{"id":66917,"date":"2025-01-16T21:56:43","date_gmt":"2025-01-16T21:56:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=66917"},"modified":"2025-01-16T21:56:43","modified_gmt":"2025-01-16T21:56:43","slug":"il-centenario-della-nascita-di-yukio-mishima-intrecciandolo-con-pirandello-dalleroica-disciplina-alla-confessione-della-maschera-tragica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=66917","title":{"rendered":"Il centenario della nascita di Yukio Mishima. Intrecciandolo con Pirandello. Dall&#8217;eroica disciplina alla confessione della maschera tragica\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_20250116_225112.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"946\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_20250116_225112-1024x946.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-66918\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_20250116_225112-1024x946.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_20250116_225112-300x277.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_20250116_225112-768x709.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_20250116_225112-1536x1418.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_20250116_225112-2048x1891.jpg 2048w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/IMG_20250116_225112-150x139.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Si vive nella intermittenza delle confessioni. Tra la vita e la morte. Quando la confessione diventa una maschera il dato \u00e8 gi\u00e0 lanciato. Ma cos&#8217;\u00e8 la maschera? Ci\u00f2 che Mishima&nbsp; sottoline\u00f3: \u00abNonostante avessi il cuore colmo d&#8217;inquietudine e d&#8217;una pena indicibile, atteggiai la faccia a un sorriso sardonico, sfrontato\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;inquietudine e il&nbsp; &nbsp;volto. Il volto si specchia nello specchio o nell&#8217;anima?&nbsp; Mishima resta il centro dell&#8217;esistente nell&#8217;abbaglio dell&#8217;esistere. O si va oltre? Siamo al centenario della nascita di Yukio Mishima (1925 &#8211; 1970). Uno scrittore soltanto? Non direi. \u00c8 molto altro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In \u00abLezioni per giovani samurai\u00bb scrisse: \u00abGeneralmente s&#8217;inizia a dedicarsi all&#8217;arte dopo aver vissuto. Ho l&#8217;impressione che a me sia accaduto il contrario, che io mi stia dedicando alla vita dopo avere iniziato la mia attivit\u00e0 artistica\u00bb. \u00c8&nbsp; certo che \u00e8 altro. \u00c8 anche linguaggio. Perch\u00e9 le epoche delle lingue costruiscono le epoche della letteratura in un parametro metaforico che pu\u00f2 leggersi sia attraverso i segni estetici sia grazie ad una interpretazione che \u00e8, puramente, semantica. Penso a Luigi Pirandello.<\/p>\n\n\n\n<p>In Luigi Pirandello \u00e8 come se si intrecciassero i linguaggi, che nascono in quel mondo mediterraneo, arabo \u2013 islamico, che \u00e8 la sua Girgenti e si fa, comunque, senso del tragico che diventa estetica della ricerca del personaggio. Il personaggio uomo diventa il personaggio maschera.<\/p>\n\n\n\n<p>La maschera, nel suo mondo greco, \u00e8 persona. Ma \u00e8 anche l\u2019incipit della teatralizzazione che si ascolta non soltanto nel teatro definito tale, bens\u00ec anche nella sua poesia o, meglio, nella sua espressione di un linguaggio in versi. Il teatro \u00e8 una religiosa pazienza che vive la persona, che \u00e8 assorbita dalla maschera, che \u00e8 impregnata di solitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il mondo orientale di Mishima gli eroici fatti diventano i personaggi nati dal senso eroico. Gi\u00e0 \u00e8 proprio cos\u00ec in \u00abLa voce degli spiriti eroici\u00bb: \u00abNel mare che circonda il Giappone circola ancora il sangue. Il sangue versato da schiere di giovani forma il nucleo delle maree. Non l&#8217;avete mai veduto? Noi lo distinguiamo chiaramente sulla superficie, nelle notti di luna. Il sangue versato invano tinge i neri flutti. Ondeggia una rossa corrente, vaga intorno a queste piccole isole ululando tristemente come una belva\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che in Mishima&nbsp; tutto sia vita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In Pirandello \u00e8 teatro. Capiamoci. Non mi riferisco al teatro considerato come rappresentazione teatrale tradizionale con un suo scenario e una sua ribalta e un suo pubblico. La teatralit\u00e0, in Pirandello, \u00e8 data dal linguaggio che cerca il personaggio e anche dalla funzione del personaggio, che ha bisogno della parola e delle forme per restare maschera fino in fondo.