{"id":70728,"date":"2025-04-06T14:55:20","date_gmt":"2025-04-06T14:55:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=70728"},"modified":"2025-04-06T14:56:15","modified_gmt":"2025-04-06T14:56:15","slug":"come-un-miserabile-e-buon-gatto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=70728","title":{"rendered":"Come un miserabile e buon gatto"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/descarga-1-1.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"188\" height=\"268\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/descarga-1-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-70730\" style=\"width:248px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/descarga-1-1.jpeg 188w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/descarga-1-1-105x150.jpeg 105w\" sizes=\"(max-width: 188px) 100vw, 188px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Pasolini e la preghiera del disincanto<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p><em>\u201cPadre nostro che sei nei Cieli\u2026 Che me ne faccio della buona reputazione?\u201d<\/em>&#8211; Pier Paolo Pasolini&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La poesia originale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pier Paolo Pasolini \u2013&nbsp;<em>Padre nostro che sei nei Cieli\u2026<\/em><\/strong><br><em>(da&nbsp;La religione del mio tempo, 1961)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Padre nostro che sei nei Cieli,<\/em><br><em>io non sono mai stato ridicolo in tutta la vita.<\/em><br><em>Ho sempre avuto negli occhi un velo d\u2019ironia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Padre nostro che sei nei Cieli:<\/em><br><em>ecco un tuo figlio che, in terra, \u00e8 padre\u2026<\/em><br><em>\u00c8 a terra, non si difende pi\u00f9\u2026<\/em><br><em>Se tu lo interroghi, egli \u00e8 pronto a risponderti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00c8 loquace. Come quelli che hanno appena avuto<\/em><br><em>una disgrazia e sono abituati alle disgrazie.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Anzi, ha bisogno, lui, di parlare:<\/em><br><em>tanto che ti parla anche se tu non lo interroghi.<\/em><br><em>Quanta inutile buona educazione!<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non sono mai stato maleducato una volta nella mia vita.<\/em><br><em>Avevo il tratto staccato dalle cose, e sapevo tacere.<\/em><br><em>Per difendermi, dopo l\u2019ironia, avevo il silenzio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Padre nostro che sei nei Cieli:<\/em><br><em>sono diventato padre, e il grigio degli alberi<\/em><br><em>sfioriti, e ormai senza frutti,<\/em><br><em>il grigio delle eclissi, per mano tua mi ha sempre difeso.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Mi ha difeso dallo scandalo, dal dare in pasto<\/em><br><em>agli altri il mio potere perduto.<\/em><br><em>Infatti, Dio, io non ho mai dato l\u2019ombra di uno scandalo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ero protetto dal mio possedere e dall\u2019esperienza<\/em><br><em>del possedere, che mi rendeva, appunto,<\/em><br><em>ironico, silenzioso e infine inattaccabile come mio padre.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ora tu mi hai lasciato.<\/em><br><em>Ah, ah, lo so ben io cosa ho sognato<\/em><br><em>quel maledetto pomeriggio! Ho sognato Te.<\/em><br><em>Ecco perch\u00e9 \u00e8 cambiata la mia vita.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E allora, poich\u00e9 Ti ho,<\/em><br><em>che me ne faccio della paura del ridicolo?<\/em><br><em>I miei occhi sono divenuti due buffi e nudi<\/em><br><em>lampioni del mio deserto e della mia miseria.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Padre nostro che sei nei Cieli!<\/em><br><em>Che me ne faccio della mia buona educazione?<\/em><br><em>Chiacchierer\u00f2 con Te come una vecchia, o un povero<\/em><br><em>operaio che viene dalla campagna, reso quasi nudo<\/em><br><em>dalla coscienza dei quattro soldi che guadagna<\/em><br><em>e che d\u00e0 subito alla moglie \u2013 restando, lui, squattrinato,<\/em><br><em>come un ragazzo, malgrado le sue tempie grigie<\/em><br><em>e i calzoni larghi e grigi delle persone anziane\u2026<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Chiacchierer\u00f2 con la mancanza di pudore<\/em><br><em>della gente inferiore, che Ti \u00e8 tanto cara.<\/em><br><em>Sei contento? Ti confido il mio dolore;<\/em><br><em>e sto qui a aspettare la tua risposta<\/em><br><em>come un miserabile e buon gatto aspetta<\/em><br><em>gli avanzi, sotto il tavolo: Ti guardo, Ti guardo fisso,<\/em><br><em>come un bambino imbambolato e senza dignit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La buona reputazione, ah, ah!