{"id":69290,"date":"2025-03-10T17:54:10","date_gmt":"2025-03-10T17:54:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=69290"},"modified":"2025-03-10T17:54:10","modified_gmt":"2025-03-10T17:54:10","slug":"oltre-lovvio-con-ida-magli-e-la-lettura-di-giordano-bruno-guerri-sul-sacro-e-sul-superamento-della-consuetudine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=69290","title":{"rendered":"Oltre l&#8217;ovvio con Ida Magli e la lettura di Giordano Bruno Guerri sul sacro e sul superamento della consuetudine"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG-20241201-WA0004.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"294\" height=\"172\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG-20241201-WA0004.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-69291\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG-20241201-WA0004.jpg 294w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG-20241201-WA0004-150x88.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 294px) 100vw, 294px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><br>Cosa \u00e8 l&#8217;ovvio? Ci\u00f2 che sembra semplice, plateale, facile, di lettura immediata. \u00c8 sempre qualcosa che si cattura con l&#8217;immagine, con l&#8217;intuito, con l&#8217;interpretazione? Tutto comprensibile? Bisogna sempre andare oltre l&#8217;ovvio. \u00c8 necessario in un tempo di consumi che creano un impatto, oggi, mediatico. Ma \u00e8 anche una \u00abfilosofia\u00bb della confusione perch\u00e9 ci\u00f2 che sembra comprensibile pu\u00f2 essere letto con la leggerezza del nulla. Ovvio e leggerezza sono due termini che la nostra banale societ\u00e0 ci ha educato. La leggerezza fa i conti con la profondit\u00e0. L&#8217;ovvio con il dubbio. La strada non \u00e8 mai spianata e non tutto che sembra leggibile, appunto, pu\u00f2 essere usato come termine interpretativo. Siamo figli di una generazione del subito immediato e del politicamente privato. Non \u00e8 cos\u00ec. Il privato non \u00e8 politico. Il subito non \u00e8 l&#8217;immediato. Intorno a questa visione occorre anteporre il pensiero la riflessione la meditazione. Dentro questi aspetti bisogna proporre il modello di un umanesimo che guardi alla tradizione e alle eredit\u00e0 vere. Su questi temi si \u00e8 soffermata a lungo Ida Magli sia sul piano antropologico che filosofico. Antropologia e filosofia sono elementi culturali interattivi. Ci\u00f2 significa che dobbiamo possiamo andare verso il \u00abdissolvimento dell&#8217;ovvio\u00bb. \u00c8 il dato centrale nella conversazione tra Ida Magli e Giordano Bruno Guerri nel volume \u00abPer una rivoluzione italiana\u00bb, che segna una collaborazione fondamentale tra il senza politico oltre l&#8217;ideologia e societ\u00e0 in una rivoluzione del pensare e del rapporto tra idea e pensiero. Due concetti forti che vanno chiaramente oltre l&#8217;ovvio. \u00c8 questo il necessario di cui abbiamo bisogno per dare vita a quell&#8217;uomo pensante che non pu\u00f2 essere l&#8217;uomo leggero e tanto meno pu\u00f2 essere la leggerezza del pensare. Un richiamo che ci porta a una filosofia della consapevolezza scavando tra le macerie del mondo moderno e le rovine della memoria. Un \u00ablaboratorio della rivoluzione\u00bb infatti che va anche oltre gli stereotipi di democrazia in una logica di un \u00abdemocraticamente corretto\u00bb. Come il rapporto tra cultura e sacro che ha interessato Giordano Bruno Guerri scrivendo un attento e lungimirante saggio sul Ges\u00f9 di Ida Magli. Infatti Guerri osserva: \u00abIda Magli affronta il problema del Sacro. Il Sacro \u00e8 potente e si infiltra dappertutto, anche dove non ci rendiamo conto della sua presenza. Persino noi, che al Sacro oggi sembriamo pensare poco, in realt\u00e0 attribuiamo valore sacrale (e quindi di tab\u00f9) a certi ambiti ideologici con ricadute pratiche e sociali concretissime. \u00abPensiamo per esempio \u2013 sostiene Magli \u2013 a cosa \u00e8 diventata per noi un\u2019idea