{"id":71800,"date":"2025-04-19T10:36:40","date_gmt":"2025-04-19T10:36:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=71800"},"modified":"2025-04-19T10:37:04","modified_gmt":"2025-04-19T10:37:04","slug":"25-aprile-la-liberazione-e-le-sue-ombre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=71800","title":{"rendered":"25 Aprile: la Liberazione e le sue ombre"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/1000014516-1-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"932\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/1000014516-1-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-71653\" style=\"width:299px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/1000014516-1-1.jpg 960w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/1000014516-1-1-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/1000014516-1-1-768x746.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/1000014516-1-1-150x146.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em><br>\u201cIo so. Ma non ho le prove. Io so perch\u00e9 sono un intellettuale, uno scrittore che cerca la verit\u00e0.\u201d \u2013 Pier Paolo Pasolini<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il 25 aprile segna, ufficialmente, la fine dell\u2019occupazione nazifascista e l\u2019avvio della Repubblica democratica. Ma ridurre questa data a una semplice \u201cfesta della libert\u00e0\u201d rischia di appiattirne il significato. La Resistenza \u00e8 stata un\u2019impresa grandiosa, ma anche controversa, attraversata da conflitti, tensioni ideologiche, violenze reciproche, omissioni, e verit\u00e0 scomode ancora oggi in parte rimosse.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La Resistenza non unitaria<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Come storici come Claudio Pavone hanno chiarito, la Resistenza fu anche una&nbsp;<em>guerra civile<\/em>. Non solo contro l\u2019occupante tedesco e i fascisti della Repubblica di Sal\u00f2, ma anche tra diversi gruppi resistenziali. Le divisioni tra comunisti, cattolici, liberali e anarchici esplosero anche con episodi di sangue. In molte zone d\u2019Italia, soprattutto nell\u2019Emilia rossa e nel Piemonte, alcuni partigiani \u201cbianchi\u201d furono eliminati da partigiani \u201crossi\u201d. Le motivazioni andavano da sospetti di collaborazione con il nemico, a differenze ideologiche, a vendette personali mascherate da \u201cgiustizia rivoluzionaria\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Un episodio emblematico fu&nbsp;<strong>l\u2019eccidio di Porz\u00fbs<\/strong>&nbsp;(febbraio 1945), in Friuli Venezia Giulia, dove i partigiani comunisti della Brigata Garibaldi uccisero 17 partigiani della Brigata Osoppo (cattolico-azionisti) accusati \u2013 falsamente \u2013 di collaborazionismo. Tra le vittime, anche&nbsp;<strong>Guido Pasolini<\/strong>, fratello di Pier Paolo. Un trauma che segner\u00e0 profondamente la visione politica del poeta.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Via Rasella e le Fosse Ardeatine<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Un altro punto critico riguarda&nbsp;<strong>l\u2019attentato di via Rasella<\/strong>&nbsp;del 23 marzo 1944, compiuto da un gruppo dei GAP contro una compagnia di SS tedesche. L\u2019azione militare fu efficace ma provoc\u00f2, come rappresaglia,&nbsp;<strong>la strage delle Fosse Ardeatine<\/strong>: 335 civili e prigionieri politici massacrati dai nazisti. I responsabili dell\u2019attentato non si consegnarono \u2013 una scelta strategica legittima per alcuni, criticabile per altri \u2013 e per molti anni non ci fu una riflessione aperta sul rapporto tra azione partigiana e conseguenze civili. Questo silenzio fu vissuto da alcuni come una forma di rimozione collettiva.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Esecuzioni sommarie e il dopoguerra violento<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Negli ultimi giorni della guerra e subito dopo, in molte zone si verificarono&nbsp;<strong>esecuzioni sommarie<\/strong>&nbsp;di fascisti e collaborazionisti, ma anche di semplici sospettati. Alcuni casi furono vendette personali o \u201cregolamenti di conti\u201d coperti dall\u2019ideologia. Il caso di&nbsp;<strong>Giuseppina Ghersi<\/strong>, una ragazzina di 13 anni uccisa a Savona da partigiani nel 1945, \u00e8 uno degli episodi pi\u00f9 discussi, strumentalizzato spesso dalla propaganda ma indicativo di una verit\u00e0 storica da non ignorare: non tutta la violenza fu \u201cgiusta\u201d o necessaria.<\/p>\n\n\n\n<p>Altri episodi dimenticati includono:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>La strage di Codevigo<\/strong>\u00a0(Padova, 1945): centinaia di fascisti e presunti collaborazionisti fucilati senza processo da reparti partigiani.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>Le violenze contro i vinti<\/strong>: in alcune zone del Nord Italia si verificarono linciaggi pubblici, processi sommari, donne rasate e umiliate pubblicamente solo per aver intrattenuto relazioni con soldati tedeschi.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il cinema oltre la retorica<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Molti film hanno raccontato la Resistenza nella sua dimensione pi\u00f9 umana e meno celebrativa:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><strong>\u201cL\u2019Agnese va a morire\u201d<\/strong>\u00a0(1976) di Giuliano Montaldo, tratto dal romanzo di Renata Vigan\u00f2, racconta la scelta di una donna comune che entra nella Resistenza per vendetta e giustizia. Non c\u2019\u00e8 eroismo, ma dolore e solitudine.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>\u201cI piccoli maestri\u201d<\/strong>\u00a0(1998) di Daniele Luchetti, tratto dal romanzo di Luigi Meneghello, mostra un gruppo di giovani universitari che scoprono quanto sia difficile, caotica e moralmente ambigua la lotta partigiana.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>\u201cCorbari\u201d<\/strong>\u00a0(1970) di Valentino Orsini, con Giuliano Gemma, narra la storia vera del partigiano Silvio Corbari e della sua compagna Ada, in lotta contro i fascisti e traditi dagli stessi contadini che difendevano.<\/li>\n\n\n\n<li><strong>\u201cSanguepazzo\u201d<\/strong>\u00a0(2008) di Marco Tullio Giordana, non parla di partigiani ma degli attori fascisti Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, fucilati dai partigiani a guerra finita: una riflessione cupa sulla giustizia sommaria.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il dovere della memoria inquieta<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Pier Paolo Pasolini lo aveva capito: la Resistenza non \u00e8 un monumento da celebrare, ma un processo irrisolto da interrogare. Il suo sguardo tagliente, profetico, scava sotto la retorica per chiedere:&nbsp;<em>chi ha davvero raccolto l\u2019eredit\u00e0 di quei morti?<\/em>&nbsp;La borghesia democristiana, il potere televisivo, il consumismo anni \u201860, la sinistra compromissoria?<\/p>\n\n\n\n<p>La liberazione vera, per Pasolini, non \u00e8 mai avvenuta: \u00ababbiamo perso la guerra due volte\u00bb, scriveva. Prima col fascismo, poi col fascismo che sopravvive nelle forme nuove del potere.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 25 aprile, dunque, non \u00e8 una favola. \u00c8 una storia dura, tragica, controversa. Ed \u00e8 proprio affrontandola senza paura, nella sua verit\u00e0 piena, che possiamo continuare a darle senso. Non per sminuire i partigiani, ma per onorarli davvero \u2014 riconoscendoli come uomini, e non come statue.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u201cIo so. Ma non ho le prove. 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