{"id":72742,"date":"2025-05-05T20:35:08","date_gmt":"2025-05-05T20:35:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=72742"},"modified":"2025-05-05T20:35:08","modified_gmt":"2025-05-05T20:35:08","slug":"antonio-rolla-ricorda-giuseppe-francobandiera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=72742","title":{"rendered":"ANTONIO ROLLA RICORDA GIUSEPPE FRANCOBANDIERA"},"content":{"rendered":"\n<p><em>L\u2019artista pugliese racconta al cronista il fecondo intellettuale e mecenate lucano<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Antonio-Rolla-al-centro-con-alcune-sue-opere.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" data-id=\"72743\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Antonio-Rolla-al-centro-con-alcune-sue-opere-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-72743\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Antonio-Rolla-al-centro-con-alcune-sue-opere-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Antonio-Rolla-al-centro-con-alcune-sue-opere-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Antonio-Rolla-al-centro-con-alcune-sue-opere-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Antonio-Rolla-al-centro-con-alcune-sue-opere-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Antonio-Rolla-al-centro-con-alcune-sue-opere-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Antonio-Rolla-al-centro-con-alcune-sue-opere.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Giuseppe-Francobandiera-secondo-da-dx.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"846\" height=\"535\" data-id=\"72744\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Giuseppe-Francobandiera-secondo-da-dx.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-72744\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Giuseppe-Francobandiera-secondo-da-dx.jpg 846w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Giuseppe-Francobandiera-secondo-da-dx-300x190.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Giuseppe-Francobandiera-secondo-da-dx-768x486.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/Giuseppe-Francobandiera-secondo-da-dx-150x95.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 846px) 100vw, 846px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><em>di Franco Presicci<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La bicicletta \u00e8 libert\u00e0, sport, velocit\u00e0 e tante altre cose. Per <strong>Antonio Rolla<\/strong> \u00e8 metafora del viaggio: partire, andare lontano, lasciare il vecchio per il nuovo, incontrare altra gente, fermarsi in altri luoghi. Tutto questo rappresentano quelle \u201cdue ruote\u201d addossate al muro, sotto una finestra, ai piedi di un monumento, in un cortile, in una piazza, nelle sue opere pittoriche che esercitano immediatamente un\u2019attrattiva, una gioia di luce, un\u2019atmosfera di poesia, un\u2019espressione di serenit\u00e0 e di pace.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Antonio Rolla<\/strong> \u00e8 nato a <strong>Taranto<\/strong>, ma aveva bisogno di altri spazi, di crescere in un altro clima, fra altra gente. La sua bicicletta \u00e8 anche il sogno. Un pedale divelto vuol dire delusione, sconfitta, abbattimento. Andare vuol dire anche tornare. La bici \u00e8 anche la nostalgia del ritorno. Guardi una tela di Rollo e immagini creature, voli con il pensiero: sei un\u2019aquila che plana osservando il paesaggio, che \u00e8 interno a te, come un distesa di speranze.