{"id":6747,"date":"2019-06-20T12:05:20","date_gmt":"2019-06-20T12:05:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=6747"},"modified":"2019-06-20T12:05:20","modified_gmt":"2019-06-20T12:05:20","slug":"armenia-natura-e-cucina-ultima-parte-del-racconto-di-viaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=6747","title":{"rendered":"Armenia: natura e cucina (ultima parte del racconto di viaggio)"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-6747 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6748'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Penisola-del-lago-di-Sevan-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6749'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/20190529_114553-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6750'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/20190529_114426-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6751'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/20190529_114503-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-size: x-large;\"><b>Armenia: natura e cucina<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">Viaggiare in auto in <b>Armenia <\/b>pu\u00f2 essere pericoloso! Lo stato delle strade non \u00e8 ottimale e tratti ben tenuti improvvisamente s\u2019interrompono con grossi buchi nell\u2019asfalto che possono risultare fatali all\u2019auto. Proprio mentre mi trasferivo a <b>Tbilisi <\/b>(Georgia) una buca ci ha distrutto uno pneumatico con conseguente ritardo sul viaggio. Per questo motivo distanze non particolarmente eccessive richiedono una quantit\u00e0 di tempo non indifferente e, soprattutto, una costante attenzione alla strada e agli strani percorsi che le altre auto fanno per evitare le buche. A ci\u00f2 va aggiunto un particolare di colore, economicamente interessante: non \u00e8 infrequente incontrare sulle strade grosse greggi di pecore o mandrie di bovini che occupano la via; nulla di eclatante, ma per un viaggiatore abituato alle strade europee l\u2019incontro \u00e8 simpaticamente ansiogeno. Ma, a parte queste difficolt\u00e0, il paesaggio armeno \u00e8 profondamente diverso da quelli a cui siamo abituati in Italia e quindi \u00e8 di grande interesse per la variet\u00e0 di panorami, l\u2019impressionante velocit\u00e0 con cui le prospettive si aprono e si chiudono, la profondit\u00e0 delle vallate e le improvvise barriere che si frappongono tra il nostro occhio e l\u2019orizzonte.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019<b>Armenia <\/b>\u00e8 una piccola nazione che copre un\u2019area pari a quella del Piemonte e della Liguria messe insieme e in questa piccola area, priva di sbocchi al mare, l\u2019elemento dominante \u00e8 senz\u2019altro l\u2019<b>Ararat<\/b> (che si trova in Turchia). E\u2019 rinfrancante percorrere la verdissima pianura a sud di Jerevan dominata da questo colossale vulcano spento e tutta coltivata a frutteti (soprattutto pesche) e vigneti, i vini locali sono ottimi. Molto caratteristici sono anche i tanti nidi di cicogna appollaiati sui pali e che si susseguono quasi a perdita d\u2019occhio. Questa pianura, stretta tra il confine turco e i monti, va via via restringendosi proseguendo verso sud e la montagna diventa la caratteristica principale di un paesaggio che dai circa mille metri dell\u2019altopiano dove si trova Jerevan s\u2019innalza rapidamente, giungendo ai quasi duemila metri del lago <b>Sevan<\/b>, per raggiungere e superare i quattromila del monte <b>Arragats<\/b> che, posto di fronte all\u2019<b>Ararat<\/b> quasi incornicia l\u2019altopiano armeno. Ma ci\u00f2 che colpisce in questa cavalcata verso l\u2019alto \u00e8 il terreno.<\/p>\n<p align=\"justify\">Monti e colline sono infatti di origine vulcanica e in molti tratti si vede uno strano scintillio a terra: \u00e8 l\u2019ossidiana, una pietra vulcanica che, riflettendo come un vetro i raggi del sole, brilla con forza. Impressionanti poi sono le profondissime, strette vallate, veri e propri canyon che spesso interrompono improvvisamente il paesaggio; non so se di origine tettonica o vulcanica questi strani e affascinanti ambienti sembrano narrarci di sconvolgimenti e cataclismi colossali avvenuti nella notte dei tempi. Cos\u00ec, spesso, appena dietro una curva o una bella collina, si aprono abissi profondi in cui lo sguardo resta quasi affascinatamente catturato come succede a <b>Garni,<\/b> luogo famoso per la presenza di un tempio ellenistico e di terme di epoca romana. Qui la strada che conduce al tempio si snoda senza difficolt\u00e0 apparenti tra le colline, si giunge al tempio poi, camminando a piedi e girandogli intorno si scopre improvvisamente che siamo sulla sommit\u00e0 di un orrido profondissimo di cui era impossibile immaginarne l\u2019esistenza fino a quando non si \u00e8 aggirata la costruzione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Lo stesso succede a <b>Saghmosawank<\/b> dove dietro le chiese