{"id":6907,"date":"2019-07-04T10:00:33","date_gmt":"2019-07-04T10:00:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=6907"},"modified":"2019-07-04T10:00:33","modified_gmt":"2019-07-04T10:00:33","slug":"una-scrittrice-in-mezzo-a-noi-maria-elena-cialente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=6907","title":{"rendered":"UNA SCRITTRICE IN MEZZO A NOI: MARIA ELENA CIALENTE"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Maria-Elena-Cialente.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-6908\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Maria-Elena-Cialente.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"260\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Maria-Elena-Cialente.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Maria-Elena-Cialente-150x130.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-6907 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6909'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Libro-Shat-Mat-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=6910'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/LALTRO-E-LASSENTE-COP-frR-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\" align=\"center\"><b>UNA SCRITTRICE IN MEZZO A NOI: MARIA ELENA CIALENTE<\/b><\/p>\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\" align=\"center\">di <b>Giuseppe Lalli<\/b><\/p>\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">L\u2019AQUILA &#8211; In un contesto storico in cui si ha l\u2019impressione che la citt\u00e0 dell\u2019Aquila stia vivendo un particolare fermento culturale, una sorta di Rinascimento che lascia ben sperare sul futuro del capoluogo abruzzese, mi sembra doveroso segnalare un piccolo grande libro di <b>Maria Elena Cialente<\/b>, giovane scrittrice aquilana al suo primo romanzo, che giunge dopo un impegnativo saggio dedicato al fantastico nella letteratura italiana, uscito per i tipi\u00a0 della casa editrice Solfanelli con il titolo \u201c<i>L\u2019ALTRO E<\/i> <i>L\u2019ASSENTE<\/i>\u201d.<\/p>\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">Il romanzo di cui si parla, pubblicato circa un anno fa dalle Edizioni Tabula Fati, \u00e8 stato presentato l\u2019ultima volta all\u2019Aquila il 24 maggio 2019 al Palazzetto dei Nobili e a Pescara il 7 giugno scorso, nell\u2019ambito del <i>Rosadonna, <\/i>festival delle eccellenze femminili. Il racconto, che Maria Elena aveva scritto gi\u00e0 prima del terremoto che dieci anni fa ha sconvolto il capoluogo abruzzese, ha il titolo accattivante di \u201c<i>SHAT MAT<\/i>\u201d, che in arabo significa \u201cscacco matto\u2019\u2019. Protagonista principale &#8211; e \u201cio\u201d narrante &#8211; di questo libretto che ha tutte le caratteristiche di un piccolo moderno \u201cromanzo di formazione\u201d, come un tempo si sarebbe detto, \u00e8 Raffaele, un ragazzo che, come molti di noi, era adolescente negli anni Sessanta e giovane negli anni Settanta. Ha respirato a pieni polmoni l\u2019atmosfera del \u201868, e per tanti aspetti l\u2019ha anche sub\u00ecta. Ha fatto tutto il <i>cursus honorum<\/i> di quegli anni, e, ormai medico e sposato, sentendo di aver pagato il suo conto con la vita, decide di fissare sulla carta le sue esperienze giovanili, come se volesse scaricarsi di un peso.<\/p>\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">Si stenta a credere che a scrivere le memorie di un uomo nato negli anni Cinquanta sia una giovane donna dei nostri tempi. Bisogna conoscere l\u2019autrice, una donna dall\u2019aspetto fragile e raffinato, per rendersi conto dello sforzo che ha dovuto compiere per immedesimarsi nella psicologia di un personaggio assai diverso da lei, oltre che per il sesso, per il contesto storico, sociale e familiare in cui il protagonista del racconto si muove. Questi ragazzi nati negli anni cinquanta Maria Elena mostra di conoscerli molto bene: ne ha respirato l\u2019aria nei racconti sentiti, fino ad assorbirla. \u00c8, questo, il segno di una partecipazione commossa alle vicende di un\u2019epoca e di una generazione che non sono le sue, ma che avverte, quasi con invidia, come un bivio di destini individuali e collettivi: un filo della memoria a lungo coltivata, interrotto dalla sciagura del terremoto, e poi ripreso, ad alimentare forse una nuova speranza.