{"id":66815,"date":"2025-01-14T08:46:33","date_gmt":"2025-01-14T08:46:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=66815"},"modified":"2025-01-14T08:46:33","modified_gmt":"2025-01-14T08:46:33","slug":"antonino-zichichi-tra-scienza-e-fede-perche-bisogna-credere-in-colui-che-ha-fatto-il-mondo-le-nuove-frontiere-della-fisica-moderna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=66815","title":{"rendered":"ANTONINO ZICHICHI, TRA SCIENZA E FEDE &#8211; Perch\u00e9 bisogna credere in Colui che ha fatto il mondo \u2013 Le nuove frontiere della fisica moderna"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/LIBRO-DI-ZICHICHI.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"744\" height=\"1000\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/LIBRO-DI-ZICHICHI.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66816\" 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assergese <\/em><em><strong>Fernando Acitelli<\/strong><\/em><em> a scrivere su questo grande personaggio e sul rapporto tra scienza e fede che la sua figura richiama. Quello che segue, pi\u00f9 che un articolo, \u00e8 un saggio breve, come spesso mi capita di fare quando l\u2019argomento \u00e8 particolarmente significativo o complesso. Sento il bisogno di precisare che taluni argomenti scientifici o fenomeni naturali evocati, per renderli pi\u00f9 chiari ai lettori, oltre che a me stesso, li ho illustrati con parole mie; mentre, in ordine al decisivo rapporto tra scienza e fede, che \u00e8 la nota dominante dello scritto, nel riferire fedelmente il pensiero del grande scienziato siciliano (nella cui visione del mondo, peraltro, mi riconosco pienamente), quando ho ritenuto necessario, l\u2019ho integrato con personali considerazioni e avvalendomi non solo degli scritti di Zichichi.Mi corre altres\u00ec l\u2019obbligo di dichiarare che, pur non essendo un fisico teorico, la mia dimestichezza con lo studio della filosofia teoretica non fa sentire estraneo al mio interesse questo terreno della conoscenza umana: tra la rigorosa scienza dell\u2019universo e la genuina indagine filosofica c\u2019\u00e8 una differenza di linguaggio e di terminologia ma, per molti aspetti, una sostanziale contiguit\u00e0 di contenuti. Gli argomenti per cos\u00ec dire \u201ctecnici\u201d toccati nello scritto che segue richiederebbero la lettura di interi volumi, cos\u00ec come molto si potrebbe scrivere sul tema del rapporto tra scienza e fede. Non posso fare a meno, a questo riguardo, di raccomandare i libri di <\/em><em><strong>Antonino Zichichi<\/strong><\/em><em> (rinvenibili anche nel web) e, primo fra tutti, quello al quale pi\u00f9 mi sono ispirato, intitolato <\/em>\u201cPerch\u00e9 credo in Colui che ha fatto il Mondo\u201d<em>, saggio rispetto al quale questo mio scritto potrebbe ambire ad essere, tuttalpi\u00f9, una modesta introduzione. (G.L.).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>***<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019ultimo atto della ragione \u00e8 credere che c\u2019\u00e8 un\u2019infinit\u00e0 di cose che la trascendono.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Blaise Pascal<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Chi non crede in Dio crede in tutto il resto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>G. K. Chesterton<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Antonino Zichichi<\/strong> \u00e8 un bel signore siciliano che ha compiuto da poco 95 anni. Scienziato di fama internazionale che tutto il mondo ci invidia, felicemente sposato per sessantasei anni con<strong> Maria Ludovica<\/strong> (venuta da poco a mancare), biologa, conosciuta a Ginevra, dove lavorava in un importante centro di ricerca, due figli e cinque nipoti, una vita professionale divisa tra la Svizzera e l\u2019Italia, in una recente intervista, alludendo al suo invidiabile traguardo anagrafico, ha confessato, da eterno giovane, di avere ancora molti sogni nel cassetto e, rifacendosi al titolo di un suo fortunatissimo libro, ha detto di essere innamorato di Colui che ha creato il mondo, aggiungendo che la fisica non \u00e8 altro che la logica del mondo, e che scienza e fede non sono conquiste dell\u2019intelligenza umana ma doni di Dio. Ha detto proprio cos\u00ec, \u201cdoni di Dio\u201d, parole che suonerebbero strane in un uomo di scienza se non si conoscesse chi \u00e8 che le pronuncia. Non \u00e8 facile tratteggiare in poche righe la biografia scientifica e professionale di questo originale scienziato, tanto \u00e8 ricca e significativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nato a Trapani il 15 ottobre 1929, <strong>Antonino Zichichi<\/strong>, che porta gi\u00e0 nel nome la sua vocazione (\u2018Zichichi\u2019, infatti, \u00e8 nome di origine greca che vuol dire <em>\u201cfrontiere\u201d<\/em> \u2013 le nuove frontiere della scienza sono legate alla sua attivit\u00e0 di instancabile ricercatore), dopo la maturit\u00e0 classica, conseguita nella sua citt\u00e0 natale, si \u00e8 laureato in Fisica nel 1952 presso l\u2019Universit\u00e0 di <strong>Palermo<\/strong>. Ha lavorato poi presso il Fermilab di <strong>Chicago <\/strong>e il CERN di <strong>Ginevra,<\/strong> \u00e8 stato ordinario di Fisica Superiore dal 1965 al 2006 alla Facolt\u00e0 di Scienze dell\u2019Universit\u00e0 di <strong>Bologna<\/strong>, presidente dell\u2019Istituto Nazionale di Fisica Nucleare dal 1977 al 1982 e della Societ\u00e0 Europea di Fisica nel 1978. Fondatore nel 1963 ad <strong>Erice<\/strong>, nella sua Sicilia, del Centro di cultura scientifica intitolato a<strong> Ettore Majorana<\/strong> (1906 \u2013 ? ), si \u00e8 fatto promotore e ideatore, nel 1980, dei <strong>Laboratori Nazionali del Gran Sasso<\/strong>, alla cui attivit\u00e0 scientifica si accenner\u00e0 di seguito. \u00c8 stato presidente della Federazione Mondiale degli Scienziati. \u00c8 autore di pi\u00f9 di mille lavori scientifici, tra cui sei scoperte, quattro invenzioni, tre idee che hanno aperto strade nuove nello studio della fisica subnucleare e delle alte energie. La sua carriera scientifica \u00e8 stata costellata di onorificenze e riconoscimenti. Zichichi \u00e8 inoltre un eccezionale divulgatore scientifico. La sua capacit\u00e0 di coniugare rigore scientifico con chiarezza espositiva ha del prodigioso. Nei suoi libri \u2013 primo fra tutti <em>Perch\u00e9 credo in Colui che ha fatto il mondo<\/em>, destinato a fungere da filo conduttore delle considerazioni che seguiranno \u2013 il tema dominante \u00e8 il rapporto, che da cattolico convinto sente nelle fibre pi\u00f9 profonde dell\u2019anima, tra scienza e fede, anzi, come egli sapientemente suggerisce invertendo l\u2019ordine delle parole, tra fede e scienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ascoltare una sua conferenza \u00e8 un autentico godimento dello spirito: un linguaggio cristallino, come non sempre riesce agli uomini di scienza, a tratti immaginifico, ma sempre controllato. Grande comunicatore, con il suo bel viso incorniciato da una chioma candida e leggermente scompigliata, quando parla di scienza in relazione alla fede il suo eloquio \u00e8 semplicemente incantevole: si ha l\u2019impressione di abbeverarsi ad una