del monastero si apre, inaspettato e perturbante un lungo e, di nuovo, profondissimo canyon. L\u2019orografia del territorio \u00e8 quindi completamente diversa da quelle delle nostre pianure alluvionali o dalle strette, lunghe vallate alpine di origine glaciale o dalle ampie vallate appenniniche che un tempo erano il fondo di un mare basso e caldo. Questa terra ci appare come modellata da forze titaniche che col fuoco delle eruzioni e con le scosse di devastanti terremoti hanno creato un paesaggio di una bellezza selvaggia. Circa cinque millenni fa un antichissimo e affascinante poema narra del viaggio di un re di Uruk in Mesopotamia verso il nord, verso l\u2019Armenia. Gilgamesh, questo \u00e8 il nome dell\u2019eroe, vuole impadronirsi del legno di quelle terre e a un certo punto sogna quella che alcuni commentatori hanno interpretato come un\u2019eruzione vulcanica: queste terre gi\u00e0 al sorgere della civilt\u00e0 erano caratterizzate, per i loro vicini, dalla violenza dello scontro tra placche geologiche!<\/p>\n<p align=\"justify\">Tra questi alti monti il <b>lago Sevan<\/b> appare all\u2019improvviso circondato dalle vette e con un\u2019imponenza sbalorditiva. Per dare un\u2019idea, questo lago \u00e8 lungo 90 chilometri e largo 30 nel punto massimo, si estende quindi su una superficie grande pi\u00f9 di tre volte il lago di <b>Garda<\/b> ed \u00e8 pescosissimo. La trota che popola queste acque ha un\u2019ottima carne e, cucinata impanata, \u00e8 in grado di soddisfare i palati pi\u00f9 esigenti. Particolarmente suggestiva \u00e8 la penisola che si protende nel lago su cui \u00e8 stato costruito il monastero di <b>Sevanawank<\/b>. Se si raggiunge il punto pi\u00f9 alto in una bella giornata il panorama appare di una ricchezza sconfinata e comunica uno stato di tranquillo benessere da cui \u00e8 difficile congedarsi. Lo sguardo spazia dal blu profondo del lago al verde del collinoso altopiano, dall\u2019azzurro chiaro del cielo al bianco delle cime innevate e delle nuvole; vi \u00e8 qualcosa di insaziabile nell\u2019osservare come il verde e il blu si contendano gli spazi e come la neve in lontananza incornici l\u2019orizzonte; i rumori giungono attutiti e una sensazione di calma pervade l\u2019intera penisola. Questo angolo d\u2019Armenia \u00e8 di un fascino che merita una lunga sosta contemplativa.<\/p>\n<p align=\"justify\">Si \u00e8 accennato prima all\u2019ottimo vino e alla superba trota di lago ma almeno un paio di altre indicazioni gastronomiche vale la pena ricordare. La prima \u00e8 la ricchissima quantit\u00e0 di zuppe che \u00e8 possibile assaggiare. Personalmente ho trovato ottima la <em>Spas<\/em>, una zuppa di yogurt e orzo dal sapore delicatamente squisito, ma ne esistono per tutti i gusti e con gli ingredienti pi\u00f9 disparati con carne (di tutti i tipi), patate, verdure e cos\u00ec via. E poi la carne alla brace. La cottura della carne avviene all\u2019interno di forni circolari scavati nel pavimento (i <em>Tonir<\/em>), sul fondo c\u2019\u00e8 la brace ardente e su di essa sono posizionati dei grossi spiedi alti almeno un metro con la carne e le patate infilzate, questi spiedi posseggono a un capo un gancio che si attacca a sbarre di ferro messe trasversalmente sull\u2019apertura del forno debitamente coperta durante la cottura. La carne acquista un gusto ottimo ed \u00e8 da mangiarsi avvolta nel <em>Lawasch<\/em><span style=\"color: #808080;\"><i>,<\/i><\/span> un tipo di pane azzimo senza lievito, cotto in appositi forni sul tipo di quello per la carne. Ma il <em>Lawasch<\/em>, peraltro comune a tutta un\u2019ampia area asiatica comprendente anche <b>Turchia<\/b>, <b>Iran<\/b> e <b>Azerbaijan<\/b>, risulta adatto non solo con la carne ma anche con le tantissime verdure, i peperoni piccanti, i pomodori che possono essere avvolti al suo interno.<\/p>\n<p align=\"justify\">Queste brevi annotazioni al mio viaggio in <b>Armenia<\/b> si concludono qui. Ma non posso non ringraziare le persone che mi hanno accompagnato e fatto conoscere un bellissimo paese. <b>Roberto Graziotto<\/b>, il mio amico teologo con cui \u00e8 sempre bello confrontarsi e la cui profonda umanit\u00e0 \u00e8 basata su un autentico spirito evangelico, le professoresse armene <b>Nune Minasyan<\/b>, <b>Rusanna Arakelyan<\/b> e la tedesca <b>Johanna Butting<\/b> sempre disponibili e cortesissime, l\u2019amico <b>Tobias Jacobs<\/b>, il cantante d\u2019opera poliglotta <b>Armen Karapetyan<\/b> (con cui era bello parlare in italiano), il professore <b>Vahran Soghomonyan<\/b> (figura di spicco dell\u2019intellighenzia armena) e l\u2019amica ungherese, profonda conoscitrice dell\u2019Armenia, <b>Ilkei Eniko<\/b>.<\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <b>Nicola F. Pomponio<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Armenia: natura e cucina Viaggiare in auto in Armenia pu\u00f2 essere pericoloso! 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