era gi\u00e0 stato in Armenia!), fu presa nel I sec. d.C. dal generale romano <b>Corbulone <\/b>e rimase capitale dal 189 a.C. al 428 d. C.: \u00e8 difficile pensare un luogo dove la storia sia pi\u00f9 presente.<\/p>\n<p align=\"justify\">Alcune riflessioni, in chiusura, sui <b>Khachkar<\/b>, le croci di pietra. Sono un prodotto tipico dell\u2019arte armena e se ne vedono tantissimi, di tutte le dimensioni e tutti impressionanti, alcuni con il bordo superiore ripiegato su se stesso come protezione contro le intemperie (sono i pi\u00f9 recenti); in essi si rende particolarmente percepibile quell\u2019incontro con motivi orientali a cui spesso si \u00e8 fatto cenno. Nel blocco di pietra rettangolare \u00e8 incisa una croce che, nelle quattro estremit\u00e0, tende a biforcarsi dando vita a motivi floreali o ispirati all\u2019uva. Sotto la croce possono esservi altri motivi come rosoni o altre foglie che si dipartono dal basso. E\u2019 un certosino lavoro di intaglio con decorazioni labirintiche, una ricerca dell\u2019ornamento che vuole mostrare come dalla croce fiorisca la vita, come l\u2019eternit\u00e0 (simboleggiata dal rosone o dal cerchio posto sotto la croce) si manifesti nella Croce stessa. I tappeti persiani con motivi floreali hanno un aspetto simile, ma qui \u00e8 il simbolo del Cristianesimo ad essere <em>fons vitae<\/em>. E mentre nelle rappresentazioni della Passione spesso sotto la Croce si trova il Cranio (<b>Golgota<\/b>), qui \u00e8 dall\u2019eternit\u00e0 che promana la salvezza attraverso la Croce. Con i suoi ghirigori nella pietra, i suoi intarsi, i suoi giri, il suo intrecciarsi in percorsi senza fine e continuamente ripiegantisi su se stessi, il suo fiorire debordante da ogni limite, l\u2019ornamento del Khachkar ci narra qualcosa di noi e del labirinto che in noi \u00e8 e che noi siamo.<\/p>\n<p align=\"justify\"><i>[continua]<\/i><\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Nicola F. Pomponio<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Armenia: Monasteri e Khachkar Il giorno 8 Ottobre dell\u2019anno del Signore 451 si inaugur\u00f2 un imponente Concilio Ecumenico che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,42],"tags":[],"class_list":["post-6651","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-religion"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6651","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6651"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6651\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6651"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6651"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6651"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}