{"id":68875,"date":"2025-03-01T01:32:17","date_gmt":"2025-03-01T01:32:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=68875"},"modified":"2025-03-01T01:32:17","modified_gmt":"2025-03-01T01:32:17","slug":"luomo-moderno-e-la-filosofia-a-sessantanni-dalla-scomparsa-di-ernesto-de-martino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=68875","title":{"rendered":"L&#8217;uomo moderno e la filosofia a sessant&#8217;anni dalla scomparsa di Ernesto De Martino\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_20250301_022751.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"872\" height=\"954\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_20250301_022751.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68876\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_20250301_022751.jpg 872w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_20250301_022751-274x300.jpg 274w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_20250301_022751-768x840.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_20250301_022751-137x150.jpg 137w\" sizes=\"(max-width: 872px) 100vw, 872px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Certo Ernesto De Martino non \u00e8 Mircea Eliade. Ma \u00e8 riuscito a leggere l&#8217;emozione delle culture meridionali con la forza dell&#8217;antropologia nella tradizione delle civilt\u00e0 mediterranee.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uomo contemporaneo non traccia pi\u00f9 un pensiero filosofico. Viviamo una civilt\u00e0 lontana dalla filosofia, ma dentro un approccio antropologico. I radicamenti antropologici sono per\u00f2 metafore di una \u201cragione\u201d metafisica. Da Eliade a De Martino compreso Pavese.<\/p>\n\n\n\n<p>La etnoantropologia \u00e9 un vissuto che scava nel vissuto delle civilt\u00e0 recuperando il senso della memoria nel tracciato delle nostalgie. La nostalgia vive dentro i modelli antropologici. Antropos! Popolo! Il percorso intrapreso da Ernesto De Martino resta ancora fondamentale. Comprendere i linguaggi dei popoli \u00e8 vivere un nuovo pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p>Ernesto De Martino, nato a Napoli il primo dicembre del 1908 e morto a Roma il 9 maggio del 1965, sosteneva:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019uomo si \u00e8 affidato a ripetizioni ritmiche celesti proprio per proteggere il troppo interno e labile calendario del suo cuore, e per poter iscrivere i tempi precari dei cuori nel pi\u00f9 stabile tempo del cielo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Una metafora in un percorso antropologico che recupera ci\u00f2 che Mircea Eliade sosteneva: \u201cIl sacro si manifesta sotto qualsiasi forma, anche la pi\u00f9 aberrante\u201d. In quanto, sempre Eliade: \u201cTrasformando tutti gli atti fisiologici in cerimonie, l\u2019uomo arcaico si sforza di \u00abpassare oltre\u00bb, di proiettarsi oltre il tempo (del divenire), nell\u2019eternit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La lettura di \u201cSud e magia\u201d di De Martino non \u00e8 applicabile a tutta l\u2019impalcatura dell\u2019alchimia popolare che si attraversa in molte comunit\u00e0 mediterranea, ma, comunque, resta un punto centrale nei processi antropologici il cui confronto \u00e8 tra le etnie, appunto, del Mediterraneo e i mo0ndi dello sciamanesimo puro. Se dovessimo creare una possibile comparazione con Carlos Castaneda staremmo sue due pianeti completamente diversi.<\/p>\n\n\n\n<p>De Martino ha una visione antropologica della prassi. Castaneda della spirituali, che \u00e8, in fondo, quella di Eliade e che trova in Cesare Pavese la sintesi nel concetto di \u201cselvaggio\u201d, di ritualit\u00e0 e di mito.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i testi di Ernesto De Martino da considerare restano: \u201cNaturalismo e storicismo nell\u2019etnologia\u201d, Laterza, Bari, 1941; \u201cIl mondo magico: prolegomeni a una storia del magismo\u201d, Einaudi, Torino, 1948; \u201cMorte e pianto rituale nel mondo antico: dal lamento pagano al pianto di Maria\u201d, Einaudi, Torino, 1958; \u201cSud e magia\u201d, Feltrinelli, Milano, 1959; \u201cLa terra del rimorso\u201d. Seguono: \u201cContributo a una storia religiosa del Sud\u201d, Il Saggiatore, Milano, 1961; \u201cMagia e civilt\u00e0. Un\u2019antologia critica fondamentale per lo studio del concetto di magia nella civilt\u00e0 occidentale\u201d, Garzanti, Milano, 1962; \u201cI viaggi nel Sud di Ernesto de Martino\u201d, a cura di Clara Gallini e Francesco Faeta, fotografie di Arturo Zavattini, Franco Pinna e Ando Gilardi, Bollati Boringhieri, Torino, 1999; \u201cScritti filosofici\u201d, a cura di Roberto Pastina, il Mulino, Bologna, 2005.<\/p>\n\n\n\n<p>Il fenomeno della magia indagato da De Martino, in alcuni spaccati territoriali etnici, come quelli della cultura grecanica della Calabria o Arbereshe, pur avendo, entrambi, un sostrato ben marcato nella tradizione mitico-contadina, diventano quasi inapplicabile in termini di interpretazione fenomenologica e soprattutto ontologica.<\/p>\n\n\n\n<p>De Martino \u201cscava\u201d nel territorio senza indagare le percezioni dei popoli preistorici e neolitici. Ovvero non si serve da una archeologia delle civilt\u00e0, ma di una tradizione delle culture.