<\/p>\n\n\n\n<p>Li ho osservati, questi suoi quadri: ristorano lo spirito, anche per quei muri bianchi come il latte: bianco interrotto da un fiore. Icastici volti di donna del contado, volti incartapecoriti, e uomini robusti che si tolgono la canotta quasi a volersi prendere tutto il calore del sole. I quadri di <strong>Antonio Rolla<\/strong> contengono il rigore dei sentimenti, la forza dell\u2019amore, il desiderio di una vita migliore, pi\u00f9 vicina agli altri. Quante cose pu\u00f2 significare una faccia, una sagoma. E la bici, anche se legata a un palo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Antonio Rolla<\/strong> trasmette emozioni, coinvolge, ha l\u2019intelligenza della composizione, dello spazio. Poche pennellate e sorge la figura. Dipinge da una vita. Alle elementari gi\u00e0 disegnava e il maestro Pelillo, spiegando il succedersi delle stagioni, lo invitava a disegnare alla lavagna i frutti che ognuna di loro portava. Gi\u00e0 allora aveva una linea spontanea, decisa, continua. Andava a scuola con sacrifici e arriv\u00f2 al diploma magistrale, per accontentare la madre, colmando il tempo libero infoltendo le pagine bianche con schizzi.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi pass\u00f2 alla tavolozza, senza colori sfavillanti. Raggranell\u00f2 un po\u2019 di denaro e pot\u00e9 prendere la strada del liceo artistico di Lecce, dove consegu\u00ec il diploma. Per raggiungere la scuola andava in piazza Ramellini, dove alcune automobili Lancia Appia fungevano da autobus e portavano i passeggeri alle loro destinazione: <strong>Sava<\/strong>, <strong>Manduria<\/strong>, <strong>Latiano<\/strong>, <strong>San Pietro Vernotico<\/strong>, <strong>Lecce<\/strong>. Una volta si accorse di non avere i soldi per il ritorno, e mentre attendeva un santo protettore fu interpellato da un vigile urbano, che resosi conto della situazione, lo accompagn\u00f2 in un alberghetto vicino alla stazione, dove venne ospitato sulla parola: pag\u00f2 il giorno successivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Con il diploma in tasca se ne and\u00f2 a <strong>Roma<\/strong>. Era la fine degli anni \u201860. Nella Capitale fece il pittore di strada a Trinit\u00e0 dei Monti, a piazza Navona&#8230; La mamma non sopportava la sua assenza, e lui torn\u00f2 per farla contenta. Ignorando che la donna si era rivolta a <strong>don Angelo Dettorre<\/strong>, della chiesa di Sant\u2019Antonio, il quale, viste le sue opere, lo present\u00f2 al liceo artistico Lisippo che stava incrementando il numero degli alunni. Dopo il giudizio pi\u00f9 che positivo dell\u2019apposita commissione, <strong>Rolla<\/strong> fu assunto come assistente, diventando poi docente di ruolo di discipline artistiche e vicepreside.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ho ascoltato con piacere, a lungo, questo giovanotto di 78 anni ancora ricco di entusiasmo e di energie. Ha tante cose da raccontare che ogni tanto ho dovuto fermarlo. Non parla tanto di s\u00e9, ma di <strong>Taranto<\/strong>, dove la sua bicicletta qualche volta ha perso il campanello o addirittura la sella o la ruota. Anche questi imprevisti sono metafore di incomprensioni, delusioni, invidie.<\/p>\n\n\n\n<p>Improvvisamente il suo treno cambia binario. \u201cHo conosciuto Giuseppe Francobandiera\u201d, <em>\u201cOttimo, parlami di questo grande personaggio, che purtroppo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9\u201d.<\/em> \u201cLo conobbi nel \u201870, quando gi\u00e0 dirigeva il Circolo culturale Italsider, con sede in corso Umberto, dov\u2019era in corso una mostra dell\u2019amico Alfredo Giusto. Da questa esposizione nacque una stima reciproca, che negli anni divenne amicizia, dimostrata fra l\u2019altro dalle tante volte che mi coinvolse. Per la presentazione del suo libro <em>\u2018L\u2019ultima stella del carro\u2019<\/em> nel salone delle feste della Sem mi chiese di realizzare una litografia da regalare agli ospiti importanti. Non me lo feci ripetere e realizzai <em>\u201cScirocco\u201d<\/em>, un gabbiano che travolto dal vento rischia di finire in una rete da pesca\u201d (<em>l\u2019uccello rappresenta il volo libero che non \u00e8 sempre immune da insidie, ndr<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>Quando <strong>Giuseppe Francobandiera<\/strong> il suo libro lo