{"id":66772,"date":"2025-01-11T10:36:44","date_gmt":"2025-01-11T10:36:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=66772"},"modified":"2025-01-11T10:36:44","modified_gmt":"2025-01-11T10:36:44","slug":"recensione-libro-avere-la-pazienza-del-pane-benedetta-sanna-eretica-edizioni-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=66772","title":{"rendered":"Recensione libro \u00abAvere la pazienza del pane\u00bb Benedetta Sanna (Eretica Edizioni, 2024)"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Foto-libro-Avere-la-pazienza-del-pane-Benedetta-Sanna.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"641\" height=\"1000\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Foto-libro-Avere-la-pazienza-del-pane-Benedetta-Sanna.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66773\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Foto-libro-Avere-la-pazienza-del-pane-Benedetta-Sanna.jpg 641w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Foto-libro-Avere-la-pazienza-del-pane-Benedetta-Sanna-192x300.jpg 192w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Foto-libro-Avere-la-pazienza-del-pane-Benedetta-Sanna-96x150.jpg 96w\" sizes=\"(max-width: 641px) 100vw, 641px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cAvere la pazienza del pane\u201d di Benedetta Sanna (Eretica Edizioni, 2024 pp. 68 \u20ac 15.00) discioglie l&#8217;origine del fermento esistenziale mescolando gli ingredienti con un espediente indispensabile per far maturare l&#8217;amalgama emotivo attraverso la fragranza dei versi e il profumo della memoria. Benedetta Sanna concede il suo tempo interiore nella preparazione di una riflessione umana, lungo il tracciato delle parole, la qualit\u00e0 panteistica delle immagini, immersa tra isola e citt\u00e0, nella reazione alle avversit\u00e0 e alle difficolt\u00e0 della vita. Se il pane elabora la pazienza, la poetessa raggira l&#8217;antico e proverbiale modo di dire per alimentare l&#8217;atteggiamento alla comprensione, la disposizione alla fiducia nella natura e nel suo stupore e alla volont\u00e0 di percorrere l&#8217; evoluzione personale, nella stabilit\u00e0 di tracciare su carta la destinazione della propria anima. I versi delineano le reazioni istintive, provocate dalle aspettative sensibili, fondono l&#8217;irrequietezza nelle schegge di lucida immediatezza, scuotono l&#8217;affanno della coscienza, persistono nella loro urgenza di espressione, nell&#8217;esigenza di trovare un&#8217;entit\u00e0 autentica, capace di rivelare l&#8217;intensit\u00e0 dell&#8217;intonazione elegiaca. La poetessa vive la ragione poetica, coniuga l&#8217;esperienza della dimensione estetica di ogni visione del reale nella quotidianit\u00e0 con la pratica di una scrittura meditata nell&#8217;attenzione intenzionale alle sensazioni, inaugura la stagione di una fusione spirituale, condensa l&#8217;indagine negli affetti e salda la qualit\u00e0 dei componimenti appesi nella sospensione dei ricordi. Benedetta Sanna suggerisce, con l&#8217;impeto suggestivo delle sue poesie, l&#8217;indicazione interpretativa dell&#8217;attesa, come indugio silenzioso e minuzioso nei rapporti relazionali, assiste l&#8217;asprezza e la severit\u00e0 degli eventi, evidenzia la dolcezza della speranza e la consistenza dell&#8217;assenza. Accoglie nel suo cuore l&#8217;avidit\u00e0 insaziabile di trasmettere amore, oltre la rabbia e il dolore, aggira la voragine inaccessibile dello sconforto e l&#8217;intuizione indefinibile della malinconia con il significato profondo di una schiettezza urlata e decantata nella vicinanza delle superfici animose e solitarie dei pensieri, oltre l&#8217;indolenza del distacco e l&#8217;accerchiamento della solitudine. \u201cAvere la pazienza del pane\u201d ricorda di cogliere l&#8217;opportunit\u00e0 di sorvegliare, capire e seguire l&#8217;estensione della consapevolezza, proietta il valore del presente nella benignit\u00e0 del tempo che sa sempre restituire gli intrecci della vita scandendoli oltre il frammento dei turbamenti. Benedetta Sanna confessa la fragilit\u00e0 dei rimpianti e la ruvidezza delle separazioni, esprime l&#8217;energia coraggiosa della parola, da senso alla voce sfumata e disillusa della nostalgia, pone la quiete all&#8217;inquietudine. Manifesta l&#8217;intenzione di dare forma e corpo al grumo indistinto e indecifrabile dei