fonte di acqua viva. Quello tra <strong>Scienza<\/strong> e <strong>Fede<\/strong> (in seguito, per indicare i due termini, o per evidenziare concetti scientifici fondamentali, nonch\u00e9 i nomi di persona, si user\u00e0 preferibilmente la lettera iniziale maiuscola e\/o il carattere in corsivo o in grassetto) \u00e8 stato nella modernit\u00e0 un confronto spesso lacerante che l\u2019opinione correnteha spesso recepito come una sostanziale incompatibilit\u00e0. Quante volte nei discorsi al bar o nella strada si \u00e8 sentito dire nel secolo scorso che gli scienziati, parola che incute ancora oggi un religioso rispetto presso i non addetti ai lavori, quasi si trattasse di una setta di iniziati, non credono alla religione, che \u00e8 roba da vecchierelle, non avendo costoro mai letto di <strong>Blaise Pascal <\/strong>(1624\u20131643), singolare figura di filosofo e scienziato, che passeggiando tra i vicoli della Parigi del XVII si inchinava dinanzi ad ogni immagine della Madonna che incontrava nel suo cammino. In tempi pi\u00f9 vicini ai nostri, profondamente religiosi sono stati <strong>Michael Faraday<\/strong> (1791\u20131867) e <strong>J. Clerk Maxwell <\/strong>(1831\u20131879), fisici geniali a cui si devono, tra l\u2019altro, grandi scoperte nel campo dell\u2019elettromagnetismo, cos\u00ec come cattolico convinto era quel <strong>Galileo Galilei <\/strong>(1564\u20131642) alle cui intuizioni si far\u00e0 di seguito pi\u00f9 di un cenno. Per circa cinque secoli, presso gli strati colti delle societ\u00e0 dell\u2019Occidente, ha dominato pi\u00f9 o meno larvatamente l\u2019opinione che la scienza poteva fare a meno dell\u2019idea che fosse stato Dio a creare il mondo. L\u2019idea che la fede religiosa e la ragione (speculativa, nel caso della filosofia, e sperimentale, nel caso della scienza) siano su piani differenti e incompatibili \u00e8 di derivazione illuministica. \u00c8 il frutto acerbo dello scientismo positivista, vale a dire dell\u2019idea profondamente erronea, in auge nella seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento, dell\u2019autosufficienza delle scienze della natura sul terreno della conoscenza, al tempo in cui si pensava che lo studio della natura avrebbe risolto tutti i problemi degli uomini e che il cammino delle scoperte fondamentali stava per giungere al suo epilogo: un\u2019espressione di arroganza intellettuale che affidava all\u2019intelligenza umana la capacit\u00e0 di capire come \u00e8 fatto il mondo senza ricorrere ad alcuna istanza superiore.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019idea di fondo, il filo rosso che unisce le argomentazioni di <strong>Zichichi<\/strong> in materia di scienza e fede \u00e8 che <strong>la Scienza non pu\u00f2 essere contro la Fede, <\/strong>per il semplice motivo che, contrariamente a quanto vorrebbe far credere il pensiero dominante,<strong> essa non nasce da un atto della ragione, ma da un atto di fede <\/strong>di quel <strong>Galileo Galilei<\/strong> che, presentato da una <em>vulgata <\/em>laicista come ateo e vittima dell\u2019oscurantismo religioso (\u201ce invece \u00e8 nato a casa nostra\u201d rivendica con orgoglio il cattolico Zichichi), \u00e8 colui che, inaugurando la scienza moderna, studiava le pietre, cio\u00e8 il materiale \u201cvile\u201d, per scoprirvi \u201cl\u2019impronta del Creatore\u201d: cos\u00ec egli chiamava le leggi fondamentali della natura, che nessuno prima di lui aveva scoperto. Non poteva sapere che in un minuscolo pezzettino di pietra ci sono miliardi di protoni, neutroni ed elettroni: un universo invisibile ma reale. \u00c8 stata, quella del grande scienziato pisano (dalla pietre alle stelle), agli occhi di <strong>Zichichi<\/strong>, un\u2019intuizione profonda e feconda, giacch\u00e9, non potendosi fare esperimenti con le stelle, si possono studiare le pietre moderne, vale a dire le cosiddette \u201cparticelle elementari\u201d della materia quark, leptoni, bosoni, ecc\u2026 Si sta parlando di quel Galilei che in vari esperimenti, spesso non eseguiti materialmente ma semplicemente raffigurati col pensiero (si pensi al \u201cmoto uniforme\u201d), ha di fatto introdotto nella scienza, trecento anni prima di <strong>Einstein<\/strong>, il concetto di \u201crelativit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro <em>leitmotiv<\/em> nel libro di <strong>Zichichi<\/strong> (ribadito in ogni incontro pubblico) \u00e8 che nella natura umana agiscono due componenti: l\u2019<em><strong>Immanenza<\/strong><\/em>, ovvero tutto ci\u00f2 che si pu\u00f2 cogliere con i sensi, che \u00e8, per cos\u00ec dire, all\u2019interno della \u201cscatola\u201d (il mondo, la storia, la natura, la dimensione bio\u2013psicologica dell\u2019individuo) e la <em><strong>Trascendenza<\/strong><\/em>, vale a dire ci\u00f2 che sta oltre il visibile, fuori della \u201cscatola\u201d, al di l\u00e0, al di sopra. Il celebre fisico tiene a precisare a questo riguardo che non c\u2019\u00e8 ormai nulla, entro il perimetro di queste due dimensioni, l\u2019Immanenza e la Trascendenza, che la scienza moderna non abbia studiato. Ci\u00f2 significa che l\u2019uomo, che come tutte le forme viventi sta nell\u2019Immanente, ma che a motivo della sua struttura esistenziale \u00e8 in grado di concepire il Trascendente (\u00e8 un essere finito che tende all\u2019infinito) \u00e8 l\u2019oggetto privilegiato del pensiero scientifico moderno. Ad illustrare la distanza che corre tra la Scienza vera e quella superficialmente divulgata, <strong>Zichichi<\/strong>, con linguaggio accessibile anche ai non specialisti, e quasi conducendo per mano il lettore o l\u2019ascoltatore, \u00e8 solito prendere come esempio un argomento abbastanza popolare anche presso il grosso pubblico: quello del cosiddetto <em>Big Bang<\/em>, vale a dire l\u2019esplosione \u2013 se cos\u00ec si pu\u00f2 dire \u2013 che in una frazione di secondo, a partire da un solo atomo primigenio, avrebbe dato vita all\u2019Universo (ipotesi, peraltro, che fu elaborata da uno studioso che era un sacerdote gesuita, tale <strong>Georges Lema\u00eetre<\/strong> \u2013 1894\/1966 \u2013 , e che richiama alla mente il divino atto creativo, il <em>Fiat \u2013 <\/em>Si faccia ! Si compia! \u2013 di biblica memoria). Sul grande tema Zichichi chiarisce che un solo <em>Big Bang<\/em> non sarebbe sufficiente a spiegare la realt\u00e0 attuale del cosmo: di <em>Big Bang<\/em> ce ne vogliono tre. Il primo \u00e8 di fondamentale importanza per passare dal vuoto fisico all\u2019universo (ci\u00f2 che non \u00e8&#8230;da poco), che, dopo venti miliardi di anni, ha miliardi e miliardi di stelle e di galassie: tutta materia inerte. Il secondo \u00e8 necessario per passare dalla materia inerte alla materia dotata di vita (\u201cdalla pietra alla rondine\u201d, per intenderci), che \u00e8 gi\u00e0 un salto che appare inimmaginabile con la sola logica umana ed \u00e8 tema che lo scienziato siciliano aveva prospettato gi\u00e0 circa mezzo secolo fa in un congresso scientifico che si svolgeva a Washington, suscitando nell\u2019uditorio reazioni controverse. Fondamentale poi per la nostra esistenza \u00e8 il terzo <em>Big Bang<\/em>, che segna il passaggio dalla materia