<\/p>\n\n\n\n<p>In una sottolineatura forte De Martino chiosa:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019uomo magico \u00e8 esposto al rischio della labilit\u00e0 nelle sue solitarie peregrinazioni, allorch\u00e9 la solitudine, la stanchezza connessa al lungo peregrinare, la fame e la sete, l\u2019apparizione improvvisa di animali pericolosi, il prodursi di eventi inaspettati ecc., possono mettere a dura prova la resistenza del \u2018ci sono\u2019. L\u2019anima andrebbe facilmente \u2018perduta\u2019 se attraverso una creazione culturale e utilizzando una tradizione accreditata non fosse possibile risalire la china che si inabissa nell\u2019annientamento della presenza\u201d (E. de Martino, \u201cIl mondo magico. Prolegomeni a una storia del magismo\u201d, Bollati Boringhieri, Torino 1997).<\/p>\n\n\n\n<p>Si nota come l\u2019uomo magico di De Martino non scava nella metafisica della spiritualit\u00e0, come avviene in Eliade o Castaneda e nello stesso Pavese, in quei suoi scritti dove l\u2019antropologia stessa diventa letteratura.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella cultura contadina studiata da De Martino prevale, appunto, il rapporto tra magia e tradizione popolare. Nel mondo delle civilt\u00e0 archeologiche, invece, \u00e8 ben presente l\u2019aspetto sia archetipale che sacrale. La cultura ortodossa allontana la ritualit\u00e0 magica per evidenziare sempre pi\u00f9 la ritualit\u00e0 profondamente cristiana.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019orizzonte magico pur essendo nell\u2019intreccio delle ritualit\u00e0 popolari \u00e8 privo di un senso religioso \u2013 cristiano. Indubbiamente il dato ortodosso \u00e8 servito da baluardo contro l\u2019avanzata delle pretese illuministiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Se De Martino, da illuminista, racconta il Sud attraverso modelli arcaici, come, per esempio, il fenomeno della \u201cfascinazione\u201d che appartiene alle motivazioni ancestrali della struttura contadina \u2013 popolare, il Sud vissuto dalla culture orientali, imprime dei riferimenti che sono provenienti dall\u2019incontro tra esperienze balcaniche e testimonianze bizantine segnate da un portato ideale occidentale \u2013 orientale dentro il Mediterraneo.<\/p>\n\n\n\n<p>De Martino ha scritto:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa societ\u00e0 meridionale presenta oggi un volto nel quale invano cercheremmo i tratti della Magna Grecia, e ci\u00f2 per la semplice ragione che in una misura o nell\u2019altra la societ\u00e0 meridionale ha partecipato al movimento della civilt\u00e0 cristiana e della civilt\u00e0 moderna: si tratta piuttosto di determinare proprio la misura di tale partecipazione, e di ricavarne come risultato un quadro in cui trovino posto anche i dati della \u2018magia lucana\u2019 e quelli relativi al \u2018cattolicesimo meridionale\u2019\u201d (in \u201cSud e magia\u201d, Feltrinelli, edizione 2001, pag. 127).<\/p>\n\n\n\n<p>Un concetto che non condivido. La Magna Grecia , in fondo, riassume sia la civilt\u00e0 pre cristiana sia quella post cristiana e moderna e proprio per questo sigilla un intreccio tra un profilo proveniente dalla storia dell\u2019Oriente e uno proveniente dall\u2019Occidente, in cui si permette di interpretare la civilt\u00e0 contadina non attraverso un profilo spirituale sciamanico.<\/p>\n\n\n\n<p>E tutto questo crea un raccordo all\u2019interno della storia e delle tradizioni del Mediterraneo. Appunto il Mediterraneo amplia e riordina gli spazi tra quelle culture laico-magiche e quelle cristiane-ortodosse. Ma il Mediterraneo non \u00e8 assolutamente Occidente soltanto.<\/p>\n\n\n\n<p>La cultura Orientale \u2013 balcanica si caratterizza per una provvisoria di presenza di ritualit\u00e0 magica. Pur vivendo in uno progetto identitario contadino, ovvero dell\u2019incontro tra la terra e le acque..<\/p>\n\n\n\n<p>Cesare Pavese (coetaneo di De Marino) ebbe uno scontro con De Martino proprio su argomenti che riguardavano il mito, le tradizioni, la cultura popolare e intorno alla famosa \u201cCollana viola\u201d (Cfr: \u201cLa collana viola: lettere 1945-1950\u201d (con Cesare Pavese), a cura di Pietro Angelini, Bollati Boringhieri, Torino, 1991), che pubblicava autori riferiti ai temi citati.<\/p>\n\n\n\n<p>In una lettera datata 31 ottobre 1949 Pavese, addirittura, annotava a De Martino:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u2026\u00e8 pi\u00f9 utile una precisa notizia filologica che non dieci pagine di \u2018mani avanti\u2019 e di proteste antifasciste\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Pavese viveva il modello antropologico fuori da ogni schematismo ideologico e soprattutto illuminista, perch\u00e9 considerava il concetto di tradizione fondamentale. Fu lui a imporre, infatti, Mircea Eliade.<\/p>\n\n\n\n<p>In fondo uno dei limiti di De Martino \u00e8 quello di non aver indagato nel valore di Mediterraneo come processo geo \u2013 politico. Infatti il Sud, il Meridione, \u00e8 soltanto una parte dei Mediterraneo divisivi e inclusivi. Il Sud della magia di De Martino non \u00e8 il Mediterraneo degli archetipi, dei miti e del labirinto di Cesare Pavese e Mircea Eliade. In Pavese e in Eliade la storia \u00e8 memoria e la memoria diventa archetipo. Il viaggio nel cuore dei popoli \u00e8 viaggio Tradizione. Soltanto il vivere nella Tradizione pu\u00f2 condurre il modello antropologico nel tempo di una nuova filosofia. Il tempo corre e ci perde. Ma siamo noi a morire. Mai il tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni\u00a0 Certo Ernesto De Martino non \u00e8 Mircea Eliade. 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