{"id":69583,"date":"2025-03-15T09:08:40","date_gmt":"2025-03-15T09:08:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=69583"},"modified":"2025-03-15T09:08:40","modified_gmt":"2025-03-15T09:08:40","slug":"verita-e-denuncia-di-leonardo-sciascia-il-regista-fabrizio-catalano-prosegue-lopera-del-nonno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=69583","title":{"rendered":"Verit\u00e0 e denuncia di Leonardo Sciascia: il regista Fabrizio Catalano prosegue l&#8217;opera del nonno"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Mimma Cucinotta *\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Leonardo-Sciascia-nonno-di-fabrizio-Catalano-regis.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"717\" height=\"353\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Leonardo-Sciascia-nonno-di-fabrizio-Catalano-regis.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-69584\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Leonardo-Sciascia-nonno-di-fabrizio-Catalano-regis.jpg 717w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Leonardo-Sciascia-nonno-di-fabrizio-Catalano-regis-300x148.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/Leonardo-Sciascia-nonno-di-fabrizio-Catalano-regis-150x74.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 717px) 100vw, 717px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Una incursione nel mondo esplorativo e di denuncia di Sciascia.&nbsp;L&#8217;indagine anche se in una mutazione di genere&nbsp; \u00e8 ancora in corso nella versione artistica in Italia e all&#8217;estero. La scomparsa di Majorana a Teatro e Todo Modo per la regia di Fabrizio Catalano brillante autore cinematografico, di saggi spazi di opinione. Una delle poche, autentiche voci scomode rimaste. Un sopravvissuto. Un irregolare. Sul filo della intelligibilit\u00e0 densa e netta di Leonardo Sciascia. Che di Fabrizio Catalano fu il nonno.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>In un processo&nbsp;<\/strong>esplorativo nella storia della civilt\u00e0, la tessitura di costruzioni sociali e storiche sviluppa una trama che intreccia teorie del potere ad analisi trascinanti nel captare particolari minimi e grandi della realt\u00e0. Presentato nei suoi tratti fondamentali l&#8217;esame ridefinisce il \u00abritratto\u00bb contro costruzioni di verit\u00e0 surrogate intorno a dinamiche spesso accolte come certe, capaci di porre in essere un oscuramento della consapevolezza. Meccanismo&nbsp; tendente&nbsp; all&#8217;annullamento della ragione che diviene ostaggio della rappresentazione scenica di grande suggestione.&nbsp;Rappresentazione che azzera il dubbio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Interrogarsi sulle pratiche di costruzione della verit\u00e0 restituisce valore al dubbio elemento fondante di ricerca infinita della verit\u00e0.&nbsp;Verit\u00e0 come esperienza di indagine.&nbsp;<br>Si pone chiaramente un approccio epistemologico alla questione. Tra formulazione affermazione e analisi della realt\u00e0 da un lato e, dall&#8217;altro una fenomelogia del mistero o appunto del dubbio legata al processo antropologico del concetto di verit\u00e0. Ovvero un processo che guarda alla verit\u00e0 all&#8217;interno di una indagine conoscitiva di superamento del&nbsp; pensare monolitico e pacificatore, esaltando le differenze in una logica dialettica. Da cui il mondo delle emozioni, delle relazioni, della mente intesa non solo come ragione e, il mondo spirituale dell&#8217;uomo interagiscono dall&#8217;alto ad una verit\u00e0 generale.