{"id":67272,"date":"2025-01-24T19:17:02","date_gmt":"2025-01-24T19:17:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=67272"},"modified":"2025-01-24T19:17:02","modified_gmt":"2025-01-24T19:17:02","slug":"daurija-campana-qualcosa-di-nuovo-qualcosa-di-vecchio-qualcosa-di-blu-qualcosa-di-prestato-guido-miano-editore-milano-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=67272","title":{"rendered":"Daurija Campana, Qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio, qualcosa di blu, qualcosa di prestato, Guido Miano Editore, Milano 2024"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Recensione di Raffaele Piazza<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Campana-Daurija-Qualcosa-di-nuovo-fronte3D.png\"><img decoding=\"async\" width=\"658\" height=\"1024\" data-id=\"67273\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Campana-Daurija-Qualcosa-di-nuovo-fronte3D-658x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-67273\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Campana-Daurija-Qualcosa-di-nuovo-fronte3D-658x1024.png 658w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Campana-Daurija-Qualcosa-di-nuovo-fronte3D-193x300.png 193w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Campana-Daurija-Qualcosa-di-nuovo-fronte3D-96x150.png 96w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Campana-Daurija-Qualcosa-di-nuovo-fronte3D.png 667w\" sizes=\"(max-width: 658px) 100vw, 658px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Campana-Daurija-Qualcosa-di-nuovo-fronte.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"625\" height=\"879\" data-id=\"67274\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Campana-Daurija-Qualcosa-di-nuovo-fronte.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-67274\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Campana-Daurija-Qualcosa-di-nuovo-fronte.jpg 625w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Campana-Daurija-Qualcosa-di-nuovo-fronte-213x300.jpg 213w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Campana-Daurija-Qualcosa-di-nuovo-fronte-107x150.jpg 107w\" sizes=\"(max-width: 625px) 100vw, 625px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>Daurija Campana nasce a Meldola (Forl\u00ec) nel 1977; \u00e8 poetessa. scrittrice e pittrice. Nel 2013 pubblica la raccolta poetica <em>La casa di paglia<\/em>. Le sue opere pittoriche appaiono in diversi cataloghi e nel 2023 pubblica la silloge poetica <em>Sola tra memoria e dolore,<\/em> con Guido Miano Editore,<\/p>\n\n\n\n<p>La raccolta di poesie della Campana, che prendiamo in considerazione in questa sede, presenta un\u2019esauriente prefazione di Michele Miano centrata e ricca di acribia.<\/p>\n\n\n\n<p>Come scrive il critico, la silloge rientra in un progetto pi\u00f9 articolato del suddetto Editore, la collana dedicata al <em>Parallelismo delle Arti <\/em>secondo il quale la pittura pu\u00f2 risultare poesia muta e la poesia pittura parlante.<\/p>\n\n\n\n<p>Se nella raccolta precedente prevalevano il senso del dolore intimamente connesso con quello della solitudine, dolore dovuto soprattutto alle morte del padre, nella nuova silloge sicuramente in continuum con l\u2019altra, la poetica si apre a un felice sforzo di uscire dal male di vivere e dal dolore dell\u2019esistere, proprio attraverso l\u2019elemento della novit\u00e0 che pu\u00f2 portare una luce nella visione del mondo della poetessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma con un\u2019analisi pi\u00f9 profonda ci accorgiamo che nell\u2019anima della Campana, nella sua memoria, nella sua camera della mente coesistono come si evince dal titolo del volume, anche ricordi relativi al passato che riemerge come una provenienza e poi si parla di qualcosa di blu che pare essere il colore preferito dalla poetessa e di qualcosa che prende il nome di prestato che potrebbe identificarsi nei versi stessi donati ai suoi lettori per poi riaverli e tutto questo non pu\u00f2 che generare un gioco intrigante per arrivare almeno ad attimi di pace nella creazione e nella fruizione del testo e dal piacere che ne deriva.