present\u00f2 a <strong>Brindisi di Montagna<\/strong>, dove aveva le sue radici, invit\u00f2 <strong>Rolla <\/strong>a portare alcuni quadri per arredare la sala comunale e fu la prova della solidit\u00e0 dell\u2019amicizia che legava <strong>Giuseppe <\/strong>e <strong>Antonio<\/strong>, che tra l\u2019altro cre\u00f2 la cartella di litografie <em>\u201cI fatti che contano\u201d. <\/em><strong>Giuseppe Francobandiera<\/strong> era arrivato da poco nella Bimare. Uno spicchio di sole in un cielo attraversato da nuvole vagabonde e scure. Era sincero, schietto, disponibile, cordiale, riservato. In un batter d\u2019occhio riconosceva il furbo, lo scalatore, l\u2019opportunista. All\u2019epoca era molto corteggiato, perch\u00e9 stava aprendo porte socchiuse, dando molto pi\u00f9 fiato alla cultura. Aveva una fantasia sconfinata, una cultura profonda, un enorme spirito d\u2019iniziativa, un\u2019intelligenza vivace.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGli sono stato vicino per anni \u2013 racconta <strong>Antonio<\/strong> \u2013, a volte mi chiamava per avvertirmi che stava per arrivare un camion carico di opere di un artista di grande valore e io correvo per assistere allo scarico\u201d. Mi piacerebbe entrare nei dettagli, ma le pagine non sono elastiche. Antonio lo fa, rispolverando una ricchezza che non ha eredi: fa parte della storia di un uomo instancabile, <strong>Francobandiera<\/strong>, ricco di volont\u00e0 e capacit\u00e0 di costruire. Con lui la <strong>masseria Vaccarella<\/strong> era una fabbrica, una palestra. Era malandata e <strong>Giuseppe<\/strong> le aveva restituito la bellezza: stalle, dimora padronale, cortile, patio, tutto a disposizione della cultura. Quella che era stata il fulcro del lavoro contadino era diventata un centro d\u2019incontri culturali elevatissimo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Francobandiera<\/strong>, venuto dalla <strong>Basilicata<\/strong>, o Lucania (luce), aveva resuscitato una struttura che si stava riducendo in rudere. Inimmaginabile per chi non l\u2019abbia frequentata l\u2019attivit\u00e0 poliedrica in essa esercitata. Vi arrivarono <strong>Renzo Arbore<\/strong>, <strong>Roberto Benigni<\/strong>, <strong>Francesco Guccini<\/strong>, allora giovane&#8230; Per gli spettacoli del Teatro sull\u2019erba sciami di tarantini si riversavano alla Vaccarella e d\u2019inverno al Teatro Orfeo, che accolse <strong>Milva<\/strong> e altri vip della scena. \u201cRicordo <strong>Gigi Proietti<\/strong> in <em>\u2018A me gli occhi, please\u2019<\/em>. Su quella ribalta Peppino ha continuato una tradizione: c\u2019erano stati <strong>Ernesto Calindri<\/strong>, <strong>Emma Gramatica<\/strong>, <strong>Marisa Merlini<\/strong>, <strong>Alighiero Noschese<\/strong>, <strong>Eduardo<\/strong>, <strong>Paolo Poli<\/strong>\u2026 e in tempi pi\u00f9 lontani <strong>Wanda Osiris<\/strong>, la Wandissima.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Le mostre di pittura e scultura alla <strong>Vaccarella<\/strong> non si contano. Tutte di artisti famosi di livello internazionale. \u201cGrazie a Giuseppe ne ho conosciuti tanti, anche <strong>Arnaldo Pomodoro<\/strong>, <strong>Carmelo Cappello<\/strong> che, come altri, realizzarono anche multipli per i soci del Circolo. Grande evento fu \u2018La nave romanza\u2019: un\u2019imbarcazione con pianista e cantanti a bordo che intonavano brani lirici. Ho conosciuto lo scultore <strong>Cappello<\/strong>, <strong>Domenico Cantatore<\/strong>, <strong>Filippo Alto<\/strong>, <strong>Robert Carroll<\/strong>, <strong>Igor Mikoraj<\/strong>, <strong>Pericle Fassini<\/strong>, <strong>Umberto Mastroianni<\/strong>, che sagom\u00f2 una scultura nelle officine dell\u2019Italsider con la collaborazione degli operai. Io creai una cartella di litografie in omaggio a <strong>Raffaele Carrieri<\/strong>, e a presentarla fu <strong>Giovanni Acquaviva<\/strong>, direttore del <em>Corriere del Giorno<\/em>.