{"id":73376,"date":"2025-05-16T13:52:21","date_gmt":"2025-05-16T13:52:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=73376"},"modified":"2025-05-16T13:52:39","modified_gmt":"2025-05-16T13:52:39","slug":"agostino-e-maria-zambrano-nella-spiritualita-del-tempo-oggi-e-ieri-una-filosofia-nella-decadenza-del-moderno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=73376","title":{"rendered":"Agostino e Maria Zambrano nella spiritualit\u00e0 del tempo. Oggi e ieri&#8230; Una filosofia nella decadenza del moderno"},"content":{"rendered":"\n<p><em>di Pierfranco Bruni<\/em> <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000137933-scaled.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000137933-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-73377\" style=\"width:263px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000137933-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000137933-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000137933-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000137933-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000137933-113x150.jpg 113w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/1000137933-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La confessione considerata come genere letterario scava nella inquietudine dell&#8217;anima. Quell&#8217;anima immortale nel tempo mortale dell&#8217;amore infinito. Il percorso tra amore e tempo \u00e8 decifrabile come visione onirica. Siamo dentro Sant&#8217;Agostino: \u00abQuelli che amiamo, ma che abbiamo perduto, non sono pi\u00f9 dove erano, ma sono sempre dovunque noi siamo\u00bb. Lo spazio \u00e8 filosofico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una filosofia non sistematica per una filosofa a-sistematica. Il concetto \u00e8 complesso. Pu\u00f2 esistere una filosofia realmente non sistematica, ovvero non accademica, ovvero fuori dalla \u00abnorma\u00bb scientifica?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene s\u00ec. La lezione moderna di Sant\u2019Agostino sta alla base della filosofia post medievale con radicamenti mediterranei.<\/p>\n\n\n\n<p>Sant\u2019Agostino come cerniera tra il sacro e il mito. Ma anche nella Frontiera dell Speranza. Dir\u00e0: \u00abLa speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realt\u00e0 delle cose; il coraggio per cambiarle\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra questi intagli l\u2019opera di Seneca resta fondamento di un viaggio tra la Croce e San Paolo. Una ontologia che penetra la metafisica dell\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abLa nostra anima \u00e8 attraversata da sedimenti di secoli, le radici sono pi\u00f9 grandi dei rami che vedono la luce\u00bb. Sedimenti di secoli. Maria Zambrano \u00e8 questa filosofia che racconta non ci\u00f2 che dell\u2019Occidente ha raccolto ma degli Orienti che non si vedono ma si ascoltano.<\/p>\n\n\n\n<p>La filosofia del metodo o il metodo della filosofia. Un dualismo con il quale spesso si \u00e8 confrontata Maria Zambrano. Lasciando l\u2019imperfetto nella provvisoriet\u00e0. Il pensiero della Zambrano,&nbsp; non accettando la logica, non ha mai inteso la filosofia come accademia o come dettato scientifico. L\u2019aurora \u00e8 una metafora che trova,&nbsp; in ogni notte del pensiero, la luce che lega la speranza alla grazia. Il tempo e la percezione della morte sono singolari viaggi dentro la metafisica dell\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pensiero \u00e8 sempre oltre la storia. Bisogna affidarsi alla memoria per non morire di nostalgia. Bisogna come dice Agostino affidarsi all&#8217;amore: \u00abCome l&#8217;amore cresce dentro di te, cos\u00ec cresce la bellezza. Perch\u00e9 l&#8217;amore \u00e8 la bellezza dell&#8217;anima\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo greci o profondamente legati alla grecit\u00e0? In \u00abL\u2019agonia dell\u2019Europa\u00bb Maria Zambrano scrisse: \u00abIl greco non ha avuto vocazione per la vita; l\u2019ha avuta per la ragione, per la bellezza, per cose che raggiungerebbero il loro essere soltanto in un luogo che non \u00e8 n\u00e9 la vita n\u00e9 la morte, ma l\u2019immortalit\u00e0. E perci\u00f2 i greci scoprirono l\u2019immortalit\u00e0, che in loro ha pi\u00f9 chiarezza e forma che in ogni altro luogo. E questa scoperta e rafforzamento rivela il loro genio positivo e creatore: provando orrore tanto per la vita quanto per la morte \u2013 ecco cos\u2019\u00e8 il pessimismo \u2013 essi scoprirono l\u2019immortalit\u00e0, una sorta di retromondo, scoprirono lessere, un essere che \u00e8 in certo modo contrario alla vita. Tutti i popoli o culture vitalistici rifiutarono l\u2019idea di essere, e non avrebbero mai potuto scoprirla; perch\u00e9 l\u2019 essere \u00e8 al di l\u00e0 della vita e della morte, come la ragione, come la pura bellezza della quale i loro marmi ci inviano il riflesso\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La grecit\u00e0 profonda \u00e8 in quell\u2019abitare il tempo della nostalgia che attraversa tutte le memorie indelebili che sono il viaggio che resta. Tutto ci\u00f2 che resta \u00e8 tutto ci\u00f2 che non si lascia dimenticare. Non si dimentica ci\u00f2 che non vogliamo dimenticare. Ma ci\u00f2 che non cede all\u2019oblio dentro di noi. Involontariamente.