{"id":69619,"date":"2025-03-16T09:14:02","date_gmt":"2025-03-16T09:14:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=69619"},"modified":"2025-03-16T09:14:02","modified_gmt":"2025-03-16T09:14:02","slug":"carlo-michelstaedter-il-goriziano-che-intreccio-filosofia-e-poesia-dal-labirinto-al-senso-di-infinito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=69619","title":{"rendered":"Carlo Michelstaedter. Il goriziano che intrecci\u00f2 filosofia e poesia. Dal labirinto al senso di infinito"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_20250316_080417.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_20250316_080417-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-69620\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_20250316_080417-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_20250316_080417-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_20250316_080417-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_20250316_080417-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_20250316_080417-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/IMG_20250316_080417-2048x2048.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Il Novecento poetico italiano \u00e8 legato ad alcune coordinate che si intrecciano tra forme romantiche e annunci decadenti. La presenza di un \u201cesercizio\u201d della funzione letteraria esistenzialista gioca una partita importante all\u2019interno del contesto della lirica che si libera dalle forme precostituite e assume una funzione onirico \u2013 tragica. Un poeta che ha saputo vivere in questa visione o in questo intreccio \u00e8 certamente Carlo Michelstaedter. Nato a Gorizia nel 1887 e morto suicida nel 1910.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono degli elementi che serpeggiano all\u2019interno della sua parola \u2013 metafora \u2013 linguaggio. Essi sono: &#8211; La tragedia e il labirinto. &#8211; Il tempo e la morte. &#8211; Il senso di infinito e il riferimento mitico.<\/p>\n\n\n\n<p>In Carlo Michelstaedter tutto ci\u00f2 \u00e8 un attraversamento lirico vissuto sul tracciato della vi\u00adta. Non ci sono rapporti impossibili. Anzi costituiscono quella dimensione del dolore dentro la quale i segni e i simboli, le voci e la memoria hanno una elevata esplosione poetica. Una poetica dalle coordinate precise. Una poetica nella quale si creano nuclei mitici di ritorno. Quasi una tensione magica. Ed \u00e8 proprio nel rapporto tempo-morte che questa tensione si sviluppa.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 un dialogo costante con i suoni e le luci della natura. Quasi in ogni poesia c&#8217;\u00e8 un rafforzarsi dell&#8217;immagine prece\u00addente. Certo la poesia michelstaedteriana non procede soltanto per immagini. C&#8217;\u00e8 il sentimento del ritorno che \u00e8 soprattutto un sentimento della tensione. C&#8217;\u00e8 un vociare ad incastro. Il sentimento del tragico \u00e8 il tema conduttore. \u00c8 la centralit\u00e0 &#8216;del discorso poetico. Ed \u00e8 qui, in un incastro fra dolore e tem\u00adpo, fra inquietudine e solitudine, fra senso del perduto e ri\u00adcerca del viaggio (viaggio come riconquista di una terra e co\u00adme reimpossessamento della metafora della riconquista) che il suicidio diventa 1&#8217; \u00abestremo rifugio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>1 nuclei mitici che ritornano sono raggruppabili in un iti\u00adnerario quale il mare, il vento, il porto, la nave, il deserto, la terra. Il senso del distacco fa da corollario. Sono temi dell&#8217;ir\u00adragiungibilit\u00e0 e della distanza. Ma sono anche poli della ac\u00adcomunanza.<\/p>\n\n\n\n<p>La terra michelstaedteriana \u00e8 si il \u00abdeserto\u00bb (l&#8217;agonia nella disperazione) ma \u00e8 anche la speranza (o forse l&#8217;illusione) di una terra promessa. Ma il dolore \u00e8 nell&#8217;inquietudine:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cDato ho la vela al vento e in mezzo all&#8217;onde del mar selvaggio nella notte oscura,<\/p>\n\n\n\n<p>solo, in fragile nave ho abbandonato<\/p>\n\n\n\n<p>il porto della sicurezza inerte.<\/p>\n\n\n\n<p>N\u00e9 deserto e triste<\/p>\n\n\n\n<p>m&#8217;\u00e8 apparso il mar sonante nella notte,<\/p>\n\n\n\n<p>anzi la voce sua come un appello<\/p>\n\n\n\n<p>mi son\u00f2 in cor della mia stessa vita,<\/p>\n\n\n\n<p>mi parve dolce cosa naufragare<\/p>\n\n\n\n<p>nel seno ondoso che col ciel confina,<\/p>\n\n\n\n<p>n\u00e9 temuta ho la morte&#8230;\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec l&#8217;inquietudine si fa tensione tragica. Nei versi ap\u00adpena citati (appartengono alla poesia \u00abA Senia\u00bb) c&#8217;\u00e8 un pro\u00adfondo travaglio esistenziale disteso completamente su una di\u00admensione dove i nuclei mitici sono precisi punti di riferimen\u00adto. C&#8217;\u00e8 il \u00abdeserto mare\u00bb, c&#8217;\u00e8, come abbiamo visto, \u00abil porto della sicurezza inerte\u00bb, ci sono le \u00abnotti insonni\u00bb, c&#8217;\u00e8 un re\u00adcitativo poetico che si intreccia a un canto tipico di ballata.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la grande forza mitica (che forma un paesaggio da luo\u00adghi quasi sacrali) \u00e8 ne \u00abI figli del mare\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui Itti e Senia si parlano e si trasmettono segni di iden\u00adtit\u00e0 lungo il corso di un viaggio che pone continui interroga\u00adtivi. C&#8217;\u00e8 il porto. E c&#8217;\u00e8 la morte. Un canto dove vibra un alo\u00adne magico teso sulla corda di un andare melanconico.