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Le intuizioni di <strong>Giuseppe Francobandiera<\/strong>, che voleva aprire gli occhi alla cultura di <strong>Taranto<\/strong>, erano gemme. Per la notte di San Lorenzo, quella delle stelle cadenti, invent\u00f2 un\u2019atmosfera quasi surreale con banchetti, postazioni di interpreti di antichi mestieri e un forno che aveva fatto allestire apposta per cuocere pizze speciali. Giuseppe conosceva bene Taranto, i suoi scrittori, i suoi poeti: <strong>Diego Marturano<\/strong>, <strong>Alfredo Nunzio Majorano<\/strong>, <strong>Diego Fedele<\/strong>, <strong>Alfredo Lucifero Petrosillo<\/strong>, <strong>Claudio De Cuia<\/strong> e <strong>Peppino Cravero<\/strong>, poeta dialettale e cultore del vernacolo, \u2026 e li rispettava.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Antonio Rolla<\/strong> \u00e8 un ruscello che porta a valle acqua limpida. Parla di <strong>Peppino Francobandiera <\/strong>con slancio. A lasciargli la parola, racconterebbe con passione la storia di un uomo che qualcuno, come <strong>Franco Zoppo<\/strong>, le cui conferenze raccoglievano siepi di intellettuali rapiti dalla sua parola, lo indicava come sindaco della citt\u00e0, io tra questi, pur essendo lontano da qualche anno dalla mia culla. Francobandiera, alla masseria Vaccarella, forgi\u00f2 momenti straordinari. Qualcuno li ha dimenticati? <strong>Morando Morandini<\/strong>, critico cinematografico del quotidiano <em>\u201cil Giorno\u201d<\/em>, che vi aveva tenuto una conferenza, era tornato ammirato. Peppino invit\u00f2 anche <strong>Gianni Brera<\/strong>, che aveva inventato un linguaggio e aveva scritto per anni anche lui per <em>\u201cil Giorno\u201d<\/em>. Non furono i soli. Non ho sottomano l\u2019elenco.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Francobandiera <\/strong>purtroppo ha cambiato casa: si trova nell\u2019Olimpo dei grandi artefici. E ha lasciato a <strong>Taranto<\/strong> una ricchezza che a quanto pare non ha eredi. Anch\u2019io ho avuto il piacere di conoscere <strong>Giuseppe Francobandiera<\/strong> in casa di <strong>Filippo Alto<\/strong>, a Figazzano, a un tiro di fionda da <strong>Martina Franca<\/strong>, <strong>Cisternino <\/strong>e <strong>Locorotondo<\/strong>. Parlava poco, mai delle sue creature: le migliaia di idee che ha aveva messo in cantiere. Lo interpellai da <strong>Milano<\/strong> quando il film su Garibaldi era stato proiettato nella sale, per chiedergli un commento come avevo fatto con <strong>Bocca<\/strong>, <strong>Montale<\/strong>, <strong>Pillitteri<\/strong>, <strong>Tognoli<\/strong> ed altri. Espresse il suo giudizio con due parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Inventare un altro Francobandiera? E chi pu\u00f2? L\u2019Olimpo \u00e8 pieno e in terra bisognerebbe cercarlo con la lanterna di Diogene, con risultati deludenti. <strong>Giuseppe Francobandiera<\/strong> possiamo solo ricordarlo, con gratitudine e affetto.<\/p>\n\n\n\n<p><em>*Giornalista e scrittore<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019artista pugliese racconta al cronista il fecondo intellettuale e mecenate lucano di Franco Presicci La bicicletta \u00e8 libert\u00e0, sport, velocit\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-72742","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72742","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=72742"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72742\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":72745,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/72742\/revisions\/72745"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=72742"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=72742"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=72742"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}