<\/p>\n\n\n\n<p>Citiamo dalla sezione <em>Qualcosa di vecchio<\/em> i seguenti versi tratti dalla poesia <em>Stelle cadenti<\/em>: \u00abA che m\u2019importa guardare l\u00e0 fuori\/ e rivederci bimbi col pallone,\/ se non posso pi\u00f9 vedere i colori\/ dei tuoi occhi, tra il nero e il marrone?&#8230;\u00bb. In questa poesia la Campana si rivolge ad un \u201ctu\u201d che presumibilmente, se tutto in poesia \u00e8 presunto, \u00e8 il suo amato del quale non pu\u00f2 vedere la tinta degli occhi la cui forza \u00e8 importante, come asseriva Alfonso Gatto e il titolo bene s\u2019intona all\u2019atmosfera di questi versi, intrisi di un controllato dolore.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi una raccolta complessa quella della Campana che va letta anche pi\u00f9 di una volta per assaporare ogni suo particolare nella consapevolezza che la vita \u00e8 degna di essere vissuta e che la salvezza e la leggerezza sono sottese all\u2019arte, in questo caso rappresentata dal binomio poesia-pittura salvifico come cura per l\u2019anima e per il corpo. sia per il poeta. sia per il lettore.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019arte per il superamento stesso dell\u2019angustia e del resto le interazioni tra le linee di codice delle arti sono nella loro sinergia il mezzo per ritrovare un potenziamento sul piano estetico quando i versi sono ispirati da immagini pittoriche.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla sezione <em>Qualcosa di blu <\/em>riportiamo questi versi della poesia <em>Il lago<\/em>: \u00abE me ne andr\u00f2 col cuore in gola e un pianto\/ che non soffocher\u00e0 la mia sete di te,\/ mio lago amato, del dolce conforto\/ che, amichevole, non mi hai mai negato\/ e venivo con l\u2019angoscia nel cuore\/ piangendo ti parlavo di mio padre\/ e pregavamo insieme che guarisse\u2026\u00bb. Qui ancora una volta l\u2019interlocutore \u00e8 un \u201ctu\u201d che viene amorevolmente definito lago amato, e del quale ogni riferimento resta taciuto e c\u2019\u00e8 l\u2019elemento mistico della preghiera da recitare insieme all\u2019amato per la guarigione dell\u2019uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>In <em>La verit\u00e0, <\/em>poesia che apre la raccolta e che ha un carattere programmatico componimento che \u00e8 connesso e che interagisce con il dipinto ad olio eponimo, attraverso versi sinuosi, magici e intellettualistici sicuramente di natura lirica, la poetessa nomina la vanit\u00e0 e la verit\u00e0 e si rivolge in modo intenso ad un tu che potrebbe essere l\u2019amato o se stessa: \u00abMa tu sciogli i capelli e a piedi nudi\/ calpesti tutte le tue certezze\/ mostra il vero di quanto in te richiudi\/ le tue impressioni e le delicatezze\/ celate nella maschera di vetro\/ ti sembrer\u00e0 di andare controvento\/ tra i giudizi e le risate dietro\u2026\u00bb.Il dipinto a olio su tela eponimo si associa ai versi del componimento <em>La verit\u00e0 <\/em>che ha anche qualcosa di neo orfico, attraverso il comune denominatore che hanno la poesia e il dipinto che consiste in un fattore x di suggestione e magia e inoltre i versi emanano una vaga luminosit\u00e0 come il dipinto stesso che raffigura una misteriosa ragazza con un lumino a olio acceso che nel buio risplende per una ricerca simbolica della verit\u00e0 stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Raffaele Piazza<\/p>\n\n\n\n<p>Daurija Campana, <em>Qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio, qualcosa di blu, qualcosa di prestato<\/em>, prefazione di Michele Miano, Guido Miano Editore, Milano 2024, pp. 80, isbn 979-12-81351-41-7, mianoposta@gmail.com.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione di Raffaele Piazza Daurija Campana nasce a Meldola (Forl\u00ec) nel 1977; \u00e8 poetessa. scrittrice e pittrice. 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