<\/p>\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">Per molti coetanei del protagonista (sono anch\u2019io tra questi) che leggeranno il piccolo romanzo di Maria Elena potrebbe valere il famoso detto <i>De te fabula narratur. <\/i>Del resto, per ogni racconto che si rispetti si pu\u00f2 dire <i>De te fabula narratur<\/i>. Il racconto si apre con la descrizione delle vicende di un gruppetto di bambini di cui fa parte Raffaele: una piccola gang che ruba oggetti (manicotti di bombole del gas, fili di rame) dalle case abbandonate del centro storico aquilano, ma anche oggetti sacri dalle sacrestie delle vecchie chiese, per poi rivenderli ad una vecchia del quartiere in cambio di qualche spicciolo. Si respira a tratti, in queste righe, l\u2019atmosfera di certi romanzi veristi del secondo dopoguerra, nonch\u00e9 di certe scene pasoliniane di \u201c<i>Ragazzi di vita\u201d<\/i>. Una volta giovane, studente di medicina, Raffaele entra nel tunnel della droga: dapprima erba, poi eroina.<\/p>\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">Altro personaggio del racconto \u00e8 il nonno materno, Roberto, un anziano medico in pensione con il quale Raffaele coltiva un rapporto affettuoso e complice, ma che presenta la stessa fragilit\u00e0 del nipote e che quindi non pu\u00f2 essergli di grande aiuto. L\u2019aiuto lo trover\u00e0 invece in altre persone, prima fra tutte il professor Alberini, originale figura di matematico e anarchico cristiano, conosciuto al circolo, con il quale intreccer\u00e0 interessanti discorsi filosofici nel corso di interminabili partite a scacchi. C\u2019\u00e8 nel libro, insieme ad una tensione filosofico-esistenziale, una componente fortemente pedagogica. Raffaele, a un certo punto, dice: \u00abI miei genitori erano anche troppo presi dai loro litigi per accorgersi delle mie fughe. Lo avevo fatto anche da bambino quando, spaventato dalle loro grida e dai piatti che mia madre fracassava a terra, uscivo dal retro per<b> <\/b>raggiungere la<b> <\/b>porta del nonno\u00bb.<\/p>\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">Quante famiglie &#8211; ci viene da pensare &#8211; ci sono state e ci sono come quella di Raffaele&#8230;quanti genitori assenti, anche quando sono presenti. \u00abLa famiglia \u00e8 finita\u00bb, ci ripetono i tanti profeti del nulla che sentenziano ogni giorno nei mass-media. La famiglia la stiamo facendo finire noi ogni giorno, si pu\u00f2 ragionevolmente ribattere. Raffaele, che riuscir\u00e0 ad uscire dal tunnel della droga, finir\u00e0 per dare un senso alla vita facendo scacco matto (<i>Shah mat<\/i>, appunto, \u201cscacco matto\u201d in arabo) non contro il professor Alberini, il suo perenne avversario agli scacchi, che in fondo \u00e8, come si direbbe in termini freudiani, il suo \u201csuper io\u201d, ma contro se stesso, o meglio contro il lato opaco del suo \u201cio\u201d. Raffaele &#8211; sembra dirci l\u2019autrice del romanzo &#8211; ha il merito di averci provato, e alla fine si \u00e8 riscattato, mentre si ha l\u2019impressione che oggi molti giovani, purtroppo, nemmeno ci provano. \u00c8 questo uno dei messaggi che Maria Elena ci insinua.<\/p>\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">Sembra proprio che la scrittrice, dando una identit\u00e0 a ci\u00f2 che ha respirato nell\u2019aria, abbia voluto calarsi nella parte di un protagonista di quegli anni, Raffaele, che alla fine riesce a dare un senso al suo disagio, mentre ogni giorno, anche a scuola, la professoressa Cialente forse tocca con mano un disagio che pare non avere molto senso. Sotto questo aspetto, il libro si presenta come una lettura non canonica e demistificante di quel sessantotto di cui l\u2019anno scorso si sono celebrati i cinquant\u2019anni, se per demistificante si intende, al di l\u00e0 delle indubbie conquiste democratiche di quella stagione, il tentativo di gettare una luce sugli aspetti opachi del mito sessantottino. Tutto ci\u00f2 a partire da quella filosofia libertaria (ma si potrebbe dire libertina e, come sul dirsi, \u00abbuonista\u00bb) che ha fornito molti alibi, e che si riassume nella frase \u00abVietato vietare\u00bb: quella cultura che ha riportato in auge la pedagogia di <b>Jean Jacques<\/b> <b>Rousseau<\/b> (1712-1778) e l\u2019idea che tutti i mali ci vengono dalla societ\u00e0; quella cultura che spesso ha distrutto senza costruire, e che a lungo andare ha prodotto teste vuote, culto delle apparenze, un desolante conformismo spesso contrabbandato per anticonformismo ; ma, anche, paradossalmente, competitivit\u00e0 sfrenata, e ricerca del piacere e della trasgressione\u00a0 scambiata per libert\u00e0.<\/p>\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">Sotto questo aspetto, l\u2019autrice di questo piccolo romanzo sembra invitarci ad un serio, profondo, coraggioso esame di coscienza. Aspetto non secondario del racconto \u00e8 la lingua, una lingua che Maria Elena, letterata, padroneggia in ogni riga, e che sa coniugare con un uso sapiente dello stesso parlato dialettale, presente a volte anche nella struttura sintattica della frase. Per finire, una piccola annotazione storico-filosofica (questo della Cialente \u00e8 anche un piccolo romanzo filosofico, come si accennava), che mi viene suggerita da una frase che si legge nelle prime pagine. Al professor Alberini che gli parla di <b>Ipazia<\/b>, una giovane filosofa neoplatonica del quarto secolo massacrata da una folla di cristiani fanatizzati dai loro capi, quei cristiani usciti da poco dalle persecuzioni, Raffaele risponde: \u00ab&#8230;E\u2019 proprio vero, professo\u2019: quando la fortuna cambia corso, i vecchi martiri diventano gli aguzzini di turno\u00bb.