sentimenti, confida nella previsione temporale delle esperienze, fa riemergere la riflessione antica e generativa degli intervalli. Dedica alla risorsa preziosa dell&#8217;indulgenza la ripartizione della tensione impaziente, interroga l&#8217;anima e ne ascolta il principio vitale, identifica l&#8217;eco del rimpianto, le occasioni inesorabili di impastare le fascinazioni e i disinganni del proprio cammino. Benedetta Sanna ci insegna a saper prevedere, ad attendere il tempo necessario affinch\u00e9 le prospettive umane migliorino, a nutrire le trasformazioni e ricevere compiutamente le conseguenze della saggezza popolare: \u201cA chi sa attendere, il tempo apre ogni porta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Rita Bompadre &#8211; Centro di Lettura \u201cArturo Piatti\u201d <\/em><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/centroletturaarturopiatti\/\">https:\/\/www.facebook.com\/centroletturaarturopiatti\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Al mare basterebbe<\/p>\n\n\n\n<p>sapere che torniamo,<\/p>\n\n\n\n<p>che il viaggio non \u00e8 breve<\/p>\n\n\n\n<p>ma l&#8217;orizzonte lo vediamo:<\/p>\n\n\n\n<p>i contorni del suo volto,<\/p>\n\n\n\n<p>l&#8217;isola e il suo solco,<\/p>\n\n\n\n<p>uno sbadiglio nel Mediterraneo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n\n\n\n<p>Se la notte porta il sogno<\/p>\n\n\n\n<p>e nel sogno c&#8217;\u00e8 un consiglio<\/p>\n\n\n\n<p>di saper essere anche io notte,<\/p>\n\n\n\n<p>quando voglio:<\/p>\n\n\n\n<p>una penna che non dubita del foglio.<\/p>\n\n\n\n<p>E io che resto serva del tuo giorno<\/p>\n\n\n\n<p>so bene che ti vedo<\/p>\n\n\n\n<p>solamente alla sua fine,<\/p>\n\n\n\n<p>dove il nero \u00e8 tutt&#8217;uno con la stanza.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n\n\n\n<p>Sapessi come te dimenticarmi<\/p>\n\n\n\n<p>dell&#8217;affanno dei miei anni,<\/p>\n\n\n\n<p>che invece io pronta ricordo<\/p>\n\n\n\n<p>ogni volta<\/p>\n\n\n\n<p>che scordo l&#8217;origine dei venti<\/p>\n\n\n\n<p>e cosa scosse il maestrale<\/p>\n\n\n\n<p>nelle radici,<\/p>\n\n\n\n<p>in quegli occhi tuoi sempre spenti<\/p>\n\n\n\n<p>e le tue spalle come colline,<\/p>\n\n\n\n<p>alle mie pendici.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n\n\n\n<p>Solamente scrivendo<\/p>\n\n\n\n<p>posso togliere la rabbia.<\/p>\n\n\n\n<p>Evitare di sputare la tovaglia,<\/p>\n\n\n\n<p>aggredire i tuoi costumi ed usi,<\/p>\n\n\n\n<p>cos\u00ec sporchi e truci<\/p>\n\n\n\n<p>di giostre secolari,<\/p>\n\n\n\n<p>violenze e torti.<\/p>\n\n\n\n<p>Di netto poi trafiggo<\/p>\n\n\n\n<p>dal polso fino al torace<\/p>\n\n\n\n<p>lo spettro sudicio e ingombrante<\/p>\n\n\n\n<p>dell&#8217;elefante in una stanza.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n\n\n\n<p>Distinguere parole<\/p>\n\n\n\n<p>come rose dalle spine,<\/p>\n\n\n\n<p>tra le mani tue supine<\/p>\n\n\n\n<p>in grado di abbracciare<\/p>\n\n\n\n<p>ogni mio indizio alieno.<\/p>\n\n\n\n<p>Su quella spiaggia bianca e dolce,<\/p>\n\n\n\n<p>dove ancora<\/p>\n\n\n\n<p>dormo e tremo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n\n\n\n<p>Sono arrivate molte cose<\/p>\n\n\n\n<p>negli anni<\/p>\n\n\n\n<p>a salvarmi.<br>Prima dalla provincia,<\/p>\n\n\n\n<p>poi da ogni mia piccola stanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Quasi come un passaggio<\/p>\n\n\n\n<p>di mano in mano<\/p>\n\n\n\n<p>di una chiave<\/p>\n\n\n\n<p>o di un segreto,<\/p>\n\n\n\n<p>e quella devozione.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;occhio aperto<\/p>\n\n\n\n<p>sulla terra stanca.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tuo antico rituale.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n\n\n\n<p>Gomitolo di niente,<\/p>\n\n\n\n<p>briciola<\/p>\n\n\n\n<p>scarto<\/p>\n\n\n\n<p>e restanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Pregarti voglio oggi<\/p>\n\n\n\n<p>per avere un segno,<\/p>\n\n\n\n<p>da un cielo<\/p>\n\n\n\n<p>il cui colore appena distinguo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal tetto del palazzo,<\/p>\n\n\n\n<p>da un urlo sotto casa.<\/p>\n\n\n\n<p>La notte non ha suono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cAvere la pazienza del pane\u201d di Benedetta Sanna (Eretica Edizioni, 2024 pp. 68 \u20ac 15.00) discioglie l&#8217;origine del fermento esistenziale 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