dotata di vita alla materia dotata di intelligenza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>***<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Esistono milioni di forme di materia vivente, animale e vegetale, ma solo una di esse, quella a cui noi apparteniamo, possiede una propriet\u00e0, frutto di un decisivo salto di qualit\u00e0, alla quale si d\u00e0 il nome di \u2018ragione\u2019, termine con il quale si indica intelletto e coscienza (\u201cL\u2019uomo \u00e8 un animale ragionevole\u201d scrive <strong>Aristotele<\/strong> \u2013 384\/383-322a.C. \u2013) e non la semplice percezione o la tendenza istintiva all\u2019autoconservazione (un minimo di ragione, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, propria anche degli animali), ma una facolt\u00e0 che indica tanto la piena coscienza del proprio essere quanto l\u2019intelligenza creativa. In che cosa consiste questa ragione? Nella capacit\u00e0, propria dell\u2019uomo \u2013 puntualizza Zichichi \u2013 di produrre tre grandi cose: <strong>il linguaggio<\/strong>, di cui \u00e8 espressione la memoria collettiva permanente, meglio nota come scrittura, cio\u00e8 linguaggio scritto; <strong>la logica<\/strong>, meglio nota, nella sua espressione rigorosa teorica, come matematica; <strong>la scienza<\/strong>, che altro non \u00e8 che logica rigorosa sperimentale. Se il linguaggio \u00e8, detto in soldoni, la capacit\u00e0 di esprimere e comunicare concetti (e gi\u00e0 in questa prima dimensione deve agire, in una prospettiva di conoscenza scientifica, una precisione concettuale e una descrizione quanto pi\u00f9 esauriente e oggettiva dei fenomeni, un rigore minimo che nella sua forma pi\u00f9 alta \u00e8 la filosofia), la logica \u00e8 la possibilit\u00e0 di costruire strutture che debbono \u201crispettare i patti\u201d, vale a dire pervenire a conclusioni coerenti con le premesse. Tipico esempio di logica (disciplina inventata dai Greci tremila anni fa) \u00e8 la geometria euclidea, che abbiamo tutti abbiamo studiato a scuola: da cinque postulati, cio\u00e8 premesse non dimostrabili perch\u00e9 evidenti, a cui si chiede pertanto di prestare fede, si ricava un\u2019enorme quantit\u00e0 di teoremi, tra cui quello celebre, che ha assunto valore paradigmatico, che va sotto il nome di \u201cteorema di Pitagora\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta dunque non di parole in libert\u00e0, ma di una <strong>struttura rigorosamente logica<\/strong>, come se ne possono costruire numerose altre: si possono costruire diverse logiche, vale a dire differenti forme di procedure teoriche rigorose, tali cio\u00e8 che, come il teorema di Pitagora, conducano a conclusioni coerenti con le premesse e escludano la loro negazione. Tuttavia, struttura logica rigorosa, di cui la formalizzazione matematica \u00e8 l\u2019espressione pi\u00f9 compiuta, non equivale ancora a scienza, pur costituendone la premessa: scienza \u00e8, come dianzi si accennava, <strong>struttura logica rigorosa verificata sperimentalmente<\/strong>, vale a dire riproducibile. \u00c8, questo, il tratto fondamentale della scienza galileiana: \u00e8 ci\u00f2 che permette di stabilire se una determinata teoria descrive o no un fenomeno realmente esistente. Questa interessantissima ed estremamente sintetica esposizione di ci\u00f2 che il grande fisico ci d\u00e0 a mo\u2019 di premessa, da un lato ci fornisce un chiaro criterio per distinguere tra ci\u00f2 che \u00e8 scienza e ci\u00f2 che scienza non \u00e8 (non \u00e8 scienza l\u2019astrologia \u2013 tanto per fare un esempio \u2013 giacch\u00e9 si basa su un presupposto, le costellazioni, distinti gruppi di stelle, che in natura non esistono, essendo solo frutto di illusione ottica \u2013 le stelle ci appaiono ferme solo perch\u00e9 sono lontanissime \u2013 ; n\u00e9 dalle stelle e dai pianeti, in ogni caso, si \u00e8 scoperto sprigionarsi forze che influenzano i comportamenti umani), dall\u2019altro d\u00e0 la misura di quanto la materia vivente e pensante (il risultato del terzo <em>Big Bang<\/em>) si differenzi dalla materia inerte e vivente ma non cosciente ed intelligente, ci\u00f2 che ci autorizza a pensare che l\u2019enorme salto qualitativo non pu\u00f2 essere frutto del caso, o del caos. Bastano queste considerazioni a farci capire, inoltre, come, a dispetto di una diffusa <em>vulgata<\/em>, la cultura dominante nella societ\u00e0 attuale non \u00e8 affatto moderna. Essa \u00e8, a giudizio di <strong>Zichichi<\/strong>, di fatto, pre\u2013aristotelica in quanto ignora la logica rigorosa teorica (altrimenti detta \u201cmatematica\u201d) e pre\u2013galileiana dal momento che non ha ancora assimilato la logica rigorosa sperimentale (altrimenti detta \u201cscienza\u201d). Se lo avesse fatto, se nella cultura fosse invalsa la logica galileiana, tutte quelle teorie filosofiche come il comunismo scientifico avrebbero avuto vita breve e sarebbero state subito relegate nell\u2019utopia, perch\u00e9 smentite dai fatti, cio\u00e8 dall\u2019esperienza (invece hanno fatto molti danni).<\/p>\n\n\n\n<p>Questo vizio culturale di fondo fa s\u00ec che la Scienza venga ritenuta pressoch\u00e9 da tutti una disciplina da iniziati, difficile da padroneggiare, quando invece, a volerla frequentare seriamente, essa non \u00e8 altro \u2013 a parere del nostro scienziato \u2013 che lo sforzo per rendere semplice l\u2019enorme complessit\u00e0 del mondo, e tutto questo nella consapevolezza, a fronte di una ricerca scientifica seria e intellettualmente onesta, che la sola intelligenza umana non \u00e8 sufficiente a cogliere la logica che sottende il mondo, per la semplice ragione \u2013 aggiunge Zichichi con disarmante candore \u2013 che Colui che lo ha fatto \u00e8 pi\u00f9 intelligente dell\u2019uomo. Non \u00e8 certo un caso che tutte le grandi scoperte scientifiche sono avvenute senza che nessuno avesse saputo prevederle, in modo del tutto inaspettato. C\u2019\u00e8 allora, a parere del grande fisico, un\u2019unica strada per capire il mondo: porre domande a Colui che lo ha fatto, conclusione che potrebbe apparire ingenua ma che ingenua non \u00e8, e ricorda, sorprendentemente, un concetto gi\u00e0 caro a <strong>Giambattista Vico<\/strong> (1668\u20131744), che sosteneva che solo Dio, che ha creato l\u2019universo, ne pu\u00f2 conoscere le vere leggi. Ed ecco allora <strong>Zichichi<\/strong> spiegare in <em>Perch\u00e9 io credo in Colui che ha fatto il Mondo<\/em>, uno stupendo libro in cui autobiografia intellettuale e passione didattica si fondono mirabilmente, quali sono e come agiscono le forze e leggi fondamentali che sono alla base di quella enorme complessit\u00e0 che chiamiamo \u201cMondo\u201d, per poi ipotizzare come logica conseguenza l\u2019esistenza del cosiddetto \u201cSupermondo\u201d. Lo fa con linguaggio rigoroso e semplice (per quanto sia possibile in una esposizione scientifica), ricorrendo, mano a mano che espone un concetto, ad esempi ed immagini tratti dalla realt\u00e0 concreta che ci circonda, e con lo scopo, ricordato ad ogni pi\u00e8 sospinto, di mostrare come nel mondo, dall\u2019universo subnucleare all\u2019immenso cosmo, si possa intravedere una Logica. Il tutto \u00e8 riconducibile a quella