<\/p>\n\n\n\n<p>La grecit\u00e0 \u00e8 anche questo destino profondo. Un destino che sconvolge e coinvolge come i poeti tracciano silenzi solitudini e eredit\u00e0. L\u2019esilio e la fine sono viatico di esperienza tra lo sguardo mortale e l\u2019eternit\u00e0 afferrata come metafora nel diabolico che domina nella mortalit\u00e0 dei corpi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 essere assenti e questa assenza \u00e8 un distacco inevitabile che lega il patire al dolore, la lontananza all\u2019indifferenza. Bisogna uscire dalla differenza dell\u2019indifferente per spaginare il sogno dalla realt\u00e0. Si resta reali sino alla morte del reale. Poi avverr\u00e0 altro. Cosa sar\u00e0 mai? \u00abIl sapere delle cose della vita \u00e8 frutto di lunghi patimenti, di lunga osservazione, che ad un tratto si condensa in un istante di lucida visione. Tale sapere si rivela dietro un\u2019evento estremo, un fatto assoluto, come la morte di qualcuno, la malattia o la perdita di un amore\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria Zambrano recupera la dissolvenza nella filosofia e fa del poetico il mito della assidua capacit\u00e0 della volont\u00e0 legata al mistero. Ma il viaggio pu\u00f2 compiersi lungo due strade. L\u2019indifferenza e la pazienza senza mai dimenticare che il gioco della vita e della morte \u00e8 una contraddizione inevitabile. L\u2019indifferenza educa a non morire da morto. A vivere distante nelle distanze e nella pazienza. Accogliere la maschera \u00e8 specchiarsi nell\u2019assurdo e nell\u2019inevitabile soprattutto quando l\u2019esilio diventa il pensiero illuminante del teatro che \u00e8 in noi. Maria Zambrano resta costantemente nel tempo dei tre tempi di Agostino. Ovvero: \u00abI tempi sono tre: presente del passato, presente del presente, presente del futuro. Questi tre tempi sono nella mia anima e non li vedo altrove. Il presente del passato, che \u00e8 la storia; il presente del presente, che \u00e8 la visione; il presente del futuro, che \u00e8 l&#8217;attesa\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Poesia, filosofia e logos. Tre princip\u00ec ma una svolta unica nell\u2019idea zambraniana. Leggo: \u00abL\u2019idea di natura e il logos si corrispondono, si rivelano e si abbandonano al tempo stesso. Visione oggettiva e parola sono lo stesso in ordini diversi. E in virt\u00f9 di ci\u00f2 l\u2019ineffabile, mai completamente sconfitto nella poesia, far\u00e0 la sua comparsa, come se il silenzio, schiacciato dalla parola, da essa spinto verso il mondo delle ombre, si affacciasse chiedendo di essere portato alla luce, di vivere la vita dell\u2019espressione. Ma l\u2019espressione dell\u2019inesprimibile non pu\u00f2 darsi se non istituendo una relazione, la relazione che la maschera ermetica e la maschera sacra, configura: la partecipazione&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>La partecipazione non dovrebbe renderci indifferenti. Ma dobbiamo esserlo per restituire all\u2019esilio la libert\u00e0 di strappare il velo al limite \u2013 confine. Maria Zambrano \u00e8 oltre se l\u2019oltre \u00e8 conoscere le persuasione e la conoscenza del patire. La visione del patire resta fondamentale nella vita di Maria Zambrano. Una filosofa che dedica al mito l\u2019aurora e il silenzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo greci o soltanto legati alla grecit\u00e0? Maria Zambrano unisce l\u2019essere greci con l\u2019essere legati ad una grecit\u00e0 profonda abitando il pensiero del Mediterraneo. Il Mediterraneo \u00e8 il tempo della memoria ma \u00e8 soprattutto il \u00abpensiero divino\u00bb in un \u00abchiaro di bosco\u00bb che \u00e8 il necessario dell\u2019inevitabile del mistero nel mito. Persi nel mistero e nel mistero ritrovati. Un insegnamento che giunge dalla poesia, dal poeta. &lt;&lt;poeta \u00e8 perso nella luce, errante nella bellezza, povero per eccesso, folle per troppa ragione, peccatore in stato di grazia&gt;&gt;.<\/p>\n\n\n\n<p>Maria Zambrano \u00e8 nata il 1904 a V\u00e9lez \u2013 Malaga ed \u00e8 morta a Madrid, dopo un esilio di 45 anni, a Madrid nel 1991. Un esilio diventato viaggio vissuto cercando nel sottosuolo dei demoni la filosofia nella poesia e la dissolvenza come eterno infinito. Di eterni dissolti e diventati infiniti sono fatti i nostri passi. Siamo eredi ma anche trascrittori di anime vaganti nel consapevole pensiero inconsapevole. Siamo greci e non basta. Siamo profondamente omerici e non basta. Siamo l\u2019ulissismo permanente. Siamo dentro quell\u2019ulissismo che \u00e8 un raccontare permanente l\u2019isola e l\u2019esilio. Non restiamo abitatori della storia. Siamo invece abitato dal tempo. Abitatori della storia evitabile ma mai di un tempo inevitabile. \u00c8 qui il punto agostiniano di Maria Zambrano che avvolge il tempo nell\u2019esilio metafisico di un tempo metafisico in cui l&#8217;uomo non deve essere chiedere illusioni ma senso. Con Agostino: \u00abL&#8217;uomo che non si illude \u00e8 assennato a suo danno\u00bb. E qui il legame tra conoscenza e saggezza trova la sua errabonda via verso il mistero e il divino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pierfranco Bruni La confessione considerata come genere letterario scava nella inquietudine dell&#8217;anima. Quell&#8217;anima immortale nel tempo mortale dell&#8217;amore infinito. 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