{"id":71596,"date":"2025-04-15T08:40:16","date_gmt":"2025-04-15T08:40:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=71596"},"modified":"2025-04-15T08:40:43","modified_gmt":"2025-04-15T08:40:43","slug":"la-rivoluzione-silenziosa-del-pensiero-clementina-cantillo-e-il-riscatto-filosofico-al-femminile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=71596","title":{"rendered":"La rivoluzione silenziosa del pensiero: Clementina Cantillo e il riscatto filosofico al femminile"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table><tbody><tr><td><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/1000014516-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"932\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/1000014516-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-71133\" style=\"width:331px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/1000014516-1.jpg 960w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/1000014516-1-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/1000014516-1-768x746.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/1000014516-1-150x146.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>\u00abSapere aude: abbi il coraggio di conoscere\u00bb \u2013 Immanuel Kant<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In un mondo sempre pi\u00f9 assordato dalla velocit\u00e0 e dalla comunicazione istantanea, il pensiero profondo sembra spesso una reliquia del passato. Eppure, c&#8217;\u00e8 chi continua a credere nella forza sovversiva della filosofia, nel suo potere di creare ordine nel caos, di fornire strumenti per decifrare la realt\u00e0 e attraversare la complessit\u00e0. Una di queste persone \u00e8 Clementina Cantillo, 63 anni, professoressa ordinaria di Storia della Filosofia all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Salerno, recentemente eletta presidente della Societ\u00e0 filosofica italiana. Un evento che assume contorni storici: \u00e8 la prima donna a ricoprire questa carica in oltre 120 anni di vita dell\u2019istituzione, fondata nel 1906.<\/p>\n\n\n\n<p>Cantillo non \u00e8 soltanto una studiosa. \u00c8 un simbolo. Un emblema vivente della lenta ma inesorabile trasformazione di un mondo del pensiero a lungo dominato dal maschile, spesso incapace \u2013 o non disposto \u2013 a riconoscere la ricchezza del contributo femminile. Per secoli, le donne sono state escluse dal grande racconto della filosofia, non perch\u00e9 incapaci di pensare, ma perch\u00e9 sistematicamente silenziate. In un passaggio divenuto celebre, il filosofo Diderot \u2013 in pieno Illuminismo \u2013 definiva la donna semplicemente come \u201cla femmina dell\u2019uomo\u201d. Una definizione che fotografa perfettamente l\u2019orizzonte entro cui si muoveva l\u2019epoca: la donna non era considerata un soggetto filosofico autonomo, ma una variazione del maschile, una presenza secondaria, se non addirittura un\u2019assenza giustificata.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, la storia della filosofia femminile \u2013 seppur nascosta \u2013 esiste. Le donne hanno pensato, scritto, ragionato, spesso nel silenzio domestico, mentre svolgevano altri compiti, mentre cucivano, accudivano, sbucciavano piselli, come provocatoriamente ricorda l\u2019articolo che ha portato alla ribalta Cantillo. Il loro pensiero non \u00e8 mai mancato. \u00c8 mancato il riconoscimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 nel mondo antico, Ipazia d\u2019Alessandria \u2013 matematica, astronoma, filosofa neoplatonica \u2013 incarnava un modello di sapere femminile che faceva paura al potere. La sua morte violenta per mano di una folla cristiana nel 415 d.C. non \u00e8 soltanto un fatto storico: \u00e8 un simbolo della rimozione sistematica del pensiero delle donne dalla scena pubblica e filosofica. Eppure, la sua figura continua a risorgere, a interpellarci. Ipazia non \u00e8 solo la \u201cprima filosofa\u201d, ma una pioniera che ha pagato con la vita la sua autonomia intellettuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Novecento, altre figure hanno tentato di spezzare questo silenzio. Simone Weil, ad esempio, \u00e8 una delle pi\u00f9 grandi pensatrici del secolo scorso: una donna radicale, mistica, operaia, filosofa, che ha riflettuto come pochi altri sulla relazione tra giustizia e verit\u00e0, forza e fragilit\u00e0, corpo e spirito. In lei la filosofia non \u00e8 mai disgiunta dall\u2019azione: \u00e8 fame di assoluto, desiderio di purezza, sguardo impietoso sulla violenza del potere. Weil ci ricorda che pensare significa esporsi, mettersi in gioco, vivere fino in fondo le conseguenze delle proprie idee.