<\/p>\n\n\n\n<p>La \u201cconfessione di una maschera\u201d, ben identificata di Yukio Mishima, diventa in Pirandello ci\u00f2 che Maria Zambrano ha chiamato \u201cconfessione come genere letterario\u201d. La confessione di Pirandello \u00e8 la traducibilit\u00e0 dell\u2019assurdo di Ionesco, ma anche di Empedocle, suo conterraneo, che ha dettato la tragicit\u00e0 del linguaggio nella visione moderna del rapporto tra vita e morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Un sistema di idee che viene assunto dalla letteratura tradizionalista che va da Drieu La Rochelle a&nbsp; Robert Brasillach sino a toccare la singolarit\u00e0 di Giuseppe Berto. Il teatro, per non smentire Diego Fabbri, ha sempre una profondit\u00e0 religiosa perch\u00e9 in esso il teatro della vita \u00e8 il teatro del limite, ovvero della morte anche se, per sottolineare la Zambrano, \u201cL\u2019istante immediato lascia intravedere l\u2019aldil\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In fondo i \u00abSei personaggi in cerca d\u2019autore\u00bb sono l\u2019interferenza del vuoto nella rappresentativit\u00e0 del reale e dell\u2019assurdo della maschera \u2013 persona. Perch\u00e9 la maschera \u00e8 persona.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo trova in Mishima il senso di morte che nasce dalla decadenza della storia e della supremazia del futile. Infatti&nbsp; in Mishima si legge: \u00bb Il mondo di certo finir\u00e0 in rovina, per\u00f2 prima che ci\u00f2 avvenga per alcuni attimi si materializzeranno splendide movenze che in un altrettanto breve intervallo scompariranno\u00bb (da \u00abLa casa di Ky\u014dko\u00bb).<\/p>\n\n\n\n<p>La cultura orientale \u00e8 cultura dell\u2019impassibile legame tra la verit\u00e0, che non corrisponde alla realt\u00e0, e la menzogna, che non corrisponde alla bugia.<\/p>\n\n\n\n<p>E in Occidente?<\/p>\n\n\n\n<p>Antonio Machado, in alcuni versi, \u00e8 come se \u201cdescrivesse\u201d il destino di Mattia Pascal o di Enrico IV o di Pirandello stesso quando recita: \u201cSi mente pi\u00f9 del previsto per mancanza di fantasia: anche la verit\u00e0 si inventa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, per Pirandello la fantasia \u00e8 una verit\u00e0, ma quella verit\u00e0 pirandelliana non solo resta un \u201cgioco delle parti\u201d, piuttosto si fa impossibile menzogna perch\u00e9 \u00e8 il sogno che intrappola il senso tragico della vita che si respira nella complicata solitudine dei personaggi.<\/p>\n\n\n\n<p>In Mishima la solitudine \u00e8 deserto d&#8217;anima che bisogna colmare con il vento e il naufragio, il naufrago e il coraggio del naufrago perch\u00e9 \u00abSolo gli uomini sono davvero capaci di rinunciare a tutto ci\u00f2 che posseggono\u00bb (da \u00abL&#8217;amore dell&#8217;abate di Shiga\u00bb).<\/p>\n\n\n\n<p>In Pirandello c\u2019\u00e8 sempre un essere \u201cnati a met\u00e0\u201d. Ovvero, i personaggi tra l\u2019essere maschera e l\u2019essere persona sembrano vivere una favola, un senso tragico nella favola. Si pensi il sonaglio del berretto o \u00abLiol\u00e0\u00bb&nbsp; o alcuni versi di \u00abMal giocondo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Pirandello accoglie i personaggi che si agitano come fantasmi nel suo essere viandante nelle confessioni. Bene ha sottolineato ancora Maria Zambrano nel sostenere: \u201cAver dato accoglienza ai personaggi della favola dell\u2019eterna favola nella tragedia dell\u2019essere uomini, nient\u2019altro che uomini, cio\u00e8 essere nati a met\u00e0\u201d. Si \u00e8 sempre dentro il viaggio di Uno, nessuno e centomila perch\u00e9 si resta dei viandanti senza dimora. Si pu\u00f2 vivere come \u201cgiganti della montagna\u201d e non capire che si \u00e8 tutti dei personaggi mancanti di una presenza o personaggi della mancanza?