<\/em><br><em>Padre nostro che sei nei Cieli,<\/em><br><em>cosa me ne faccio della buona reputazione, e del destino<\/em><br><em>\u2013 che sembrava tutt\u2019uno col mio corpo e il mio tratto \u2013<\/em><br><em>di non fare per nessuna ragione al mondo parlare di me?<\/em><br><em>Che me ne faccio di questa persona<\/em><br><em>cos\u00ec ben difesa contro gli imprevisti?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Riflessioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In questa poesia, una delle pi\u00f9 intense della raccolta&nbsp;<em>La religione del mio tempo<\/em>&nbsp;(1961), Pasolini ci mostra la preghiera non come un atto di fede ordinata, ma come un\u2019invocazione disperata, che nasce dalla solitudine e dalla spoliazione. Non \u00e8 la preghiera di un credente tradizionale, ma di un uomo che ha perso le sue difese, che non si rifugia pi\u00f9 nell&#8217;ironia n\u00e9 nel silenzio, ma sceglie di parlare a Dio con la voce nuda della miseria.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autore si rivolge a Dio non dall\u2019alto del pulpito o della cultura, ma come un \u201cgatto buono\u201d, un uomo semplice, derelitto, affamato di risposta. Rinuncia alla sua \u201cbuona reputazione\u201d, all\u2019immagine costruita e contenuta. Ci\u00f2 che resta \u00e8 l\u2019anima svelata, che parla senza vergogna. \u00c8 qui che la poesia tocca la sua vetta: nel momento in cui l\u2019uomo abbandona ogni maschera e, come un bambino, guarda Dio fisso, senza pi\u00f9 difese.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa tensione tra sacro e umano \u00e8 la stessa che attraversa&nbsp;<em>Il Vangelo secondo Matteo<\/em>&nbsp;(1964), il film pi\u00f9 profondamente religioso di Pasolini. In esso, la figura di Cristo non \u00e8 trasfigurata, ma incarnata. Ges\u00f9 \u00e8 giovane, ribelle, povero, circondato da contadini, madri, storpi, pescatori. Non c\u2019\u00e8 oro n\u00e9 incenso, solo polvere, vento e pietra. La religiosit\u00e0 che Pasolini mette in scena \u00e8 simile a quella della poesia: non \u00e8 teologica, ma vissuta, fisica, fatta di fame e sete, di corpi e lacrime.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel film come nella poesia, Dio non \u00e8 un\u2019idea: \u00e8 un interlocutore. E la preghiera non \u00e8 una formula, ma un grido umano. La fede, per Pasolini, non \u00e8 mai dogma: \u00e8 dolore e desiderio, domanda lanciata nel vuoto. \u00c8 per questo che la sua spiritualit\u00e0 ci parla ancora oggi, forse pi\u00f9 che mai.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Poesia ispirata a Pasolini<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u201cCome un gatto buono\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ti parlo, Dio, con mani vuote,<\/em><br><em>non ho pi\u00f9 il gesto elegante di chi sa aspettare.<\/em><br><em>Ho perduto la voce educata del figlio,<\/em><br><em>ho solo questa gola bucata che balbetta il Tuo nome.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Se mi guardi, non scorgi pi\u00f9 l\u2019uomo sicuro:<\/em><br><em>vedrai la polvere nei miei occhi,<\/em><br><em>e la fame che sale, come un pianto,<\/em><br><em>dagli spigoli rotti dell\u2019anima.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Mi hai trovato solo ora, che non so pi\u00f9 fingere,<\/em><br><em>ora che il mio pudore \u00e8 un cencio al vento,<\/em><br><em>ora che mi siedo a mendicare risposte<\/em><br><em>sotto il Tuo tavolo eterno, come un gatto buono.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>E se Ti commuove la mia voce sgraziata,<\/em><br><em>non darmi una lezione: dammi da bere.<\/em><br><em>Io sono ancora tuo, anche se ho disimparato a credere.<\/em><br><em>E resto qui, con la mia vergogna piena d&#8217;amore.&nbsp;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pasolini e la preghiera del disincanto \u201cPadre nostro che sei nei Cieli\u2026 Che me ne faccio della buona reputazione?\u201d&#8211; Pier [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10,22,1],"tags":[],"class_list":["post-70728","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-italiano","category-libros-y-revistas-literatura","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70728","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=70728"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70728\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":70731,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70728\/revisions\/70731"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=70728"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=70728"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=70728"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}