<br>Diversamente da certa \u00abconoscenza scientifica\u00bb che si afferma universale, pretendendo essere riconosciuta tale,&nbsp;citando&nbsp;<strong>Raimon Panikkar Alemany<\/strong>&nbsp;(Barcellona,&nbsp;2 novembre&nbsp;1918&nbsp;\u2013&nbsp;Tavertet,&nbsp;26 agosto&nbsp;2010), filosofo,&nbsp;teologo,&nbsp;presbitero&nbsp;e&nbsp;scrittore&nbsp;spagnolo, di cultura indiana e spagnola:&nbsp;Noi \u00abstiamo sopra\u00bb, a un livello sovrastante la realt\u00e0, secondo cui diversi orientamenti di pensiero possono accedere a distinte fonti intelligibili e concorrere alla comprensione della verit\u00e0. Sosteneva cos\u00ec&nbsp;<strong>Panikkar,&nbsp;<\/strong>mistico e teorico del pluralismo della verit\u00e0.&nbsp;<br><strong>La filosofia di un metodo per giungere alla verit\u00e0 da confluenze di studi epistemologici.&nbsp;<\/strong><strong>Un campo che ha suscitato fascinazione tra filosofi, letterati, poeti, scrittori&nbsp; di tutte le epoche anche se non per tutti \u00e8 emerso quel modo di percepire alcuni&nbsp; aspetti dell&#8217;esistere e del morire per i quali fantasia, intuizione si traducono in immagini e vicende.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il cerchio della vita nel senso tragico della morte. All&#8217;interno del concetto di anthr\u00f4pos l&#8217;indagine filosofica dell&#8217;esistenza in un intreccio tra dubbio e verit\u00e0. Il nastro si riavvolge intorno al processo esplorativo e primordiale delle civilt\u00e0. Indagine che non sottrae spazio alla denuncia negli attraversamenti di ogni epoca, secondo codici f<\/strong><strong>ilosofico-sociologici, letterari&nbsp;<\/strong><strong>o razionali.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Analisi coincidenti si trovano negli attraversamenti filosofici di&nbsp;<strong>Pierfranco&nbsp; Bruni<\/strong>, l&#8217;antropologo dallo sguardo epistemologico graffiante nei confronti della societ\u00e0, lungo una prospettiva di denuncia della verit\u00e0 sul piano esistenziale e metafisico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00ab<\/em>Chi ha giuste intuizioni in mezzo a cervelli confusi si trova come uno che abbia un orologio che funziona in una citt\u00e0 dove tutti i campanili hanno orologi che vanno male. Lui solo conosce l\u2019ora esatta, ma a che gli giova? Tutti si regolano secondo gli orologi della citt\u00e0 che indicano l\u2019ora sbagliata, persino chi \u00e8 al corrente che solo il suo orologio segna l\u2019ora giusta.\u201d&nbsp;<strong>Arthur Schopenhauer<\/strong>&nbsp;(1788 &#8211; 1860)<\/p>\n\n\n\n<p>Nella nostra contemporaneit\u00e0 tra i massimi interpreti dei processi antropo-sociologici che coniugando letteratura e ragione ha analizzato profondamente la societ\u00e0 del Novecento, con chirurgico preveggente spirito critico \u00e8 senz&#8217;altro&nbsp;<strong>Leonardo Sciascia<\/strong>&nbsp;(Racalmuto,&nbsp;8 gennaio&nbsp;1921&nbsp;\u2013Palermo,&nbsp;20 novembre&nbsp;1989) scrittore,&nbsp;giornalista,&nbsp;saggista,&nbsp;drammaturgo,&nbsp;poeta,&nbsp;politico&nbsp;e&nbsp;critico d&#8217;arte&nbsp;italiano.&nbsp;Per il quale la rappresentazione della verit\u00e0 legata inscindilbilmente al senso del dubbio e quindi del mistero, afferma il potere della&nbsp; ragione e della bellezza, in ragione del proprio temperamento schietto e avulso da ogni meccanismo sociale&nbsp; mascherato e contradditorio. Male avverso alla societ\u00e0 sfidato da&nbsp;<strong>Sciascia<\/strong>&nbsp;con rara capacit\u00e0 esplorativa dove l&#8217;intuizione, nel superamento del realismo critico si fonda al senso innato di giustezza proprio dello scrittore siciliano di Racalmuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il contrasto di&nbsp;<strong>Leonardo Sciascia<\/strong>, alla \u00abproiezione scenica\u00bb di azzeramento del dubbio, fu di rilevante costanza e coerenza. Nel 1988, un anno prima di morire, dichiar\u00f2: \u00abIo ho dovuto fare i conti da trent\u2019anni a questa parte, prima con coloro che non credevano o non volevano credere