<\/p>\n\n\n\n<p>In \u00abSi gira\u00bb e poi con il titolo \u00abQuaderni di Serafino Gubbio operatore\u00bb (1915 e poi 1925) si legge: \u201c&#8230;l\u2019uomo\u2026 pu\u00f2 sfuggire all\u2019eterno tormento dell\u2019insaziabilit\u00e0 solo a patto che sappia estraniarsi dalla vita, guardandola dal di fuori\u201d. Forse il Pirandello che abbiamo cercato nelle nostre sere di inquietudine era custodito nella verit\u00e0 dell\u2019insaziabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Costantemente contemporaneo?<\/p>\n\n\n\n<p>Certamente contemporaneo perch\u00e9 supera la storia e il suo \u201cteatro\u201d si infrange ai piedi della montagna sacra che \u00e8 il tragico ineluttabile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mishima ci ha insegnato: \u201cLa vita \u00e8 una danza nel cratere di un vulcano: erutter\u00e0, ma non sappiamo quando\u201d. Pirandello non ha forse vissuto su questo palcoscenico?<\/p>\n\n\n\n<p>Tale palco \u2013 scenico non \u00e8 una verit\u00e0 o la verit\u00e0, non \u00e8 neppure una finzione o la finzione. \u00c8 semplicemente la maschera. Non una maschera che costruiamo giorno dopo giorno, ma la maschera che ci \u00e8 stata consegnata nel momento in cui siamo nati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il destino? Chiamiamola \u201cdanza\u201d come dice Mishima con il sublime dell\u2019alchimia.<\/p>\n\n\n\n<p>Non tutti riescono a mantenere la danza con un passo tra il silenzio e la solitudine, perch\u00e9 se le maschere ci inseguono \u00e8 difficile, in questa contemporaneit\u00e0 smarrita tra le allodole della memoria e l\u2019ambiguit\u00e0 del moderno, poter vivere con dei volti: \u201c\u2026 incontrerai tante maschere e pochi volti\u2026\u201d (Luigi Pirandello).<\/p>\n\n\n\n<p>Ci \u00e8 dato vivere un linguaggio che \u00e8 furtivo, rubato alle radici, lacerato nel presente, definito nel dolore, eppure anche recitando a soggetto restiamo inevitabilmente dentro la nostra verit\u00e0. Ed \u00e8 cos\u00ec che la maschera si confessa e cerca di uscire dallo specchio per mostrarsi con il suo volto anche se \u201cnon si sa come\u201d (da \u00abNon si sa come\u00bb, dramma rappresentato nel 1934 e poi nel 1935).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In Mishima questo sancisce il fatto che \u00abLe cose perdonabili sono, in verit\u00e0, pochissime\u00bb, perch\u00e9&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCome tutti sanno, il sapore della gloria \u00e8 amaro\u00bb (da \u00abIl sapore della gloria).<\/p>\n\n\n\n<p>Perche ho voluto tratteggiare il centenario di Mishima con l&#8217;intrecciarlo a Pirandello? Perch\u00e9 si vive di maschere. Ogni maschera ha i suoi segreti e la sua confessione che nascono dalle ombre della vita. Ovvero Mishima ebbe a scrivere in \u00abColori proibiti\u00bb: \u00abQuando pensiamo all&#8217;altrui felicit\u00e0, affidiamo agli altri, e sogniamo a nostra insaputa, una nuova forma di realizzazione dei nostri desideri e ci\u00f2 pu\u00f2 renderci pi\u00f9 egoisti di quando pensiamo alla nostra felicit\u00e0 personale\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In \u00abMishima o la visione del vuoto\u00bb Marguerite Yourcenar scrisse: \u00abCi sono due specie di esseri umani: quelli che allontanano la morte dai loro pensieri per vivere meglio e pi\u00f9 liberamente, e quelli che, al contrario, si sentono pi\u00f9 vivi e saggi in quanto la spiano in ogni segnale che essa invia loro attraverso le sensazioni del loro corpo o le fatalit\u00e0 del mondo esterno. Queste due diverse mentalit\u00e0 non si amalgamano. Ci\u00f2 che gli uni chiamano morbosa mania \u00e8 per gli altri eroica disciplina\u00bb. A questa eroica disciplina appartiene Mishima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pierfranco Bruni Si vive nella intermittenza delle confessioni. Tra la vita e la morte. Quando la confessione diventa una [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-66917","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66917","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=66917"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/66917\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=66917"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=66917"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=66917"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}