{"id":6903,"date":"2019-07-02T20:43:17","date_gmt":"2019-07-02T20:43:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=6903"},"modified":"2019-07-02T20:43:17","modified_gmt":"2019-07-02T20:43:17","slug":"65-festival-puccini-renzo-giacchieri-il-pubblico-apprezza-lopera-se-realizzata-con-verita-lintervista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=6903","title":{"rendered":"65\u00b0 Festival Puccini &#8211; RENZO GIACCHIERI: IL PUBBLICO APPREZZA L&#8217;OPERA, SE REALIZZATA CON VERIT\u00c0. L&#8217;INTERVISTA"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-6903 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6904'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/festival-puccini-150x150.png\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6905'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/renzo-giacchieri-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p align=\"center\"><span lang=\"it-IT\">65\u00b0 Festival Puccini, RENZO GIACCHIERI: IL PUBBLICO APPREZZA L&#8217;OPERA SE REALIZZATA CON VERIT\u00c0. <\/span>L&#8217;INTERVISTA<\/p>\n<p align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\"><b>Renzo Giacchieri<\/b><\/span><span lang=\"it-IT\"> nel corso degli anni ha ricoperto importanti ruoli di gestione e organizzazione dei Teatri e degli Enti Lirici: dal 1982 al 1986 \u00e8 stato Sovrintendente dell\u2019Ente Lirico Arena di Verona, dal 1986 Direttore del <\/span><span lang=\"it-IT\"><b>Festival Pucciniano di Torre del Lago<\/b><\/span><span lang=\"it-IT\">, dal 1980 al 1990 Sovrintendente presso il Teatro San Carlo di Napoli. Lo ha intervistato in occasione della messa in scena de <\/span><span lang=\"it-IT\"><i>La fanciulla del West<\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"> di Puccini, che andr\u00e0 in scena il 12 e 26 luglio nell&#8217;ambito del Festival di Torre del Lago: ne cura la regia, i costumi, la scenografia e le luci.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\"><b>Quando si deve mettere in scena un&#8217;opera come La Fanciulla del West, mentalmente come si comincia?<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">Studiandola come mi capit\u00f2 la prima volta che la misi in scena: non avevo verso la Fanciulla un atteggiamento molto costruttivo, mi sembrava ingenuotta, con questa nostalgia incombente. Poi, invece, una volta che cominciai a studiarla, ne sono rimasto affascinato perch\u00e9 \u00e8 un&#8217;opera bellissima e ogni volta metterla in scena per me \u00e8 un rinnovare questo amore verso la Girl, come la chiamava Puccini.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\"><b>Dopo anni dalla prima messa in scena ha riscoperto qualche aspetto che magari prima aveva sottovalutato o messo in secondo piano?<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">Forse l&#8217;apporto del coro: non l&#8217;ho mai messo in secondo piano, per\u00f2 mi sembrava meno importante e invece, insieme ai comprimari, il coro nel primo e soprattutto nel terzo atto diventa protagonista.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\"><b>Curare allo stesso tempo regia, luci, scene e costumi semplifica o complica la vita di un regista?<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">La semplifica perch\u00e9 significa che la chiave di lettura \u00e8 unica e quindi non ha bisogno il regista di far capire al suo scenografo che cosa intende che il pubblico veda subito come contenitore della propria regia, quindi semplifica molto almeno secondo me. \u00c8 una visione globale, unificata.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\"><b>Puccini compose l&#8217;opera a pi\u00f9 riprese&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">Puccini nel 1907 vede il dramma di Belasco. Nel &#8217;10 c&#8217;\u00e8 la prima della Fanciulla al Metropolitan: passano tre anni perch\u00e9 lui ha avuto grandi problemi con i suoi due librettisti Civinini e Zangarini: era la prima volta che li incontrava, ha avuto degli scontri, si lamentava molto -c&#8217;\u00e8 tutto il carteggio- con Ricordi, perch\u00e9 i due avevano paura di questa meticolosa costruzione che faceva Puccini, tant&#8217;\u00e8 vero che con la Girl lui fa una meticolosissima descrizione della messa in scena, dei caratteri e arriva a descrivere i singoli costumi come un costumista. Straordinario.