struttura a cui i fisici danno il nome di \u201cModello Standard\u201d (grande paradigma scientifico del nostro tempo), che fa riferimento a sette <strong>Forze Elementari<\/strong> (che chiameremo anche \u201celementi\u201d) e a quattro <strong>Leggi Fondamentali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In riferimento alla Forze Elementari abbiamo: <strong>Spazio<\/strong> (con tre dimensioni: lunghezza, larghezza, altezza, tutte misurabili con la stessa unit\u00e0 di misura), <strong>Tempo<\/strong>;ma saremmo poco pi\u00f9 di figure geometriche senza la <strong>Massa<\/strong>; ma saremmo solo delle statue senza <strong>Energia <\/strong>e <strong>Carica<\/strong>.A questo riguardo i fisici distinguono tra <strong>Carica di colore <\/strong>(ma non c\u2019entra nulla con la vista), che genera <em>la forza gravitazionale<\/em> (che fa cadere le pietre dall\u2019alto verso il basso, che tiene il nostro pianeta legato alla sorgente di luce e calore, il Sole, che tiene il Sole legato alle Stelle della nostra Galassia e le Galassie insieme a formare l&#8217;Universo, forza che possiamo definire, in qualche modo, lo scultore dell\u2019Universo) e <em>la<\/em><em><strong> forza elettromagnetica <\/strong><\/em>(senza la quale non ci sarebbe l\u2019elettricit\u00e0, la televisione, Internet, ecc.); <em>le <\/em><em><strong>forze di Fermi<\/strong><\/em>(dette anche \u201cforze deboli\u201d), che permettono alle Stelle di avere una valvola di sicurezza che garantisce con estrema esattezza quanta \u00abbenzina\u00bb (i neutroni) deve essere prodotta ogni secondo affinch\u00e9 la stella non si spenga n\u00e9 salti in aria (questa valvola di sicurezza \u00e8 la <em><strong>Carica Universale di Fermi<\/strong><\/em>, il cui valore \u00e8 riuscito per primo a misurarlo un giovane <strong>Zichichi<\/strong> nel lontano 1961);e <strong>Carica di sapore<\/strong> (ma non c\u2019entra nulla il gusto), che determina la stabilit\u00e0 della materia, che \u00e8 fatta di massa e cariche subnucleari (basterebbero tre grammi d\u2019acqua per produrre l\u2019enorme quantit\u00e0 di energia che \u00e8 occorsa per distruggere Hiroshima, perch\u00e9 la massa si pu\u00f2 trasformare in energia).Per introdurre il settimo elemento, quello forse pi\u00f9 affascinante, cosiddetto <em><strong>Spin<\/strong><\/em> (termine che in inglese vuol dire \u201cmovimento a trottola\u201d), occorre rifarsi al grande salto qualitativo verificatosi nella ricerca scientifica negli ultimi 150 anni. A tale riguardo l\u2019espressione \u201c<em><strong>elettromeccanica quantistica<\/strong><\/em>\u201d riassume un\u2019enorme quantit\u00e0 di scoperte in materia di elettricit\u00e0, magnetismo e ottica, che nel 1873 il gi\u00e0 menzionato fisico e filosofo <strong>Maxwell<\/strong> (che in ordine ai rapporti tra Scienza e Fede si pu\u00f2 considerare un precursore di Zichichi), a dimostrazione che tutti i fenomeni dell\u2019elettromeccanica hanno una stessa origine, riesce, incredibilmente, a sintetizzare con sole quattro equazioni, che hanno resistito a tutte le rivoluzioni che la fisica ha dovuto affrontare nell\u2019ultimo secolo e mezzo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando ormai, a fine secolo, si pensava di aver scoperto tutto quello che c\u2019era da scoprire, <strong>Joseph J. Thompson <\/strong>(1856\u20131940) scopr\u00ec il pi\u00f9 piccolo pezzetto di elettricit\u00e0, al quale nessuno aveva pensato prima, e lo chiam\u00f2 \u201celettrone\u201d. Immaginava che avesse la forma di una normale pallina, ma si sbagliava, giacch\u00e9 dopo trent\u2019anni di studio si scopr\u00ec che era una pallina che gira attorno a s\u00e9 stessa, una trottolina. La ragione di questa forma la comprese un altro fisico,<strong> Paul Dirac<\/strong> (1902\u20131984), che sintetizz\u00f2 con un\u2019equazione la grande novit\u00e0 di questo pezzettino di elettricit\u00e0 a forma di trottolina (da questa equazione \u2013 sia detto per inciso \u2013 incredibilmente, prende le mosse quello che Zichichi chiama \u201c<em><strong>Il Super Mondo\u201d<\/strong><\/em>, affascinante prospettiva a cui si accenner\u00e0 di seguito). E quando <strong>Enrico Fermi<\/strong>, nel 1947, dopo la scoperta, nel cuore dell\u2019atomo, nel 1932, del neutrone da parte di <strong>James Chadwick<\/strong> (1891-1974) \u2013 che per questo ricevette il premio Nobel \u2013 accarezzava l\u2019idea che la fisica potesse essere vicina alla spiegazione del tutto, nessuno aveva ancora previsto l\u2019universo subnucleare. Bisogna aspettare il 1964 con <strong>Peter W. Higgs<\/strong> (1929\u20131924) per ipotizzare (potenza dell\u2019intuizione!) l\u2019esistenza di una particella a forma di pallina, quindi con <em>spin<\/em> pari a zero, vale a dire non dotata di movimento \u201ca trottola\u201d (come si era scoperto essere tutte le altre particelle subnucleari): il \u201cbosone di Higgs\u201d, che verr\u00e0 denominato \u201cLa particella di Dio\u201d, ci\u00f2 che nulla ha a che fare, in questo caso, con l\u2019esistenza di Dio, ma solo con la trovata pubblicitaria di un editore in riferimento alla grandissima difficolt\u00e0 di scoprire questa particella. La scoperta, grazie alla potenza del pi\u00f9 grande acceleratore di particelle mai costruito finora dagli esseri umani, il Large Hadron Collider, avverr\u00e0 nel 2012 a Ginevra dopo una lunghissima e paziente ricerca a cui aveva indirettamente contribuito anche un ancor giovane Zichichi,<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u201c<strong>bosone di Higgs<\/strong>\u201d \u00e8 una particella elementare (vale a dire che consiste solo di s\u00e9 stessa) scoperta con massa immaginaria in una densit\u00e0 di energia pari a 140 GeV (che corrisponde a 140 miliardi di <em>elettronvolt<\/em>). Nella scoperta sono entrate in gioco, come specificato, la <em><strong>densit\u00e0 di energia<\/strong><\/em> (detta anche \u201clagrangiana\u201d dacch\u00e9 <strong>Joseph-Louis Lagrange<\/strong> (1736\u20131813) intu\u00ec che per studiare un fenomeno il primo passo \u00e8 formulare in termini matematici quale \u00e8 la sua densit\u00e0 di energia) e la cosiddetta \u201c<em><strong>massa immaginaria\u201d<\/strong><\/em>, concetto, quest\u2019ultimo, di fondamentale rilevanza nella struttura logica dell\u2019universo. Il problema che <strong>Peter Higgs<\/strong> intese risolvere a partire dai primi anni sessanta del secolo scorso consisteva nel fatto che se per descrivere ci\u00f2 che fanno i protoni, i neutroni e gli elettroni si prendeva in considerazione la massa reale, i calcoli non tornavano. Da qui l&#8217;idea di mettere nella densit\u00e0 di energia la massa immaginaria e scoprire che in questo modo le cose di cui \u00e8 fatto il mondo acquistano \u00abmassa reale\u00bb senza che i calcoli saltino in aria. Quel bosone della cui scoperta tanto si \u00e8 parlato non \u00e8 la particella che d\u00e0 la massa a tutte le altre, come spesso si \u00e8 scritto, ma \u00e8 la prova sperimentale dell\u2019esistenza del meccanismo che nell\u2019universo subnucleare d\u00e0 origine alla massa, colmando un vuoto nella fisica delle particelle elementari e fornendo un importante tassello a quel <em>Modello Standard<\/em>, cui sopra si \u00e8 fatto cenno, con il quale, nel campo della fisica, a partire dalla seconda met\u00e0 del Novecento, si \u00e8 cercato di unificare le forze che agiscono sia nella materia che nel cosmo. Se la \u201cparticella di Dio\u201d, come \u00e8 stato chiamato il \u201cbosone di Higgs\u201d nulla c\u2019entra con la religione, come dianzi chiarito, \u00e8 comunque il \u201cmaterialismo scientifico\u201d ad aver preso un\u2019altra batosta. La prima batosta l\u2019aveva presa quando Einstein aveva scoperto, come si illustrer\u00e0 di seguito, che la massa dell\u2019universo, fatta di stelle e galassie, \u00e8 curvatura dello spazio-tempo. Ci sono voluti migliaia di anni per capire sia che <em><strong>massa<\/strong><\/em> e <em><strong>energia<\/strong><\/em> stanno in stretto rapporto, sia la differenza tra <em><strong>massa<\/strong><\/em> e <em><strong>materia<\/strong><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>***<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo si \u00e8 capito solo a partire dal 1905, allorch\u00e9 si \u00e8 scoperto, con la <em><strong>Teoria della Relativit\u00e0 Ristretta<\/strong><\/em> (\u2018relativit\u00e0\u2019 perch\u00e9 la teoria si basa sul concetto che il tempo, la posizione, e il movimento non sono assoluti ma relativi, cio\u00e8 dipendono da chi osserva; e \u2018ristretta\u2019 \u2013 o \u2018speciale\u2019 \u2013 in quanto riferita al fatto che essa \u00e8 valida solo per sistemi inerziali, ovvero dove \u2013 in omaggio alle leggi di <strong>Galilei<\/strong> \u2013 in assenza di forze esterne, ciascun corpo nei confronti dell\u2019altro permane nel suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme, cio\u00e8 moto in linea retta e a velocit\u00e0 costante), teoriadi <strong>Albert Einstein<\/strong> (1879\u20131955), espressa con la celeberrima equazione <em>E<\/em> <em>= mc\u00b2<\/em> (dove \u2018E\u2019 rappresenta l\u2019energia totale di un sistema, \u2018m\u2019 la massa a riposo di un corpo, \u2018c\u00b2\u2019 la velocit\u00e0 della luce nel vuoto al quadrato), equazione semplice e rivoluzionaria che fissa un punto di arrivo di risultati sperimentali, e che indica \u2013 per dirla con estrema semplificazione \u2013 che l\u2019energia contenuta in un corpo costituisce la massa a riposo del corpo stesso. In altri termini, la massa di un corpo a riposo equivale alla sua energia potenziale. Fondamentale, nella teoria, nata per dare una spiegazione dei fenomeni legati all\u2019elettromagnetismo, \u00e8 la velocit\u00e0 della luce nel vuoto, che corrisponde a circa 300.000 chilometri al secondo, assunta come velocit\u00e0 costante, assoluta e insuperabile, e che diventa elemento decisivo per rendere la massa e l\u2019energia equivalenti. Nella<em><strong> Teoria della Relativit\u00e0 Generale<\/strong><\/em>(\u2018generale\u2019 in quanto riferita a corpi che si muovono a velocit\u00e0 differenti, come avviene nel cosmo con il sole e i pianeti), del 1915, <strong>Einstein<\/strong> si servir\u00e0, in relazione alla gravit\u00e0, di ci\u00f2 che aveva gi\u00e0 acquisito nella \u201crelativit\u00e0 ristretta\u201d, vale a dire che Spazio e Tempo (come aveva scoperto teoricamente<strong> Hendrik A. Lorentz<\/strong> (1853\u20131928) studiando le famose quattro equazioni con le quali Maxwell, come si \u00e8 visto, aveva sintetizzato la realt\u00e0 elettromagnetica) non sono realt\u00e0 assolute e separate (un pezzo di tempo e un pezzo di spazio, come <strong>Immanuel Kant \u2013 <\/strong>1724\/1804 \u2013 , il pi\u00f9 grande filosofo della modernit\u00e0, aveva sostenuto sulla scia di <strong>Isaac Newton<\/strong> \u2013 1643\/1727 \u2013 ), ma relative, e costituiscono, nell\u2019universo, un\u2019<em><strong>unica struttura<\/strong><\/em>, quella dello <em><strong>Spazio-Tempo<\/strong><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Per avere un\u2019idea di questa sorprendente realt\u00e0 del mondo fisico, giovi ricordare che lavecchia kantiana distinzione tra spazio e tempo poggiava sulla convinzione che non poteva sorgere alcun equivoco quando si diceva che due eventi in punti lontani nello spazio avvenivano nello stesso istante, e in conseguenza di questa convinzione si riteneva che si potesse descrivere una topografia dell\u2019universo in un dato momento in termini puramente spaziali. Alla luce dell\u2019attuale visione dell\u2019universo, con le sue dimensioni inimmaginabili, questo appare irrealistico, giacch\u00e9 la simultaneit\u00e0 degli eventi si \u00e8 capito essere un fatto relativo a un particolare osservatore. Detto in altri termini, quello che per un osservatore \u00e8 una descrizione dello stato dell\u2019universo in un dato istante, per un altro osservatore \u00e8 una serie di eventi che si verificano in momenti diversi e le cui relazioni non sono soltanto spaziali ma anche temporali. Insomma: in una prospettiva cosmica, \u2018prima\u2019 e \u2018dopo\u2019 sono concetti relativi. In uno stesso momento, non esiste nulla di simile per due diversi osservatori, a meno non siano fermi l\u2019uno relativamente all\u2019altro. In una prospettiva cosmica dire \u201cadesso\u201d non ha alcun senso: \u00e8 un\u2019espressione illusoria, che nasce da un\u2019estrapolazione arbitraria della nostra esperienza, quella di un \u201cpresente\u201d che non si estende molto pi\u00f9 in l\u00e0 del nostro pianeta. Per determinare una posizione o un evento nello spazio, c\u2019\u00e8 dunque bisogno di quattro misure, le tre dello spazio (lunghezza, larghezza, altezza) pi\u00f9 quella del tempo. Ecco perch\u00e9 \u00e8 appropriato parlare di spazio-tempo: il \u2018dove\u2019 e il \u2018quando\u2019 sono due facce della stessa medaglia. Nella visione di <strong>Einstein<\/strong> la massa non \u00e8 altro che curvaturadi spazio-tempo, nel senso che la presenza di una massa (nel sistema solare quella del sole \u00e8 di gran lunga la predominante) curva, cio\u00e8 deforma, lo spazio-tempo, come una biglia di vetro in una superficie morbida: nulla, all\u2019apparenza, di pi\u00f9 astratto, ma che avrebbe potuto ricevere conferma sperimentale dal fatto che, in omaggio alla teorizzata curvatura dello spazio, la luce di una stella, che viaggiando nello spazio \u00e8 destinata a seguirne le curvature, in prossimit\u00e0 del sole avrebbe sub\u00ecto una deviazione a motivo della curvatura prodotta dalla massa del sole, in modo che sulla Terra un osservatore, per un\u2019illusione ottica, avrebbe visto la stella da cui proveniva la luce in una posizione diversa rispetto a quella reale, con uno scostamento calcolato da Einstein con esattezza. Una predizione, quella del grande scienziato tedesco, che bisognava comunque provare.