all\u2019esistenza della mafia e ora con coloro che non vedono altro che mafia. Di volta in volta sono stato accusato di diffamare la Sicilia o di difenderla troppo; i fisici mi hanno accusato di vilipendere la scienza&#8230;&nbsp;Non sono infallibile; ma credo di aver detto qualche inoppugnabile verit\u00e0. Ho sessantasette anni, ho da rimproverarmi e da rimpiangere tante cose; ma nessuna che abbia a che fare con la malafede, la vanit\u00e0 e gli interessi particolari. Non ho, lo riconosco, il dono dell\u2019opportunit\u00e0 e della prudenza. Ma si \u00e8 come si \u00e8.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque, quello di Sciascia, un viaggio verso la verit\u00e0. Per la verit\u00e0.&nbsp;Uno scavo nel dubbio e nel mistero anche sfidando la scienza. Al centro il tragico.&nbsp;<em>\u00abLa scomparsa di Majorana\u00bb,&nbsp;<\/em>il dramma interiore dello scienziato svanito nel nulla nel 1938 a pochi mesi dallo&nbsp; scoppio della&nbsp; seconda Guerra Mondiale. Una scomparsa finora irrisolta all&#8217;interno di un conflitto psicologico vissuto da&nbsp;<strong>Ettore Majorana<\/strong>, fisico siciliano facente parte della equipe scientifica che scopr\u00ec l&#8217;arma pi\u00f9 micidiale al mondo. La bomba atomica. Alla sparizione di Majorana, tradotta da molti in suicidio,&nbsp;<strong>Leonardo Sciascia<\/strong>&nbsp;dedica una delle opere documentate pi\u00f9 illuminanti della propria produzione letteraria e di inchiesta.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;indagine, anche se in una mutazione di genere, \u00e8 ancora in corso nella versione artistica di recente in tourn\u00e9e per i teatri d\u2019Italia. Sta andando in scena fortemente ispirato al senso della vicenda di&nbsp;<strong>Majorana<\/strong>&nbsp;indagato da&nbsp;<strong>Sciascia<\/strong>, uno spettacolo teatrale secondo i principi di Sciascia: non c&#8217;\u00e8 futuro per l&#8217;umanit\u00e0 senza l&#8217;etica, senza la sincerit\u00e0, senza la poesia. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><em>La scomparsa di Majorana<\/em>&nbsp;a Teatro, per la regia di&nbsp;<strong>Fabrizio Catalano<\/strong>&nbsp;brillante autore di saggi e spazi di opinione sull&#8217;onda della intelligibilit\u00e0 densa netta e carismatica di&nbsp;<strong>Leonardo Sciascia<\/strong>. Che di Fabrizio Catalano fu il nonno.&nbsp;Fabrizio, che ha ormai alle spalle una trentennale e poliedrica carriera tra regie teatrali e cinematografiche, studioso del medievista francese analista del senso del tragico,&nbsp;<strong>Philippe Ari\u00e8s<\/strong>&nbsp;(1914&nbsp;\u2013&nbsp;1984),&nbsp;con incursioni nella letteratura, nella saggistica e nella traduzione dal francese di opere di Georges&nbsp;Rodenbach, \u00c9mile&nbsp;Verhaeren, Auguste de Villers de l\u2019Isle-Adam. Per la divulgazione della letteratura simbolista ha tradotto per la prima volta in italiano&nbsp;<em>La canzone di Eva,&nbsp;<\/em>opera classica mistica e sensoriale&nbsp; scritta nel 1904da&nbsp;<strong>Charles Van Lerberghe<\/strong><strong>s<\/strong>&nbsp;e musicata da&nbsp;<strong>Gabriel Faur\u00e9<\/strong>.&nbsp;<em>Todo modo,&nbsp;<\/em>&nbsp;tra le opere drammaturgiche di denuncia pi\u00f9 espressive portate in scena da Catalano,<strong>i<\/strong><strong>nterpretata da nove attori,<\/strong>&nbsp;l&#8217;irrefrenabile psicosi del potere, spietata manifestazione degenerativa della societ\u00e0. Uno spettacolo imponente&nbsp;<strong>compiutanemente in linea alle premonizioni diremmo divinatorie di Sciascia nel suo romanzo giallo sullo sfondo delle controverse dinamiche socio-politiche e finanziarie che attraversarono l&#8217;Italia degli anni di piombo.&nbsp;&nbsp;<\/strong><em>Todo Modo<\/em>&nbsp;edito da Einaudi nel 1974.