{"id":70480,"date":"2025-04-01T09:34:06","date_gmt":"2025-04-01T09:34:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=70480"},"modified":"2025-04-01T09:34:06","modified_gmt":"2025-04-01T09:34:06","slug":"recensione-libro-un-lunghissimo-addio-di-paolo-parrini-pequod-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=70480","title":{"rendered":"Recensione libro \u00abUn lunghissimo addio\u00bb di Paolo Parrini (peQuod, 2024)"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Rita Bompadre<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Foto-libro-Un-lunghissimo-addio-Paolo-Parrini.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"536\" height=\"755\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Foto-libro-Un-lunghissimo-addio-Paolo-Parrini.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-70481\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Foto-libro-Un-lunghissimo-addio-Paolo-Parrini.jpg 536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Foto-libro-Un-lunghissimo-addio-Paolo-Parrini-213x300.jpg 213w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/Foto-libro-Un-lunghissimo-addio-Paolo-Parrini-106x150.jpg 106w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>\u201cUn lunghissimo addio\u201d di Paolo Parrini (peQuod, 2024 pp. 66 \u20ac 14.00) abbraccia il doloroso congedo e la prolungata accoglienza dell&#8217;esistenza, circonda, con uno stile maturo e consapevole, la profonda riflessione personale intorno al tema originario del distacco, alla ricorrenza crudele delle separazioni. Paolo Parrini innalza l&#8217;invocazione struggente che risuona lungo l&#8217;intensit\u00e0 discreta e raffinata dei suoi versi e diffonde la coscienza dell&#8217;addio, nella forma pi\u00f9 rappresentativa, consolidata nella natura umana, oltrepassando la paura della perdita. Richiama alla memoria la ritualit\u00e0 inevitabile e imprevedibile dell&#8217;abbandono, la narrazione sfumata e indistinta dell&#8217;orizzonte dell&#8217;epilogo, raccomanda la vocazione affettiva a congiungere e conservare le relazioni emotive, come un&#8217;eredit\u00e0 spirituale e realistica orientata alla necessit\u00e0 di ricevere il dono della vicinanza, la protezione e il conforto dagli affetti pi\u00f9 cari, amplifica il patrimonio struggente dell&#8217;autobiografia per analizzare la responsabilit\u00e0 immanente delle esperienze. Riveste la corrispondenza essenziale di ogni accompagnamento temporale di solitudine e di cambiamento, nella possibilit\u00e0 preziosa e ispiratrice, di raccogliere l&#8217;inclinazione unica e meravigliosa di ogni omaggio sentimentale salvifico e inestinguibile. L&#8217;autore definisce un tempo intimo e simbolico, utile per rafforzare la traiettoria evocativa di luoghi, ricordi e persone, contempla la capacit\u00e0 inattesa e miracolosa della transizione, nella realizzazione e nella conservazione dell&#8217;identit\u00e0 personale, l&#8217;attenzione commovente alla gratitudine delle radici. Comprende la necessit\u00e0 di assimilare la solidariet\u00e0 sicura e rassicurante dell&#8217;equilibrio sensibile, nello sguardo infinito sulla dimensione pacifica e silenziosa della salvezza, nella presenza segreta e familiare, solida e positiva, in un contesto, sempre incantevolmente poetico, dove la fortezza dei legami stabilizza il confronto con il mondo e lascia alle spalle la vulnerabilit\u00e0 degli impulsi. La poesia di Paolo Parrini immerge il senso del vuoto e della fugacit\u00e0 nel coraggio di un persistente e immutabile insegnamento morale, lascia parlare la speranza e interrompe l&#8217;inquietudine delle aspettative con la beatitudine dell&#8217;anima, affronta l&#8217;ineluttabile e imprecisa oscurit\u00e0 delle incertezze, lo stupore brumoso del turbamento, l&#8217;inganno infranto della dimenticanza. \u201cUn lunghissimo addio\u201d arriva al lettore come una destinazione restituita al di l\u00e0 di ogni circostanza terrena, oltrepassa l&#8217;interminabile rinvio di ogni distanza fisica, rintraccia la scelta del cuore in ogni percorso della vita, adotta il vincolo del destino per accogliere la desolazione e gestire la malinconia