<\/p>\n\n\n\n<p>E come dimenticare Hannah Arendt, che con la sua analisi del totalitarismo e del concetto di \u201cbanalit\u00e0 del male\u201d ha smascherato la deriva del pensiero che si arrende alla burocrazia, alla rinuncia al giudizio? O ancora, Elisabeth Anscombe, Julia Kristeva, Angela Davis, Judith Butler, Adriana Cavarero: filosofe che hanno saputo interrogare la realt\u00e0 partendo da prospettive nuove, spostando il centro della riflessione su corpi, relazioni, identit\u00e0, vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste pensatrici hanno agito spesso in solitudine, ai margini, ma hanno lasciato tracce profondissime. Hanno dimostrato che il pensiero femminile non \u00e8 \u201cdiverso\u201d per natura, ma che ha saputo cogliere angoli ciechi della filosofia dominante, svelare domande che prima non venivano poste. Hanno aperto spazi inediti, attraversando la filosofia con la forza della differenza, senza per questo rinunciare all\u2019universalit\u00e0 della ragione.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo scenario, l\u2019ascesa di Clementina Cantillo non \u00e8 un caso isolato, ma l\u2019esito di un processo culturale in lento movimento. Una tappa significativa di un cammino che parte da lontano. La sua figura si inserisce in questo solco di pensatrici capaci di coniugare rigore e passione, tradizione e innovazione, ragione e ascolto.<\/p>\n\n\n\n<p>Non a caso, la nuova presidente della Societ\u00e0 filosofica italiana sottolinea con forza il legame tra pensiero e nonviolenza. \u201cIl pensiero \u00e8 l\u2019unico antidoto contro la violenza\u201d, afferma. In un tempo in cui la cronaca \u00e8 attraversata da storie di femminicidio, abusi, diseguaglianze, il pensiero filosofico torna ad avere una valenza salvifica. Non \u00e8 solo un\u2019attivit\u00e0 accademica. \u00c8 uno strumento di consapevolezza, un esercizio di ascolto, un modo per abitare il mondo con pi\u00f9 profondit\u00e0 e rispetto.<\/p>\n\n\n\n<p>La filosofia, ci ricorda Cantillo, \u00e8 un\u2019educazione alla lentezza, alla precisione, alla coerenza. \u00c8 una scuola di libert\u00e0, perch\u00e9 insegna che nulla \u00e8 scontato, che ogni certezza va interrogata, che la verit\u00e0 \u00e8 un processo e non un possesso. \u00c8 questo che la rende rivoluzionaria. E forse \u00e8 per questo che le donne \u2013 storicamente abituate a dubitare, a mettere in crisi l\u2019ordine costituito \u2013 sono particolarmente adatte a questo compito.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine, il messaggio che Clementina Cantillo ci lascia \u00e8 tanto semplice quanto potente: \u201cMeglio il cammino del riposo\u201d. Una citazione del filosofo Jos\u00e9 Ortega y Gasset che sembra racchiudere l\u2019essenza della sua visione. La filosofia \u00e8 un cammino. Un esercizio di pazienza, di costanza, di ascolto. Non offre risposte facili, ma insegna a porsi le domande giuste. Non promette scorciatoie, ma traccia sentieri.<\/p>\n\n\n\n<p>In un\u2019epoca in cui tutti sembrano voler correre, Clementina Cantillo ci invita a fermarci, a pensare, a camminare con il pensiero. E ci ricorda che anche il pi\u00f9 lungo dei viaggi comincia da un atto di coraggio: il coraggio di conoscere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u00abSapere aude: abbi il coraggio di conoscere\u00bb \u2013 Immanuel Kant&nbsp; In un mondo sempre pi\u00f9 assordato dalla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,10],"tags":[],"class_list":["post-71596","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/71596","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=71596"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/71596\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":71597,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/71596\/revisions\/71597"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=71596"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=71596"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=71596"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}