<\/p>\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">Una grande intellettuale francese del secolo scorso, <b>Simone Weil<\/b> (1909-1943), all\u2019indomani di quella tragedia europea che fu la guerra civile spagnola, nella quale lei, come tanti intellettuali francesi, aveva partecipato militando nel fronte repubblicano, dalla parte dei \u201crossi\u201d, in quella che aveva ritenuto essere la parte giusta, ebbe un rapporto epistolare con lo scrittore <b>Georges Bernanos <\/b>(1888-1948), che aveva invece combattuto dall\u2019altra parte, cio\u00e8 sul fronte dei franchisti vincitori, e che in un saggio-romanzo (\u201c<i>I grandi cimiteri sotto la luna<\/i>\u201d) aveva denunciato, da cristiano onesto quale era, le crudelt\u00e0 compiute dalla sua fazione. Simone Weil, che aveva letto il libro, si complimentava con Bernanos, e a sua volta rievocava il disgusto che a lei aveva suscitato l\u2019ebbrezza del sangue di tanti suoi compagni che a sera si complimentavano a vicenda per il numero dei preti uccisi. Ebbene, questa grande pensatrice diceva di aver visto in azione una ferocia umana che andava ben al di l\u00e0 delle ragioni dell\u2019appartenenza politica, e concludeva la lettera con queste esemplari parole: \u00abBisogna essere sempre disposti a cambiare di campo, per inseguire la giustizia, questa eterna fuggitiva dai campi della vittoria\u00bb. Maria Elena, novella Simone Weil, alla fine del suo denso racconto, ci propone una soluzione abbastanza simile. A questo proposito, vale la pena di riportare le ultime battute del colloquio tra il professor Alberini e Raffaele ormai pronto per la sua nuova vita.<\/p>\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">\u00abNon \u00e8 mica un contratto la vita, Raffae\u2019&#8230;non dobbiamo dimenticare di versare l\u2019obolo fondamentale che d\u00e0 senso a tutto.\u00bb<\/p>\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">\u00abSarebbe, professo\u2019?\u00bb<\/p>\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">\u00abL\u2019amore, Raffae\u2019&#8230;L\u2019ha detto pure Cristo, no?\u00bb, risponde Alberini, e precisa: \u00abCristo ci ha detto che noi siamo tutti uguali, s\u00ec, ma come figli di Dio, e l\u2019anarchismo che siamo tutti uguali nei diritti. Ma non \u00e8 vero che siamo tutti uguali. Se cos\u00ec fosse ci capiremmo all\u2019istante. Invece&#8230;E poi le possibilit\u00e0 non so\u2019 le stesse, c\u2019\u00e8 poco da fa\u2019, n\u00e9 per il talenti&#8230;n\u00e9 per i natali&#8230;n\u00e9 per le condizioni economiche&#8230;\u00bb<\/p>\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">\u00abMa che rimedio abbiamo a tutto questo?\u00bb, chiede infine Raffaele.<\/p>\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">E la risposta del professore non si fa attendere: \u00e8 la stessa, si deve presumere, di quella di Maria Elena, ed \u00e8 il vero filo rosso di tutto il piccolo grande romanzo:<\/p>\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">\u00abL\u2019amore. Solo chi ha il coraggio d\u2019amare, Raffae\u2019, sopravvive\u00bb.<\/p>\n<p class=\"m_-9027618310983630971gmail-Standard\">Il rimedio suggerito \u00e8 una di quelle medicine che scarseggiano sul mercato dei rapporti sociali, dove invece abbondano \u2013 ne facciamo esperienza ogni giorno \u2013 l\u2019orgoglio e l\u2019invidia: la caligine che sempre rimane quando gli eroici furori ideologici sono evaporati. Si ha l\u2019impressione che l\u2019utopia rivoluzionaria che l\u2019ex sessantottino Raffaele finisce per fare propria \u00e8 quella linea sull\u2019orizzonte dove la terra e il cielo sembrano toccarsi\u2026 Una vera scrittrice \u00e8 in mezzo a noi: Maria Elena Cialente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; UNA SCRITTRICE IN MEZZO A NOI: MARIA ELENA CIALENTE di Giuseppe Lalli L\u2019AQUILA &#8211; In un contesto storico in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-6907","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6907","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6907"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6907\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6907"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6907"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6907"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}