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\"><b>\u00c8 un&#8217;opera che gli appartiene in tutto insomma&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">Assolutamente: pi\u00f9 di ogni altra, sotto questo punto di vista. Da una parte risulta un vantaggio perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 poco da inventare, dall&#8217;altra c&#8217;\u00e8 il pericolo &#8211; dato che i gusti son cambiati &#8211; di tradirla. Io spero di non tradire questa costruzione cos\u00ec meticolosa.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\"><b>C&#8217;\u00e8 qualcosa nella <\/b><\/span><span lang=\"it-IT\"><i><b>Fanciulla del West<\/b><\/i><\/span><span lang=\"it-IT\"><b> ama di pi\u00f9 o di meno?<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">No, perch\u00e9 ci sono questi interventi del coro, il tema meraviglioso della nostalgia, c&#8217;\u00e8 il tema del ballo; anche se non ha grandissime arie, \u00e8 tutto l&#8217;insieme, \u00e8 molto wagneriana come spirito, come cultura. S\u00ec, ci sono le arie che poi ha inserito ma sono brevi, non sono arie lunghe: \u00e8 l&#8217;insieme, questo continuo musicale che affascina.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\"><b>Effettivamente dall&#8217;opera ci si aspetta una forma di arte totalizzante in tutti i suoi elementi&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">Certo, l&#8217;opera \u00e8 la forma di spettacolo visuale pi\u00f9 complessa e completa.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\"><b>Lei ha fatto una tesi di laurea su Wagner, ha diretto opere di Verdi e di Puccini: secondo la sua esperienza, quali sono le reazioni del pubblico italiano verso le loro opere?<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">Wagner lo sopporta, se posso dire cos\u00ec. C&#8217;\u00e8 stato un breve periodo in Italia in cui la cultura am\u00f2 Wagner, nei primi anni del Novecento. Si sopporta perch\u00e9 i suoi drammi musicali sono molto lunghi, richiedono una conoscenza dei miti cui attingono, \u00e8 un&#8217;operazione complessa essere spettatore di una proposta wagneriana. Al contrario di quel che accade con Verdi e Puccini ancor di pi\u00f9, perch\u00e9 \u00e8 la vera opera lirica italiana: al massimo della scala come melodramma dell&#8217;opera lirica italiana c&#8217;\u00e8 Verdi, al massimo della scala della drammaturgia musicale c&#8217;\u00e8 Wagner, al massimo dell&#8217;opera del Novecento c&#8217;\u00e8 Puccini.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\"><b>La cultura ufficiale che si occupa di finanziamenti sopporta o supporta l&#8217;opera?<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\">I finanziamenti ai teatri lirici sono sempre andati diminuendo in questi ultimi decenni, per\u00f2 c&#8217;\u00e8 sempre agio per mettere in scena le opere. Certo, Wagner richiede un&#8217;orchestra pi\u00f9 grande, strumenti particolari e soprattutto allestimenti incredibilmente imponenti.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span lang=\"it-IT\"><b>Lei si occupa di musica da una vita: nel corso degli anni sono cambiati l&#8217;atteggiamento e il gusto del pubblico nei confronti della musica e dell&#8217;opera?<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> <span lang=\"it-IT\">C&#8217;\u00e8 una corrente culturale che nasce in Germania e si propaga in Francia, Austria e un po&#8217; anche in Inghilterra, che vuole \u00abl&#8217;attualizzazione\u00bb dell&#8217;opera lirica, ma questo \u00e8 un errore enorme perch\u00e9 il dramma musicale che attinge dal mito lo puoi attualizzare perch\u00e9 il mito lo attualizzi con la cultura, con la quale tu vivi quel mito, ma l&#8217;opera no, l&#8217;opera \u00e8 quella che \u00e8: una creatura fragile, una creatura anche ingenua dove i protagonisti nascono vivono e muoiono cantando, quindi \u00e8 una cosa abbastanza sciocca, se vogliamo. Per\u00f2 c&#8217;\u00e8 una verit\u00e0 superiore, quella della musica. Allora, l&#8217;opera ha intatti i suoi messaggi, ha intatti i suoi richiami al sentimento e alla ragione: il problema \u00e8 darla bene. Se la si d\u00e0 con verit\u00e0, il pubblico la apprezza, altrimenti diventa un&#8217;operazione culturale e allora il pubblico ci sta perch\u00e9 ci deve stare, altrimenti apparirebbe come un dissennato ignorante, oppure a volte fischia. <\/span><span lang=\"it-IT\"><b>Giovanni Zambito<\/b><\/span><span lang=\"it-IT\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; 65\u00b0 Festival Puccini, RENZO GIACCHIERI: IL PUBBLICO APPREZZA L&#8217;OPERA SE REALIZZATA CON VERIT\u00c0. 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