astratta come la democrazia: a parlarne contro, si prova come un senso di disagio, un pudore, quasi una sensazione di colpa e di timore di una punizione. La verit\u00e0 \u00e8 che questo concetto per noi comporta della sacralit\u00e0\u00bb\u00bb. Uno scritto emblematico per entrare nel vero della problematicit\u00e0 tra senso e profezia. Siamo chiaramente oltre l&#8217;ovvio. E lo siamo ancora di pi\u00f9 quando si legge nel saggio di Guerri sempre riferito al lavoro della Magli: \u00abGes\u00f9 scaccia dal tempio i venditori di colombe perch\u00e9 ai suoi occhi non \u00e8 pi\u00f9 necessario il sacrificio delle colombe. Sacrificio \u00e8 un termine fondamentale, e sul sacrificio \u00e8 stato perpetrato il maggiore tradimento all\u2019insegnamento del Cristo. \u00c8 stato un tradimento dettato dalla volont\u00e0 di fondare il Potere, il quale ha come base necessaria simbolica e concreta il sacrificio, che consiste nell\u2019uccisione di una vittima vicaria e pi\u00f9 debole al posto di quella originaria, umana. La vittima \u00e8 necessaria per fondare qualsiasi Potere. \u00c8 per questo che Ges\u00f9 non voleva vittime. La Chiesa invece ha addirittura teorizzato Ges\u00f9 stesso quale vittima sacrificale\u00bb. Cos\u00ec si aprono prospettive e innovazioni scavanti tra cultura, sacro e filosofia. Perch\u00e9 la Magli affronta la questione con la sensibilit\u00e0 originale che si incastra proprio nel legame tra antropologia e filosofia nel tempo del superamento Giordano Bruno Guerri dunque va oltre in una interpretazione lungimirante della Magli nel dire: \u00ab&#8230;\u00e8 veramente possibile organizzare una societ\u00e0, e quindi anche un Potere, senza renderlo Sacro? E con Sacro non si intende solo ci\u00f2 che rientra nella sfera del religioso: come abbiamo visto, il Sacro pu\u00f2 anche circondare e rendere tab\u00f9 un concetto apparentemente laico e politico come democrazia, e l\u2019effetto necessario \u00e8 che non posso pi\u00f9 parlare male della democrazia\u00bb. \u00c8 qui che si compone il principio appunto incastonato nel pensare al valore di democrazia. In Ida Magli si legge dunque: \u00abCome sar\u00e0 mai venuta in mente a Ges\u00f9 una serie cos\u00ec drastica di tagli col passato e col suo presente, tagli che gli sono costati tanto cari? E mi sono data anche delle risposte. Ad esempio: che Ges\u00f9 era un grandissimo poeta, un genio, un artista che amava la bellezza. Pensiamo alla luce dei suoi paragoni: i gigli del campo, gli uccelli del cielo, la dura roccia che rende infecondi i campi cos\u00ec faticosamente coltivati col sudore umano. Lui guardava la natura attorno a s\u00e9 con l\u2019occhio dell\u2019esteta che vede la bellezza nelle cose. Io credo che, amando la bellezza, si possa arrivare in fondo alla verit\u00e0 delle cose con molta semplicit\u00e0, senza tanti passaggi\u00bb. Come per dire che in Ges\u00f9 non c&#8217;\u00e8 logica perch\u00e9 Egli non \u00e8\u00bblogico\u00bb. Una posizione contrapposizione che Guerri analizza e che la Magli propone in una visione decisamente profetica: \u00abIo credo che lui sia arrivato prima di tutto attraverso l\u2019emozione della bellezza a capire cosa fosse falso e ingiusto intorno a lui\u00bb. La bellezza \u00e8 oltre la ipocrisia della modernit\u00e0 della bellezza stessa. In un contesto come quello \u00abvivente\u00bb l&#8217;ovvio ci riporta indietro. Ma Ges\u00f9 non propone l&#8217;ovvio. Centralizza non il religioso teologico. Bens\u00ec il sacro profetico e umanistico. La rivoluzione vera sta proprio nella coscienza e non nella consuetudine. I miti crollano e precipitano. Il Mito resiste e si confronta con il Sacro Profetico. Infatti la Magli \u00e8 andata oltre ogni consuetudine della cultura moderna scavando nel cuore delle civilt\u00e0 e contrapponendosi al fuggire dell&#8217;attimo e incarnandosi nel tempo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni Cosa \u00e8 l&#8217;ovvio? 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