della separazione. Paolo Parrini educa alla significativa e rispettosa bellezza della fine, all&#8217;accettazione estatica della sospensione, all&#8217;incolumit\u00e0 inattaccabile della consolazione, all&#8217;alleanza per una crescita umana e per la continuit\u00e0. Accetta di cambiare sguardo sulla vita e sulla morte, di affrontare le avversit\u00e0 e non temere la dissolvenza, estende, con la delicatezza dei suoi versi, la ragionevolezza e la saggezza, promuove l&#8217;umanizzazione della cura e la dimensione spirituale di un linguaggio che accorda la debolezza e la sofferenza dei nostri affetti verso la rinascita, attraverso l&#8217;esempio di vita di chi, accanto a noi, restaura il bene, l&#8217;amore incondizionato che \u00e8 misura di tutte le cose, il percorso interiore di rinnovamento di chi resta ad aspettare.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Rita Bompadre &#8211; Centro di Lettura \u201cArturo Piatti\u201d <\/em><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/centroletturaarturopiatti\/\">https:\/\/www.facebook.com\/centroletturaarturopiatti\/<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Ti ho visto scendere le scale<\/p>\n\n\n\n<p>il marmo rosa scivoloso e freddo.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla vetrina la tua ombra<\/p>\n\n\n\n<p>era bambina, lo sguardo<\/p>\n\n\n\n<p>acceso dei giorni belli<\/p>\n\n\n\n<p>poi d&#8217;improvviso ecco la sera<\/p>\n\n\n\n<p>la tua poltrona vuota,<\/p>\n\n\n\n<p>il passo non risuona.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora capire quanto tutto<\/p>\n\n\n\n<p>si dilegui,<\/p>\n\n\n\n<p>come sia bello stringerci forte<\/p>\n\n\n\n<p>prima del niente,<\/p>\n\n\n\n<p>prima della morte.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo nero<\/p>\n\n\n\n<p>che soffoca il celeste<\/p>\n\n\n\n<p>mi basta un sorso d&#8217;acqua<\/p>\n\n\n\n<p>un prato tagliato<\/p>\n\n\n\n<p>da annusare.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui perdersi<\/p>\n\n\n\n<p>scivolare.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono i segnali d&#8217;un amore<\/p>\n\n\n\n<p>spento,<\/p>\n\n\n\n<p>quello che resta graffia<\/p>\n\n\n\n<p>come una spina di rosa.<\/p>\n\n\n\n<p>E lascia ferite arrossate<\/p>\n\n\n\n<p>e un battito malato<\/p>\n\n\n\n<p>del cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n\n\n\n<p>Senti?<\/p>\n\n\n\n<p>Suonano campane a festa<\/p>\n\n\n\n<p>i fiori alzano la testa<\/p>\n\n\n\n<p>e tacciono i grilli d&#8217;improvviso.<\/p>\n\n\n\n<p>Quante sere come questa hai gi\u00e0 vissuto<\/p>\n\n\n\n<p>dentro coni di luce<\/p>\n\n\n\n<p>e dolci melodie.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma oggi splende un sole nuovo,<\/p>\n\n\n\n<p>il verde del campo \u00e8 pi\u00f9 verde.<\/p>\n\n\n\n<p>Le nostre mani si intrecciano,<\/p>\n\n\n\n<p>raccontano la vita passata,<\/p>\n\n\n\n<p>sono splendide le dita<\/p>\n\n\n\n<p>a indicare il tempo che verr\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n\n\n\n<p>Si muore rendendo il respiro<\/p>\n\n\n\n<p>gravitando nell&#8217;aria<\/p>\n\n\n\n<p>pieni di terra<\/p>\n\n\n\n<p>e tra gli occhi<\/p>\n\n\n\n<p>un solco fatto lieve.<\/p>\n\n\n\n<p>Si muore per rinascere<\/p>\n\n\n\n<p>diversi<\/p>\n\n\n\n<p>persi tra un sospiro<\/p>\n\n\n\n<p>stanco<\/p>\n\n\n\n<p>e un cielo grigio<\/p>\n\n\n\n<p>l\u00e0 dove migrano le rondini<\/p>\n\n\n\n<p>e i rami degli alberi<\/p>\n\n\n\n<p>si aggrappano alle nuvole.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n\n\n\n<p>Chiudere gli occhi vorrei<\/p>\n\n\n\n<p>tra il giallo dei fiori<\/p>\n\n\n\n<p>e questo vento leggero<\/p>\n\n\n\n<p>che porta gli odori del mare<\/p>\n\n\n\n<p>e mi consola il cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Giacere su questa panchina<\/p>\n\n\n\n<p>odorosa di umanit\u00e0<\/p>\n\n\n\n<p>tra questi archi fatati<\/p>\n\n\n\n<p>forse avr\u00e0 pace il mio cammino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rita Bompadre \u201cUn lunghissimo addio\u201d di Paolo Parrini (peQuod, 2024 pp. 66 \u20ac 14.00) abbraccia il doloroso congedo e la 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