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1919, circa quattro anni dopo la pubblicazione della <strong>Teoria delle Relativit\u00e0 Generale<\/strong>, che, come tutti i cambiamenti di \u201cparadigma\u201d scientifico, incontrava grande scetticismo presso gli addetti ai lavori, una eclissi solare totale offr\u00ec l\u2019occasione della verifica sperimentale. A tale scopo, l\u2019astrofisico inglese <strong>Arthur Heddington <\/strong>(1882\u20131944) organizz\u00f2 una spedizione nell\u2019Isola di Principe, al largo delle coste africane, da dove il fenomeno si sarebbe potuto osservare in condizioni ottimali. Conoscendo, per osservazioni fatte di notte, la posizione delle stelle in quel periodo dell\u2019anno nella porzione di cielo in cui il sole sarebbe \u201ctransitato\u201d, l\u2019oscuramento del sole per effetto dell\u2019eclissi avrebbe consentito di vedere il cielo scuro dietro il disco solare e quindi di fotografare le stelle circostanti e poter cos\u00ec rilevare con precisione lo scostamento della loro posizione apparente rispetto a quella reale conosciuta e calcolare la misura della deviazione della luce. I calcoli fatti da Heddington e dai suoi collaboratori si rivelarono in linea con quelli teorici di Einstein. Fu cos\u00ec che la teoria della relativit\u00e0 generale divenne popolarissima. Ad essa sarebbero venute altre significative conferme sperimentali. Con Einstein lo <strong>Spazio<\/strong> non \u00e8 pi\u00f9 uno scatolone vuoto contenente materia, ma \u00e8 esso stesso materia, che ondula, si flette e s\u2019incurva; e la forza di gravit\u00e0 e lo spazio-tempo sono la stessa cosa. Le orbite dei pianeti attorno al sole sono dunque il risultato della curvatura (o deformazione che dir si voglia) creata nello spazio-tempo dalla massa della nostra stella, ci\u00f2 che evoca l\u2019immagine del sistema solare come di un gigantesco imbuto dilatato la cui natura curva delle pareti fa ruotare le \u201cpalline\u201d, vale a dire i pianeti. Con la teoria della relativit\u00e0 generale di <strong>Einstein<\/strong>, dunque, la gravit\u00e0 di <strong>Newton<\/strong>, da misteriosa forza di attrazione diventa, in qualche modo, geometria: un effetto di curvatura dello spazio-tempo legato alla presenza di una massa, ci\u00f2 che aprir\u00e0 allo studio dell\u2019universo orizzonti fino ad allora imprevisti e imprevedibili. Se Colui che ha fatto il Mondo \u2013 osserva a questo riguardo con sottile ironia <strong>Zichichi <\/strong>\u2013 si fosse basato sulle idee di <strong>Kant<\/strong> sullo spazio, non sarebbe potuta esistere in alcun modo la vita, che invece esiste perch\u00e9, sulla base delle sopra descritte caratteristiche dello spazio e del tempo, la massa si pu\u00f2 trasformare in energia, ci\u00f2 che ci autorizza a pensare che non siamo figli del caos.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>***<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le Leggi Fondamentali della Natura sono: l\u2019insieme delle tre summenzionate Forze, vale a dire la<em><strong>Forza Gravitazionale<\/strong><\/em>, che, alla luce della scoperta di Einstein, si pu\u00f2 definire \u201cla scultura dell\u2019Universo\u201d; la <em><strong>Forza Elettrodebole<\/strong><\/em>, che risulta dalla miscela delle<em><strong>Forze Elettromagnetiche<\/strong><\/em>, alla cui funzioni essenziali si \u00e8 gi\u00e0 accennato, e le richiamate <em><strong>Forze di Fermi<\/strong><\/em>, dette Deboli (che costituiscono la valvola di sicurezza che impedisce che il Sole non si spenga n\u00e9 salti in aria), miscela resa possibile, come si \u00e8 dianzi accennato, dall\u2019esistenza di quella massa immaginaria di cui nessuno, fino a poco tempo fa, poteva supporre l\u2019esistenza; la <em><strong>Forza Subnucleare forte<\/strong><\/em>, quella forza che nel nucleo dell\u2019atomo tiene insieme i protoni e i neutroni, che potremmo definire \u201ccolla nucleare\u201d (scoperta nel 1947), senza la quale, infatti, a causa dell\u2019interazione elettromagnetica, che tende ad allontanare i protoni (carichi positivamente) dai neutroni (senza carica), il nucleo non potrebbe esistere (giova ricordare che nel cuore del nucleo dell\u2019atomo si \u00e8 scoperto un vero e proprio universo, governato dalle stesse leggi dell\u2019universo cosmico); pi\u00f9 le<em><strong>Tre Colonne Fondamentali <\/strong><\/em>(vale a dire le tre famiglie di particelle elementari, in ciascuna delle quali \u00e8 presente un quark e un leptone).<\/p>\n\n\n\n<p>Le frontiere della nostra conoscenza del cosmo sono ormai tali che <strong>Zichichi<\/strong> si sente autorizzato ad affermare che esiste ci\u00f2 che egli chiama \u201c<em><strong>Il Supermondo<\/strong><\/em>\u201d, che pu\u00f2 suonare fantascienza ma che \u00e8 invece, a parere del grande scienziato, il futuro della fisica moderna, un salto epocale dell\u2019intelligenza umana, una scoperta che diventa a suo avviso necessaria se si vuole far diventare realt\u00e0 il sogno dell\u2019umanit\u00e0 di tutti i tempi, vale a dire che il mondo nasce da una sorgente comune, ci\u00f2 che comporta l\u2019Unificazione di tutte le Strutture e Forze Fondamentali a cui si \u00e8 accennato in precedenza. Questa visione scientifica si fonda sull\u2019idea che se non esistesse questo \u201cSupermondo\u201d, se non fosse possibile questa Grande Unificazione, non si potrebbe spiegare l\u2019esistenza di quelle sette forze naturali che ci sono oggi note e di cui si \u00e8 parlato, che sono presenti sia nel mondo cosmico che in quello subnucleare, e che obbediscono alla stessa Logica. Tutto muove da quella<em> Fisica virtuale<\/em> nata nel 1932 con la scoperta della \u201cpolarizzazione del vuoto\u201d (ci\u00f2 che all\u2019apparenza sembra un paradosso), che consiste nel fatto che un <em><strong>fotone<\/strong><\/em> (un <em><strong>quanto<\/strong><\/em> di luce) produce una coppia di elettrone\u2013antielettrone che si annulla e ridiventa fotone: un fenomeno di quella realt\u00e0 virtuale che la fisica moderna \u00e8 chiamata ad indagare, e per la quale <strong>Zichichi<\/strong> usa l\u2019immagine di un uomo nel deserto che parla con s\u00e9 stesso. Ebbene, oggi, a parere di Zichichi, tutte le frontiere della fisica sono nella realt\u00e0 virtuale, fatta di fenomeni invisibili, che non possono essere, per definizione, osservati in modo diretto, e tuttavia danno luogo ad effetti misurabili e riproducibili. Il \u201cSupermondo\u201d non \u00e8, dunque, nella visione del Nostro, un\u2019ipotesi fantasiosa, ma la conseguenza logica dello studio rigoroso finora condotta dalla scienza sulla natura, e della cui necessit\u00e0 egli \u00e8 in grado di fornire la formalizzazione matematica.