{"id":69481,"date":"2025-03-14T15:44:07","date_gmt":"2025-03-14T15:44:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=69481"},"modified":"2025-03-14T15:44:07","modified_gmt":"2025-03-14T15:44:07","slug":"pietro-rosetta-poesie-nascoste-nella-dispensa-guido-miano-editore-milano-2024-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=69481","title":{"rendered":"Pietro Rosetta, Poesie nascoste nella dispensa, Guido Miano Editore, Milano 2024"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Recensione di Gabriella Veschi<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Rosetta-Pietro-Poesie-nascoste-nella-dispensa-fronte2-1.png\"><img decoding=\"async\" width=\"612\" height=\"1024\" data-id=\"69482\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Rosetta-Pietro-Poesie-nascoste-nella-dispensa-fronte2-1-612x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-69482\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Rosetta-Pietro-Poesie-nascoste-nella-dispensa-fronte2-1-612x1024.png 612w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Rosetta-Pietro-Poesie-nascoste-nella-dispensa-fronte2-1-179x300.png 179w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Rosetta-Pietro-Poesie-nascoste-nella-dispensa-fronte2-1-90x150.png 90w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Rosetta-Pietro-Poesie-nascoste-nella-dispensa-fronte2-1.png 676w\" sizes=\"(max-width: 612px) 100vw, 612px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Rosetta-Pietro-Poesie-nascoste-nella-dispensa-fronte3D-1.png\"><img decoding=\"async\" width=\"567\" height=\"1024\" data-id=\"69483\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Rosetta-Pietro-Poesie-nascoste-nella-dispensa-fronte3D-1-567x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-69483\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Rosetta-Pietro-Poesie-nascoste-nella-dispensa-fronte3D-1-567x1024.png 567w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Rosetta-Pietro-Poesie-nascoste-nella-dispensa-fronte3D-1-166x300.png 166w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Rosetta-Pietro-Poesie-nascoste-nella-dispensa-fronte3D-1-83x150.png 83w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Rosetta-Pietro-Poesie-nascoste-nella-dispensa-fronte3D-1.png 673w\" sizes=\"(max-width: 567px) 100vw, 567px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>Versi suggestivi, simili a un canto antico che riemerge lentamente e riporta alla luce frammenti del passato, risuonano nella raccolta <em>Poesie nascoste nella dispensa<\/em> (Guido Miano Editore, Milano 2024), di Pietro Rosetta, oftalmologo, responsabile dell\u2019Unit\u00e0 Operativa di Oculistica dell\u2019Istituto Humanitas San Pio X di Milano. Si tratta dunque di un professionista con la passione per la scrittura, il cui esordio poetico risale al 1997, con la pubblicazione di alcuni testi nell\u2019antologia <em>Scrittori Italiani del II Dopoguerra. La poesia contemporanea<\/em> (Guido Miano Editore). Con la nuova silloge, dedicata alla propria madre, Rosetta ha riallacciato con grande vigore un filo rimasto forse in sospeso da tempo, riportando alla luce le sue eleganti e struggenti poesie <em>nascoste nella dispensa<\/em>, come recita il titolo, simili a preziose gemme racchiuse in uno scrigno. Dalla raccolta emerge un ricamato ventaglio di temi, che spaziano da quelli universali, come il significato della nostra esistenza e il trascorrere del tempo, fino a toccare le corde pi\u00f9 intime della propria interiorit\u00e0, dalla quale si dipanano alcune interessanti dicotomie, come aridit\u00e0\/fertilit\u00e0, presenza\/assenza, ma a dominare la raccolta, come osserva E. Concardi nella sua intensa e puntuale <em>Prefazione,<\/em> \u00e8 un particolare intreccio di <em>Eros<\/em> e <em>Thanatos<\/em>, che appaiono uniti in un legame indissolubile: \u00ab[\u2026]fradici i nostri cuori, sulla riva,\/ rabbrividiscono al confondersi\/ di amore e morte\/ gelide ombre mescolate nella corrente\u00bb (<em>Nudi i nostri cuori<\/em>). Cos\u00ec, in <em>Il tempo \u00e8 sbocciato<\/em>, l\u2019intensit\u00e0 del sentimento amoroso, una forza irrefrenabile, si esplica attraverso la fitta trama di percezioni e di metafore sinestetiche che rendono quasi tangibile la sofferenza.<\/p>\n\n\n\n<p>La silloge assume i toni di un viaggio interiore sullo sfondo di uno scenario onirico e i testi spesso prendono l\u2019avvio da una percezione, come \u00abpensieri, fioriti nella mente\u00bb (<em>Un sottile brivido<\/em>) per dilatarsi in ulteriori significati; il sapiente uso dell\u2019apparato lessicale e retorico conferisce un alone di mistero, suggerito anche da una sinuosa musicalit\u00e0 dovuta al succedersi delle ripetute allitterazioni e delle frequenti anafore, in un turbinio di avvincenti emozioni che le figure di suono esaltano all\u2019ennesima potenza. Nella maggior parte dei componimenti, l\u2019assenza del titolo, sostituito da un asterisco, contribuisce a incrementare uno stimolante senso di indeterminatezza e una certa ambiguit\u00e0. Talora l\u2019io poetico sembra inviare un monito, un invito ad acquisire una maggiore consapevolezza della fragilit\u00e0 e dell\u2019ineluttabilit\u00e0 di un destino comune, nel tentativo di dare un senso alla vita degli uomini, semplici e occasionali viandanti su questa terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella poesia incipitaria, <em>I canti delle vedove<\/em>, si sprigiona il dolore per l\u2019assenza dei propri cari, ma si istituisce un <em>trait d\u2019union<\/em>, un anello di congiunzione tra chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 e le anziane vedove, che hanno la funzione di tramandarne il ricordo e la memoria; il sintagma si ripete innumerevoli volte e l\u2019insistita iterazione degli stessi versi e degli stessi gruppi di parole danno vita a un ritmo caratterizzato da una sottile monotonia, come quello di una lieve cantilena, mentre le percezioni visive (\u00abacqua di torrente\u00bb, \u00abrosari\u00bb) sembrano cullare i sentimenti e le aspirazioni di un io poetico che si dibatte tra un <em>presente<\/em> che appare <em>vietato<\/em> e un <em>futuro <\/em>comunque <em>possibile, <\/em>senza mai perdere la speranza, anche nei momenti pi\u00f9 bui.<\/p>\n\n\n\n<p>In <em>Lite<\/em>, la figura retorica dell\u2019accumulo introduce una serie di particolari fisici e caratteriali connotati da aggettivi antitetici e contrastanti, volti a sottolineare uno scenario denso di tensione; essi si tramutano negli elementi di un climax ascendente, dove lo sguardo compie un movimento dal basso verso l\u2019alto, dalla gonna agli occhi: \u00abDalle pieghe della gonna stropicciata\/ dalle ciocche spettinate dei capelli\/ dai palpiti incerti degli occhi ostili\/ dal piglio dei gesti\/ dalle mani indecise\/ dall\u2019orgoglio trafelato\/\/ sgorga il nostro amore\/ cos\u00ec bello da vedere quando ti guardo\u00bb. L\u2019amore, dopo una fase di conflittualit\u00e0, riprende il suo corso ed erompe in tutta la sua potenza, simile all\u2019impetuosa acqua di un fiume che riprende il suo corso dopo essersi fermata, rievocando a livello fonico il gorgoglio del montaliano <em>rivo strozzato<\/em>. Molte liriche esplorano l\u2019amore nelle sue molteplici sfaccettature; si evince un sentimento profondo, alimentato dal desiderio, ma di cui l\u2019io poetico, consapevole delle reali difficolt\u00e0 della vita, si nutre senza poterne fare a meno e la mancanza \u00e8 insopportabile: \u00abDove sei?\/ Mi manchi sai.\/ \u00c8 chiusa quella porta.\/\/ Come stai?\/ Non ti sento pi\u00f9.\/ \u00c8 chiusa quella porta.\/\/ E ritornano i giorni che non finiscono.\/\/ \u00c8 chiusa quella porta\/\/\u2026 E io non trovo pi\u00f9 la tua voce\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo di fronte ad un intimo diario poetico che si incentra sulla capacit\u00e0 di affrontare con tenacia le avversit\u00e0: \u00abSospinto dai terremoti\/ spesso il palazzo ha tremato:\/ e tu, mio cuore,\/ costretto a galoppare impazzito\/ tra gli scogli inesplorati\/ di questo strano film\/ ansimante, anche al buio,\/ mi hai detto di voler continuare\u00bb. Un triste presagio viene ad essere <em>il leit motive<\/em> e l\u2019avvertimento della fine aleggia tutto intorno: \u00abVarcata la soglia\/ cercher\u00f2 nelle tue labbra\/ il presentimento della morte o il fiore nuovo della vita\/ chiedendoti perdono\/ di essere schiavo del tuo amore\u00bb (<em>Ho rincorso il tempo<\/em>). Spesso eventi imprevisti arrivano a sconvolgere l\u2019esistenza, come inaspettati bagliori che squarciano il cielo: \u00abDormire, aspettare e dormire\/ non resta altro\/ quando il cielo incrinato dai lampi\/ apre crepe affilate\/ nella calma piatta delle certezze\u00bb (<em>Urla di tuono<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>In <em>Aggrappato al sollievo di un dolore scampato, <\/em>poesia che chiude la raccolta, dopo la tempesta che lo ha travolto fino a farlo quasi naufragare, l\u2019io poetico \u00e8 intrappolato nelle spire di un\u2019effimera illusione, poich\u00e9, consapevole di essere \u00absolo polvere, che nell\u2019universo si guarda\u00bb<em>, <\/em>si dibatte agonicamente, cercando di sfuggire alle ragnatele della sua mente, bramoso di scoprire quella <em>mistica<\/em> <em>rivelazione <\/em>che lo guidi nel trovare il suo posto nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le liriche di <em>Poesie nascoste nella dispensa<\/em> sono intessute di immagini potenti, rese attraverso un linguaggio chiaro ma raffinato; i versi evocativi e la musicalit\u00e0 avvolgente evidenziano luci e ombre dell\u2019esistenza, incoraggiando a viverla nella sua complessit\u00e0 e bellezza, anche nelle situazioni pi\u00f9 complicate.<\/p>\n\n\n\n<p>Gabriella Veschi<\/p>\n\n\n\n<p>Pietro Rosetta, <em>Poesie nascoste nella dispensa<\/em>, prefazione di Enzo Concardi, Guido Miano Editore, Milano 2024, pp. 88, isbn 979-12-81351-21-9, mianoposta@gmail.com.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione di Gabriella Veschi Versi suggestivi, simili a un canto antico che riemerge lentamente e riporta alla luce frammenti del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-69481","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69481","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=69481"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69481\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69484,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69481\/revisions\/69484"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=69481"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=69481"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=69481"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}