<br>Ed ancora, una docufiction,&nbsp;\u00abIrregular\u00bb sulle derive della societ\u00e0 contemporanea girata in Bolivia. Un paese dal&nbsp; \u00abrealismo magico e dimensione spirituale dell\u2019esistenza negli accadimenti quotidiani&#8230;&nbsp; in Bolivia&nbsp;<strong>Fabrizio Catalano&nbsp;<\/strong>ha trovato una dimensione umana possibile &#8230;\u00bb. Cos\u00ec in un saggio densamente articolato uscito il 29 febbraio 2022&nbsp; su&nbsp;<em>Buttanissima Sicilia<\/em>&nbsp;giornale irriverente, la giornalista&nbsp;<strong>Maria Pia Farinella&nbsp;<\/strong>nel delineare in punta di penna la figura del regista&nbsp;<strong>Catalano<\/strong>&nbsp;e il rapporto con un nonno \u00abcosi speciale e cos\u00ec normale\u00bb che fu&nbsp;<strong>Leonardo Sciascia<\/strong>.&nbsp;La pellicola rientra&nbsp; tra&nbsp; i lavori fortemente critici diretti da&nbsp;<strong>Fabrizio Catalano<\/strong>, una delle poche, autentiche voci scomode rimaste in Italia e in Europa. Un sopravvissuto. Appunto, un irregolare.&nbsp;<strong>Oggi pi\u00f9 che mai non ci pu\u00f2 essere scienza senza coscienza.&nbsp;<\/strong>A ottantasette anni dalla sparizione di&nbsp;<strong>Ettore Majorana<\/strong>, fisico siciliano partito in nave da Palermo nel 1938 ma apparentemente mai giunto a Napoli, l&#8217;inchiesta di&nbsp;<strong>Leonardo Sciascia<\/strong>&nbsp;nel libro&nbsp;<em>\u00abLa scomparsa di Majorana\u00bb&nbsp;<\/em>resta la tesi piu convincente .<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Leonardo Sciascia: \u00abUn&#8217;idea morta produce pi\u00f9 fanatismo di un&#8217;idea viva.\u00bb<\/strong><br><strong>Chiediamo a Fabrizio Catalano, regista dello spettacolo teatrale&nbsp;<em>La scomparsa di Majorana<\/em>&nbsp;tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Sciascia, in che modo dubbio mistero e verit\u00e0 riportano sulla scena il principio sociale oltre che culturale della questione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>FC.&nbsp;<em>Per una serie di fattori, che vanno dalla paura di perdere il lavoro all&#8217;ansia di conservare piccole posizioni privilegiate, dal servilismo alla mancanza di contatto con la realt\u00e0, che \u00e8 peraltro uno dei tratti caratteristici della societ\u00e0 contemporanea, il teatro italiano sembra aver perso qualunque capacit\u00e0 di parlare di libert\u00e0 e di giustizia, e di denunciare le pericolose contraddizioni del mondo in cui viviamo. Nessuno o quasi sembra voler correre il rischio di trattare argomenti che potrebbero risultare indigesti al Potere \u2013 ammesso che in Italia ve ne sia davvero uno \u2013 o semplicemente che squarcino il velo dell&#8217;omologazione e della passivit\u00e0. In questo quadro, da diversi anni, a noi \u2013 pronome che non uso a caso, dato che la compagnia \u00e8 realmente una squadra coesa \u2013 \u00e8 parso opportuno provare a raccontare il dramma umano di Ettore Majorana. Il tormento struggente di un individuo che vorrebbe salvare il pianeta dalla catastrofe. E lo abbiamo fatto all&#8217;interno di genere \u2013 il giallo \u2013 in uno spettacolo che \u00e8 al contempo un susseguirsi di emozioni e un monito per l&#8217;avvenire.&nbsp;<\/em><em>La tesi di Sciascia, che noi abbiamo sposato, \u00e8 che questo giovane e promettente fisico siciliano, chiuso in se stesso e concentrato su studi di cui non parlava con nessuno, avesse intuito prima d&#8217;ogni altro la strada per la creazione di una devastante arma nucleare; e ne fosse rimasto atterrito, e avesse voluto dileguarsi prima che il pianeta precipitasse nel baratro dell&#8217;era atomica. Era atomica che adesso incombe su di noi. Abbiamo iniziato a rappresentare questo spettacolo nel marzo 2019: allora il pericolo nucleare e la scienza senza etica sembravano relativamente lontani; dal 2020, invece, sono diventati doloroso pane quotidiano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>In scena quattro personaggi si fondono in un&#8217;azione da brivido in una interminabile notte. Quali i passaggi chiave dello spettacolo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>FC.