<\/p>\n\n\n\n<p>Coerentemente con questa impostazione, si pu\u00f2 \u2013 ad avviso dello scienziato \u2013 cos\u00ec argomentare: se esiste \u201cla particella di Higgs\u201d, non potrebbe esistere la \u201cSuper particella di Higgs\u201d? Se le dimensioni di quella realt\u00e0 virtuale, vale a dire non visibile, che \u00e8 il \u201cSuper Spazio\u201d non sono quattro (le tre dimensioni dello Spazio \u2013 lunghezza, larghezza, altezza \u2013 pi\u00f9 il Tempo) ma, forse, quarantatr\u00e9 (ci\u00f2 che si pu\u00f2 non solo ipotizzare ma formalizzare matematicamente, cio\u00e8 in maniera rigorosamente logica), siamo autorizzati a chiederci: se esiste il \u201cSuper Spazio\u201d, perch\u00e9 non dovrebbe esistere il \u201cSuper Mondo\u201d? E se esiste il \u201cSupermondo\u201d il primo esempio potrebbe essere, per l\u2019appunto, l\u2019ipotizzata \u201cSuper particella di Higgs\u201d. Siamo in attesa di conferme sperimentali, anche se ci vorranno, come per la particella di Higgs, molti anni. Ma <strong>Zichichi<\/strong> non demorde: \u00e8 un uomo senza tempo\u2026Si tratterebbe, come per altre scoperte delle scienze della natura, di trasferire l\u2019astratta ma rigorosa evidenza matematica nella concreta realt\u00e0 fisica, rimanendo, in ogni caso, nell\u2019<strong>Immanenza<\/strong>, non disturbando l\u2019aldil\u00e0. Paradossalmente, quel che sappiamo del mondo fisico \u00e8 molto pi\u00f9 astratto di quanto non si potesse supporre. A chi per\u00f2 dovesse lamentare l\u2019inutilit\u00e0 delle scoperte della fisica moderna, bisognerebbe ricordare che da questa astrazione ci viene una grande potenzialit\u00e0 pratica. Una delle tante scoperte fatte dal grande fisico siciliano \u00e8 aver dimostrato che il protone \u2013 che insieme al neutrone, suo fratello gemello sia pure con carica elettrica neutra, costituisce il nucleo dell\u2019atomo \u2013 che era stato considerato, al pari dell\u2019elettrone, una particella elementare, ossia fatta solo di s\u00e9 stessa e quindi priva di struttura, possiede in realt\u00e0 una struttura cosiddetta \u201ctipo tempo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Il protone e il neutrone, che insieme all\u2019elettrone costituisce il tessuto dell\u2019intera realt\u00e0 della materia, contengono invisibili universi subnucleari, ci\u00f2 che nessuno aveva mai previsto e che ha aperto alla mente umana orizzonti impensabili fino a pochi decenni fa. Si \u00e8 tentati di dar ragione a <strong>Gottfried W.<\/strong> <strong>Leibniz <\/strong>(1646\u20131716), filosofo e matematico geniale, quando pensava che un pezzo di materia in realt\u00e0 \u00e8 una colonia di anime. La ricerca sulla fisica delle particelle mette in crisi, insieme al linguaggio ordinario, lo stesso senso comune: si parla, come abbiamo visto, di \u201cmassa immaginaria\u201d, \u201cpolarizzazione del vuoto\u201d, \u201cstruttura tipo tempo\u201d. Chi avrebbe potuto anche solo immaginare che le particelle di cui \u00e8 fatta una sola goccia d\u2019acqua fossero sorgenti inesauribili di fenomeni nuovi e di leggi rigorosissime? E chi avrebbe mai potuto concepire che le stelle si sarebbero potute studiare grazie all\u2019indagine condotta su quell\u2019universo subnucleare che sta dentro di noi, cos\u00ec come dentro di noi sta quella realt\u00e0 strabiliante chiamata Supermondo a cui si \u00e8 accennato? Il modo in cui queste nuove frontiere della fisica moderna si pongono con il tema del rapporto tra <strong>Scienza<\/strong> e <strong>Fede<\/strong> diventa, come si pu\u00f2 facilmente immaginare, questione di capitale importanza. La complessit\u00e0 che esse evocano \u00e8 tale che ci lasciano intravedere una realt\u00e0 che l\u2019intelligenza \u00e8 in grado di cogliere e persino di formalizzare matematicamente in quanto logicamente consequenziali alle leggi fondamentali conosciute e studiate, ma che le categorie mentali umane, figlie dell\u2019universo quadridimensionale, non riescono a rappresentare. Questo ci ricorda che la vera scienza non aspira a stabilire verit\u00e0 ultime e immutabili ma il suo obiettivo \u00e8 di avvicinarsi alla realt\u00e0 del mondo fisico con successive approssimazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8, in ogni caso, materia pi\u00f9 che sufficiente per credere che non possiamo essere figli del caso. Se fossimo figli del caso, o del caos, non potrebbero esistere le leggi fondamentali della natura, test\u00e8 richiamate, che sono patrimonio del sapere scientifico e che, come si pu\u00f2 evincere gi\u00e0 da una loro sommaria illustrazione, obbediscono ad una precisa logica, cio\u00e8 ad un coerente e ordinato svolgimento. C\u2019\u00e8 dunque una logica nella complessit\u00e0, e il tutto non pu\u00f2 non rimandare ad un autore. Altro che materialismo! Esso \u00e8 smentito dalla complessit\u00e0 della materia: siamo in presenza di un\u2019affascinante ricerca, quella della fisica moderna, che si configura come una metafisica della materia, o, meglio, una scienza che pu\u00f2 fornire delle basi solide ad una nuova filosofia della natura, e che pi\u00f9 della metafisica classica pu\u00f2 rendere conto della grande complessit\u00e0 del mondo. Si pu\u00f2 concludere che conosciamo troppo la materia per poter essere materialisti. E siamo appena agli inizi: nessuno scienziato pu\u00f2 dire dove porter\u00e0 quel gran libro aperto da <strong>Galilei<\/strong> circa quattro secoli fa.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla luce delle conquiste della fisica moderna, il materialismo, storico o scientifico che si voglia, appare come la negazione stessa della scienza. Del resto, come lo stesso <strong>Zichichi<\/strong> spesso ricorda, se non esistesse la <strong>Trascendenza<\/strong>, (cio\u00e8 se avessero ragioni gli atei), e tutto si esaurisse nella sola dimensione dell\u2019<strong>Immanenza<\/strong>, le massime conquiste della ragione rimarrebbero, in ogni caso, come abbiamo visto, la logica rigorosa teorica (la matematica) e logica teorica sperimentale (la scienza). Ma allora chi nega la Trascendenza, potendosi servire di queste due logiche rigorose dell\u2019Immanenza, dovrebbe poter dimostrare \u2013 dimostrare in forma di teorema, o di scoperta scientifica, non semplicemente esprimere un\u2019opinione! \u2013 che Dio non esiste, cosa che a nessuno \u00e8 mai riuscito di fare, a meno che non si voglia sostenere che quell\u2019idea di Infinito e di Assoluto che siamo in grado di concepire senza contraddizione e che avvertiamo (tutti, pi\u00f9 o meno intensamente) ce la siamo data da noi stessi come illusoria autoconsolazione (ma sarebbe comunque un\u2019illusione propria della nostra <em>specie<\/em> e l\u2019idea della Trascendenza frutto del terzo <em>Big Bang<\/em>) e non ci viene invece da qualcun Altro, come impronta indelebile che il Creatore ha voluto lasciare nella mente della creatura perch\u00e9 lo cercasse e lo riconoscesse. Immaginare che dalla materia inerte di uno sperduto pulviscolo dell\u2019immenso Cosmo possa esserci sprigionata per caso una coscienza in grado di comprendere le leggi dell\u2019Universo \u00e8 atto di fede superiore ad ogni fede in un Dio creatore.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla luce di questa ragionevole conclusione, \u00e8 lecito pensare che l\u2019ateismo, che \u00e8 la negazione della sfera della <strong>Trascendenza<\/strong> della nostra esistenza, non \u00e8 un atto di ragione, come pretende di essere, giacch\u00e9 ancora nessuno \u00e8 riuscito a dedurre le Leggi Fondamentali della natura dal caos.<strong> L\u2019ateismo \u00e8, semmai, un atto di fede: di fede nel nulla<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Le basi dell\u2019ateismo sono dunque deboli e incerte. Esso muove assai spesso pi\u00f9 da motivi psicologici che razionali (\u201cDio non esiste, godetevi la vita!