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco un passaggio:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSenia, il porto non \u00e8 la terra<\/p>\n\n\n\n<p>dove a ogni brivido del mare<\/p>\n\n\n\n<p>corre pavido a riparare<\/p>\n\n\n\n<p>la stanca vita il pescator.<\/p>\n\n\n\n<p>Senia, il porto \u00e8 la furia del mare,<\/p>\n\n\n\n<p>\u00e8 la furia del nembo pi\u00f9 forte,<\/p>\n\n\n\n<p>quando, libera ride la morte<\/p>\n\n\n\n<p>a chi libero la sfid\u00f2.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 un ritornello che fortifica non solo la parola, ma anche le immagini che dipingono la parola. E c&#8217;\u00e8 la morte, la morte come rifugio, la morte come vita, la morte come equilibrio, la morte, infine, come scelta nel viaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>Emblematico resta, a tal proposito, il \u00abCanto della crisa\u00adlide\u00bb. Ma \u00e8 anche ne \u00ab1 figli del mare\u00bb che il dettato, dettato mitico soprattutto, si compie.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, la morte non \u00e8 abbandono<\/p>\n\n\n\n<p>disse Itti con voce pi\u00f9 forte<\/p>\n\n\n\n<p>`ma \u00e8 il coraggio della morte&#8217;<\/p>\n\n\n\n<p>onde \/a luce sorger\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il coraggio di sopportare<\/p>\n\n\n\n<p>tutto il peso del dolore,<\/p>\n\n\n\n<p>il coraggio di navigare<\/p>\n\n\n\n<p>verso il nostro libero mare,<\/p>\n\n\n\n<p>il coraggio di non sostare<\/p>\n\n\n\n<p>nella cura dell&#8217;avvenire,<\/p>\n\n\n\n<p>il coraggio di non languire<\/p>\n\n\n\n<p>per godere le cose care.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel tuo occhio sotto la pena<\/p>\n\n\n\n<p>arde ancora la fiamma selvaggia,<\/p>\n\n\n\n<p>abbandona la triste spiaggia<\/p>\n\n\n\n<p>e nel mare sarai la sirena.<\/p>\n\n\n\n<p>Se t&#8217;affidi senza timore ben pi\u00f9 forte sapr\u00f2 navigare, se non copri la faccia al dolore<\/p>\n\n\n\n<p>giungeremo al nostro mare.<\/p>\n\n\n\n<p>Senia, il porto \u00e8 la furia del mare,<\/p>\n\n\n\n<p>\u00e8 la furia del nembo pi\u00f9 forte,<\/p>\n\n\n\n<p>quando libera ride la morte<\/p>\n\n\n\n<p>a chi libero la sfid\u00f2.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>In questi versi ci sono elementi importanti che, in un cer\u00adto qual modo, caratterizzano il quadro poetico di Michelstaed\u00adter. Non solo l&#8217;inquieto e angoscioso paesaggio di una dispe\u00adrazione antica \u00e8 nell&#8217;identit\u00e0 di questo poeta, c&#8217;\u00e8 anche una trasformazione mitica che coinvolge sia il processo lirico che la condensazione dei contenuti. Ecco, dunque, la consapevo\u00adlezza del dolore e quel rapporto esemplare che dice: \u00abla vita nella morte\u00bb e \u00abla morte nella vita\u00bb. Bisogna combattere la paura della morte. Bisogna confrontarsi costantemente con il dolore.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon dare agli uomini \u2014 egli scrive in La persuasione e la rettorica \u2014 appoggio alla loro paura della morte, ma to\u00adglier loro questa paura; non dar loro la vita illusoria e i mez\u00adzi a che sempre ancora la chiedono, ma dar loro la vita ora, qui, tutta perch\u00e9 non chiedono: questa \u00e8 l&#8217;attivit\u00e0 che toglie la violenza dalle radici\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Non bisogna barattare la morte con le illusioni. Ecco la sua scelta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco la sua coerenza graffiata sulla pagina di una trage\u00addia che \u00e8 viva nel cuore di una poesia che non si dimentica. Il suicidio, per Michelstaedter, non \u00e8 fuggire la solitudine. E\u2019 saper vivere la solitudine in una consapevolezza che interessa tutta la storia dell&#8217;uomo.<\/p>\n\n\n\n<p>In Michelstaedter c&#8217;\u00e8 sempre \u00abl&#8217;o\u00adra del distacco\u00bb. Una poesia della tensione tragica. Un poeta che segna il nostro tempo in una \u00abebbrezza infinita\u00bb dove amore e morte si incontrano e si ritrovano proprio \u00abai confi\u00adni del mare\u00bb. Un poeta moderno che riesce a strappare al linguaggio ottocentesco una innovazione. Innova in un contesto in cui il Futurismo non \u00e8 ancora esploso completamente. E la sua presenza nel panorama poetico resta un punto di riferimento.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altronde il poeta nasce dentro un processo esistenziale dettato dalla filosofia. Poesia e filosofia si intrecciano attraverso un modello linguistico che porta sia al simbolo che alla metafora. Proprio intorno a questa visione la sua modernit\u00e0 diventa contemporaneit\u00e0 al di l\u00e0 degli esercizi soltanto stilistici. Un poeta nella profondit\u00e0 della vita. Un goriziano tra filosofia e poesia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pierfranco Bruni Il Novecento poetico italiano \u00e8 legato ad alcune coordinate che si intrecciano tra forme romantiche e annunci [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22],"tags":[],"class_list":["post-69619","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69619","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=69619"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69619\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":69621,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/69619\/revisions\/69621"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=69619"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=69619"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=69619"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}