&nbsp;<em>Questo spettacolo \u00e8 un&#8217;indagine poliziesca, un thriller ad orologeria, in cui una recitazione naturalistica si fonde in un&#8217;atmosfera vagamente onirica, tutto ambientato in una notte d&#8217;agosto del 1945, in una localit\u00e0 italiana che non viene mai definita, ancora dominata dal caos e dalle rappresaglie. I personaggi, in ordine di apparizione, sono quattro: una donna (Giada Colonna) che, dopo aver ucciso da partigiana, \u00e8 tornata a indossare il camice bianco: per medicare, per guarire. Un uomo (Alessio Caruso), avvolto in una tunica da certosino, che rifiuta di rivelare la propria identit\u00e0. Un commissario di. pubblica sicurezza (Roberto Negri) che crede di riconoscere, nei tratti del monaco, quelli di Ettore Majorana, al quale invano ha dato la caccia per tanto tempo. Laura Fermi (Loredana Cannata), la moglie di un illustre premio Nobel con qualche conto in sospeso con l&#8217;etica, chiamata a identificare il giovane scienziato sparito nel nulla.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Per sapere cosa produrr\u00e0 l&#8217;incontro fra questi quattro personaggi, bisogner\u00e0 cercare lo spettacolo in giro per l&#8217;Italia (o anche altrove, visto che lo abbiamo rappresentato pure in Canada, in Serbia e in Polonia). Come da tradizione, meglio non svelare snodi narrativi e finale. Del resto, a volte, pi\u00f9 che la ricostruzione di eventi e dettagli, conta il senso delle cose. E il senso della vicenda di Majorana \u00e8 che non c&#8217;\u00e8 futuro per l&#8217;umanit\u00e0 senza l&#8217;etica, senza la sincerit\u00e0, senza la poesia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>*<em>direttore responsabile Paeseitaliapress.it<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Qui \u00e8 possibile vedere il trailer dello spettacolo:&nbsp;<a href=\"https:\/\/youtu.be\/u6Adqjqe2yE\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/youtu.be\/u6Adqjqe2yE<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>LAROSdi Gino Caudai&nbsp;<br>presenta&nbsp;<strong><em>La scomparsa di Majorana<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>dall&#8217;omonimo romanzo di Leonardo Sciascia &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Loredana Cannata &#8211;&nbsp;Alessio Caruso &#8211;&nbsp;Roberto Negri &#8211; Giada Colonna &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Scene e costumi di Katia Titolo&nbsp; &nbsp;&#8211;&nbsp; &nbsp; Musiche di Fabio Lombardi &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Trasposizione teatrale e regia di Fabrizio Catalano &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>(Fonte Paeseitaliapress.it)<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mimma Cucinotta *\u00a0 Una incursione nel mondo esplorativo e di denuncia di Sciascia.&nbsp;L&#8217;indagine anche se in una mutazione di genere&nbsp; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,10],"tags":[],"class_list":["post-69583","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69583","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=69583"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69583\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69585,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69583\/revisions\/69585"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=69583"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=69583"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=69583"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}