\u2019\u2019 recitava pressappoco un manifesto fatto affiggere qualche anno fa da un\u2019associazione di atei negli autobus di Londra). Zichichi sempre conclude le sue appassionate conferenze invitando i giovani ad essere ambasciatori della Scienza e testimoni della Fede. Nella quarta di copertina del pi\u00f9 volte citato<em> Perch\u00e9 io credo in Colui che ha fatto il mondo<\/em>, si leggono due frasi che ben riassumono il suo pensiero: \u201cNata con un atto di fede nel creato, la scienza non ha mai tradito il suo padre. Essa ha scoperto \u2013 nell\u2019Immanente \u2013 nuove leggi, nuovi fenomeni, inaspettate regolarit\u00e0, senza per\u00f2 mai scalfire, anche in minima parte, il Trascendente\u201d e \u201cNon esiste alcuna scoperta scientifica che possa essere usata al fine di mettere in dubbio o di negare l\u2019esistenza di Dio\u201d. La Scienza \u00e8 dunque la pi\u00f9 grande conquista della ragione nella sfera dell\u2019Immanenza, la Fede \u00e8 la pi\u00f9 grande conquista della ragione nella sfera della Trascendenza e la materia vivente alla quale apparteniamo, risultato del terzo <em>Big Bang<\/em>, \u00e8 una straordinaria simbiosi di queste due dimensioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cardinale <strong>J.H. Newman<\/strong> (1801\u20131890),un convertito al cattolicesimo, amava ripetere che se un po\u2019 di cultura ci allontana da Dio, molta cultura (e molta scienza, in questo caso) vi ci riavvicina. <strong>Zichichi<\/strong>, prima ancora che un professore, \u00e8 un maestro: preciso ma non pedante, spesso ironico ma mai sprezzante, distaccato nel tono della voce ma percorso da passione intellettuale fin da quel suo sguardo pieno di luce mediterranea. Pi\u00f9 volte presente nella nostra terra d\u2019<strong>Abruzzo<\/strong>, si ricorda una memorabile conferenza tenuta all\u2019Aquila nell\u2019Aula Magna della facolt\u00e0 di Ingegneria il 10 ottobre 2019, nonch\u00e9 la sua visita a <strong>San Pietro della Ienca<\/strong>, dove, nella sua qualit\u00e0 di presidente del <em>World Scientist Foundation<\/em>, l\u201911 agosto 2013 ricevette dalla mani di <strong>Pasquale Corriere<\/strong>, presidente dell\u2019Associazione \u201cSan Pietro della Ienca\u201d, il Premio Internazionale \u201cLa Stele della Ienca\u201d, e dove, all\u2019ombra rassicurante del santuario dedicato a <strong>San Giovanni Paolo II<\/strong>, toccando i temi che gli sono cari di Scienza e Fede, incant\u00f2 letteralmente il pubblico presente.<\/p>\n\n\n\n<p>Il grande scienziato ha pi\u00f9 volte affermato, con la chiarezza che lo contraddistingue, che il cattolicesimo (la religione di <strong>Giovanni Paolo II<\/strong> e di <strong>Galilei<\/strong>) \u00e8 la religione che pi\u00f9 di ogni altra, attraverso i secoli, ha indagato nella sfera della Trascendenza. Si pu\u00f2 affermare che il pensiero teologico cattolico sta allo spirito come la fisica moderna sta alla materia.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo straordinario uomo di scienza e di fede <strong>L\u2019Aquila<\/strong>, e in particolare il paese di <strong>Assergi,<\/strong> devono molto. \u00c8 stato il principale ideatore e artefice, a partire dai primi anni Ottanta, dei <strong>Laboratori Nazionali del Gran Sasso<\/strong> dell\u2019Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, realizzati in tempi rapidi anche grazie al fattivo interessamento di chi allora dirigeva la politica regionale. Si tratta del pi\u00f9 grande centro sotterraneo del mondo in cui si realizzano esperimenti di fisica e astrofisica delle particelle e astrofisica nucleare. Posti a 1.400 sotto lo strato roccioso della montagna, i laboratori sono utilizzati da scienziati provenienti da tutto il mondo, impegnati in vari esperimenti internazionali. La montagna sovrastante, fungendo da schermo per la maggior parte dei raggi cosmici e riducendo cos\u00ec il rumore di fondo, assicura le particolari condizioni di \u201csilenzio cosmico\u201d che consentono di studiare i<strong> neutrini<\/strong>, cos\u00ec chiamati da <strong>Enrico Fermi<\/strong> (e gi\u00e0 intuiti dal geniale <strong>Ettore Majorana<\/strong>) non perch\u00e9 sono i figli dei neutroni (nell\u2019universo le parentele funzionano diversamente), ma perch\u00e9 sono particelle subnucleari dalla carica neutra, come i neutroni, ma dalla massa piccolissima e quindi in grado di attraversare indisturbate il cosmo facendo giungere fino a noi preziose informazioni sulla struttura di quelle gigantesche \u201ccandele a fusione nucleare\u201d che sono le stelle (all\u2019interno delle quali garantiscono il sistema di raffreddamento evitando che esplodano), nonch\u00e9 altre particelle che interagiscono debolmente con la materia riuscendo ad arrivare fino ai laboratori. Sarebbe auspicabile che <strong>il Comune dell\u2019Aquila conferisse a questo grande fisico la cittadinanza onoraria<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Al termine di questa sommaria ricostruzione del pensiero di uno tra i pi\u00f9 grandi scienziati viventi, che non si \u00e8 visto spesso in televisione, forse perch\u00e9 non allineato al pensiero laicista dominante nella cultura italiana, piace allo scrivente, nato e cresciuto all\u2019ombra del Gran Sasso, ricordare, anche per smentire la diffusa convinzione che tra gli uomini di scienza \u00e8 raro trovare dei credenti, le parole riferite da <strong>Don<\/strong> <strong>Demetrio Gianfrancesco<\/strong> (1922\u20132004), parroco di Assergi, il quale, chiamato il 3 ottobre 1965 a benedire l\u2019<strong>Osservatorio Astronomico di Campo Imperatore <\/strong>che in quel giorno si inaugurava, si sent\u00ec dire dal professor <strong>Massimo Cimino <\/strong>(1908\u20131991), siciliano anche lui, insigne astrofisico allora direttore dell\u2019Osservatorio di Monte Mario, da cui quello del Gran Sasso dipendeva, queste parole: \u201cAbbiamo bisogno di una bella benedizione, perch\u00e9, senza l\u2019aiuto di Dio, noi non possiamo far niente\u201d. Quella cattolica \u00e8, tra tutte le fedi religiose, quella che ha dedicato la massima attenzione alla sfera trascendente dell\u2019esistenza umana in termini di indagine razionale, filosofica e teologica. In questo nostro tempo di confusione morale, <strong>Zichichi<\/strong> ci ricorda che il motore del progresso \u00e8 la scoperta scientifica, ma senza la fede in Colui che ha fatto il mondo, nessuna autentico progresso \u00e8 possibile. In questa prospettiva, c\u2019\u00e8 bisogno di preparare appassionati ambasciatori di Scienza e credibili testimoni di Fede. Auguriamo ad <strong>Antonino Zichichi<\/strong> altri 100 anni di vita e di pensiero fecondo. Ci guadagner\u00e0 sia la <strong>Scienza<\/strong> sia la <strong>Fede<\/strong>, che, come questo modesto scritto ha forse contribuito a mostrare, sono entrambe doni di Dio destinati ad albergare nel cuore di quanti cercano la Verit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ANTONINO ZICHICHI, TRA SCIENZA E FEDE Perch\u00e9 bisogna credere in Colui che ha fatto il mondo \u2013 Le nuove frontiere [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-66815","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66815","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=66815"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66815\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=66815"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=66815"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=66815"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}